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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/05/08 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/06/08
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Markus 11/05/08 23:22 - 3297 commenti

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Uno degli ultimi esempi di "commedia nera" in cui, per stilemi, si miscela l'angoscia del terrorismo e degli anni di piombo italiani con la commedia italica di stampo classico. Gassman nei panni di un cinico industriale che deve fare i conti con il figlio (a sua insaputa) terrorista. Talvolta si ride a denti stretti, talvolta ci si preoccupa. Stefano Madia, nel ruolo del figlio di Gassman, prometteva bene come nascente attore ed invece è stata una bolla di sapone. Peccato.

Cotola 13/06/09 19:35 - 7530 commenti

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Brutto film di Risi a causa dei troppi luoghi comuni di cui è infarcito e di un andamento narrativo del tutto prevedibile. Gli sceneggiatori non si sono sforzati molto nello scrivere una storiellina esilissima che presenta pochi guizzi e soprattutto poche unghiate che vanno a segno. Anche la miscela di dramma e commedia stavolta non è particolarmente riuscita. Gassman è bravo ma non basta, Madia era promettente ma l'eccessiva esaltazione a seguito della pellicola gli ha fatto più male che bene, tanto da farlo sparire in poco tempo.

Homesick 16/01/10 18:02 - 5737 commenti

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Gli asserti di Risi - famiglia altoborghese corrosa da infedeltà coniugale, droga, tentativi di suicidio, divario generazionale e da pulsioni edipico-sovversive che agitano insoddisfatti figli di papà - non sono né originali né affrontati con il dovuto approfondimento psicologico e sociale e il film marcia solo quando stringe la mano al grottesco (la rapina in banca vissuta come fatto quotidiano) o se viene valutato per le sue indubbie qualità tecnico-artistiche (le aristocratiche scenografie di Ricceri, le precise musiche di De Sica). Titoli di coda citati da Scola ne La terrazza.

Galbo 14/01/10 12:14 - 11388 commenti

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Commedia di Dino Risi dal sapore amaro che ha la pretesa di costituire uno specchio dell'Italia dell'epoca (siamo alla fine degli anni '70). Adulterio, tossicodipendenza, lotta armata sono tutti temi trattati da un film il cui limite è la mancanza di organicità e il volere mettere troppa carne al fuoco. Nei panni del protagonista un Vittorio Gassman che "gigioneggia" un po' troppo.

B. Legnani 16/01/10 00:10 - 4724 commenti

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Ci sono film in cui occorre attendere la messa in tavola delle carte e poi conquistano. Qui càpita il contrario: carte messe giù bene, ma dal 45' in poi la vicenda perde colpi, infilando tocchi discutibili. Il filmato della Polizia durante gli scontri ha un assurdo montaggio cinematografico, Capritti buddista romagnolo è pazzesco, il personaggio di Tordi (come quello della Coté, peraltro) non serve a nulla; il dialogo femminile in ospedale vorrebbe essere metaforico ed è solo fastidioso. Non parliamo, poi, dei terroristi e dell'attentato. C'è Lory Del Santo! Molto meglio di Teresa, ma peggio di Lo Gatto. Così così.

Renato 8/02/10 12:13 - 1560 commenti

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Tutto sbagliato, tutto da rifare, come avrebbe chiosato Gino Bartali. Ridicola storia con le solite convenzione da commedia all'italiana innestate però su un soggetto di tutt'altro genere con risultati davvero miserrimi: Risi, al di là di quanto dichiarava, sembra evidentemente parteggiare per il padre, almeno a giudicare dalla descrizione dei giovani, tutti debosciati o deficienti. Insomma un pianto in cui salvo solo Gassman per quanto si limiti a portare avanti il suo stereotipo. Pessimo Madia, che pure vinse un premio a Cannes (!!).

Il Dandi 9/03/10 23:12 - 1779 commenti

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Se finisce così non vale, pensavo, e puntualmente partono i titoli di coda! La metafora del parricidio come chiave di lettura del terrorismo (a un anno dal sequestro Moro) oltretutto narrata proprio dalla generazione dei padri (Risi e Gassman) era un'idea molto intrigante, ma non decolla. Leggerezza e pathos appaiono male assortiti, con sviluppi dispersivi, prevedibili e allo stesso tempo incompiuti. Risi cerca nel protagonista le proprie contraddizioni (e chiama il figlio Marco come il suo) ma non arriva fino in fondo.
MEMORABILE: La discoteca (finta) nel famoso palazzo Coppedé di Piazza Mincio: quella luce rossa che filtra dal portone è una bella immagine satanica.

Daidae 11/07/10 02:01 - 2738 commenti

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Mi ha profondamente deluso. Non sa di commedia nera, ma è un pastrocchio tra ribellismo giovanile, politica e conflitto familiare. Nonostante la presenza del gigante Gassman e la sua buona prova, il film non entusiasma. Oltretutto il finale è prevedibile.

Tomastich 22/08/11 09:16 - 1216 commenti

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Terrorismo e famiglia: Gassman si ritrova per caso un figlio pseudo terrorista in casa (dopo anni di menefreghismo familiare) e non riesce ad accettare questa situazione. Lo ammetto, ho guardato questo film solamente per la presenza musicale (e visiva) dei New Trolls; alla fine non è brutto come si potrebbe credere; è solamente lento e pieno di banali luoghi comuni.

John trent 2/12/11 11:57 - 326 commenti

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"Commedia" nera quanto basta. Gassman è sempre immenso nella sua prova attoriale ma probabilmente non viene contornato a dovere; Madia nei panni del figlio ribelle e filoterrorista è fin troppo piatto e melenso. Buoni alcuni guizzi (nella parte finale che si svolge in Canada) anche se il film non decolla mai del tutto e il finale è decisamente telefonato (perfino sulla locandina stessa!). Da rimarcare la presenza dei New Trolls. Insomma, tema interessante che poteva essere affrontato meglio.
MEMORABILE: Gassmann che si preoccupa del presunto attentato ai danni del suo amico Parrella e dal Canada cerca di informarsi.

Roger 6/05/13 19:07 - 143 commenti

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Film malriuscito ma comunque interessante. Gassman interpreta ancora una volta l'uomo prima rampante e vincente, poi in crisi, che altre volte aveva portato sullo schermo. E qui ne interpreta l'atto finale: alienato da un mondo sempre più lontano e apertamente ostile, sembra destinato a lanciarsi in monologhi solitari che nessuno è disposto ad ascoltare. Il peggio sta nel modello narrativo da commmedia all'italiana ormai inadeguato ai tempi e alla materia raccontata: si sorride raramente e certe caratterizzazioni sono imbarazzanti.

Rambo90 24/10/13 17:30 - 6347 commenti

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C'è una prima parte riuscita, intrigante, sorretta da un Gassman perfetto e da una non banale analisi del periodo, del terrorismo degli anni di piombo. Purtroppo il film poi si perde per strada, il ritmo già lento diventa catatonico e il finale è un po' deludente, sospeso e tutto sommato irrisolto. Risi inizia il suo declino da qui, ma negli anni ottanta e novanta ha fatto di peggio.

Gabrius79 30/05/14 00:08 - 1193 commenti

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Dino Risi confeziona un film decisamente sottotono e noioso che si riscatta se non altro per la presenza di un istrionico (forse troppo) Vittorio Gassmann, che come al solito regala una buona performance. Il resto della pellicola è prevedibile (con troppa carne al fuoco) e ciò non giova alla noia, che aumenta con lo scorrere del tempo.

Motorship 1/06/14 18:28 - 567 commenti

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Devo dire che mi ha lasciato parecchio perplesso. A parte che non mi sa affatto di commedia nera (a parte qualche episodio, citazione o scena visiva) ma di commedia giovanilistica e sociologica, la pecca principale è quella di mettere fin troppa carne al fuoco al punto di confondere troppo le carte in tavola portando inesorabilmente a un risultato scadente. Per quel che concerne il cast, Stefano Madia nel ruolo del figlio è piatto; meglio Vittorio Gassman, ottimo anche se gigioneggia un po' troppo. Scialbo.

Deepred89 1/09/16 00:29 - 3283 commenti

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Per il Risi tardo-settantiano ogni fiducia verso la razza umana (perlomeno quella suddivisa tra capitalisti e anticapitalisti) è ormai sepolta sotto quintali di champagne e molotov: da una parte il disgusto verso i padri (coetanei), dall'altra la paura verso i giovani. E' proprio attorno a quest'ultimo punto che il film impenna, abbracciando un'avvincente svolta thriller in cui la prevedibilità va di pari passo con l'ineluttabilità. Ciò che segue non convince, ciò che viene prima non sempre eccelle, ma la sconsolata ironia colpisce nel segno.
MEMORABILE: Gassman in attesa della resa dei conti, all'hotel.

Zampanò 13/08/20 14:24 - 144 commenti

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Un anno dopo il delitto Moro, Risi chiude gli anni di piombo con un soggetto di Zapponi sul brigatismo ma dall'originale punto di vista vittima-vittima. Il carnefice infatti resta sullo sfondo. Gassman, sempre al suo massimo agio nei ruoli altoborghesi, è vittima designata ma lo è anche il figlio, che brigando contro il padre perderà comunque (o l'ideale politico o il genitore). Efficace e abbondante la descrizione del milieu in cui lievita il dramma: ville, ex mogli, amorazzi, congressi, diari segreti.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Squash • 19/09/14 20:54
    Galoppino - 198 interventi
    Stefano Madia è venuto a mancare da qualche anno e Massimo Giuliani suo doppiatore nel film ha raccontato di quella volta che la Rai via radio presentò una scena del film in quanto Madia vinse un premio a Cannes per l'interpretazione e per radio fù presentata la scena come se la voce fosse quella di Madia.Giuliani protestò presso la Rai che si scusò ma la cosa si allargò e quando si venne a sapere che Madia mise nell'interpretazione solo il volto Giuliani sostiene che il premio gli fù tolto.E' possibile sia stata fatta una cosa del genere? Non poteva la giuria prevedere un premio anche per un eventuale doppiatore?
  • Discussione Didda23 • 19/09/14 21:17
    Comunicazione esterna - 5717 interventi
    Premiare il doppiatore sarebbe stata pura follia. Figurati se una giuria internazionale poteva sapere che la voce non era la sua.. Probabilmente non l'avrebbero premiato. Le mie sono supposizioni, comunque non mi risulta che il premio gli sia stato tolto.
  • Discussione Squash • 19/09/14 21:37
    Galoppino - 198 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Premiare il doppiatore sarebbe stata pura follia. Figurati se una giuria internazionale poteva sapere che la voce non era la sua.. Probabilmente non l'avrebbero premiato. Le mie sono supposizioni, comunque non mi risulta che il premio gli sia stato tolto.

    Quindi ne dobbiamo dedurre che Massimo Giuliani ha detto pubblicamente su internet una cavolata che potrebbe essere controllabile il che mi fà pensare solo due cose : voi mi avete capito!
  • Discussione Didda23 • 19/09/14 21:50
    Comunicazione esterna - 5717 interventi
    Non ho detto questo
  • Discussione Graf • 19/09/14 23:38
    Call center Davinotti - 909 interventi
    Stefano Madia era il padre di Marianna Madia attuale Ministro del governo Renzi.
    L'attuale Ministro degli Esteri e futura Lady PESC Federica Mogherini è, invece, la figlia del regista e costumista Flavio Mogherini anch'esso scomparso da tempo.
    Ultima modifica: 19/09/14 23:42 da Graf
  • Discussione Squash • 20/09/14 09:23
    Galoppino - 198 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Stefano Madia era il padre di Marianna Madia attuale Ministro del governo Renzi.
    L'attuale Ministro degli Esteri e futura Lady PESC Federica Mogherini è, invece, la figlia del regista e costumista Flavio Mogherini anch'esso scomparso da tempo.



    Wikipedia non dice le cause della sua prematura scomparsa e inoltre il premio lo ha ricevuto si o no? Giuliani dice che gli è stato ritirato praticamente perché lui protestò presso la Rai che attribuì a Madia anche la voce ed allora si capì finalmente che i doppiatori nella recitazione avevano più peso di quelli che mettevano solo la faccia.
  • Discussione Markus • 20/09/14 10:18
    Scrivano - 4789 interventi
    Squash ebbe a dire:
    Graf ebbe a dire:
    Stefano Madia era il padre di Marianna Madia attuale Ministro del governo Renzi.
    L'attuale Ministro degli Esteri e futura Lady PESC Federica Mogherini è, invece, la figlia del regista e costumista Flavio Mogherini anch'esso scomparso da tempo.



    Wikipedia non dice le cause della sua prematura scomparsa e inoltre il premio lo ha ricevuto si o no? Giuliani dice che gli è stato ritirato praticamente perché lui protestò presso la Rai che attribuì a Madia anche la voce ed allora si capì finalmente che i doppiatori nella recitazione avevano più peso di quelli che mettevano solo la faccia.


    In riferimento alla morte di Stefano Madia, la figlia Marianna ne spiega le cause in un’intervista: "è morto a 49 anni, un tumore al pancreas fulminante se l’è portato via in cinque mesi".

    Fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/madia-confidential-mia-storia-giulio-napolitano-durata-qualche-81425.htm

    Quanto alla faccenda citata da Squash, Massimo Giuliani lo spiega qua al minuto 57,50 c.ca:

    http://www.youtube.com/watch?v=_-Ly0AW66AM
  • Discussione Markus • 20/09/14 11:08
    Scrivano - 4789 interventi
    Segnalo questi interessanti filmati d'epoca della Tv francese:

    http://www.ina.fr/recherche/search?search=cher+pap%C3%A0+dino+risi&x=0&y=0

    PS Nel primo video c'è anche Stefano Madia (silente) accanto a Vittorio Gassman e Dino Risi (che parlano in francese).
    Bei tempi!
    Ultima modifica: 20/09/14 11:12 da Markus
  • Discussione Squash • 20/09/14 16:22
    Galoppino - 198 interventi
    Insomma dai commenti fatti anche sul Davinotti sembra che il premio di Cannes dato a Madia non era giustificato a meno che non fosse stato condiviso con Massimo Giuliani.
  • Curiosità Samuel1979 • 26/03/19 16:51
    Call center Davinotti - 2935 interventi
    Il poster in camera di Marco Millozzi (Madia) è il manifesto della mostra dal 15 maggio al 15 giugno 1975 a Roma sui tre artisti citati: