Deep in the darkness

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Titolo originale: Deep in the Darkness
Anno: 2014
Genere: horror (colore)
Note: Tratto dall'omonimo romanzo di Michael Laimo.
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/07/17 DAL BENEMERITO MCO
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Mco 29/07/17 19:36 - 2128 commenti

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Una famigliola abbandona il caos newyorchese per raggiungere una località sperduta ma apparentemente tranquilla. Ma, si sa, le cose non sono mai come appaiono. Sean Patrick Thomas si muove in un contesto tipico della cinematografia horror, i villaggi senza ritorno. Si oppone ai sacrifici che gli vengono richiesti, combatte ma poi, quasi, cede. Prevale soltanto l'amore per la sua famiglia. Sangue, mostruosità ataviche del sottosuolo ma anche tanta prevedibilità ne fanno un prodotto dignitoso, pur senza troppi guizzi. Valido per una serata in compagnia.
MEMORABILE: Il parto.

Puppigallo 5/02/18 12:36 - 4488 commenti

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Di comunità con oscuri segreti è ormai pieno il panorama cinematografico; e questa pellicola non aggiunge niente di particolarmente nuovo, ripercorrendo una strada già tracciata dagli Eloi e dai Morlock, qui in versione meno selettiva, per quanto riguarda il cibo, ma più legati alle tradizioni. C'è però da aggiungere che, se non si cerca chissà cosa, questa vicenda può anche dare piccole soddisfazioni, grazie ad attori comunque in parte e alle oscure presenze, che da un certo punto in poi si danno parecchio da fare. Il finale, fortunatamente, non è così banale come ci si poteva aspettare.
MEMORABILE: Vomito e chiodo nel piede (se il buongiorno si vede dal mattino...); "Non è folclore, è leggenda...e le leggende non svaniscono"; Le provette.

Taxius 9/02/18 17:10 - 1643 commenti

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Una giovane famiglia lascia la metropoli per trasferirsi in un piccolo paese in mezzo al nulla, ma fin da subito cominciano ad avere il sentore di un qualcosa di strano e inquietante; il paese infatti è la cassaforte di un antico segreto a cui tutti i cittadini sono assoggettati. Film che non brilla certo per originalità ma che è girato bene, con un buon ritmo e validi attori. Molto interessante il finale, che ha il pregio di non scadere nella solita banalità. Nella sua semplicità non è male e merita sicuramente una visione.

Hackett 11/02/18 16:50 - 1720 commenti

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Ancora una volta la ruralità americana viene usata come pretesto per ambientare una vicenda fatta di strani rituali, credenze antiche e creature abominevoli che vivono tra noi. Troppe cose già viste, dalla famiglia felice che scappa dalla città al rapporto morboso dei paesani nei confronti confronti del medico venuto da fuori. Alla fine la vicenda non convince molto ma, soprattutto, non spaventa.

Pesten 17/02/18 09:28 - 632 commenti

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Ci muoviamo in lidi già battuti più e più volte, che hanno in Rosemary e Wicker man le solite referenze. La storia è abbastanza ritrita e non concede chissà quale spazio alle novità, ma delle buone atmosfere (ormai le zone rurali sembrano essere il vero male) e un colpo di coda finale, dove l'azione sale di tono senza diventare pacchiana, tengono in piedi l'impianto del film. Film che non spaventa per essere un horror, ma che riesce a mantenere una carica negativa grazie anche ai comportamenti di alcuni personaggi (la moglie su tutti).
MEMORABILE: Il finale.

Cotola 25/08/18 23:45 - 7409 commenti

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E' vero: la storia, gli sviluppi ed i meccanismi narrativi sono già stati visti e sentiti più e più volte. Però il risultato finale del film non è affatto male: grazie non solo alla buona confezione ed alla soddisfacente prova di tutto il cast. Riesce anche in parte ad intrigare e coinvolgere, facendo registrare un buon crescendo e senza mai scadere nel ridicolo e nel pacchiano. Ed anche il finale non è poi così banale come ci si potrebbe aspettare da una storia ed una pellicola del genere. Più che dignitoso.

Lupus73 29/06/20 12:18 - 512 commenti

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Medico si trasferisce con la famiglia in una piccola comunità rurale con usanze ancestrali di sacrifici animali che anticamente proteggevano da una feroce tribù autoctona. Inizialmente sembra un pagan/folk horror alla Wicker man ma poi salta fuori l'elemento kinghiano, dato che esistono veramente degli esseri antropomorfi mostruosi (e cannibali) nel sottosuolo. La pellicola in sé nella sua durata non è niente di eccezionale, senza infamia né lode (anzi l'elemento "fantastico" a volte rivela ingenuità) ma è il finale spiazzante che lo risolleva. Voto arrotondato per difetto.
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