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HAMMAMET

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 8
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/1/20 DAL BENEMERITO B. LEGNANI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/1/20
Si può discutere del film senza cominciare dalla straordinaria, mimetica performance di Pierfrancesco Favino? Sì, ma significherebbe nascondere ciò che prima di qualsiasi altra cosa si nota sullo schermo. E' talmente prodigiosa l'aderenza - non solo fisica ma anche nei gesti, nelle inflessioni della voce, nelle pause - di Favino allo scomparso leader socialista che si assiste incantati, rapiti dalla sensazione di vedere in scena non l'attore (ai cui noti tratti somatici nulla ci riconduce) ma proprio Bettino Craxi! Il film ne racconta gli anni dell'esilio tunisino senza mai fare il nome non solo del protagonista ma nemmeno di chi gli sta attorno: Stefania diventa Anita, Bobo lo si riconosce dagli occhiali, il politico in visita interpretato da Carpentieri non si sa chi sia (Fanfani? Chissà...), il Vincenzo amico fedele cui dà il volto Cederna è ispirato a Balzamo, per l'amante giunta ad Hammamet che dà alla Gerini la possibilità di intervenire in scena (mostrandosi almeno più viva degli altri) si posson fare più ipotesi (anche se una sola, che si sappia con certezza, è quella giunta ad Hammamet). Tutti personaggi che comunque si stingono e sbiadiscono di fronte all'esuberante personalità di un leader in declino ma pur sempre dotato di un carisma con pochi eguali, nella recente storia d'Italia. Ci si attendeva infatti di poterne gustare monologhi più sapidi; che ogni tanto si affacciano, è vero (il migliore è il duetto con Carpentieri davanti a un piatto di spaghetti), ma che nel complesso non affrontano quasi mai nodi politici importanti legati a un preciso momento storico. Frasi spesso scarsamente pregnanti che in bocca ad altri non lascerebbero alcun segno e che solo l'enunciazione stentorea di Favino tramuta in accattivanti arguzie. I problemi maggiori nascono quando (di rado, fortunatamente) si cerca di dare spazio a personaggi poco significanti come il figlio (Filippi) dello scomparso Vincenzo. Giunto lì non si capisce bene con quali reali intenzioni, perlopiù sbarra gli occhi chiari e tace, discute talvolta con Anita, riprende Craxi con la telecamera mentre questi pontifica sulla politica o sui massimi sistemi, ma si ritrova immancabilmente al centro dei momenti più deboli, così come non sono tanto meglio quelli in cui anche Anita deve rapportarsi col padre. L'uomo, lontano dal suo paese, malato, trattato in modo principesco ma privato della sua antica condizione di leader ammirato e rispettato, elargisce massime e sentenze conscio di una situazione per lui difficile da sopportare. Stupisce comunque la scelta di tenere il racconto relativo agli anni della politica attiva del tutto al di fuori del film per concentrarsi esclusivamente sulla permanenza ad Hammamet, mentre colpisce Favino che pur spostandosi claudicante riesce ugualmente a comunicare una fierezza d'animo che eleva la statura del personaggio: Craxi non ci appare mai come un vecchio, nonostante i problemi di salute, ed è la dimostrazione di quanto l'elasticità mentale, soprattutto quando non lascia trasparire la sofferenza, sia in grado di nascondere buona parte delle inadeguatezze fisiche. Eppure la sensazione è che intorno al protagonista la scena si muova troppo poco, cristallizzata tra i verdeggianti giardini della villa e la spiaggia come in una sorta di fiction nella quale si sia innestata a forza un'unica figura potente, dominante al punto che declinando trascina con sé il film addormentandolo sempre più. Una raccolta (senza una storia) di scene che se estratte singolarmente possiedono una forza del tutto estranea al film visto nel suo insieme, aperto e chiuso da flashback d'infanzia vacui quanto il finale posticcio alla clinica milanese; e questo perché il lavoro di Amelio in regia quasi mai emerge, costantemente in secondo piano rispetto a sceneggiatura e interpretazione (si veda anche l'incontro col padre/Antonutti e la conseguente, discutibile parentesi a teatro con Olcese e Margiotta). Ciononostante, e al di là degli evidenti difetti, riesce impossibile non premiare la commovente, monumentale prova di Favino, inscindibile rispetto a una corretta valutazione del film. Di maniera la colonna sonora di Piovani.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 9/1/20 22:49 - 4513 commenti

Cosa voleva fare Amelio? Narrare, non difendere o accusare. E narra, con un Asso che gli si torce contro: si tratta di Favino, quasi prodigioso (con l'aiuto del trucco) nel rendere Craxi ai nostri occhi. Ma è così prodigioso che finisce per "ammazzare" tutti coloro che gli stanno intorno e che quasi spariscono, ad eccezione di Carpentieri (la Gerini si vede poco). Si narrano fatti veri, fatti alterati (Balzamo, che qui si chiama Sartori, sarebbe perito di morte violenta), fatti inventati, fatti che sembrano prefigurare addirittura sviluppi futuri. Ben fatto, ma resta un senso di incompiutezza.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Tua madre sa che mi accontento di poco". In peggio: il bruttissimo finale, nonostante il grande Antonutti. .
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Puppigallo 11/1/20 9:12 - 4383 commenti

Il più posticcio di tutti, ovvero Favino, sommerso da cinque ore di trucco, alla fine risulta il più vero, almeno nella recitazione, nell'incarnare una figura che, volenti o nolenti, era di spicco e rappresentativa della politica italiana. Non è tanto ciò che nella pellicola gli hanno messo in bocca, ma come Favino l'ha fatto uscire, accompagnato da gesti e mimica, a lasciare sbalorditi (dietro c'è l'applicazione di un attore livello). Purtroppo, il resto della baracca, con tanto di figura forzata del ragazzo rancoroso, non lascia quasi traccia. Utile, ma solo a esaltare la prova d'attore.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Erano soldi del partito, ma qualcosa ci restava attaccato alle dita"; In negativo, la scena col padre, decisamente evitabile, ai limiti del ridicolo.
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Markus 11/1/20 1:53 - 3023 commenti

Vent'anni fa scompariva a Hammamet il socialista Bettino Craxi. Gianni Amelio ci racconta l'attimo prima, il noto esilio tunisino che per qualche anno umiliò la persona e il "personaggio". L'opera è tragicamente deludente. Deludente perché non prende una posizione, resta nel limbo di un gelido racconto ai limiti dello storiografico, di una banale fiction che non riesce mai a essere ficcante nei dialoghi. Accanto al metodo Stanislavskij di Pierfrancesco Favino e il suo maquillage c'è terra bruciata, frutto di un'evidente sottostima registica.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Myvincent 21/1/20 8:23 - 2383 commenti

La figura carismatica di Bettino Craxi viene raccontata nel ventennale della sua morte ad Hammamet e, grazie a una sceneggiatura di Amelio, rivive nei suoi più diversi aspetti umani, come "bestia" morente che ha dentro di sé tutto il fasto del passato. Rivivremo gli ultimi anni di uno statista fra i più odiati dal popolo italiano ripercorrendone la storia e le intenzioni che tuttora si ammantano di un'indecifrabile aura. Bravo il regista a evitare le soluzioni biopic, straordinario Favino che si cala mente e corpo.
I gusti di Myvincent (Drammatico - Giallo - Horror)

Gabrius79 20/1/20 21:48 - 1135 commenti

Il film diretto da Gianni Amelio racconta gli ultimi anni di vita di Bettino Craxi e lo fa con uno straordinario Pierfrancesco Favino che, con la sua prova attoriale (sembra di veder Craxi recitare), fa il vuoto attorno, oscurando il resto del cast e sopperisce (quando è presente in scena) alla lentezza della pellicola, che talvolta mostra la corda. Si sarebbe potuto osare di più e invece si rimane con un po' di delusione di fondo. Nei ruoli secondari si segnalano un buon Carpentieri e l'ultima prova attoriale di Omero Antonutti.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Bubobubo 12/1/20 14:11 - 936 commenti

Non è costruita per essere un'agiografia (se di trattato si parla, è piuttosto una meditazione sull'illusoria e deleteria arroganza dell'individuo, un veleno che lo rende incapace persino di interpretare la realtà attorno a sé), ma a un occhio non imparziale quest'opera di Amelio potrà sembrarlo, almeno per larghe tratte, specialmente nei difficili passaggi di autoassoluzione che il protagonista (un Favino inquietantemente mimetico) affida a conversazioni private e videoobiettivi. Cast di contorno adeguato (ottimi la Rossi e Filippi).

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La gamba sanguinante; Claudia Gerini in vestaglia; Contestazione in riva al mare; Il finale allucinato.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Medicinema 20/1/20 1:12 - 81 commenti

Commentare la prova di Favino, sicuramente ottima, non richiede grande sforzo. Molto più complesso risulta valutare Hammamet nel suo insieme: gli anni tunisini, gli ultimi, di Craxi non devono aver fornito spunti particolarmente interessanti e così si amplifica, romanzando, la figura di un uomo solo, fragile, malato, correndo il rischio, quasi, di risultare eccessivamente compassionevoli. Il ricorso a figure generiche (gli amici, l'amante) rende inoltre poco chiara la visione a chi non conosce già la storia, almeno a grandi linee.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La nostalgia del Belpaese rappresentata attraverso i numerosi piatti di pasta.
I gusti di Medicinema (Documentario - Erotico - Musicale)

Macbeth55 13/1/20 0:49 - 34 commenti

Dal punto di vista drammaturgico, il film fa acqua da tutte le parti, soggiogato dalle cinque ore di trucco cui si è sottoposto il protagonista, accodandosi a un trasformismo che distrae e a volte infastidisce. La bravura di Favino paradossalmente si svende al lato baracconesco, privilegiando l’esibizione ai contenuti, davvero scarsi. Il resto del cast è dignitoso, ma senza brillare, penalizzato da una sceneggiatura tesa al monologo e all’anonimato. Molte scene inutili, dall’insipido sapore onirico.
I gusti di Macbeth55 (Commedia - Documentario - Fantascienza)