Mi chiamo Giulia Ross

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: My Name Is Julia Ross
Anno: 1945
Genere: thriller (bianco e nero)
Note: Tratto dal romanzo "The woman in red" di Anthony Gilbert, da cui verrà preso poi anche "Omicidio allo specchio" (1987).
Numero commenti presenti: 8
Papiro: cartaceo

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/04/15 DAL BENEMERITO LODGER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/06/15
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Lodger 27/04/15 17:27 - 3 commenti

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Londra. Giulia Ross cerca un posto di lavoro ma finisce immischiata in una losca e misteriosa congiura. Inquietante e allucinante thriller sul tema dello scambio di persona, che ricorda Hitchcock e Frankenheimer. Breve (solo 65 minuti), denso, coinvolgente e recitato benissimo. Nel 1987 dallo stesso libro Penn trasse Omicidio allo specchio.

Cotola 29/06/15 22:50 - 7553 commenti

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Piccolo gioiellino thriller-noir che sfrutta il tema della donna "prigioniera" senza che se ne sappiano bene i motivi. Ed il merito principale della pellicola è proprio quello di tenere celate per buona parte di essa le intenzioni dei protagonisti fino poi a svelarle nel finale che agli smaliziati spettatori contemporaneai non apparirà sorprendente ma che per l'epoca doveva fare ben altro effetto. La tensione resta costante per tutta la pellicola (forse anche per merito della breve durata: poco più di un'ora). Una di quelle chicche poco conosciute che va recuperata da amanti del genere e non.

Faggi 20/12/15 18:43 - 1507 commenti

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Thriller denso, veloce e intenso con ragazza rapìta e mortalmente insidiata. I più scafati del genere capiranno dopo poco come andranno le cose (se non nella forma sicuramente negli esiti drammaturgici), ma va bene così, il suo valore è altrove; ovvero nel senso di asfissia evocato dalla malvagità della cricca di individui (uno di loro è un pericoloso psicopatico) che tramano per la sua eliminazione fisica. Originale la sequenza finale, che riscatta la prevedibilità del cosiddetto "lieto fine".

Ciavazzaro 14/04/16 23:28 - 4765 commenti

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La grandissima Nina Foch è l'ottima interprete di questo inquietante thriller. Claustrofobico, una discesa della protagonista in un inferno di personaggi crudeli e inumani. E poco importa che siano essi psicopatici come il presunto marito o suoi attivi complici, risultando persino peggiori di lui (la madre); pure i personaggi di contorno risultano odiosi e inumani (la donna delle pulizie). Quasi dispiace la breve durata: non c'è un attimo di respiro, fino al bel finale. Inquietantissimi Mc Ready e il suo pugnale. Da riscoprire.
MEMORABILE: Il finale.

Daniela 9/05/16 22:43 - 9502 commenti

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Ragazza povera e sola al mondo trova lavoro come segretaria di un'anziana signora: ottima paga e bella sistemazione, ma... Breve nella durata e modesto nella dimensione produttiva, ma, a parte qualche trascurabile ingenuità a livello di narrazione, si tratta di un thriller di tutto rispetto, interpretato da un cast azzeccato ed ammirevole per tensione e ritmo. Svelato il piano dell'inedita coppia criminale composta dalla dolce vecchietta e dal figlio psicopatico, la suspence nasce dallo scoprire come la protagonista riuscirà a cavarsela in una situazione apparentemente senza via d'uscita.
MEMORABILE: Il tentativo di fuga nascosta dentro l'auto; La lettera mal celata di proposito; Il finale sulla scogliera

Fedeerra 10/02/18 03:31 - 431 commenti

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Un film che descrive con molta attenzione i meccanismi del rapporto tra la sventurata protagonista e il pericoloso parterre che la circonda: una villa/prigione, un giovane psicotico, un'anziana affabulatrice e un losco piano d'affari. Piccolo gioiellino d'atmosfera, che si dipana come la tela di un ragno; claustrofobico, tenebroso e dal ritmo serrato. Bravissimi tutti gli attori, in particolar modo la bella e fragile Nina Foch.

Myvincent 28/08/18 08:05 - 2572 commenti

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Un delitto, uno psicopatico e una donna che dovrà riempire lo spazio vuoto di una bara. Joseph H. Lewis, autore di diversi B-movies, qui dà il meglio stringendoci nella perenne morsa claustrofobica di una situazione che si ripete, sorvolando su alcune assurdità narrative che stridono. Se si deve simulare un suicidio, perché non farlo da subito? Bianco e nero e scampoli di cinema gotico dei tempi andati.
MEMORABILE: Quel George Macready già marito geloso e folle di Gilda.

Caesars 4/06/20 12:00 - 2721 commenti

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Buon giallo che riesce a creare una giusta dose di suspense e di mistero attorno alle sorti della protagonista. Di brevissima durata (supera di poco i 60'), è recitato più che dignitosamente da interpreti non di grido e vanta una bella fotografia nel classico b&n in uso ai tempi. Giusta la scelta di tenere all'oscuro, fin quasi alla fine,  i motivi della segregazione nella magnifica villa in Cornovaglia. Lewis è regista di non grande notorietà ma autore di alcuni lavori di tutto rispetto. Merita sicuramente almeno una visione.
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