Sogno di una notte di mezza età - Amoureux de ma femme - Film (2018)

Sogno di una notte di mezza età - Amoureux de ma femme
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Amoureux de ma femme
Anno: 2018
Genere: commedia (colore)
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Diciamo che la mezza età del parodistico titolo italiano se n'è andata da un pezzo per Daniel (Auteuil) e Patrick (Depardieu), amici sulla soglia dei settanta che si rivedono dopo qualche tempo: se però il primo continua la sua tranquilla vita matrimoniale con Isabelle (Kiberlain), il secondo ha lasciato la moglie per stare con Emma (Ugarte), una giovanissima attrice di teatro che, alla cena dei quattro, rapisce subito l'immaginazione di Daniel. Dalle sue fantasie prendono corpo i sogni ad occhi aperti destinati a diventare parte integrante del film; che non saranno immaginifici e avventurosi come quelli "proibiti" di Danny Kaye ma da lì...Leggi tutto pescano, astraendo l'uomo dal contesto conviviale per portarlo a immaginare un'esistenza felice a fianco della splendida fanciulla. Al punto che in più occasioni la percezione dell'universo onirico parallelo si confonde con quello reale, con bruschi ritorni in sé a causa dei quali Daniel ci fa la figura del distratto quando non proprio dello scemo. Nel frattempo sua moglie, scandalizzata dall'idea che Patrick abbia mollato la di lei migliore amica per mettersi con una simile sciacquetta, mostra una ripetuta quanto ovvia irritazione. Ma a Daniel poco importa quanto gli accade intorno: non può fare a meno di restare affascinato dalla fresca bellezza della giovane ospite incappando in costanti balbettamenti che il doppiaggio italiano di Mario Cordova, va detto, rende ottimamente. Purtroppo Auteuil, attore di razza e raffinato commediante, non trova grande sponda nella sceneggiatura di Florian Zeller, che lo costringe a ripetersi troppo spesso, a trasformare vieppiù il suo Daniel in una macchietta diversa dal personaggio interessante e bizzarro che si apprezza nelle prime scene (notevole il duetto con la Kiberlain, quando Daniel deve farle accettare di ospitare a cena Patrick e la sua nuova fiamma). Col passare dei minuti il protagonista pare precipitare sempre di più verso il Villaggio della versione "mostruosa" del film con Danny Kaye: preda di incespicamenti verbali, turbato ad ogni sguardo di Emma, assente, confuso, "nel marasma più completo", come direbbe magari Fracchia. Quelli discorrono come si fa tra amici e lui si immagina a Venezia con lei, in fuga con lei, avvinghiato a lei. Ma quando s'interrompe il sogno e riprende la storia? La vacanza a Ibiza è autentica o sognata? Lo si scoprirà tra uno sguardo malizioso e l'altro, nell'imbarazzo dell'uomo ormai anziano attratto irresistibilmente, puerilmente, dal miraggio di una gioventù lontana. E se negli scambi a quattro la commedia funziona e diverte, con Depardieu in un chiaro ruolo di spalla e Auteuil in quello dell'impacciato, timido e maldestro padrone di casa e della scena, nei sogni ad occhi aperti il ritmo scema nella vana ricerca di una poetica superflua e nociva. Per questo la seconda parte, nella quale il film perde quasi del tutto la sua carica più dirompente per assestarsi sui toni di una commedia adulta, sofisticata ma assai banale e stanca, ci accompagna verso un finale in peggioramento, con inevitabili acceni a una moraletta scontata che mortificano la semplicità vivace delle prime sequenze. Una commedia senile superficiale e fiacca, quantunque innegabilmente spassosa, in alcuni frangenti.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/10/18 DAL DAVINOTTI
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Markus 20/10/18 10:30 - 3696 commenti

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Una cena tra vecchi amici, uno dei quali (Depardieu) ha come nuova "fiamma" una splendida ragazza (Ugarte) che potrebbe essere sua figlia, dà adito a conturbanti pensieri dell'amico (Auteuil, anche regista del film) a dir poco infatuato da cotanta bellezza. Commedia teatrale che utilizza - ormai stancamente - la "formula" della cena per sviluppare tutta una serie di equivoci, gag e sogni a occhi aperti che trascinano lo spettatore tra fantasia e "realtà". La formula, seppur ripetitiva e non certo originale, funziona per la vis comica di Auteuil.

Rambo90 14/01/19 23:47 - 7707 commenti

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Parte bene, in modo frizzante e con un paio di bei duetti tra Auteuil e la Kiberlain, ma ben presto si intuisce che l'idea su cui è costruito il film è una sola. Andirvieni tra realtà e fantasia che presto stancano, esaurendo la verve in una sorta di romanticismo senile con moralina posticcia annessa. Certo gli interpreti sono bravi (anche se Depardieu è in un ruolo da gregario), ma serviva una sceneggiatura più movimentata per valorizzarli al meglio. Parzialmente deludente.

Daniela 16/01/19 00:16 - 12709 commenti

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Il maturo Daniel riesce a far digerire alla moglie l'invito a cena dell'amico Patrick e della sua nuova fiamma, una donna molto più giovane. Durante la serata, di fronte alla bellezza prorompente della ragazza, la fantasia del padrone di casa si scatena... Inevitabile il confronto con Sogni proibiti, penalizzante per questa modesta commedia che ha il difetto di reggersi su una sceneggiatura fitta di stereotipi, con un'unica gag (il brusco ritorno alla realtà del protagonista) ripetuta all'accesso. Per Anteuil una nuova prova registica non all'altezza del suo talento attoriale.
MEMORABILE: La fantasia dal gastroenterologo, uno dei rari momenti in cui si sorride

Jandileida 18/08/20 19:17 - 1573 commenti

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Modesta commedia firmata da Auteuil il quale purtroppo non pare però avere la stessa stoffa dietro la mdp rispetto a quando ci si piazza davanti. L'escamotage dell'alternanza tra realtà e fantasia è infatti usato fino allo sfinimento, tanto che ad un certo punto non si capisce nemmeno più in quale dei due regni ci si trovi e, francamente, non interessa nemmeno più saperlo. La storia è infatti quella solita del "vecchietto" allupato che sogna la giovane fiamma del suo amico fino a un finale facile facile e anche un po' ipocrita. Attori onesti ma il quadro generale è sconsolante.

Didda23 4/11/22 16:36 - 2431 commenti

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Una pellicola in salsa tipicamente francese scritta con i giusti tempi della commedia (buoni alcuni momenti più prettamente comici) e diretta con eleganza da Auteuil. Se l'affiatamento attoriale è evidente, nonostante un Depardieu sottotono, il giochino fra rimandi onirici e ritorni alla vita reale alla lunga stanca. La parte finale mostra una pochezza di idee quasi commovente, con una moraletta sterile e telefonata. Nel mentre si apprezza l'atmosfera alto-borghese parigina e la straordinaria bellezza di Adriana Ugarte. Nel complesso piacevole, soprattutto per la contenuta durata.
MEMORABILE: Depardieu che non vuole che sia chiesto il come ha conosciuto la nuova fidanzata; Cioccolato sul vestito; Il super attico con vista sulla città.

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