Chi è senza colpa

Media utenti
Titolo originale: The Drop
Anno: 2014
Note: Presentato al 32° Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile.
Numero commenti presenti: 12

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/12/14 DAL BENEMERITO COTOLA
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Cotola 1/12/14 00:26 - 7330 commenti

I gusti di Cotola

Noir americano di buon livello, senza particolari guizzi o sussulti (se non forse alla fine), ma ben diretto e confezionato e con una buona capacità di gestire la tensione che raggiunge il suo apice negli ultimi venti minuti. Merito anche di una sceneggiatura ben scritta (da Lehane) e abbastanza asciutta che sa riservare qualche piccola, riuscita sorpresa pur senza far tremare i polsi. Ottime le prove di Hardy e Gandolfini (qui al suo ultimo film), mentre la Rapace continua a sembrarmi scialba e non è la prima volta. Tre palle.

Daniela 11/01/15 09:51 - 8964 commenti

I gusti di Daniela

Bob è un uomo all'apparenza mite e pio, barista nel locale del cugino Marv che in realtà fa da prestanome alla mafia cecena e talvolta ne custodisce i soldi sporchi. La sua vita cambia quando salva un cucciolo ferito ed incontra una ragazza perseguitata dal suo ex... Noir sommesso, che lavora soprattutto sull'atmosfera e sui caratteri, per poi assestare nell'epilogo, duro ma non inaspettato, un colpo di scena che è anche un interrogativo morale sulla natura umana. Grande interpretazione trattenuta di Hardy, bel biglietto di addio per Gandolfini

Galbo 30/01/15 18:27 - 11271 commenti

I gusti di Galbo

Tra i più celebrati autori di noir contemporanei, Dennis Lehane è lo sceneggiatore di The drop, tratto peraltro da un suo racconto. Il film vive sopratutto della caratterizzazione dei personaggi, ognuno dotato di una certa dose di ambiguità (vedi anche il titolo italiano), in una vicenda in cui la verità si dispiega parallelamente al crescere della tensione drammatica ben gestita da un regista di talento. Buona la prova di tutti gli attori, con una particolare menzione per James Gandolfini qui purtroppo al suo ultimo film.

Capannelle 21/02/15 00:07 - 3667 commenti

I gusti di Capannelle

Narrazione meditata, sicuramente alternativa a quella di molte ganster story americane. Però in più di un momento il meditato sfocia nel soporifero. E i caratteri non sono niente di speciale: in particolare Gandolfini e Schonarts, ai quali si aggiungono la inutile Rapace a un Hardy costantemente controllato. Buona la fotografia.

Kinodrop 12/03/15 17:17 - 1387 commenti

I gusti di Kinodrop

Molti sono i vuoti e gli interrogativi che questo noir lascia sospesi. Un bar/copertura per denaro sporco della mafia cecena e un giovane gestore solo in apparenza mite e inoffensivo rappresentano il fulcro di una trama alquanto arzigogolata e per alcuni passaggi poco credibile. Buona la prova di Hardy nella sua parte di bamboccione dal passato oscuro e di Gandolfini nel solito ruolo di malavitoso. Il resto è mestiere; bella la fotografia, ma nell'insieme lascia perplessi.
MEMORABILE: Il cagnolino abbandonato, che diventa (incredibilmente) la ragione di buona parte della trama.

Lattepiù 27/03/15 16:29 - 208 commenti

I gusti di Lattepiù

Dalla penna di uno scrittore noir tra i più quotati e per la regia di un nuovo apprezzato autore (lodatissimo il suo Bullhead) un gangster-movie di stampo classico e atmosfera minimale. Quello che funzionerebbe sulla carta sfuma però sullo schermo in un compitino meccanico, freddo, impersonale, scritto male e girato col pilota automatico; troppo somigliante, peraltro, a molti film recenti (e non), tutti ben migliori. Trio di attori protagonisti sprecatissimo, soprattutto la brava Rapace, che meriterebbe ben di meglio.

Redeyes 28/09/15 18:21 - 2122 commenti

I gusti di Redeyes

Lehane ha un tocco che riesce a catturare e colpire dritto allo stomaco, sia che scriva un libro sia che partecipi alla sceneggiatura come qui. Il drop bar attende e noi altrettanto facciamo. Aspettiamo che qualcosa accada, mentre i tempi si allungano e l'angoscia la fa da padrona. Pandolfini è calato nel ruolo che meglio gli si addiceva, al contrario il dinamico Hardy dà saggio di buona padronanza scenica con un personaggio ambiguo e macerato. Rispetto al fiume e poi all'isola si lascia una stilla di speranza e la cosa non ci spiace!

Tarabas 7/03/16 15:56 - 1675 commenti

I gusti di Tarabas

Le giornate di un barista alle dipendenze di un prestanome della mafia, nella Brooklyn non ancora gentrificata. Pur essendo nelle mie corde, c'è qualcosa che manca nella vicenda che giustifichi il tono bassissimo del film. Lo stile è infatti dimesso fin quasi all'afasia (dei personaggi). Una storia che avrebbe guadagnato da un ritmo più robusto viene filmata dando per scontata un'empatia (che giustificherebbe il mood) con i protagonisti, che purtroppo non scatta. Infatti, per dare un senso al tutto c'è bisogno del colpo di scena finale. Discreto.

Nando 15/03/16 16:26 - 3441 commenti

I gusti di Nando

Un barman apparentemente tranquillo e loschi affari che lo circondano. Una pellicola interessante in cui lo sviluppo narrativo non è mai banale e regala un bel finale tendenzialmente liberatorio. Hardy è monumentale nella sua interpretazione, ben spalleggiato dal compianto Gandolfini, mentre la Rapace appare decisamente in ombra.

Piero68 21/06/16 10:40 - 2749 commenti

I gusti di Piero68

Nonostante il soggetto e la sceneggiatura di Lehane, The Drop è un noir troppo lento e soporifero per essere godibile appieno. Colpa di un regia e di un montaggio assolutamente anonimi. Il povero Gandolfini fa il solito Gandolfini mentre sulle spalle di Hardy ricade il peso forse maggiore, vista la caratterizzazione ambigua del suo personaggio. Ma Hardy riesce a svolgere solo a metà il suo compitino visto che è un attore che conta molto sulla sua fisicità. Nel complesso un film che va guardato con una particolare predisposizione.

Jandileida 9/11/18 20:03 - 1220 commenti

I gusti di Jandileida

Davvero un brutto film: storia non solo molto banale ma anche inutilmente contorta tanto che, appunto, la tentazione di un buon libro può essere incontrollabile. Personaggi spessi come la carta velina (Rapace e Schoenaerts) si muovono attorno ai due spaesati protagonisti, due bestioni come il fu Gandolfini e Hardy, che qui risultano totalmente sprecati. Inutile.

Lou 15/08/19 09:45 - 928 commenti

I gusti di Lou

Un buon noir, con una sceneggiatura solida che riesce a gestire correttamente i tempi e la tensione fino a un finale deciso e liberatorio. Il cast è di buon livello, ma giganteggia soprattutto Tom Hardy, con quell’aria apparentemente mite ma che lascia capire come possa esplodere da un momento all’altro. L’ambientazione a Brooklyn è appropriata ed efficace.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 1/12/14 00:27
    Consigliere avanzato - 3594 interventi
    @ Zender Il titolo italiano c'è già (Chi è senza colpa) in vista di una sicura uscita italiana ad opera della Fox nel 2015 (pare il 15 marzo). Lasciamo quello originale che poi sostituiremo o lo metti già da adesso? Io mi sono permesso di lasciare quello originale.
  • Discussione Zender • 1/12/14 10:09
    Consigliere - 43735 interventi
    Mettiamo quello ita che se no ce lo scordiamo magari. Hai fatto bene a lasciare l'originale comunque, non c'è problema.
  • Discussione Daniela • 19/01/15 18:38
    Consigliere massimo - 4944 interventi
    Consigliata la visione in originale e questa volta non solo per apprezzare meglio la recitazione del protagonista... Questa volta ho avuto l'occasione di vedere il film doppiato a pochi giorni di distanza dalla visione in originale e quindi ho potuto constatare che, in varie occasioni, il doppiaggio ha cambiato il testo della battuta. Faccio un esempio: SPOILER: Verso la fine, nel bar, il poliziotto si avvicina all'orecchio di Bob e gli sussurra: nella versione doppiata: "Nessuno immagina che sei un omicida, vero Bob?" nell'originale: "Li cogli sempre di sorpresa, vero Bob?" Il senso più o meno è lo stesso (il poliziotto non ha prove, ma ha intuito quanto successo), però in italiano la battuta è più esplicativa, perdendo quel velo di allusione complice che ha nell'originale. FINE SPOILER