Cena tra amici

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Le prénom
Anno: 2012
Genere: commedia (colore)
Note: E non "Una Cena fra amici" o "Una cena tra amici". Tratto dalla pièce "Le prénom". Nel 2015 ha avuto un remake italiano, intitolato "Il nome del figlio".
Numero commenti presenti: 34
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Convincente versione francese del CARNAGE polanskiano, Le prénom ha in realtà al suo arco ben più di una svolta in grado di stupire. Meno scoppiettante e preciso di CARNAGE, meno votato alla perfezione stilistica e al meccanismo che non s'inceppa mai, può contare però su una complessità superiore negli sviluppi, lambendo territori semantico-filosofici inattesi. Tutta la disputa sul nome da dare al nascituro (in realtà meno centrale di quanto si possa credere, benché è da qui che nasca tutto il crescendo destinato a sconvolgere la serata) porta con sè riflessioni intelligenti su ciò che dovrebbe sovrintendere a tale scelta, e ci...Leggi tutto si aspetterebbe quasi che l'intero film si esaurisse in quello; mentre invece le mire degli autori sono diverse, e sfruttano la cosa come semplice trampolino di lancio per andare a colpire ben altri bersagli, che coinvolgono la sfera privata di tutti e cinque gli attori coinvolti. Nessun incontro casuale qui, i cinque sono la coppia che vive nell'appartamento (set praticamente unico del film) più il fratello di lei con relativa moglie e un buffo trombonista vagamente effeminato amico di lunga data di tutti i presenti. Nessun segno di tensione o quasi, nelle prime scene, e anzi va detto che forse anche per questo il film fatica un po' a ingranare, prigioniero di dozzinali forzature di montaggio e artifici registici che nel presentare i protagonisti tentano di stupire invano con una brillantezza talvolta fuori luogo. Ci si perde un po' troppo per strada, insomma, ma dal momento dell'annuncio del famoso nome tutto cambia e il film fa una decisa sterzata in direzione del kammerspiel più incisivo, mantenendo per l'intera durata o quasi un'ottima tensione controbilanciata da una massiccia dose d'ironia, a dimostrazione dell'estrema bontà della sceneggiatura. Nel cast spicca nettamente Patrick Bruel (Vincent, il futuro padre), capace di variare espressione con bravura e d'interpretare al meglio la componente più comica. Il film poggia in buona parte sulle sue spalle; meno su quelle di Charles Berling (Pierre, il padrone di casa), comunque notevole e in grado di tenere abilmente testa a Bruel. Troppo sopra le righe e poco divertente nonostante gli sforzi in questo senso Valérie Benguigui (Elisabeth), che si fa superare dalla più intensa Judith El Zein (in realtà molto più in ombra). Il quinto (Guillaume de Tonquedec), single "con sorpresa", resta più sullo sfondo, bonario e conciliante per natura. Non tutto funziona sempre per il meglio, alcune forzature poco credibili danneggiano l'esito complessivo, ma la scrittura è di prima classe (buono anche il doppiaggio italiano), l'umorismo ricercato, gli sviluppi quasi sempre imprevedibili e non si può proprio dire che ci si annoi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/08/12 DAL BENEMERITO BELFAGOR POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/08/12
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Belfagor 3/08/12 09:01 - 2625 commenti

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Ad una cena fra amici, uno degli invitati semina il caos quando annuncia di aver scelto il nome del suo futuro primogenito. Interessante duello verbale in stile Carnage ma più leggero, tipicamente francese nell'abbinare la cucina alla commedia, è una messa a nudo delle ipocrisie e delle meschinità borghesi, oltre che un'inaspettata e caustica decostruzione dei rapporti d'amicizia. "Tutti hanno un'opinione, nessuno dovrebbe dirla" recita il trailer italiano. Forse, ma se così fosse, non ci divertiremmo.
MEMORABILE: Lo sfogo finale di Elisabeth.

Markus 11/08/12 11:48 - 3310 commenti

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Il cinema d'oltralpe - da qualche tempo - sta sfornando ottimi film d'esportazione: l'ennesimo caso è Cena tra amici che, se è vero segue il modello del Carnage polanskiano, in definitiva ha una costruzione così brillante da farci scordare definitivamente la sensazione di déjà vu. Dialoghi intelligenti (spesso colti) e parole centellinate in fase di sceneggiatura creano il classico meccanismo francese della pochade sapendo davvero divertire. Una pellicola convincente.

Nancy 7/09/12 14:39 - 774 commenti

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Una cena tra amici che si risolve in conflitto a causa di molte verità che vengono fuori, innescate da una "confessione" di Vincent, uno dei convitati, riguardo il nome del suo futuro figlio. I due registi probabilmente sono rimasti impressionati dall'ultimo Polanski; il film infatti sembra un rifacimento in salsa francese (c'est à dire, molta meno economy e molta più foggia culturale) del recente Carnage, con attori meno incisivi ma una sceneggiatura più fitta e divertente, che sfocerà veramente, almeno stavolta, in una "carneficina" palpabile.

Puppigallo 18/09/12 17:32 - 4515 commenti

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Attori in parte e un copione incalzante, con notevoli vette umoristiche racchiuse in continui botta e risposta fanno di questa pellicola una piacevole scoperta. E' incredibile come i protagonisti non lascino passare una frase senza analizzarla parola per parola, trovando sempre lo spunto per creare una polemica, che parte leggera, quasi sterile, ma grazie a litri di benzina verbale, divampa in accese discussioni in grado di minare nel profondo chi viene colpito, ma anche il "persecutore", che ne subirà le ire, ricevendo puntuale il colpo basso. Da vedere, pur rischiando di ubriacarsi di parole.
MEMORABILE: "Heil Pepito!"; "E' bello quando mi parli come a un ritardato mentale"; "Mantenendo tutti i cognomi, tra poco avremo carte d'identità da mezzo chilo".

Daniela 20/09/12 08:48 - 9522 commenti

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Fratello e sorella con relativi coniugi, un vecchio amico di entrambi, un bimbo in arrivo, ed ecco apparecchiata la tavola per una cena al massacro dove una domanda banale dà la stura ad un fuoco di fila che non risparmia nessuno... Commedia deliziosa che non nasconde la sua origine teatrale ma la sublima grazie ad un montaggio dai tempi quasi perfetti in grado di mettere in risalto la brillantezza dei dialoghi. In questo doppio di tennis (con giudice a latere ad un certo punto costretto ad entrare in campo), spicca Patrick Bruel, volto mobile e lingua ballerina.
MEMORABILE: "ho una notizia buona ed una cattiva..."

Mickes2 9/10/12 13:43 - 1668 commenti

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Parte in sordina con fiacca introduzione à la Amelie, per poi ingranare e crescere diventando uno scontro al fulmicotone che utilizza lo spunto dell'annuncio di un nome piuttosto problematico per analizzare con lucido occhio antropologico i dissapori e i problemi quotidiani della società odierna. Come in Carnage si smaschera il finto accondiscendere e il falso perbenismo borghese tra registri che spaziano dalla commedia raffinata al dramma trattenuto. Meno coeso del capolavoro Polanskiano, tuttavia molto intelligente e scorretto quanto basta.

Galbo 13/11/12 15:38 - 11422 commenti

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Inevitabile l'accostamento a Carnage di Polanski. Anche questo è tratto (e si vede) da un testo teatrale, e rappresenta un riuscito esempio di cinema "da camera". Un'ottima sceneggiatura e una regia che asseconda i movimenti con grande fluidità, mantenendo sempre un ritmo adeguato, anzi con un "crescendo" piacevole. Il cast prevede la partecipazione di attori poco noti in Italia, ma decisamente efficaci e adeguati ai propri personaggi. Da vedere.

Ilcassiere 29/12/12 09:49 - 283 commenti

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Bello, bellissimo, travolgente... uno di quei film che appena finito vorresti schiacciare di nuovo play e rivederlo da capo. Girato quasi interamente in un appartamento, stile Carnage, questo film francese ha nella sceneggiatura il suo vero fiore all'occhiello. All'inizio le facce degli attori non ispirano un granché, ma poi inizia subito un susseguirsi esplosivo e divertentissimo di dialoghi, battute, litigi, scherzi, equivoci...
MEMORABILE: Heil Pepito!

Coyote 28/03/13 11:16 - 185 commenti

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La sfortuna di questo film è essere uscito pochi mesi dopo Carnage, che per molti aspetti sembra ricalcare. In realtà, paragonato al film di Polanski, non mancano le differenze: in positivo, una mano più calcata sugli aspetti umoristici e la presenza di un personaggio al di fuori dello schema della coppia; in negativo, alcune ruffianerie stile Amélie Poulain (il montaggio nelle prime battute, con il feticismo dei dettagli), delle quali si poteva anche fare a meno. Molto godibile, comunque.

Didda23 17/07/13 15:28 - 2288 commenti

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L'inizio non è esaltante per colpa di certe furbizie tipiche di un certo cinema francese, ma poi esplode inesorabilmente mediante una sceneggiatura scritta da mani baciate dal divino che alternano porzioni antropologicamente interessanti ad altre dal gusto comico sopraffino. La regia segue le vicende con uno spiccato senso del ritmo e della commedia. Il cast è amalgamato talmente bene che si fa una fatica tremenda a decretare il migliore in assoluto. Sparo sulla croce rossa: in Italia una commedia del genere ce la sogniamo (purtroppo).
MEMORABILE: "Sono un coglione dispiaciuto", i soliti banali clichè sugli omossessuali.

Yamagong 27/07/13 19:15 - 274 commenti

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Simpatico psicodramma francese dal ritmo devastante, Le Prenom deve sicuramente molto al Carnage di Polanski, dal quale trae sia i tempi teatrali e l'ambientazione che il modo con cui si sviluppa il battibecco tra i cinque protagonisti, tutti ottimamente interpretati da un cast affiatato e di indubbio talento, ma vi si discosta in virtù di uno svolgimento più disimpegnato e leggero. Stona un po' il finale all'insegna del "volemose bene", tipico di un certo savoir-faire cinematografico d'oltralpe, ma in fondo è giusto che sia così. Piacevole!
MEMORABILE: "500 euro?! Non è di certo un vino da messa!" "Se no ci andrei sempre"; Lo scherzo del bambino morto; Elisabeth si sfoga; La disquisizione sul nome.

Piero68 9/08/13 14:51 - 2768 commenti

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Piacevolissima commedia d'Oltralpe che, se fossimo stati francesi, avremmo gradito (e capito) ancor meglio. Girato tutto in un interno il film fonda la sua forza sulla caratterizzazione dei cinque personaggi e sui dialoghi a tratti davvero irresistibili. Non originalissimo ma fatto con cura e con uno script eccezionale. Roba davvero rara nella cinematografia di oggi. Ben diretto e con un cast assolutamente funzionale. Ma è Bruel il vero mattatore, nella vita privata artista a tutto tondo e appassionato giocatore di poker. Commedia intelligente.
MEMORABILE: Heil Pepito!

Luchi78 8/10/13 16:00 - 1521 commenti

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Dopo i leziosismi del prologo iniziale, il film ci mette decisamente troppo a ingranare, ma nella seconda parte diventa più che godibile. Sin dall'inizio ci si aspetta un gioco di ruoli tra i protagonisti fatto di rivelazioni e dialoghi brillanti, che effettivamente non mancano, ma la vera efficacia si manifesta solo quando la tensione tra i cinque amici/parenti sale di tono, con il classico colpo di scena risolutore. Non deluderà gli appassionati di questo genere cinematografico molto vicino al teatro.

Nando 18/09/13 23:07 - 3485 commenti

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Validissima commedia francese che mostra dialoghi e situazioni interessanti con repentini cambi di argomento e una sceneggiatura sempre scoppiettante e colta. Il sottile umorismo strappa sovente il sorriso ma al tempo stesso genera una riflessione sui vari esponenti del genere umano. Cast affiatatissimo. Da vedere.

Mutaforme 19/09/13 16:33 - 392 commenti

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Film da cinema teatrale, in cui praticamente si svolge tutto in un'unica stanza. In sostanza si tratta di una chiacchierata tra amici, con dialoghi e battute dei protagonisti che creano svariati psicodrammi. A tratti piuttosto noioso, ma con punte davvero esilaranti. **!

Capannelle 23/09/13 12:35 - 3732 commenti

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Molto ben fatto, propone il giusto mix tra commedia brillante e riflessione amara e non si fa scrupoli di menare fendenti al momento opportuno. Ottimi gli attori, un po' esagerato l'intellettuale di sinistra che raggiunge vette di snobismo talmente alte da far dubitare sulla sua concretezza; ma visto che siamo nel paese che ha coccolato Cesare Battisti perché stupirsi?

Pinhead80 10/04/14 15:22 - 3969 commenti

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Quella che dovrebbe essere una conviviale cena tra parenti si trasforma poco alla volta in un vero e proprio gioco al massacro che non esclude niente e nessuno. Una commedia molto cattivella che gioca a scoprirsi poco alla volta in tutta la sua malvagia consistenza. Alla lunga il gioco stufa un po', ma per i primi cinquanta minuti ci si diverte alla grande.

Stelio 27/04/14 22:15 - 384 commenti

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Un Carnage in chiave decisamente più leggera e, a mio avviso, decisamente superiore sul fronte della scrittura. Il lavoro polanskiano in questo accusava più momenti di stanca, scendendo in maniera prevedibile nel melodrammatico: "Cena tra amici" riesce nell'incredibile impresa di tenere duro fino alla fine, con qualche lieve incertezza nella fase centrale successiva alla spumeggiante introduzione "Adolfe". Un lavoro davvero valido, con ottimi interpreti (Berling su tutti).

Hackett 10/08/14 11:37 - 1728 commenti

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Graffiante commedia di stampo teatrale, scritta con intelligenza e recitata con talento. Ritmo serrato, dialoghi caustici e un contributo attoriale notevole, con personaggi che duellano vebalmente creando tensioni e momenti di divertimento. Coinvolgente.

Ultimo 13/08/14 16:40 - 1370 commenti

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Commedia atipica girata quasi completamente nel salotto dove due coppie sposate e un amico di vecchia data si ritrovano per una cena come tante. La voglia di scherzare di uno di loro farà uscire tutta una serie di difetti per ciascuno dei personaggi. Non mancano in ogni caso elementi umoristici. Nel complesso davvero riuscito, e l'ottima recitazione del cast permette la visione di un film che non annoia mai e lascia lo spettatore incollato allo schermo fino alla fine.

Rambo90 16/01/15 23:24 - 6394 commenti

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Frizzante commedia francese, ritmatissima e veloce nonostante sia quasi interamente ambientata all'interno di un salone. Il pregio del film sta nei dialoghi vivaci, fatti di battute simpatiche e intrisi di un ironia spesso pungente. Il cast è ottimamente assortito e la regia fa del suo meglio per non far pesare l'unità di luogo. A tratti sembra di trovarsi di fronte a un Allen d'annata per come i personaggi sanno punzecchiarsi a vicenda, litigare e poi tornare in armonia. Ottimo.

Saintgifts 5/03/15 23:06 - 4098 commenti

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Vero è che tutta la parte iniziale, con la scelta del nome del nascituro, serve per arrivare a scoperchiare cosa gli amici, anche in diversi modi apparentati, pensano gli uni degli altri, togliendo ogni velo di sopportazione alle loro "tranquille" relazioni; ma è comunque un momento troppo lungo, un esercizio verbale più adatto al teatro che non allo schermo. Ottima invece la seconda parte, più cattiva, che vede le rivincite di Guillaume de Tonquedec (dal sorriso che ricorda un certo Jack Lemmon) e di Valérie Benguigui, due volte vittima.
MEMORABILE: Le rivelazioni del "trombone".

Parsifal68 8/09/15 08:40 - 607 commenti

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Straordinario film francese, tutto o quasi girato in un'unica stanza, che basa il suo successo su uno scambio ripetuto di battute e trovate tragicomiche. Accostato a Carnage di Polanski, a mio parere lo supera per la verve dei protagonisti e per l'amara ironia che pervade tutta la durata della pellicola. I pur eccezionali doppiatori italiani non rendono giustizia a un film che ha avuto un gran successo nel suo paese e non, mentre i protagonisti sono bravissimi a rendere la disputa verbale, una guerra quasi fratricida.

Liv 24/01/16 10:47 - 237 commenti

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Scrittura sofisticata (in Italia non ce la faremmo mai ad arrivare a questi livelli) e interpretazione adeguata all'impegnativo copione. Divertenti i "montaggi analoggici" all'inizio, belle le inquadrature che alleviano il senso di asfissia dato dall'ambientazione. La mistura di intellettuale, comico e tragico è mediata con sforzi sovrumani. Ma è soprattutto l'urgenza francese a essere intellettualmente brillante a tutti i costi che appesantisce la fruibilità. Si apprezza ma non si gode.

Deepred89 22/03/18 00:38 - 3292 commenti

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Commedia francese post-Carnage che, dopo un prologo reso fastidioso dall'invadente voce narrante, viaggia per circa una mezz'ora sui binari dell'eccellenza, con una bella idea (il nome discutibile del nascituro) ottimamente sviluppata attraverso dialoghi fulminanti e inarrestabili, dal formidabile effetto comico. Ciò che segue mantiene il ritmo ma non la verve e ogni tanto si avverte qualche leggera caduta (il monologo-lagnanza di Babou). L'idea della presunta omosessualità del single del gruppo tornerà, ampliata, in Perfetti sconosciuti.

Modo 28/08/16 15:25 - 826 commenti

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Ottima commedia che vede i nostri cugini decisamente "avanti" rispetto a noi nell'intrattenimento cinematografico. Il tutto girato con grande efficacia in una stanza. Riuscire con i soli dialoghi a mantenere intatta la voglia di scoprire il finale è qualità rara, ai giorni nostri. Non capisco la traduzione del titolo in italiano! Tra l'altro il tutto gira attorno a un nome di battesimo, causa scatenante dei sottili e gustosi diverbi dei protagonisti. Attori amalgamati perfettamente. Godibilissimo.

Il ferrini 3/01/17 22:53 - 1702 commenti

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Notevole commedia kammerspiel ottimamente recitata e diretta con eccezionale senso del ritmo. Pur essendo un film corale Patrick Bruel ha senza dubbio il ruolo principale e offre una prova davvero sorprendente, soprattutto nei battibecchi "politici" con Charles Berling. Se la Archibugi ne ha ufficialmente realizzato una "cover" italiana, c'è da dire che anche i perfetti sconosciuti di Genovese hanno un palese debito nei confronti di questo film. Davvero un'ottima sceneggiatura, degna di Allen, o se preferite del "massacro" di Polanski.

Giùan 24/01/17 10:23 - 3016 commenti

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Il film che è servito da "pattern" e/o fonte d'ispirazione della "meglio" commedia italiana degli ultimi anni (sob! da Il nome del figlio a Perfetti sconosciuti) è una scaltra operazione di scrittura (non a caso reclama a gran voce la sua origine teatrale), gestita cinematograficamente con ottimo (se pur convenzionale) senso del ritmo e recitata da un cast (fin troppo) perfettamente a fuoco. Berling e Bruel "dartagnaneggian" maramaldi, la Benguigui e la El Zein han splendide facce. Geniale la trovata del nome. Di stereotipata efficacia sciovinista.

Mco 10/04/17 11:36 - 2155 commenti

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Una pièce che unisce commedia e stilemi drammatico-esistenziali in un continuo e incalzante gioco al massacro (verbale ed eccezionalmente fisico). Pare di assistere a una lezione di filosofia figurata, con ampio spazio alla prevaricazione eristica e disgregazione degli ideali precostituiti. Il fiume di parole che ne deriva trascina in un vortice da cui uscire diventa assai arduo, presi tra nomi del nascituro e "mancanze" domestiche, nomignoli e impensabili relazioni sentimentali. Eccellente.

Rufus68 3/09/17 12:03 - 3119 commenti

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Il suo maggior pregio è la tenuta: non è facile rilanciare continuamente situazioni e dialoghi brillanti. Gli autori vi riescono, a costo di qualche forzatura (la gerontofilia di Claude) e il gioco al massacro tiene banco con scioltezza per tutta la durata, nonostante un fisiologico calo nell'ultima mezz'ora. Il gioco di cattiverie alla fine risulta quello che è, solo un gioco, ma va bene così. Commovente la bravura degli interpreti.

Ryo 19/07/18 12:59 - 2169 commenti

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Divertente e brillante commedia francese con un incipt meraviglioso tipicamente francese. L'azione si svolge tutta in un unico ambiente e, proprio come succederà in Perfetti sconosciuti, una piccola scintilla iniziale è il pretesto per tirar fuori tutto ciò che di peggio c'è nell'animo umano, nonostante si tratti di un gruppo di amici e parenti. Ottimi il ritmo e i tempi comici, battute memorabili, recitazione di alto livello.
MEMORABILE: Il momento del soprannome di Claude; Claude che parla del rapporto con Francoise: "Stai zitto!"

Raremirko 8/03/19 23:19 - 517 commenti

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Notevole film corale che vale soprattutto per i dialoghi (fatti bene e spesso tendenti a far riflettere) e per gli attori (tutti affiatati). Lento ma mai noioso, pesca un po' dal passato (Carnage, dell'anno prima), avendo spianato anche la strada a un remake italiano. Sfugge abilmente a stereotipi e a banalità e risulta almeno a tratti credibile. Molto buono, anche dopo più visioni.

Camibella 18/05/20 10:34 - 144 commenti

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Uno scherzo banale in una serata qualunque tra amici degenera quasi in guerra. Scoppiettante commedia francese girata quasi interamente in un'unica stanza e interpretata da attori in assoluto stato di grazia. La sceneggiatura ci regala un serrato scambio di battute senza soluzione di continuità e ricche di un sottile humour di estrema intelligenza che porta, minuto dopo minuto, i protagonisti a rivelarsi segreti inconfessabili e sopiti rancori. Remake italiano molto al di sotto.

Paulaster 23/09/20 10:34 - 2825 commenti

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A una cena si discute del nome del prossimo nascituro. Preambolo arioso tipicamente francese che la prende molto larga fino ad arrivare al fatidico ritrovo. Gli argomenti, anche se sembrano banali, sviscerano ragionamenti ben approfonditi sulle ipocrisie, i difetti e i comportamenti dei partecipanti. Il clima però a volte è eccessivamente acceso tanto da apparire fastidioso e in un ambiente teatrale sarebbe da preferire. La parabola vira poi sui buoni sentimenti e riequilibra il quadro. Nota veramente stonata la donna incinta che fuma dopo cinque mesi di gestazione.
MEMORABILE: Heil Pepito; I nomi dei dittatori; Il sunto al telefono con la madre; La sorpresa in ospedale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 26/09/13 13:30
    Scrivano - 2506 interventi
    Patrick Bruel, l'attore più brillante del film, e di origini algerine e artisticamente nasce cantante. E' pure un giocatore di poker professionista.