Roma

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Titolo originale: Roma
Anno: 2018
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Vincitore del Leone d'oro alla Mostra d'Arte cinematografica di Venezia 2018. Prodotto e distribuito da Netflix.
Numero commenti presenti: 20

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/18 DAL BENEMERITO COTOLA
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Mickes2 8/06/20 18:28 - 1668 commenti

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Notevole racconto di uno spaccato di vita familiare quotidiana in quel di Città del Messico negli anni ’70. Una città in tumulto, come in tumulto sono gli stati d’animo della famiglia borghese messicana. In mezzo c’è Cleo, ragazza indio sballottata dal destino e dagli eventi, sovrastata dalla propria ingenuità, impreziosita dalla propria bontà. Cuaron spalanca l’obiettivo sulla vita che prosegue, offre sequenze e immagini mozzafiato, riesce nel grande intento di elevare il quotidiano a elegia del sentimento materno, di fratellanza, coesione. Grande film.
MEMORABILE: L'aggressione al negozio; Le sequenze sull'oceano; Il pre-finale.

Xamini 7/03/19 18:40 - 1021 commenti

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Grande racconto per immagini, in un bianco e nero artificiale per una fotografia bellissima, evocativa. La regia di Cuarón è istrionica: piano sequenza, carrellate, rotazioni di camera, dettagli, tutto quello che si vede è una meraviglia ed è sicuramente frutto di una preparazione certosina. Di converso la vicenda è un affresco di vita, con il volto di una dolcezza semplice della Aparicio a condurre un racconto che non ha poi molte sfaccettature e che si concede anche i propri tempi. Riuscire a seguirlo e a goderne è una questione di sensibilità personale alle emozioni per immagini.
MEMORABILE: L'aereo nella pozzanghera; le teste di cane; l'auto e le feci; le carrellate in paese, che paiono un videogioco 2D; la carrellata tra le onde.

Lou 28/12/18 18:39 - 972 commenti

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Un film notevole, molto compiaciuto ma anche di grande impatto e fascino visivo. Cuarón racconta i suoi anni '70 messicani attraverso le dolenti vicende di Cleo, domestica in una famiglia borghese, utilizzando il bianco e nero e puntando sulla potenza delle immagini più che sui dialoghi, spesso coperti dai rumori di fondo. Nonostante una ostentata ricercatezza di stampo felliniano, alcune scene sono davvero efficaci e lasciano il segno.
MEMORABILE: La scena del parto.

Muttl19741 15/12/18 00:02 - 106 commenti

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Un film che ci riporta al significato primitivo di cinema: un racconto per immagini. Immagini suggestive, a volte grottesche, crude, tremende. Angolazioni improbabili, cura maniacale dei particolari, riflessi, acqua (tema visivo onnipresente), spazi enormi, luoghi caldi, vivi,   di cui si sente quasi l'odore. È un film di sensazioni in crescendo: dalla tenerezza, alla compassione fino al profondo dolore per la protagonista. È un racconto di grande spessore umano e di impatto visivo devastante.

Cotola 8/12/18 13:04 - 7556 commenti

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Buono ma sopravvalutato film di Cuaron. Si segue, tra drammi e rinascite, la storia di una famiglia borghese messicana (vivono nel quartiere chiamato Roma) all'inizio dei Settanta. La tecnica del regista è sicuramente buona ed i movimenti di macchina sono ampi e, per fortuna, poco frenetici: ciò si addice alla storia che racconta ed ai suoi ritmi. Narrativamente parlando però non si assiste a nulla di nuovo: è una storia familiare con tanto di disgregazione e "rinascita" finale. In più una piccola spruzzatina di politica messa lì quasi a caso. Bello il personaggio di Cleo.
MEMORABILE: Al cinema, a vedere "Lost in the space"; Al mare, nel finale.

Jandileida 15/12/18 08:40 - 1258 commenti

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Storia privata, e al femminile, di una famiglia messicana in cui si intrecciano non solo le vite dei protagonisti ma si rispecchia anche la composizione sociale ed etnica del paese centroamericano. Da questo punto di vista le sorprese sono poche: lo svolgimento è fin troppo "istituzionale". Qualche afflato di gran cinema, soprattutto verso la fine, non riesce a cancellare l'impressione che Cuarón sia sì un buon regista ma anche un po' troppo didascalico nei suoi movimenti di camera. Buone le prove degli attori, tra cui spicca la intensa Aparicio.

Galbo 17/12/18 07:49 - 11419 commenti

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Una famiglia messicana e la sua domestica negli anni '70. Una storia apparentemente "piccola" e poco importante che Alfonso Cuarón utilizza per raccontare la società il suo paese, mettendosi dalla parte degli ultimi e tracciando un quadro matriarcale della società. Pregevole tecnicamente, un film che cresce progressivamente verso un finale commovente e significativo. Splendida fotografia e una toccante interpretazione della sua attrice (non professionista) protagonista.

Kinodrop 19/12/18 19:26 - 1540 commenti

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Certamente curato e suggestivo dal punto di vista formale e della fotografia, un b/n anche troppo artificiale per una storia ordinaria di differenze sociali con cenni a scontri e repressioni nella capitale messicana negli anni '70. Esageratamente lunghe le sequenze del ménage quotidiano, quasi tutto sulle spalle della domestica Cleo, apprezzata dalla benestante famiglia in cui lavora. Per uscire da questa monotonia, bisogna aspettare risvolti drammatici ma di stampo neorealistico anni '50. Il messaggio traspare poco; sopravvalutato e demodè.

Paulaster 1/02/19 11:23 - 2823 commenti

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In una casa borghese messicana la domestica rimarrà incinta. Parte iniziale sbilanciata nella quale Cuarón forza la mano mostrandosi autore anche se la vicenda ha poco da dire. Quando l’attenzione si sposta sulla Aparicio il girato diviene equilibrato, con un finale di buona resa emotiva. Il film convince di più quando i movimenti ricercati della macchina da presa sono meno frequenti e si lascia scorrere la storia. Senza il b/n avrebbe reso la metà.
MEMORABILE: Il trenino alla festa; I disordini studenteschi; Il terremoto all’ospedale; Il maestro in equilibrio nel campo; L’abbraccio sulla spiaggia.

Rambo90 15/02/19 18:37 - 6388 commenti

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La cosa che colpisce più di tutte è l'incredibile lavoro sulla fotografia in bianco e nero, visivamente affascinante e perfetta. Per quanto riguarda la trama procede a intervalli, impennate di interesse a momenti di stasi forse troppo dilatati. Bella la figura di Cleo, più banali le beghe della famiglia dove presta servizio come domestica. In definitiva un film leggermente sopravvalutato ma comunque buono e interessante, soprattutto da un punto di vista registico.

Noncha17 24/02/19 18:10 - 87 commenti

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Messico, 1970. Durante le elezioni di Luis Echeverría, nel quartiere borghese "Colonia Roma" della capitale una domestica di paese si occupa della prole di una famiglia borghese con un padre sempre assente. Per sua "sventura" - tra i tumulti di Città del Messico - dovrà sopportare un parto da cui capirà che, pur non potendo avere una vita propria, avrà un ruolo. Cuarón, in pieno stato di grazia, riuscirà anche lui nell'intento di ottenere, con questo richiamo neoralistico, un posto di rilievo nel cinema mondiale? Speriamo non per protesta!
MEMORABILE: Arriva papà; Al semaforo; Il terremoto; Le teste dei cani avuti appesi come trofei di caccia; Incendio nel bosco; Il matrimonio a fianco; In spiaggia.

Bubobubo 11/03/19 21:27 - 1223 commenti

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Siamo nel Messico povero e turbolento di inizio anni '70, ma la volontà di tratteggiare un apologo universalizzante è lampante, a partire dai temi forti (la subordinazione della donna madre e lavoratrice, lotta di classe e criminalità) passando per la caratterizzazione dei personaggi (Cleo, in quanto donna, sguattera e indigena, incarna in un corpo solo tre minoranze). La regia è solida, la fotografia in b/n splendida (specialmente nelle scene ambientali), il ritmo un tantino latitante. Neo-neorealismo, affascinante, che richiede il suo tempo.
MEMORABILE: I movimenti delle mani del capofamiglia alle prese col parcheggio; Incendio nel bosco; Tragedia scampata al mare.

Magi94 20/03/19 10:04 - 687 commenti

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Cuarón vorrebbe chiaramente imitare Fellini (l'ha più o meno dichiarato) ed è molto chiaro fin dal principio: il quartiere caotico e sognante, il cinema, la baraccopoli. Eppure ci riesce piuttosto male, perché più che un mondo onirico e magico sembra ricreare un set cinematografico su Città del Messico, dove ogni cosa è a suo posto per contentare lo stereotipo del pubblico nordamericano. In ciò non è aiutato dalla fotografia accesissima, da teatro. La storia riflette questo: minore interesse, molte cose posticce (la breve scena politica).
MEMORABILE: L'unica atmosfera felliniana riuscita: il maestro si mette in posizione e tutti tentano di imitarlo.

Alf62 27/03/19 12:12 - 64 commenti

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Opera che ricorda il periodo d'oro del cinema neorealista italiano del primo dopoguerra. Totalmente femminista, i rapporti di genere che superano la lotta di classe. Uomini superficiali e distruttivi, donne forti, portatrici di ideali universali. Sullo sfondo le lotte degli studenti, il contrasto tra borghesia "tamarra" e la "schiavitù" di nascita delle classi sociali più disagiate. Il bianco e nero fa risaltare la fotografia. Recitazione notevole, positiva la mancanza del doppiaggio.

Didda23 27/04/19 14:56 - 2288 commenti

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Un'opera stilitistacamente elegantissima con inquadrature di un rigore invidiabile e una fotografia di rara bellezza. Peccato che i tempi di Y tu mamá también siano solo un lontano ricordo e che quella vitalità dei personaggi qui sia totalmente assente per colpa di una sceneggiatura troppo evanescente e per una storia che non è una storia. Un frammento di vita vissuta che manca totalmente di pathos, assente persino nella scena del parto (che dovrebbe rappresentare lo zenith). Lo si rischia di ricordare unicamente per il vicoletto sempre pieno di escrementi. Deludente.
MEMORABILE: Il padre che fa ricerche di Canada; Gli allenamenti di arti marziali; Il salvataggio in mare.

Ryo 6/06/19 12:11 - 2169 commenti

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Il film è piuttosto affascinante sia dal punto di vista fotografico che della semplicità con cui vengono raccontate le vicende. La sceneggiatura è verosimile e la regia si concentra solo sulla visione dagli occhi della protagonista, con accadimenti spesso non mostrati ma suggeriti dalle conseguenze che le capitano intorno. Le emozioni sono altalenanti: si passa dal dramma al grottesco fino allo shock, nel finale. Ricchissimo di immagini e sequenze metaforiche, poetico.
MEMORABILE: La macchina parcheggiata con cura; Gli allenamenti di arti marziali; Gli escrementi sul cortile; La rivolta finale con tutto ciò che ne consegue.

Giùan 2/11/19 09:55 - 3013 commenti

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Ha il grande e raro pregio, Roma, di crescere dolcemente, facendoti entrare nella sua plasticità rilucente, cullandoti nella liquidità amniotica del suo farsi cinema. Certo il gioco di Alfonso è periglioso, il ritmo narrativo è scostante, l'ambizione rischia di trasformar il pudore in capitale superbia e tuttavia proprio la inattaccabile magistralità del controllo registico è, per una volta, l'atout che ci fa preferire l'estetica alla partecipazione emotiva, la magia della padronanza all'imprecisione dell'inatteso. Indimenticabile lo sguardo indio di Cleo.
MEMORABILE: Il terremoto in sala parto; L'allenamento dei lottatori.

Thedude94 24/01/20 01:09 - 585 commenti

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Cuaron realizza il suo film migliore tecnicamente, fa un grande omaggio all'arte cinematografica e riesce a rappresentare il Messico dei primi anni '70 in maniera perfetta. La fotografia è a dir poco sublime, coadiuvata da una regia di qualità fatta di inquadrature fisse e carrelli mozzafiato. La Aparicio è una grande scoperta: riesce a recitare molto bene nei panni di un personaggio difficile, complicato nella sua personalità a causa di ciò che le accade nel corso della storia. Una sequenza di immagini magnifiche.

Pigro 16/05/20 11:44 - 7819 commenti

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Uno sguardo epico sul quotidiano: le piccole grandi cose da mélo della memoria infantile mutano dimensione grazie a una narrazione ampia e di grande respiro, a una fotografia nitida e storicizzante in b/n che esalta soluzioni visive affascinanti, ma soprattutto al riuscire a mescolare il modesto racconto sociale della famiglia altoborghese, vista attraverso la domestica sedotta e abbandonata, con l’atmosfera culturale del 1970/71 (con cura e precisione impeccabili) e con l’orizzonte storico di un Messico in subbuglio. Semplicemente magnifico.

Capannelle 21/09/20 22:50 - 3730 commenti

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C'è un pregevolissimo lavoro sulla fotografia in b/n e un ritmo costantemente controllato da parte di Cuarón. Questo da una parte permette di elogiare una certa eleganza di ripresa e alcune carrellate significative (per esempio tra le onde), dall'altra sembra ripetere lo stesso canovaccio e far affiorare una stasi narrativa che non può risolvere tutto solo sulle espressioni candide della brava Aparicio e del contrasto con tutto quanto le gravita attorno. Traguardare le oltre due ore richiede quindi pazienza, non è un film banale ma nemmeno avvincente.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 25/02/19 16:32
    Consigliere - 43606 interventi
    Premi Oscar 2019 per:

    miglior regia (Alfonso Cuarón)
    Miglior film straniero
    Miglior fotografia (Alfonso Cuarón)
  • Discussione Thedude94 • 24/01/20 01:19
    Fotocopista - 19 interventi
    CURIOSITA':
    Ad un certo punto i ragazzi, accompagnati dalla nonna e da Cleo, vanno al cinema a guardare un film chiamato "Abbandonati nello spazio"; Cuaron ci mostra una scena del film dalla quale si evince una chiara autocitazione, in riferimento al film Gravity (2013) diretto dallo stesso regista messicano.
    Ecco un fotogramma di "Abbandonati nello spazio":



    Qui "Gravity":

    Ultima modifica: 24/01/20 11:04 da Thedude94
  • Discussione Zender • 24/01/20 07:55
    Consigliere - 43606 interventi
    Ci vorrebbe un fotogramma della scena.
  • Homevideo Caesars • 25/03/20 12:43
    Scrivano - 10989 interventi
    Dovrebbe uscire domani (fonte Amazon.it) il bluray italico pubblicato da Warner. La bellissima notizia è che si tratta della prima pubblicazione italiana (speriamo non rimanga la sola) della Criterion Collection:

    Ultima modifica: 25/03/20 14:18 da Zender