Chi è senza colpa - Film (2014)

Chi è senza colpa
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Drop
Anno: 2014
Genere: gangster/noir (colore)
Note: Presentato al 32° Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile.
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Se anche si intuisce che l'ambizione del copione di Dennis Lehane (tratto da un suo racconto) è superiore alla media e a tratti sa come sorprendere, bisogna poi fare i conti con una storia fumosa e di rado coinvolgente, che soccombe spesso sotto i colpi di un'autorialità inespressa, con una regia che non pare in grado di gestire al meglio le potenzialità della sceneggiatura. D'altronde ci si focalizza anzitutto sui personaggi preoccupandosi di farli emergere come diversi dalla norma; un'operazione che riguarda in particolar modo il protagonista Bob Saginowski (Hardy), che percorre in equilibrio il crepaccio che separa la vita degli onesti da quella dei delinquenti....Leggi tutto Lui vorrebbe essere un semplice barman, al servizio nel locale del cugino Marv (Gandolfini alla sua ultima apparizione), ma fin da subito si capisce che lì c'è qualcosa che gira storto e non ci vuole molto per assistere alla prima rapina. I soldi sottratti in cassa, però, son dei soliti mafiosi russi che poco ci mettono a minacciare Marv di morte se non riuscirà a ritrovarli.

Ma è solo uno dei tanti rivoli in cui la storia si perde, infilandovi piccole idee che talvolta sembrano davvero buttate lì svogliatamente. C'è quella del cucciolo di pitbull ritrovato da Bob in un bidone dei rifiuti e che lo porta a conoscere Nadia (Rapace), c'è un ricordo latente - da parte dei laidi avventori del bar - di un delitto compiuto anni prima che tornerà confusamente a galla, c'è l'ex (Schoenaerts) di Nadia violento e dai ragionamenti sconclusionati, ci sono i due goffi rapitori e molto altro ancora per affollare un film che vorrebbe essere in parte corale ma che in realtà gira tutto intorno a Bob, il cui carattere singolare - al punto da farlo apparire un po' tardo, di certo lento nel rispondere e poco brillante, porta a chiedersi se ci fa o ci è - diventa la chiave di lettura principale, attraverso la quale leggere quanto accade. Molto più classica la figura di Marv, al cui ispessimento provvede soprattutto la bella interpretazione di Gandolfini.

Un noir che mira meritoriamente a staccarsi dagli standard ma che finisce col farlo utilizzando le armi di chi in fondo ha già dimostrato quanto il genere si presti ad essere riletto in ottica semiparodistica. Qui però non si eccede con l'ironia; si mantiene un registro drammatico senza indulgere nell'action di maniera e quindi avvicinandosi piuttosto ai classici, mantenendo comunque un gusto per il paradosso che è retaggio dei tempi moderni.

Non ci si diverte per le battute, quanto semmai per i comportamenti tra il passivo e l'inadeguato di Bob, che tuttavia a riconsiderarli sembrano sempre molto più maturi e riflessivi rispetto alla prima analisi. Son tutti riposti in lui i barlumi di originalità di THE DROP (il titolo originale fa riferimento al ruolo di sede per depositi e scambi di denari tra mafiosi e paramafiosi che settimanalmente alcuni locali assumono senza poterlo evitare). Qualche traccia dei Coen (il braccio mozzato e insaccato) in un lavoro di elevazione del noir a qualcosa di ricercato e diverso che però, a guardar bene, proprio non si rinviene. Musiche in ombra, fotografia e interpretazioni di livello, ma riesce difficile considerarlo un film davvero riuscito. Più furbo che bello...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/12/14 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 19/07/22
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Cotola 1/12/14 00:26 - 9087 commenti

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Noir americano di buon livello, senza particolari guizzi o sussulti (se non forse alla fine), ma ben diretto e confezionato e con una buona capacità di gestire la tensione che raggiunge il suo apice negli ultimi venti minuti. Merito anche di una sceneggiatura ben scritta (da Lehane) e abbastanza asciutta che sa riservare qualche piccola, riuscita sorpresa pur senza far tremare i polsi. Ottime le prove di Hardy e Gandolfini (qui al suo ultimo film), mentre la Rapace continua a sembrarmi scialba e non è la prima volta. Tre palle.

Daniela 11/01/15 09:51 - 12699 commenti

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Bob è un uomo all'apparenza mite e pio, barista nel locale del cugino Marv che in realtà fa da prestanome alla mafia cecena e talvolta ne custodisce i soldi sporchi. La sua vita cambia quando salva un cucciolo ferito ed incontra una ragazza perseguitata dal suo ex... Noir sommesso, che lavora soprattutto sull'atmosfera e sui caratteri, per poi assestare nell'epilogo, duro ma non inaspettato, un colpo di scena che è anche un interrogativo morale sulla natura umana. Grande interpretazione trattenuta di Hardy, bel biglietto di addio per Gandolfini

Galbo 30/01/15 18:27 - 12419 commenti

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Tra i più celebrati autori di noir contemporanei, Dennis Lehane è lo sceneggiatore di The drop, tratto peraltro da un suo racconto. Il film vive sopratutto della caratterizzazione dei personaggi, ognuno dotato di una certa dose di ambiguità (vedi anche il titolo italiano), in una vicenda in cui la verità si dispiega parallelamente al crescere della tensione drammatica ben gestita da un regista di talento. Buona la prova di tutti gli attori, con una particolare menzione per James Gandolfini qui purtroppo al suo ultimo film.

Capannelle 21/02/15 00:07 - 4421 commenti

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Narrazione meditata, sicuramente alternativa a quella di molte ganster story americane. Però in più di un momento il meditato sfocia nel soporifero. E i caratteri non sono niente di speciale: in particolare Gandolfini e Schonarts, ai quali si aggiungono la inutile Rapace a un Hardy costantemente controllato. Buona la fotografia.

Kinodrop 12/03/15 17:17 - 2980 commenti

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Molti sono i vuoti e gli interrogativi che questo noir lascia sospesi. Un bar/copertura per denaro sporco della mafia cecena e un giovane gestore solo in apparenza mite e inoffensivo rappresentano il fulcro di una trama alquanto arzigogolata e per alcuni passaggi poco credibile. Buona la prova di Hardy nella sua parte di bamboccione dal passato oscuro e di Gandolfini nel solito ruolo di malavitoso. Il resto è mestiere; bella la fotografia, ma nell'insieme lascia perplessi.
MEMORABILE: Il cagnolino abbandonato, che diventa (incredibilmente) la ragione di buona parte della trama.

Lattepiù 27/03/15 16:29 - 208 commenti

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Dalla penna di uno scrittore noir tra i più quotati e per la regia di un nuovo apprezzato autore (lodatissimo il suo Bullhead) un gangster-movie di stampo classico e atmosfera minimale. Quello che funzionerebbe sulla carta sfuma però sullo schermo in un compitino meccanico, freddo, impersonale, scritto male e girato col pilota automatico; troppo somigliante, peraltro, a molti film recenti (e non), tutti ben migliori. Trio di attori protagonisti sprecatissimo, soprattutto la brava Rapace, che meriterebbe ben di meglio.

Redeyes 28/09/15 18:21 - 2454 commenti

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Lehane ha un tocco che riesce a catturare e colpire dritto allo stomaco, sia che scriva un libro sia che partecipi alla sceneggiatura come qui. Il drop bar attende e noi altrettanto facciamo. Aspettiamo che qualcosa accada, mentre i tempi si allungano e l'angoscia la fa da padrona. Pandolfini è calato nel ruolo che meglio gli si addiceva, al contrario il dinamico Hardy dà saggio di buona padronanza scenica con un personaggio ambiguo e macerato. Rispetto al fiume e poi all'isola si lascia una stilla di speranza e la cosa non ci spiace!

Tarabas 7/03/16 15:56 - 1878 commenti

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Le giornate di un barista alle dipendenze di un prestanome della mafia, nella Brooklyn non ancora gentrificata. Pur essendo nelle mie corde, c'è qualcosa che manca nella vicenda che giustifichi il tono bassissimo del film. Lo stile è infatti dimesso fin quasi all'afasia (dei personaggi). Una storia che avrebbe guadagnato da un ritmo più robusto viene filmata dando per scontata un'empatia (che giustificherebbe il mood) con i protagonisti, che purtroppo non scatta. Infatti, per dare un senso al tutto c'è bisogno del colpo di scena finale. Discreto.

Nando 15/03/16 16:26 - 3824 commenti

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Un barman apparentemente tranquillo e loschi affari che lo circondano. Una pellicola interessante in cui lo sviluppo narrativo non è mai banale e regala un bel finale tendenzialmente liberatorio. Hardy è monumentale nella sua interpretazione, ben spalleggiato dal compianto Gandolfini, mentre la Rapace appare decisamente in ombra.

Piero68 21/06/16 10:40 - 2961 commenti

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Nonostante il soggetto e la sceneggiatura di Lehane, The Drop è un noir troppo lento e soporifero per essere godibile appieno. Colpa di un regia e di un montaggio assolutamente anonimi. Il povero Gandolfini fa il solito Gandolfini mentre sulle spalle di Hardy ricade il peso forse maggiore, vista la caratterizzazione ambigua del suo personaggio. Ma Hardy riesce a svolgere solo a metà il suo compitino visto che è un attore che conta molto sulla sua fisicità. Nel complesso un film che va guardato con una particolare predisposizione.

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Jandileida 9/11/18 20:03 - 1570 commenti

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Davvero un brutto film: storia non solo molto banale ma anche inutilmente contorta tanto che, appunto, la tentazione di un buon libro può essere incontrollabile. Personaggi spessi come la carta velina (Rapace e Schoenaerts) si muovono attorno ai due spaesati protagonisti, due bestioni come il fu Gandolfini e Hardy, che qui risultano totalmente sprecati. Inutile.

Lou 15/08/19 09:45 - 1123 commenti

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Un buon noir, con una sceneggiatura solida che riesce a gestire correttamente i tempi e la tensione fino a un finale deciso e liberatorio. Il cast è di buon livello, ma giganteggia soprattutto Tom Hardy, con quell’aria apparentemente mite ma che lascia capire come possa esplodere da un momento all’altro. L’ambientazione a Brooklyn è appropriata ed efficace.

Gottardi 17/05/21 12:45 - 396 commenti

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Due cugini gestiscono bar di second’ordine per conto della malavita come copertura. Uno disperato tenta di fregare i soldi alla mafia cecena, l’altro si trova invischiato con un balordo che rivuole il cane che aveva abbandonato. Noir con la giusta atmosfera torbida, dove le scene notturne e del classico bar americano a bancone e neon si alternano con la luce fredda del giorno. Personaggi ben delineati si scoprono man mano diversi da quello che sembrano, e su tutto aleggia un’aria di ineluttabile pessimismo. Hardy perfettamente stranito, Gandolfini un pelo sotto la sua media.
MEMORABILE: L’aria tranquilla da psicopatico di Schoenaerts.
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  • Discussione Cotola • 1/12/14 00:27
    Consigliere avanzato - 3850 interventi
    @ Zender

    Il titolo italiano c'è già (Chi è senza colpa) in vista di una sicura uscita italiana ad opera della Fox nel 2015 (pare il 15 marzo). Lasciamo quello originale che poi sostituiremo o lo metti già da adesso? Io mi sono permesso di lasciare quello originale.
  • Discussione Zender • 1/12/14 10:09
    Capo scrivano - 47891 interventi
    Mettiamo quello ita che se no ce lo scordiamo magari. Hai fatto bene a lasciare l'originale comunque, non c'è problema.
  • Discussione Daniela • 19/01/15 18:38
    Gran Burattinaio - 5929 interventi
    Consigliata la visione in originale e questa volta non solo per apprezzare meglio la recitazione del protagonista...
    Questa volta ho avuto l'occasione di vedere il film doppiato a pochi giorni di distanza dalla visione in originale e quindi ho potuto constatare che, in varie occasioni, il doppiaggio ha cambiato il testo della battuta.
    Faccio un esempio:

    SPOILER:

    Verso la fine, nel bar, il poliziotto si avvicina all'orecchio di Bob e gli sussurra:
    nella versione doppiata:
    "Nessuno immagina che sei un omicida, vero Bob?"
    nell'originale:
    "Li cogli sempre di sorpresa, vero Bob?"

    Il senso più o meno è lo stesso (il poliziotto non ha prove, ma ha intuito quanto successo), però in italiano la battuta è più esplicativa, perdendo quel velo di allusione complice che ha nell'originale.

    FINE SPOILER
  • Discussione Raremirko • 23/08/20 00:07
    Call center Davinotti - 3862 interventi
    Più che buono e purtroppo non da tutti apprezzato; lento ma non noioso, con personaggi sempre ad un passo dalla caricatura, ha dalla sua un'atmosfera torbida e minacciosa, ben fatta, e attori superlativi (un controllatissimo Hardy, un Gandolfini strepitoso, Schoenaerts  che fa un personaggio fastidioso, ecc.; carino anche il cane).

    Lo script di Lehane è la ciliegina sulla torta: sue le opere che, tra altre, hanno segnato indelebilmente cinema e letteratura degli ultimi anni.

    Non mancano scoppi di violenza alla Tarantino: il mettere sotto un tizio in retromarcia e con il baule aperto mi mancava, e mi ha pure colpito.