Visita al Museo del Cinema di Torino

24 luglio 2008

Torino
è una vera signora: austera, dignitosa al limite dell’alterigia, ma anche lei ha un lato segreto con il quale diverte e fa sognare molti di noi comuni mortali… sto parlando del Museo del Cinema all’interno della Mole Antonelliana che ho visitato l’altro giorno, una vero e proprio mondo nel quale giocare e sognare con la settima arte. Quella che sto per raccontare è la cronaca di questo viaggio.

Ore 14.00 circa: la Mole si staglia nel cielo terso di un  pomeriggio di luglio; mentre finisco il mio trancio di pizza osservo che all’esterno la visita è indicata a pagamento senza la specifica del prezzo e storco un po’ il naso, comunque ormai ho deciso (Torino non è proprio dietro l’angolo) ed entro avviandomi verso la biglietteria:  il costo si può definire medio, circa € 6,50, e c’è un cartello che presenta un sacco di riduzioni per accordi presi con associazioni varie, compresa qualche assicurazione. In qualità di socia di un circolo associato alla FIAF (Federazione Italiana Foto Amatori) ottengo un biglietto da € 5,00 e inizio l’avventura secondo il percorso indicato dalle frecce  e da numerosi custodi presenti.

L’atmosfera si fa ovattata: le sale sono immerse in una sorta di penombra che induce rispetto e silenzio, e una musica tranquilla introduce ai primi tentativi dell’uomo di riprodurre immagini. In effetti  indicare la Mole solo come sede del Museo Nazionale del Cinema è riduttivo; si tratta invece di un percorso che finisce sì con l’illustrare il cinema, ma partendo con la storia dell’immagine fin dai primi tentativi, come ad esempio disegni rinascimentali e figurine ritagliate issate su paletti di legno a mo’ di marionette che ammiro nelle teche… C’è la riproduzione di una grandissima camera oscura che ricorda i disegni di Leonardo, ci sono caleidoscopi montati sulle macchine originali dell’epoca che proiettano sulla parete disegni psichedelici… in sostanza la prima parte del Museo si snoda come un divertente laboratorio all’interno del quale vengono anche spiegati fenomeni ottici come le distorsioni, la prospettiva falsata, i primi tentativi di disegni animati ottenuti attraverso il passaggio veloce da una posizione all’altra del disegno stesso… Tutto si può vedere, molto si può toccare: siamo adulti e bambini e ci divertiamo come dei matti a passare da un binocolo all’altro per osservare vecchie foto che con un abile gioco di lenti assumono una profondità di campo incredibile.

Non ricordo  i nomi tecnici di tutti i macchinari che osservo,  sono affascinata e divertita e non mi muoverei  più, ma il percorso continua ed è ora di andare nella zona dedicata al cinema….
I custodi  dicono che prima di passare oltre devo guardare un filmato; mi accomodo quindi con altre persone in una saletta  dove su un telo passano alcune immagini che sembrano riprese dai fratelli Lumière, per stile ed epoca: ecco la lotta fra uno spilungone (sembra il nonno di Raimondo Vianello) ed un nano, l’arrivo di un treno… Tutto il girato ha l’aria del primo 900 con la caratteristica velocità del passo ridotto. Mah, comincio ad annoiarmi, sono impaziente di passare alle “cose del cinema” quando… sopresa! Il telo all’improvviso si alza e sembra venirci incontro con tanto di fischio un modello (alto un metro e mezzo) del treno delle Comiche di Villaggio e Pozzetto… in realtà il treno si ferma quasi subito  e c’è pure una sbarra per ogni evenienza, tuttavia l’effetto sullo spettatore è ragguardevole. Adesso siamo pronti a buttarci nel magico mondo della celluloide al piano superiore!

Questa seconda parte è divisa in vari sottopercorsi tematici a carattere didattico: come si fa un film, chi è il regista, cos’è una sceneggiatura e così via, con piccoli pannelli esplicativi da un lato, foto di registi, appunti… Dall’altro lato della parete (siamo come in una sorta di galleria) si possono osservare ambienti ricostruiti all’interno dei quali sono posti cimeli e spesso proiettati ciclicamente spezzoni di film: nel mio giro, in ordine sparso, ammirerò la scrivania di Cacciatore bianco, cuore nero, i telegrammi con i quali Federico Fellini apprese di aver vinto l’Oscar (per La strada, se non erro) alcuni suoi disegni, il suo cappello e la sua sciarpa.

Ci sono sceneggiature con correzioni autografe (ancora Fellini, poi Truffaut, Orson Welles), una bombetta di Charlie Chaplin, un bustino e un paio di scarpe di Marilyn (piccolina,  vedo un 36, in compenso il corpetto…), gli abiti originali indossati da Peter O’ Toole in Lawrence D’Arabia… E’ impossibile elencare tutto, si tratta di una vera e propria immersione nel mondo del cinema che lascia affascinati e forse storditi, ma il meglio deve ancora  venire….

L’AULA DEL TEMPIO

Sbuco  in una grande sala definita alle pareti aula del tempio (la Mole Antonelliana è l’ex sinagoga di Torino): è impossibile descrivere  la suggestione di questo luogo dove le luci, le musiche e tutto  ciò che vi è all’interno è sapientemente dosato: se si guarda in alto si vedranno altri due piani alle pareti dei quali ammirare manifesti di film d’ogni tipo, in basso è allestita una particolare sala cinematografica mentre al centro c’è l’ascensore di vetro che porta in cima alla Mole (alta 52 m): va su è giù continuamente e mi sembra un dolly che riprende noi visitatori.
Decido di non salire oltre il secondo piano e mi accomodo  per gustarmi lo spettacolo gentilmente offerto da due teloni distinti: la poltrona non si può definire tale, si tratta praticamente di una sdraio- letto sopra il quale mi appioppo comodamente mentre un piccolo altoparlante vicino all’orecchio diffonde discreto l’audio.
Il telone a destra proietta immagini di un film che non conosco  e che mi pare girato negli anni 20 (è pure virato in seppia) mentre sull’altro schermo mi gusto una sorta di blob nel quale vengono riproposte scene di film diversi il cui unico denominatore è il ballo: ecco il mambo Loren/De Sica di Pane, amore e…,  la coppia Melato/Celentano di Di Che segno sei?, il ballo dissacratorio Brando/Schneider di Ultimo tango a Parigi (come  era bello Brando, perché ha voluto letteralmente disfarsi prima di morire?), Trintignant circondato dalla Sandrelli, Sanda e un mucchio d’altra gente in un girotondo festaiolo ne Il Conformista mentre Moschin osserva torvo, il tango Tognazzi/Manfredi in Straziami ma di baci saziami e così via.
La poltrona è talmente comoda che mi addormenterei lì cullata dalle immagini, ma bando alle ciance perché manca ancora un pezzettino di percorso: la sala non è chiusa ma ha delle aperture che si aprono su ambienti ricostruiti e riferiti ad uno specifico argomento: cartoni animati? Ecco la porta con la sagoma di Will Coyote… 
horror? Si entra passando sopra una bara chiusa in una teca di vetro… luci rosse? Con indicazione delle medesime si arriva ad un grande letto ovale coperto da una coltre vermiglia sopra le quali ci si stende ad osservare quanto viene proiettato sul soffitto (un alla fine dei conti casto bacio tra Brando e Schneider; passano anche dei bambini, la scena del burro non credo sia  prevista…). Effetti speciali? Ecco i modellini utilizzati per le riprese a passo ridotto di Alien, Jurassic Park e un marchingegno che dovrebbe far provare a chi passa una sensazione di sprofondamento (provare per credere); vi sono anche ricostruiti degli ambienti, dei veri e propri set con tanto di mobili e finestre: un saloon, un bar, una tipica casa anni 50... Vi è persino un omaggio a D’annunzio ed al suo film Cabiria con il mostro egiziano che domina la sala…
La visita volge al termine, è passata più di un’ora e mezzo di full immersion nel mondo dell’immagine e… diciamo la verità , nel sogno.
Esco e mi allontano, ma non posso  fare a meno di girarmi e pensare ancora una volta, mentre la Mole fa da guardia severa a questa città più subalpina che facente parte di una nazione definita per lo più mediterranea (ovvero incline al colore, al folclore al carattere esuberante, ai movimenti... in una parola al cinema?): e brava Mole, e brava  Torino!

ARTICOLO INSERITO DALLA BENEMERITA GUGLY

Articoli simili

commenti (2)

RISULTATI: DI 2
    Manfrin

    21 novembre 2010 21:39

    Grazie Gugly,ora so che devo andarci alla prossima occasione
    Gugly

    15 gennaio 2012 20:19

    Tornata ieri!!!Altra bellissima esperienza!!!

    Unico appunto: Amelio, deve cambiare la selezione dei films che si vedono nell'aula del tempio, ad oggi sono sempre gli stessi, ovvero quelli che ho scritto nell'approfondimento di cui sopra!