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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/05/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/10/08
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B. Legnani 15/05/07 01:01 - 4717 commenti

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Puro Avati. Racconto dolce, pure malinconico, di una vicenda familiare che dovrebbe essere colma d'allegria e finisce con inevitabile mestizia. Bravissimi Delle Piane e la Clément, ma il personaggio che non si dimentica più lo fa il grande doppiatore Cesare Barbetti, nel ruolo del padre della finta laureata. Ispirato a decine di fatti veramente accaduti...
MEMORABILE: Il filmino amatoriale della festa.

Homesick 24/06/07 17:21 - 5737 commenti

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Avati si mantiene nei territori della nostalgia e della commedia minimalista, ambientando una storia di sogni, delusioni, illusioni e bugie nell'Emilia Romagna degli anni Cinquanta; aggiunge un tocco di malinconica magia nella scena dell’illuminazione del prato per la festa di laurea. Ottima la coppia Delle Piane-Novecento, in grado di esprimere perfettamente comicità, ingenuità e amarezza.

Galbo 14/12/08 08:03 - 11381 commenti

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È tra le opere migliori scritte e dirette da Pupi Avati. Appartiene al filone crepuscolare e provinciale del regista, fatto di storie apparentemente minori che danno però modo all'autore di occuparsi di sentimenti sempre immersi in un clima nostalgico. Buone la ricostruzione ambientale (gli Anni Cinquanta nella provincia romagnola) e, come sempre nei film di Avati, la direzione del buon cast.

Lythops 18/04/11 10:56 - 972 commenti

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Malinconico, magico, purtroppo vero sia nei sentimenti ingenuamente espressi dai due personaggi "poveri", sia nell'arroganza e insensibilità espressa dai ricchi. Stupiscono gli sguardi, i toni della recitazione, la sceneggiatura dalle frasi così reali, il candore espresso da Novecento e Delle Piane oltre all'emergere del vuoto che caratterizza le feste ipocritamente gestite dove amicizia e partecipazione affettiva sono del tutto inesistenti. Film sincronizzato agli ambienti, deserto e al tempo stesso caldo, come un argine in estate.

Daniela 19/04/11 14:12 - 9371 commenti

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Nel filone intimistico di Avati, si può ben considerare un film tipico in cui si possono ravvisare pregi e limiti dell'autore: fra i primi, la cura affettuosa per i dettagli, la capacità di trarre il meglio dagli attori, la malinconica grazia soffusa di nostalgia, fra i limiti una certa indeterminatezza conciliante, uno scarso approfondimento di fatti e persone. Il soggetto - la finta festa per una finta laurea - si prestava ad un resa più pungente, forse anche "cattiva", ed invece tutto scivola via in una gradevolezza un pò superficiale.

Markus 27/06/13 09:05 - 3291 commenti

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Sul filone nostalgico/sentimentale/malinconico Anni ’80 di Avati, ecco l’ennesimo film che ricalca questi concetti tanto cari al regista bolognese nella consueta cornice del Delta del Po. La recitazione intimista di Delle Piane è qui riconfermata e a lui va il ruolo di protagonista (come nel precedente Gita scolastica), nuovamente affiancato dal giovane gruppo avatiano Celli/Novecento/Parisini. L'idea di una malriuscita festa per una finta laurea ha in sé qualcosa d’inquietante, che però si scorge solo nella parte finale.

Maxx g 4/10/13 03:34 - 492 commenti

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Quindicesimo film di Pupi Avati e commedia molto amara su una particolare festa di laurea poco dopo il secondo dopoguerra. Vanni (Delle Piane), un modesto fornaio, accetta di sistemare la villa di una donna che, presa per l'euforia dell'entrata in guerra, lo aveva baciato. Ancora colpito da quel particolare, decide di aiutarla. Qui è presente anche uno scontro tra il mondo borghese della donna e il mondo modesto ma semplice dell'uomo. Ottima la fotografia e validi gli interpreti.

Myvincent 12/04/16 08:19 - 2546 commenti

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La preparazione di una festa di laurea è l'occasione per un uomo "qualunque" di risvegliare il passato e le speranze di un amore mai dimenticato. Avati dirige un film dove amaro è il distacco sociale fra l'alta borghesia e i ceti più bassi, disegnando un quadretto in cui ciò che sembra vero e luccicante è in realtà solo tragica finzione. Grande Carlo Delle Piane, come sempre attore di grande umanità.
MEMORABILE: Il filmino in bianco e nero sul finale, che ritrae tutti "felici e contenti".

Rambo90 17/10/19 16:46 - 6343 commenti

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Un Avati delicato, forse uno dei suoi film migliori, che ritrae molto bene le disillusioni del protagonista, l'atmosfera del dopoguerra e una certa divisione in classi e tra essere e apparire. Si sorride a denti stretti tra tanta malinconia, con un Delle Piane quasi commovente in alcune sue espressioni. Bei dialoghi, sceneggiatura molto intimista e colonna sonora perfetta di Ortolani. Qualche personaggio di troppo c'è (il prete che affoga), ma resta un film notevole.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Xtron • 12/05/12 11:27
    Servizio caffè - 1831 interventi
    Il dvd Aegida ha una durata di 1h33m56s

    Ultima modifica: 12/05/12 12:06 da Zender
  • Curiosità Zender • 29/05/14 18:09
    Consigliere - 43495 interventi
    Dalla collezione "I flanetti di Legnani" (con contributo di Zender al restauro), il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della prima tv di Festa di laurea (19 aprile 1987):