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DESTINAZIONE TERRA...

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Destinazione Terra...
Titolo originale:It came from outer space
Dati:Anno: 1953Genere: fantascienza (bianco e nero)
Regia:Jack Arnold
Cast:Richard Carlson, Barbara Rush, Charles Drake, Joe Sawyer, Russell Johnson, Kathleen Hughes, Alan Dexter (n.c.), Robert Carson (n.c.), Kermit Maynard (n.c.)
Visite:1004
Il film ricorda:Alien trespass (a Gestarsh99)
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 17
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Prima incursione nella fantascienza dello specialista Jack Arnold, IT CAME FROM OUTER SPACE è uno di quei film che sconfessa la credenza per cui la fantascienza americana degli Anni Cinquanta presentava solo alieni ostili. Arnold, che con la complicità del celebre scrittore Ray Bradbury (autore del racconto dal quale il film prende spunto) riesce a dirigere un'opera godibile non solo da un punto di vista strettamente di genere; ambienta nel deserto statunitense - dove girò molti altri suoi lavori - un film valorizzato da una sceneggiatura tutt'altro che banale, con dialoghi interessanti (salvo nelle loro puerili divagazioni sentimentali) e una riflessione intelligente sull'America maccartista: il diverso non deve essere annientato perché in apparenza repellente, ma capito e studiato. L'astronave aliena che si pianta disgraziatamente sul nostro pianeta non è foriera di distruzione e avidi desideri di conquista. E Arnold, ricorrendo a pochissimi (e modesti) effetti speciali, gira un perfetto esempio di fantascienza classica, che si innesta nel quotidiano senza stravolgerlo eccessivamente. E per fortuna l'atteggiamento scettico dello sceriffo non è dettato dalla solita ottusità con cui spesso si dipingono le forze dell'ordine; è anzi disposto a credere, pur con ovvia diffidenza. Insomma, non c'è nulla di trascendentale in IT CAME FROM OUTER SPACE, ma tanto buon senso e qualche invenzione interessante (la soggettiva del “mostro”, che vede attraverso una sorta di lenti a contatto liquide e oleose). Recitato correttamente e doppiato in Italia con abuso di termini in disuso.
il DAVINOTTI

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Galbo 2/6/13 8:32 - 11064 commenti

Al netto della inevitabile ingenuità narrativa legata all'epoca della sua realizzazione, Destinazione Terra è un buon film di fantascienza, in grado di anticipare alcuni dei temi che diventeranno dei veri e propri must del genere (l'invasione corporea dei terrestri ad esempio). Affascinante l'ambientazione, accettabili gli effetti speciali, buona la prova degli attori. Godibile.
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Il Gobbo 9/6/13 22:34 - 3011 commenti

Fantascienza buonista con alieni pensosi anche se burberi, e un discreto numero di stilemi del genere, sciorinati da Arnold con polso fermo e se non per la prima volta quasi. Il che accresce l'importanza del film al di là dei meriti specifici. Protagonista insopportabile, magnifica la partner. P.S. "Destinazione" mica tanto...
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Pigro 11/6/09 9:16 - 7406 commenti

Gli alieni atterrano nel deserto e prendono la forma degli umani, ma i testimoni non vengono creduti. Nonostante qualche ingenuità e pregiudizio (lui è astronomo, mentre per lei le stelle sono solo astrologia), il film riserva alcune piacevoli sorprese. Anzitutto una storia ben più sottile di quanto sembri: gli extraterrestri non ostili; l'idea del cielo ma anche del deserto come "fuori"; il non giudicare dalle apparenze. E poi alcune invenzioni di ripresa, tra cui la soggettiva liquida dell'ufo. Titolo italiano opposto al senso del film.
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Puppigallo 22/1/09 18:40 - 4384 commenti

L'inizio è preoccupante, con i due piccioncini che tubano (più che altro, lei ci prova e lui è un baccalà). Poi però irrompe l'astronave, più simile a un fuoco d'artificio e il film prende la giusta piega. Gli attori sono decenti, gli effetti, al minimo sindacale ma efficaci, i dialoghi risultano piacevoli (inevitabilmente, un po' datati) e il ritmo, pur non essendo certo indiavolato, è comunque accettabile. Come in Tarantola, il regista utilizza l'occhio della telecamera come creatura (qui diventa proprio il mega occhio dell'alieno). Mai come in questo caso l'apparenza inganna. Riuscito.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'alieno monocolo, modello lumacone, che lascia dietro di sè una scia che cristallizza. La spassosa colonna sonora che lo segue (più da film horror).
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Homesick 11/8/13 17:00 - 5737 commenti

Uno dei primi esempi di fantascienza umanitaria (fonte un racconto dell’esimio Ray Bradbury), latrice di un messaggio ecumenico per il superamento della paura del “diverso” e per la sua accettazione e comprensione. La regia di Jack Arnold fa perno su scenari desolati (il deserto dell’Arizona, scelto dagli extraterrestri come pista di atterraggio fortuita) e sulle interpretazioni degli attori, abili nell’apparire freddi e robotici nel dare vita ai loro cloni alieni. Funzionale l’effetto “stella cadente” per rappresentare dell’UFO in volo.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le soggettive dell’alieno.
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Daniela 22/7/13 10:27 - 8489 commenti

Gli alieni sono costretti ad un atterraggio di fortuna sul nostro pianeta e, per potersi procurare il necessario per la riparazione della nave spaziale, assumono le fattezze di alcuni terrestri... Agiscono come i baccelloni, ma senza finalità di conquista; piuttosto, essendo saggi, sanno che la razza umana, propensa a rifiutare ciò che non comprende, mal reagirebbe allo loro vista (ammettiamolo: sono più brutti di Gasparri). Prima volta nel deserto di A. per una fantascienza ingenua ma pacifista e aperta alla comprensione delle ragioni altrui, tutt'altro che scontata in epoca di guerra fredda
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Rebis 7/6/13 16:25 - 2075 commenti

Successivo a La Cosa di Hawks e Nyby ma in anticipo sugli Ultracorpi di Siegel, uno "space invaders" cui la scrittura di Bradbury ha conferito complessità facendo dei poliziotti degli agenti dell'odio e dell'astronomo pacifista un "diverso". Arnold imprime al narrato un taglio inquietante, sospeso, al confine tra western e horror, e fa del deserto riarso e inospitale un coprotagonista silenzioso e immane, contraltare scenografico e simbolico: una lezione figurativa cui attingeranno in molti. Strabilianti gli sfx d'epoca usati con autentico senso del meraviglioso. Fuorviante il titolo italiano.
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Caesars 17/2/15 9:19 - 2526 commenti

Fantascienza anni '50 targata Jack Arnold, uno specialista del genere. Certo visto al giorno d'oggi il film soffre di parecchie ingenuità e gli "effetti speciali" non sono molto speciali (riuscita la soggettiva degli alieni, molto ma molto meno il loro look, probabilmente sarebbe stato meglio non mostrarli). La realizzazione più che dignitosa, le discrete interpretazioni da parte degli attori e il messaggio di tolleranza verso ciò che non conosciamo lo rendono un prodotto non entusiasmante ma da vedere.
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Enzus79 5/11/10 16:24 - 1631 commenti

Uno dei migliori film di fantascienza made in USA degli anni '50, dato anche dal fatto che alla regia c'è Jack Arnold, bravissimo del genere. Eliminando le solite pecche dei film di allora, la storia non è mai banale ed è a tratti anche simpatica. Da vedere.
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Rufus68 29/1/17 16:22 - 2744 commenti

Se invecchia non è un classico: più che un'opinione è una legge. Arnold è stato un discreto regista, ma ogni suo celebre prodotto appare molto datato. Egli mostra troppo (e quel che "troppo" non è certo memorabile) e annega la tensione in una viavai prosaico privo di quella profondità comune invece ad altri registi suoi contemporanei (Siegel, Wise, Ulmer). A favore vanno annotati la bella ambientazione desertica e la trovata dei "replicanti". Il messaggio pacifista lascia il tempo che trova.
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Faggi 10/1/16 15:43 - 1428 commenti

"Venuto dallo spazio": così traducendo alla lettera il titolo originale e così è. Arnold intriga con il suo interesse per ciò che proviene da un misterioso altrove e gira con gusto e invenzione; tuttavia c'è qualcosa di imperfetto in questa pellicola che non la eleva al di sopra dell'artigianato (di genio, comunque). Notevoli i personaggi duplicati dagli alieni, interessanti certe soggettive, dignitose interpretazioni, bella ambientazine desertica (sarà migliore in Tarantola). Non è uno dei capolavori del maestro ma si lascia vedere.
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Jena 14/12/19 15:35 - 1084 commenti

Classicissimo e meno ingenuo di quel che può sembrare. L'intuizione geniale di Arnold è l'ambientazione desertica, che già di suo crea un paesaggio lunare, antiumano e che rimanda a mondi alieni in cui si annidano il diverso e il mostro. E poi ci sono i temi classici del controllo mentale, che anticipa tanta fantascienza futura e addirittura l'imitazione/clonazione dei corpi che anticipa il capolavoro di Carpenter (che non a caso adorava questo film). Effetti speciali semplici e artigianali ma non da buttare (l'alieno monocolo). Seminale.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'arrivo dell'astronave/cometa sulla Terra (scena che sconvolse John Carpenter); Le apparizioni dell'alieno; Gli uomini posseduti.
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Von Leppe 1/5/12 11:33 - 976 commenti

La fantascienza apriva la visuale su altri mondi e creature, di solito ostili; in altri casi invece faceva notare i difetti della razza umana, smontando il suo egocentrismo come in questo film del '53 dove già l'ambientazione in un piccolo villaggio sperduto nel deserto e la mancanza dell'esercito lo rendono migliore di alcuni suoi contemporanei. Sopratutto gli alieni, portando scompiglio nella piccola comunità, la faranno riflettere sul razzismo e la diversità in larga scala: nell'universo. Ottime trovate come la scia di polvere di stelle...
I gusti di Von Leppe (Giallo - Horror - Thriller)

R.f.e. 8/5/09 17:00 - 819 commenti

Solitamente preferisco i film con gli alieni "cattivi" del filone 'space invasions' vero e proprio, ma per questo gioiellino mi sento di fare un'eccezione perché secondo me Bradbury e Arnold con questa pellicola in un certo senso "stabilirono le regole" del filone (regole che ritroveremo nei maggiori "classici" del decennio e degli anni successivi). E poi è un film che, considerando l'epoca e i costi esigui, ha un'atmosfera davvero particolare. Quello che una volta si chiamava "sense of wonder" della SF anni cinquanta...
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Jdelarge 19/7/13 1:03 - 765 commenti

Jack Arnold è un grandissimo regista e ogni suo film è riconoscibile dall'estrema eleganza della fotografia e dalle particolari inquadrature (molte soggettive dal punto di vista alieno): qui ritroviamo tutte queste qualità e un soggetto di Ray Bradbury che riesce a esprimere pienamente il concetto innovativo dell'alieno come essere nettamente al di sopra dell'uomo che, a sua volta, è incapace di accettare e soprattutto comprendere il diverso. Buona la prova di tutti gli attori. Caposaldo del cinema fantascientifico.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: John: "Non era ancora il momento per conoscerci".
I gusti di Jdelarge (Drammatico - Giallo - Horror)

Lupoprezzo 20/3/11 18:52 - 635 commenti

La fantascienza di Jack Arnold è il fulgido esempio dei film fantascientifici anni 50: ingenui, semplici, ma veramente genuini. Il punto di vista del regista in diversi suoi lavori è sempre a favore dell'alieno (e questa pellicola ne è un esempio), mostrando come in fin dei conti quelli da temere sono sempre gli esseri umani. Basato su un racconto del grande Ray Bradbury. Diversi classici della fantascienza gli devono qualcosa.
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Megatone 3/5/10 12:56 - 56 commenti

Dall'accoppiata Bradbury-Arnold un classico della sci-fi anni '50 che Spielberg deve aver visto più volte per il suo Incontri ravvicinati. La prima parte ha un gran atmosfera, il "senso della meraviglia" abbonda, le idee pure (la soggettiva gelatinosa degli alieni con la loro scia di polvere di stelle, i movimenti di macchina, i dialoghi sul deserto ed i suoi misteri). Nella seconda, quando si scoprono le intenzioni degli alieni, il ritmo rallenta fino ad una conclusione affrettata e un po' confusionaria. Bellissima Barbara Rush.
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