La spia - Film (1952)

La spia

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/04/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO
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Mascherato 30/04/08 07:08 - 583 commenti

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Non un film muto (la colonna audio c'è eccome), ma un film non parlato dove la voce umana è bandita (se si esclude una risata isterica cui si lascia andare il tormentato protagonista). Lecito il dubbio che si tratti sostanzialmente di un esercizio di stile. Lo è, ma è anche un'opera coinvolgente (non noiosa come Una donna nel lago di Robert Montgomery), uno spy-movie un po' noir con delle suggestive location in esterni.

Il Gobbo 11/11/09 22:05 - 3015 commenti

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Singolarissimo manufatto, quasi una scheggia espressionista fuori tempo (oppure no, perchè in fondo il noir americano dell'età dell'oro, di cui questo film è una propaggine, da lì traeva linfa), totalmente privo di dialoghi, serrato e incalzante, con soluzioni visive molto efficaci. Milland, con in tasca l'abbonamento ai ruoli da ossessionato, si disimpegna da par suo, ma a rimanere nella memoria è l'apparizione di Rita Gam (chi diavolo era?)

Homesick 10/12/11 18:28 - 5737 commenti

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Rischioso esperimento di cinema sonoro senza dialoghi, distoglie l’attenzione dalla storia – un noir spionistico reso stucchevole in quanto ridotto a tramite per un esercizio di stile – spostandola sui virtuosismi della regia, scrupolosa nel valorizzare ambienti talvolta lugubri e stranianti come un incubo espressionista, e sull’eccezionale interpretazione di Milland: non dice una parola, ma ogni suo sguardo o gesto trasmette l’angoscia senza speranza dell’uomo solo, in preda ai rimorsi e braccato. Fondamentale la colonna sonora.
MEMORABILE: La macchina fotografica dimenticata sul tavolo; la risata nevrotica di Milland e i suoi incubi, riassuntivi dell’intera vicenda.

Pigro 12/10/12 09:45 - 9751 commenti

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La sfida di un film senza parole è una scommessa e al contempo un’avventura: tant’è vero che più della tensione che la storia vorrebbe comunicare (il fisico nucleare che fa la spia coi sensi di colpa), è forte la curiosità per vedere come si può sviluppare una narrazione muta, anche perché di per sé la sceneggiatura è poca cosa e si dilunga in situazioni minimaliste, peraltro descritte con grande raffinatezza visiva. La suspense arriva nel bell’inseguimento sull’Empire State Building memore della Statua della Libertà di Sabotatori. Intrigante.

Saintgifts 24/05/13 01:21 - 4098 commenti

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Il fatto di aver deciso a priori di non far uscire una parola dalle bocche dei protagonisti ha costretto la stesura di una sceneggiatura che risulta forzosa, innaturale e ricca di particolari visivi che niente hanno a che vedere con una logica di comportamenti. Nei primi minuti la novità può anche intrigare, poi la ripetizione di squilli del telefono, sguardi angosciati, inutili passaggi di mano di messaggi e di rullini, arriva a stancare. Si salvano i pochi momenti dove è naturale la mancanza della parola. Bravo Milland, ma nulla più.

Jdelarge 7/07/17 13:09 - 1000 commenti

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Film decisamente riuscito in cui la precisa scelta stilistica di eliminare la "parola" si sposa perfettamente con il tema dello spionaggio. Ray Milland è favoloso e la regia estremamente abile nel far parlare le immagini, i gesti e i suoni d'ambiente. La seconda parte del film è sicuramente più riuscita della prima, la quale, invece, risulta leggermente prolissa, ma necessaria (vista l'assenza di dialoghi) a introdurre lo spettatore nel cuore della vicenda. Originale.

Schramm 14/11/19 15:29 - 3535 commenti

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Dell'unicum paranoide di chi gira mischia imbroglia traffica razzia tutto è kafkiana maestade. Gli sguardi sono ambienti che sono ombre che sono pedinamenti che sono transazioni che sono seduzioni che sono silenzi che sono allucinazioni, in uno sperimentalismo ambizioso e ampolloso calligrafico e caligarico entro il quale non è improprio ravvisare germi e batteri del beckettiano Film. Mutacico per meglio rumoreggiare, non parco di fascinose interpunzoni, ma anche innescante la più viva irritazione nel suo starsene spaparanzato, perdipiù vantandosene, in uno snobistico style over substance.

Daniela 24/05/24 00:01 - 12731 commenti

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Uno scienziato fotografa documenti riservati nel laboratotio di ricerche nucleari presso cui lavora per poi passerle ad agenti di una potenza straniera ma i sensi di colpa e la crescente sensazione di pericolo lo portano sull'orlo della follia... Il fatto di essere un film sonoro totalmente privo di dialoghi costituisce nello stesso tempo il pregio e il limite di quest'opera in quanto la rende certo originale ma finisce per far passare in secondo piano la cura formale nelle riprese, le belle ambientazioni, la prova intensa di Milland che ricorda a tratti quella in Giorni perduti.

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  • Discussione Matalo! • 11/01/12 19:37
    Call center Davinotti - 614 interventi
    Scrive Il Gobbo nel suo commento:
    ...l'apparizione di Rita Gam (chi diavolo era?)

    Fu attrice di cui ricordo la bellezza sontuosa
    http://en.wikipedia.org/wiki/Rita_Gam
    nonché moglie di Sidney Lumet.
    Ultima modifica: 11/01/12 19:53 da Zender
  • Discussione Il Gobbo • 12/01/12 23:42
    Segretario - 762 interventi
    Ma pensa.
  • Discussione Pigro • 10/10/12 09:00
    Consigliere - 1668 interventi
    Ma soprattutto Rita Gam fu candidata ai Golden Globe come miglior attrice esordiente proprio per questo film! Cosa incredibile se si pensa al suo personaggio marginale (come, d'altronde, sono marginali tutti gli altri personaggi a eccezione del protagonista), eppure è anche vero, come nota Il Gobbo, che la sua apparizione qui "rimane": e non solo perché era una bella donna, ma soprattutto perché rappresenta una scheggia "altra" rispetto al cupo mondo ossessivo del protagonista, e anche perché il suo personaggio - giocoforza senza parole - riduce all'essenziale ciò che in altri film è mascherato con giri di parole, e cioè volontà puramente fisica di seduzione.
    Quando ho visto questa scena ho pensato a come l'avrebbe rifatta un eventuale remake dei nostri giorni: il protagonista e la bella vicina che, senza una parola, hanno un travolgente rapporto sessuale, magari sul pianerottolo vicino al telefono. E ho subito pensato che sarebbe stata una caduta di stile, perché è indubbio che la volontà seduttiva di Rita Gam in questo film è potentissima così, senza alcun approccio, ma con una carica erotica fortissima.
    Tant'è vero che Il Gobbo giustamente dice che rimane nella memoria, e nella memoria deve essere rimasta anche a chi ha pensata nientemeno di candidarla ai Golden Globe.
  • Discussione Il Gobbo • 10/10/12 09:07
    Segretario - 762 interventi
    Pigro ebbe a dire:

    Quando ho visto questa scena ho pensato a come l'avrebbe rifatta un eventuale remake dei nostri giorni: il protagonista e la bella vicina che, senza una parola, hanno un travolgente rapporto sessuale, magari sul pianerottolo vicino al telefono.

    Manco più quello. Col tablet in mano, forse.
  • Discussione Pigro • 10/10/12 09:18
    Consigliere - 1668 interventi
    Il Gobbo ebbe a dire:
    Pigro ebbe a dire:

    Quando ho visto questa scena ho pensato a come l'avrebbe rifatta un eventuale remake dei nostri giorni: il protagonista e la bella vicina che, senza una parola, hanno un travolgente rapporto sessuale, magari sul pianerottolo vicino al telefono.

    Manco più quello. Col tablet in mano, forse.


    Ah ah, è vero!