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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/05/12 DAL BENEMERITO DUSSO
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Dusso 21/05/12 23:38 - 1533 commenti

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Seconda regia di Pradeaux per un film su un grande furto (come moda dell'epoca). Non è certo uno dei migliori film del filone poiché la sceneggiatura non offre nessun colpo di scena se non cose scontate, tutto è troppo semplice e seppur la mia copia probabilmente non sia completa, anche i passaggi del furto non sono spiegati a sufficienza. La Zanicchi (nel ruolo di se stessa) canta la canzone dei titoli di testa.

Homesick 16/01/15 09:05 - 5737 commenti

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Ennesimo film della serie sulle grandi rapine, in cui Pradeux sbriga la faccenda in modo alquanto ordinario: un po' di azione – più che altro limitata al prologo -, molto humour, qualche bella donna, la lunghissima sequenza del colpo e l'immancabile sorpresa finale. Lo tengano d'occhio i fans di Iva Zanicchi, che compare come cantante e interpreta il brano sui titoli di testa, e dell'avatiano Bob Tonelli, qui accreditato con il suo vero nome, Roberto.
MEMORABILE: I rapinatori fermati dalla polizia, che si spacciano per turisti svizzeri alla volta della “Rome by night”; la telefonata per il cruciverba.

Pessoa 24/02/19 21:49 - 1130 commenti

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Pradeaux si avventura in un filone piuttosto in voga a quei tempi prendendo il buon esempio dei modelli americani e stando attento a non strafare. Ne viene fuori un film simpatico, ben girato con momenti di tensione e di ironia distribuiti con sapienza lungo la vicenda. Per il resto siamo di fronte a una trama abbastanza risaputa, sceneggiata a tratti con sufficienza ma nel complesso credibile. Il cast fa il suo dovere e la scena del furto riserva anche qualche acrobazia non dozzinale. Non un capolavoro, ma gli appassionati gradiranno.
MEMORABILE: Il furto del diamante; Il finale; La fotografia di Trojani.

Myvincent 23/02/19 07:59 - 2525 commenti

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Una banda di superladri organizza il consueto colossale furto - che ha come unico oggetto il preziosissimo "Gran Mogol" - e la scena si sposta in continuazione, convergendo su Roma. Il film si fa piacere per lo stile scoppiettante, illuminato dal sorriso irresistibile di un Richard Harrison d'annata che ci fa dimenticare le assurde incongruenze narrative disseminate ovunque. Il finale è tra quelli più prevedibili, ma fa divertire ugualmente. Promosso alla grande.
MEMORABILE: La performance regale di Iva Zanicchi nella parte di se stessa.

Reeves 4/05/20 22:54 - 46 commenti

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Piccolo film di grandi colpi, con trama ridicola (la parentesi veneziana con la turista tedesca, assurda) ma comunque godibile perché nella lunga sequenza del furto la suspense non manca. Vittorio Carpano, produttore che si impone in una parte (è uno dei ladri) al suo unico film ha però l'aria di un pesce fuor d'acqua. E Iva Zanicchi? Ci si domanda cosa faccia lì.
MEMORABILE: L'ingresso a Palazzo Farnese, senza colonna musicale per accrescere tensione e senso di vertigine.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Dusso • 14/01/15 15:08
    Segretario - 1620 interventi
    Come scrivevo nel mio commento dove sospettavo dei tagli nella copia di Odeon all'epoca visionata non mi sbagliavo... Praticamente 10 minuti mancanti rispetto a quella di Raimovie che contiene tutta la scena dove inizia il furto, quindi anche il mio giudizio probabilmente andrebbe rivisto
    Ultima modifica: 14/01/15 15:10 da Dusso
  • Discussione B. Legnani • 11/07/20 23:39
    Consigliere - 13726 interventi
    Credo che la stranezza della presenza di una scena girata a Bologna sia dovuta al fatto che il produttore, Marino Càrpano, era bolognese. E' lo stesso che, grazie al contatto di Bob Tonelli (in questo film presente), diede i famosi 160 milioni a Pupi Avati per girare Balsamus, film d'esordio.
    Era un albergatore: suo l'Hotel Cristallo di Via San Giuseppe, a Bologna, chiuso da qualche anno.
    Ultima modifica: 12/07/20 10:04 da B. Legnani
  • Discussione Caesars • 13/07/20 08:36
    Scrivano - 10501 interventi
    Grazie Buono per aver dato un nome al "Mister X" che spesso Avati cita come "folle" finanziatore dei suoi primi film. Non sapevo si trattasse di Marino Càrpano