La gatta sul tetto che scotta - Film (1958)

La gatta sul tetto che scotta
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Titolo originale: Cat on a Hot Tin Roof
Anno: 1958
Genere: drammatico (colore)
Note: Adattamento di un dramma teatrale (1955) di Tennessee Williams, di grandissimo successo a Broadway, ripulito e purgato per passare il visto censura.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/11/08 DAL BENEMERITO SUNCHASER
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Sunchaser 22/11/08 09:17 - 127 commenti

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Un film da vedere non solo per le straordinarie performance dei suoi attori (sublime la Taylor), ma anche per "gustarsi" l'acido e impietoso spettacolo offerto dal drammaturgo T. Williams, che non fa sconti sull'ipocrisia e sull'immoralità dei suoi personaggi. Regia di grande eleganza, fotografia maestosa, sceneggiatura perfetta: sono questi i film che hanno fatto grande il cinema americano. Candidato a 6 Oscar, non ne vinse nemmeno uno.

Ciavazzaro 23/11/08 11:58 - 4769 commenti

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Ottima riproduzione cinematografica di un classico di Williams. Eccellenti Paul Newman e Elizabeth Taylor (molto in parte), ma non dimentichiamoci di Judith Anderson, Vaughn Taylor e la Sherwood. Ottimo anche il reparto scenico: musica, fotografia e scenografie. Gioiellino.

Tarabas 17/01/09 17:21 - 1878 commenti

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Tratto da uno scabroso testo teatrale, il film racconta la vita di Chance, erede designato di un padre autoritario, sposato a una donna che non ama, tormentato dal tradimento di un amico (che nel testo originale è forse più che un amico). Quando scopre che il padre è in fin di vita, trova la forza di reagire. Straordinaria prova d'attore di Newman e Ives, padre padrone che ritrova la tenerezza per il figlio solo all'ultimo. Brava e bellissima la Taylor, Maggie la gatta che lotta per il suo uomo. La messa in scena asciutta rende il film attualissimo.

Cotola 9/06/09 23:35 - 8977 commenti

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Impietoso ritratto della famiglia-società americana dilaniata dall'ipocrisia e dagli interessi personali. Versione cinematografica abbastanza fedele di una splendida piece di Williams che Brooks mette in scena con grande bravura riuscendo a restituire tutta l'intensità del testo letterario, emozionando e coinvolgendo pienamente lo spettatore. Grandiosa la prova del cast e divinamente bella la Taylor. Splendido e quindi da non perdere.

Saintgifts 11/06/09 23:44 - 4098 commenti

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Una trasposizione cinematografica di un lavoro di Tennessee Williams, di quattro anni prima, che rende onore e non toglie niente alla pieces teatrale. L'ottima regia porta a dare il massimo a un notevole cast di attori: Newman ma soprattutto la Taylor (marito e moglie), che è anche il personaggio più onesto di tutta una ricca e borghese famiglia americana dove le ipocrisie si sprecano, sono superlativi oltre che nel pieno della loro bellezza fisica. Tra di loro c'è una barriera incarnata nell'amico di Newman, morto suicida, che impedisce il sesso.
MEMORABILE: Le dure sparate della Taylor verso la cognata, madre di una numerosa prole e che, forte di questo, mira alla cospicua eredità.

Galbo 14/06/09 22:29 - 12368 commenti

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Tratto da un celebre dramma teatrale di Tennessee Williams, è principalmente un romanzo morale, con il suo autore che prende di mira le ipocrisie e i falsi moralismi dei suoi personaggi, egregiamente sottolineati dalla sceneggiatura e dall'incisiva regia di Richard Brooks. Il film è inotre l'occasione per apprezzare un'egregia performance dei due grandi attori protagonisti.

Daniela 16/06/09 17:34 - 12577 commenti

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Uno di quei film a cui la censura preventiva - obbligando ad una cripticità delle motivazioni del protagonista alle soglie dell'incomprensibile - ha conferito un perverso fascino. In urto con il padre patriarca, Newman respinge la bellissima moglie Taylor e, poichè non si può dire che il suo amico morto era più di un amico, ecco che si mena il can per l'aia con il complesso di colpa e la gelosia eterodiretta. Tormenti e drammi borghesi (c'è una eredità da spartire) del solito Williams, nobilitati da un cast di classe.

Puppigallo 23/11/09 18:58 - 5239 commenti

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Polpettone con personaggi macchietta, che più macchietta non si può. Una valanga di dialoghi che coinvolgono, un padre padrone ai limiti della caricatura, un Newman che beve e spara veleno e una serie di semi ritardati, fratelli, nuore, mogli succubi e così via. Forse, a teatro sarebbe stato sopportabile, ma tutto un film così, con dialoghi che solo in alcuni casi (quando parla il padre) raggiungono discreti livelli, fa pensare che, più del contenuto, qui siano contati i nomi degli attori. La Taylor è quella che ne esce meglio. Mediocre e ultra sopravvalutato.
MEMORABILE: La moglie del fratello di Newman, doppiata da un'oca starnazzante, che oltre a limitarsi a dire stupidaggini (ma lì è il copione), ti fora i timpani.

Lucius 16/06/12 13:08 - 3015 commenti

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Uno di quei film a cui la censura preventiva ha fatto perdere parte del suo fascino, asportandone gli elementi principali alla base dela sceneggiatuea e allontanando nella visione gli spettatori dai reali intendimenti del regista. Il sottotesto è troppo sottointeso, i personaggi secondari sono caricaturali e brutti messi li apposta per esaltare la bellezza della Taylor. Paul Newman è e dà il massimo, in tutti i sensi. Nonostante tutto si resta rapiti dalla classe; possiamo solo immaginare come sarebbe stata meravigliosa la versione integrale.

Addison 10/07/12 10:46 - 90 commenti

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Film leggendario, anche solo per la presenza della mitologica coppia Newman-Taylor, peraltro bravissimi entrambi. Il dramma di Tennessee Williams è stato in effetti alleggerito delle sue componenti per l'epoca più scabrose, ma l'atmosfera decadente e ipocrita dell'originale è comunque ben resa e il film realizzato con estrema cura e professionalità. La regia in particolare sfrutta al meglio lo spazio vasto e al tempo stesso claustrofobico della bianca magione del Sud e il posizionamento e i movimenti dei personaggi al suo intero. Da vedere.

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Deepred89 24/12/12 14:25 - 3692 commenti

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Classicone invecchiato malissimo: statico all'inverosimile (capisco la derivazione teatrale, ma così è insostenibile), eccessivo nei dialoghi e con personaggi di rara odiosità (con il top raggiunto dalla mostruosa cognata di Newman). A salvare il film dal disastro il sempre appetibile Technicolor, l'ottimo Paul Newman e l'innegabile intensità della parte incentrata sul rapporto padre-figlio. Tutto il resto, a partire dall'insopportabile Liz, si regge davvero a fatica e il datato doppiaggio nostrano non aiuta di certo. Sopravvalutato.

Giacomovie 30/12/12 14:52 - 1396 commenti

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Pellicola molto intensa con dialoghi costruiti sapientemente per renderli così incisivi da farli diventate fondamentali. Il furore verbale intensifica il ritmo e conferisce a diverse situazioni notevole pathos. La vicenda è quella che gli americani narrano da decenni ma che non riescono mai a superare: una vita sensa senso legata alle convenzioni e alla falsità dei rapporti. Il film però riesce ad affrontare il tema dei sentimenti sia riguardo alla coppia che a tutto tondo. Liz Taylor è una perfetta "gatta" che ribolle di passione. ****
MEMORABILE: "Io ho il coraggio di morire, quello che voglio sapere è se tu hai il coraggio di vivere"; "L'ipocrisia è il nostro sistema di vita".

Pigro 17/03/13 09:48 - 9605 commenti

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Grande classico hollywoodiano, con due formidabili assi come Taylor e Newman circondati da un cast superlativo: che volere di più? Tecnicamente, un’ottima riscrittura del dramma di Williams, e registicamente una splendida orchestrazione degli spazi, in un magnifico attraversamento di tutti i piani della villa durante la furibonda e spietata riunione di famiglia tra omertà e falsità. Un cinico film sull’ipocrisia, ma a sua volta ipocrita: tolto il movente dell’omosessualità del protagonista, crolla la chiave di volta della storia.

Paulaster 23/01/19 11:08 - 4349 commenti

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Una famiglia si stringe attorno al padre morente. Film più strillato che parlato, indispone soprattutto per il clima ostile che scade nel gratuito. Le paventate ipocrisie sono solo scuse perché i protagonisti si scontrino tra loro. Lacunosa anche la sceneggiatura sul ricordo dell'amico suicida e sul padre che tutto a un tratto si sente male. Alla Taylor sembra si faccia un santino femminista; l'unico che non strafà è Newman, anche se saltellante per il gesso.
MEMORABILE: Newman che sorseggia da bere causticamente; I "simpaticissimi" bambini che nuociono alla visione; La nuora (vedansi i bambini di prima).

Pinhead80 9/05/19 17:19 - 4707 commenti

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Tutto girato all'interno di una grande villa, il film è la storia di una famiglia che al di là delle apparenze presenta un disfacimento morale devastante. La distanza che c'è tra i componenti della famiglia è come il cancro che divora il padre padrone capace solo di comprare gli affetti attraverso le proprie ricchezze. Nonostante sia un film duro da digerire come il whisky ingurgitato da Paul Newman, c'è spazio anche per qualche risata (Burl Ives nei panni del padre di famiglia ne ha sempre per tutti). Senza ombra di dubbio un cult.

Westonberg 14/03/20 01:29 - 31 commenti

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Un classico melò, dai dialoghi brillanti, sceneggiato dall'omonima pièce teatrale di Tennessee Williams apportandone però, causa censura, qualche modifica. Una giovane coppia in crisi (Taylor-Newman) va a far visita ai genitori di lui per l'aggravarsi della salute del padre, generando ed esternando tutto il marcio dei rapporti covati nel tempo. Attori bravissimi e sul pezzo, il film presenta però qualche forzatura di troppo risultando un po' lungo. La Taylor dipinge una donna sensibile e fumantina, con una simpatica avversione per i bambini.
MEMORABILE: La scena iniziale del gelato.

Xamini 19/11/20 10:46 - 1243 commenti

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Opera estremamente teatrale, con scene che passano da una stanza all'altra, giocano con le porte e finestre e si fondano su dialoghi e contrasti. Paul Newman, almeno per la prima metà, è un personaggio glaciale senza possibilità di essere scalfito e gli riesce benissimo, mentre Liz Taylor gli gira attorno, ora infiammata, ora disperata, spesso sensuale. Ma il gioco dei contrasti non si limita a loro due e coinvolge in particolare anche il burbero personaggio del padre. Ne risulta un bel classico, in cui il crescendo emozionale funziona, salvo qualche semplificazione.

Il ferrini 21/02/23 01:10 - 2325 commenti

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Peccato per la censura (già imposta a teatro) a questo testo che funzionerebbe a meraviglia se "l'amico" Skipper, morto suicida, si dicesse chiaramente che aveva una relazione col protagonista. Sostituendola con la classica gelosia per la moglie tutto risulta più debole e in alcuni passaggi forzato. Consigliato ad ogni modo per chi ama il cinema di parola, perché salvo un breve tentativo di fuga in auto è interamente girato in una casa. Se ne parla bene, ed è giusto, ma di difetti ne ha, a partire dalla staticità ma anche alcuni personaggi macchietta.

Noodles 18/09/23 16:08 - 2185 commenti

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Tratto da un'opera teatrale di Tennessee Williams, è un drammone familiare condensato in poche ore. Il film si porta appresso l'originale impianto teatrale nei dialoghi, che sono tantissimi e sono lì a scapito di un'azione pressoché inesistente. Per fortuna i suddetti sono scritti molto bene e piuttosto coinvolgenti, quindi non si soffre per il troppo parlare. Il regista è stato bravo ad aggirare la censura e a inserire comunque la tematica omosessuale, semplicemente facendola immaginare. Cast ottimo per un film molto bello, che lascia l'impressione che non tutto ci venga detto.

Alex75 1/12/23 19:18 - 873 commenti

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Adattamento di una pièce di Tennessee Williams, che mette spietatamente a nudo le brutture, le ipocrisie, i fallimenti e la confusione tra materialità e sentimenti di un gruppo di famiglia in un interno la cui forza sta inevitabilmente nei dialoghi, soprattutto nelle aspre invettive della “gatta” Taylor e negli aforismi del “patriarca” Ives. Alcune caratterizzazioni e alcuni dialoghi sono forse eccessivi e l’oscuramento di ogni riferimento all’omosessualità (dovuto alla censura dell’epoca) rende certi passaggi ambigui e irrisolti, ma ciò non inficia la buona riuscita dell’insieme.
MEMORABILE: L’acida e quasi scimmiesca Mae e la sua orrenda prole; Il confronto in cantina tra Brick e il padre.

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