Post tenebras lux

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Titolo originale: Post tenebras lux
Anno: 2012
Genere: drammatico (colore)
Note: Miglior regia al 65esimo Festival di Cannes.
Numero commenti presenti: 10

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/05/12 DAL BENEMERITO FORD
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Ford 27/05/12 21:58 - 582 commenti

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Folle e onirico, girato in un'oggidì desueto formato 4:3, un film che non si prende la briga di spiegare molto, la storia di una coppia in crisi all'interno e con l'esterno in un Messico mai così selvaggio in natura e umanità. Tutto è confuso, un'ottica distorcente viene usata per gran parte del film e la sceneggiatura schizza qua e là senza avvisare. Un malato filmino di famiglia, girato con coraggio e personalità per niente facile da vedere, richiederebbe più visioni.

Mickes2 17/12/13 13:46 - 1668 commenti

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Suggestiva, contemplativa, onirica lente d’ingrandimento antropologica immersa nella natura messicana, sterminata e misteriosa. Il quotidiano di due differenti famiglie, le difficoltà, i momenti candidi, le crisi esistenziali e sentimentali: di mezzo il passo vellutato del diavolo ormai addentratosi nell’intimo di un’apparante placida oasi verdeggiante. Una tragica fiaba realista sul Male come dannazione, senso di colpa, che pecca nel tralasciare l’omogeneità del montaggio ma che di contro sa offrire una fulgida e cruda disamina sulla disperazione.
MEMORABILE: La stupenda scena iniziale; La sensualissima scena di sesso nella sauna; Aleazar che annuncia “da bambino” la tragica notizia.

Paulaster 21/01/14 10:01 - 2789 commenti

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Esempio di come la regia faccia il film, nel bene e nel male. Positive alcune immagini di profonda intimità o di come si addentri nella natura. Purtroppo la sceneggiatura non esiste e le vicende messicane non sono memorabili. Si tiene alto il ritmo provocando sessualmente o con storielle da alcolisti, ma presto si esaurisce l’effetto. E poi: è arte usare una doppia focale? Il Satana in digitale è gratuito. Se le scene migliori riguardano il rugby, il giudizio non può esser positivo, anche per colpa di un finale assurdo.
MEMORABILE: Nello spogliatoio di rugby.

Schramm 19/10/15 11:43 - 2414 commenti

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Col suo zigzagare tra Bartas e Tarkovskij (davvero memorabile l’intro, che da solo tiene alto il voto), tra Dreyer e Godard, contemplazione e provocazione, suggestione e crudezza, ipnosi e tediosa chiacchiera, Reygadas si presta non senza furbe scorciatoie tecniche a un cinema wannabe-Eleusi immerso in una quotidianità oppiacea e divaricato tra visione edenica e allucinata della natura (anche umana) e ricaduta nella bassa materia, purtroppo per metà vittima del rinculo dovuto al saliscendi segnico e guastato dal capitombolare su un certo velleitarismo intellettuale non proprio di primissima.

Deepred89 24/10/15 13:02 - 3283 commenti

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Tedioso film-puzzle tecnicamente notevole (nonostante la gratuità della sfocatura alla Sokurov) ma contenutisticamente piatto, in grado di farsi ricordare solo per le atmosferiche e suggestive sequenze dei bambini che giocano al tramonto e per i suoi improvvisi squarci weird ed extreme, tra un diavolo in digitale, un'inaspettata e morbosissima orgia in una sauna-privé e un harakiri finale che nemmeno nel wuxia più folle. Fascinoso ma sbilanciato e discontinuo: chi è in cerca di deliri d'autore si riguardi piuttosto il più degenerato Antichrist.
MEMORABILE: Ovviamente l'orgia nella sauna, che eclissa a suon di full frontal, gemiti e frasi da pornazzo i bei paesaggi e i bei tramonti visti precedentemente.

Cotola 24/08/19 13:24 - 7530 commenti

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Il talento registico-visivo di Reygadas non è in discussione, ma non lo è nemmeno un certo "disinteresse" verso le aspettative non solo dello spettatore comune, ma anche di quello più festivaliero ed "autoriale". Ma il vero problema non è la mancanza di appigli per decifrare certi significati della pellicola, né la noia che spesso affiora, ma la gratuità totale di certe scelte: gli svolazzi formali (il formato 4:3 ma soprattutto le sfocature ai lati dell'immagine), così come pure le stranezze (vedi sotto) e gli eccessi (la sauna e la decollazione). Reygadas è così: prendere o lasciare.
MEMORABILE: Lo splendido incipit; Il diavolo rosso con tanto di cassetta degli attrezzi.

Fromell 17/06/20 09:21 - 66 commenti

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La priorità di Reygadas non è sicuramente quella di facilitare lo spettatore a comprendere il tessuto narrativo di cui è composto "Post tenebras lux", film eccezionale dal punto di vista registico e di composizione dell'immagine ma dalla sceneggiatura così ermetica che senti subito la necessità di una seconda visione. La storia non segue una linearità precisa. Tutto procede a squarci di sequenze. Alcune nella norma. Altre davvero notevoli e suggestive.     
MEMORABILE: L'apertura col neonato in mezzo al bestiame; L'orgia nella sauna e il Diavolo che torna a casa.  

Bubobubo 4/07/20 22:45 - 1199 commenti

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È sufficiente l'inclinazione sbagliata di un albero a far collassare un'intera foresta: un'inavvertibile crepa nelle interazioni quotidiane, l'invisibile seme della cupidigia che avvelena il mondo ed alimenta la disperazione di chi ripudia la propria esistenza. Questo lo zampino del diavolo, la scia sulfurea della sua presenza. L'opera di Reygadas è un trattato quasi metafisico sulla spaventosa, radicale violenza che permea la natura profonda delle cose: l'incapacità umana di metterne correttamente a fuoco contorni ed estensioni. A tratti inutilmente criptico (il finale), ma potente.
MEMORABILE: Tramonto tra mucche e cavalli che declina in tenebra; Tolstoj, Dostoevskij, Cechov e un'orgia in sauna; Le onde del mare si abbattono sulla battigia.

Pinhead80 13/07/20 18:12 - 3953 commenti

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Cosa potrà succedere a una famiglia borghese che cerca di contaminarsi con la realtà contadina nella campagna messicana? Carlos Reygadas ci propone un film criptico, quasi impossibile da codificare ma di una potenza visiva unica. Il focolare domestico diventa un non luogo dove l'aggressività e la frustrazione dilagano suggerendo comportamenti bestiali e aberranti. Solo i bambini e gli animali rimangono innocenti e immuni allo sguardo impietoso della bestia che svolge il suo lavoro "dannato". Tra dipendenze, violenze ed incomprensioni, l'istinto sguazza in una melma fetida. 
MEMORABILE: Lo straniante incipit; La sauna; L'inquietante e diabolica figura rossastra che si aggira per casa con la sua "cassetta degli attrezzi". 

Gippal 16/07/20 18:55 - 88 commenti

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La sequenza di apertura, in cui una bambina scorrazza in giro con gli animali della fattoria mentre si avvicina una tempesta, è ipnotica a livello formale: una combinazione ipnotica di trucchi focali, riprese a terra e suoni di tuoni che si avvicinano... ma il tratto di classe che costituisce gran parte del film è così scollegato che si ha la percezione che le scene del film si sarebbero potute rieditare in qualsiasi ordine: ogni nuova sequenza sembra l'inizio di un nuovo film, come se il regista cancellasse la lavagna ogni volta che cambia location. 
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