Velvet goldmine

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Velvet Goldmine
Anno: 1998
Genere: musicale (colore)
Numero commenti presenti: 16
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il richiamo a QUARTO POTERE è inevitabile: il giornalista (Christian Bale) che Indaga - a dieci anni dalla sua scomparsa dalle scene - sul cantante glam-rock Brian Slade (Jonathan Rhys-Meyers) riportando alla luce la storia di una carriera all'insegna delle trasgressioni, non può non ricordare l’identica struttura narrativa del capolavoro di Welles. Todd Haynes, tuttavia, non possiede né il rigore né la forza dell'illustrissimo modello e tende a creare un po' troppa confusione nei flashback, inserendovi il giornalista stesso che all'epoca notiamo grande fan della moda lanciata da Slade e compagni. Quello che gli riesce indubbiamente...Leggi tutto meglio è la ricostruzione scenografica, che supportata da una colonna sonora imbottita di canzoni storiche firmate Bryan Ferry, Brian Eno, Marc Bolan (bravi i Placebo a coverizzare la sua “20th Century Boy”) sa rendere piuttosto bene l'atmosfera spensierata di metà anni Settanta. In più va segnalata la strepitosa performance di Ewan McGregor il quale, nell'interpretare il personaggio ispirato a Iggy Pop, sa replicarne la carica eversiva on stage (striptease integrali compresi)! Meno azzeccata la caratterizzazione del protagonista Meyers, non in grado di far rivivere la personalità magnetica di David Bowie (alla cui vita artistica il film fa palese riferimento): gli mancano la grinta, il carattere e la regia non l'aiuta sbagliando i momenti da focalizzare per comprendere le molteplici sfaccettature della rockstar. Esteticamente VELVET GOLDMINE (il titolo viene da un celebre inedito di Bowie) funziona, ma difetta nel coinvolgimento, non sa scendere sotto la superficie e non coglie la carica travolgente di quegli anni.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lele Emo 23/03/07 17:32 - 173 commenti

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Classico rock movie leggero e strampalato, ispirato alla saga glam rock e all'androginia tipica di quel periodo, nonchè al ménage Bowie-Pop. Film che sa mostrare fedelmente gli eccessi tipici dello show-biz dell'epoca, in cui non manca un velo di sana nostalgia per i compassati tempi andati. Enorme la colonna sonora che regala al film il 70% della sua fruibilità. Magistrale McGregor che a mio avviso unisce assieme le figure di Iggy Pop, Mick Ronson e un pizzico di Kurt Cobain fuori tempo. Guardabile.

Lercio 24/03/07 17:09 - 232 commenti

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Sorvolando su chi sarebbero in realtà i protagonisti, questo film è carico di poetica visiva e non solo: è un film che fa riflettere ed è conivolgente come un ottimo vino, bello da vedere come un fregio d'altri tempi che comunque trasferisce modalità di vita libertina osservabili anche nel presente. Decadente, barocco, intrigante.

Il Gobbo 27/05/07 16:23 - 3011 commenti

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Probabilmente ci vuole una buona dose di passione per il glam-rock per apprezzare il film (e se così fosse sarebbe un difetto), in mancanza di ciò il film - che pure denota una confezione di qualità, e un regista che sa il suo mestiere - rimane un po' sospeso in un limbo d'indifferenza. Decadentismo per le masse (un'ossimoro?), di cui si può anche fare a meno, seppure su MTV circoli ben di peggio.

Supervigno 7/08/07 16:49 - 229 commenti

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Efficace affresco di un'epoca, di un genere musicale, di uno stile di vita. Grandiosa colonna sonora, interpreti efficaci (si segnala, tra tutti, il sorprendente McGregor), trama intrigante. Da vedere - e ascoltare - anche per godersi i musicisti di oggi nelle vesti di virtuali "colleghi" dei propri idoli adolescenziali (i Placebo, che interpretano un gruppo glam in cerca di fama; Thom Yorke e Johnny Greenwood dei Radiohead celati sotto lo psdeudonimo Venus in Furs, che ci regalano alcuni tra i migliori brani della colonna sonora). Da vedere.

Rebis 14/09/07 14:38 - 2088 commenti

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Nel 1854 venne iniettato nel genere umano un siringone di ormoni alieni interstellari il cui duraturo effetto risponde al nome di dandysmo. Haynes, in incipit, indaga attraverso il noto modello wellessiano, per lasciare il posto, poi, ad un andirivieni - abbastanza arbitrario - tra passato sogno e presente, che ha umori lisergici da LSD e sincopatie da MTV generation. Al quarantesimo minuto, tutto il glitter mandato a morire dalle Star che se n'erano addobbate, viene rinverdito; peccato il film ne duri 123. Un po' troppo per un'iperbole storico/concettuale.

Cotola 18/06/08 22:23 - 7607 commenti

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Stupefacente versione pop-rock di Quarto Potere dal quale viene ripresa sia la struttura narrativa, la ricostruzione di una vita (di David Bowie) attraverso numerosi flash-back di cui sono protagonisti i conoscenti della persona su cui si indaga, sia alcune citazioni letterali. Haynes mostra di avere doti registiche non comuni e dà vita ad un film barocco, colorato, veloce ed avvincente dall'inizio alla fine grazie ad un insieme di elementi ottimamente miscelati tra cui spicca la splendida colonna sonora. Molto bravi anche gli attori.

Galbo 25/06/08 06:39 - 11447 commenti

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Utilizzando lo stesso espediente narrativo adoperato da Welles in Quarto Potere, il regista Todd Haynes ricostruisce la vita di una star del rock (chiaramente ispirata alla vicenda artistica ed umana di David Bowie) attraverso una serie di flash back che ben illustrano il mondo e la scena del glam molto in voga negli anni '60 e '70. Il film appare debole sul versante della caratterizzazione dei personaggi e sembra che la ricostruzione ambientale e scenica sia a volte prevalente sui contenuti del film che resta tuttavia piuttosto godibile.

Tarabas 12/01/09 13:23 - 1717 commenti

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Storia di un cantante rock maledetto e scomparso prematuramente, sulle cui tracce si mette un giornalista che, anni prima, l'aveva conosciuto bene. In linea con l'argomento (l'epopea del glam-rock), il film è visivamente molto affascinante e punta molto sul clima dell'epoca, sulle sue ambiguità e sulla caratteristica trasgressiva dei suoi protagonisti (tutti riconoscibili nonostante i nomi camuffati). Per lo spettatore non direttamente interessato al lato musicale o al periodo, la storia non è molto interessante e i colpi di scena telefonati. Per fans.

Disorder 14/06/09 14:00 - 1410 commenti

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Luccicante e visivamente d'impatto, racconta la Londra dei primissimi anni '70, invasa dalla moda del Glam. La storia riprende chiaramente la vita di David Bowie (ma c'è anche un po' di Lou Reed nel personaggio) in un modo molto idealizzato e romanzato, ma efficace. Forse era meglio un film biografico su Bowie stile The Doors di Oliver Stone, sarebbe stato un gran film. Convince molto invece l'interpretazione.

Pigro 13/08/09 09:16 - 7902 commenti

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Storia di un immaginario divo del glam rock. ma soprattutto ritratto visionario di una trasformazione sociale: quella dai fantasiosi primi anni '70 (ma già piegati dallo show-biz) ai tetri anni '80 con i protagonisti diventati relitti o normalizzati o abili a reinventarsi nel nuovo sistema (geniale e simbolico svelamento finale). Ottima la ricostruzione dell'atmosfera di un periodo tanto breve quanto fondamentale per la musica (eccellente colonna sonora), anche grazie all'intreccio di storia e mito (c'è pure Oscar Wilde). Perfetto Meyers.

Lucius 27/04/12 23:10 - 2819 commenti

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Difficile non trovarvi riferimenti alla vita e al personaggio di David Bowie. Uno dei migliori film musicali di sempre, pregno di grande musica e di storie autentiche e sofferte. L'amore e il rock, l'ascesa nell'olimpo degli dei e la voglia di mollare tutto per essere uno qualunque, ma Brian Slade non è uno qualunque e la porta di servizio che imboccherà per uscire da quella che è ormai una spirale senza fine non lo porterà tanto lontano dall'autodistruzione. Ottime le caratterizzazioni dei personaggi, tutti. Esplosivo, delirante, autentico.

Paulaster 23/07/13 11:00 - 2863 commenti

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Haynes fa un buon lavoro nel ricreare lo scenario musicale dell’inizio degli anni 70 e l’uso delle canzoni nei concerti o tipo clip funzionano (T-Rex, Brian Ferry e Brian Eno). Anche l’ambiente esterno è curato, come le scenografie. Mc Gregor è il migliore, anche se sembra Kurt Cobain. Rhys-Meyers non ha il carisma di Bowie (basta notare il cameo dei Placebo) ma come icona gay ci può stare. La storia di contorno e di conseguenza il ruolo di Bale lasciano il tempo che trovano, si attende ogni volta che parta una performance.

Ziovania 19/08/14 11:28 - 337 commenti

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Il glam è stato un sottogenere del rock inglese dei primi anni ’70, puntando provocatoriamente sull’ambiguità sessuale e il gusto pacchiano dell’esibizionismo, il tutto per puntellare una proposta musicale intrinsecamente debole. Da tale paccottiglia, Haynes ricava un film affascinante e ambizioso, debitore del dandismo alla Oscar Wilde. Da apprezzare per la sua visionaria esteriorità, perché in questa lettura della realtà la superficie è sostanza.

Daniela 20/10/18 10:39 - 9630 commenti

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Haynes mostra l'ascesa e caduta di un cantante dal nome immaginario, ma chiaramente ispirato a David Bowie, nella Londra degli anni settanta, mutuando da Quarto potere l'articolazione del racconto come inchiesta investigativa "postuma"; ma adottando uno stile sincopato personale. Ne deriva un affresco colorato e rutilante del glam rock e dintorni, valido sotto il profilo musicale, godibilissimo per quanto riguarda fotografia, scenografie e costumi. Particolarmente fortunata la scelta del cast: se Meyers è perfetto per il ruolo, McGregor è un travolgente simil-Iggy Pop. Film da riscoprire.
MEMORABILE: Il neonato Oscar Wilde; La prima esibizione di McGregor sul palco

Rocchiola 28/01/19 09:00 - 878 commenti

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Un omaggio all’epoca d’oro del glam-rock inglese chiaramente ispirato alla figura di David Bowie. L’espediente narrativo dell’indagine giornalistica alla Quarto potere non va però oltre i lustrini del vistoso e androgino look di queste pop-star dall’ego smisurato. Affascinante nella ricostruzione della Londra anni 70, superficiale nella caratterizzazione dei personaggi; alla fine resta soprattutto una succulenta compilation musicale in cui a mancare paradossalmente è proprio Bowie, che non ha dato il consenso all’uso dei suoi brani.
MEMORABILE: L'iniziale citazione di Oscar Wilde; Le esibizioni di McGregor chiaramente modellate sulla figura di Iggy Pop; Il passaggio di mano della spilla.

Minitina80 8/12/19 09:40 - 2392 commenti

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Tanto ambizioso da essersi dimenticato di aggiungere un po' di sostanza ai contenuti. Intoccabile nella rappresentazione della parabola di fittizie icone musicali che sembrano rimandare direttamente a David Bowie e Iggy Pop, almeno nelle intenzioni. La musica toglie spazio all'approfondimento del movimento e della Londra del periodo, facendo capire quali furono le valvole di sfogo, soprattutto l'ambiguità sessuale. Se non si apprezza l'argomento principale facilmente l'interesse verrà meno, anche perché in molte cose il film tende a ripetersi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Babsj81 • 3/09/17 23:37
    Galoppino - 9 interventi
    La versione italiana, nonostante adotti il montaggio UK più lungo di quello USA, è priva di una brevissima sequenza in cui Brian Slade, non ancora famoso, adesca e seduce un giovane studente.
    Ultima modifica: 3/09/17 23:38 da Babsj81
  • Homevideo Rocchiola • 28/01/19 09:07
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Il DVD italiano della Lucky Red ormai fuori catalogo e difficile reperimento, è abbastanza penoso. Per essere un film di fine anni 90 è pieno di puntini e macchie, oltre a presentare una colorazione abbastanza sbiadita ed una definizione scarsa. Anche il bluray americano (ovviamente privo dell'audio italiano), non sembra entusiasmare i recensori, tuttavia dagli screenshots visibili sul sito dvdbeaver mi sembra un po' più incisivo come definizione e colori rispetto al DVD nostrano.
    https://www.blu-ray.com/movies/Velvet-Goldmine-Blu-ray/30433/#Screenshots
    Ultima modifica: 28/01/19 15:29 da Zender