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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'apparenza è quella di un thriller piuttosto convenzionale, che cresce intorno al rapimento di una ragazzina durante i festeggiamenti immediatamente successivi a un matrimonio spagnolo per il quale dall'Argentina è giunta anche Laura (Cruz), la sorella della sposa, assieme ai suoi due figli. In un'atmosfera di felice convivialità salta la luce e la figlia maggiore, Irene (Campra), che stava riposando a letto dopo aver bevuto forse qualche goccio di troppo, scompare nel nulla mettendo tutti in grande agitazione. Poi l'sms chiarificatore, con l'annuncio dei rapitori che chiedono un riscatto di 300.000 euro. Laura si abbandona alle lacrime, decide di non chiamare la polizia ma ovviamente di avvertire il marito (Darín), rimasto in Argentina...Leggi tutto per impegni di lavoro. Nel frattempo guadagna sempre più spazio la figura di Paco (Bardem), non diretto parente della numerosa famiglia colpita dalla sventura ma da sempre ad essa molto vicino. Proprietario di una vigna acquistata proprio da Laura quando lei aveva bisogno di soldi, Paco è di gran lunga il personaggio dominante, interpretato con trasporto e intensità da un Bardem assolutamente in parte: non perde mai il controllo dimostrando comprensione e rassegnazione insieme a una risolutezza superiore a quella di chi gli sta intorno. Ma sono in molti a prodigarsi per trovare una soluzione senza coinvolgere la polizia (visto il precedente di una bimba sequestrata in zona e poi uccisa) e lentamente affiorano sospetti che gettano un pesante alone di ambiguità sulla vicenda: e se i rapitori si nascondessero all'interno della famiglia? Chi sapeva che il marito di Laura era ricco e in grado di pagare un riscatto simile? E se invece questi non fosse affatto ricco come si pensava e risultasse disoccupato da anni? E' qui che il film trova la sua ragion d'essere: nella descrizione delle relazioni tra i personaggi e ancor prima nei segreti che covano sotto la cenere (uno in particolare), pronti ad emergere inattesi per nutrire una tensione mai gonfiata dal ritmo, dagli inseguimenti o da quegli espedienti che riconosciamo spesso come propri del genere. Farhadi punta sulla profondità dei sentimenti, sull'umanità imperfetta di chi si trova a turno al centro della scena. Senza ricorrere a espedienti formali particolari o a esasperazioni stilistiche di sorta ma con la forza della semplicità, a cui sposare una narrazione arguta che dietro a una canonica linearità centra bei passaggi, espressioni e volti di granitica autenticità (con Bardem a svettare facilmente). Niente di straordinario in alcunché, ma rivelazioni che cambiano bene le carte in tavola e sfruttano i meccanismi classici del genere per rivestire poi il film di una patina d'autore in cui leggere la complessità dei caratteri. Assieme a Bardem non va comunque dimenticato l'apporto di uno straordinario Ricardo Darín (realmente argentino), il marito religioso ex alcolista di Laura la cui debolezza fa da perfetto contraltare alla fermezza di Bardem. In ombra il cast femminile, con la Cruz perennemente in lacrime in un ruolo interpretato senza poter brillare e le altre ai margini con l'unica eccezione di Bea (Lennie), la moglie di Paco convinta che sotto all'intera operazione si nasconda un losco complotto. Finale sottotono (compresa l'ultima scena), ma le oltre due ore non si sentono e in un film così non è poco.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/09/18 DAL BENEMERITO MAGI94 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/11/18
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Digital 13/11/18 22:07 - 1120 commenti

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Lo spunto di partenza, seppur derivativo (il rapimento di una ragazza con tanto di riscatto) poteva condurre a lidi maggiormente gratificanti, ma Farhadi si ostina a dare una patina autoriale al film, che aveva invece le carte in regola per essere un bel thriller. E dire che tutta la parte iniziale non è affatto malvagia; ma proprio quando si doveva dare una decisa sferzata in termini di suspense, inizia a serpeggiare prepotentemente il tedio, tra dialoghi logorroici e un ritmo catatonico. Del tutto sprecato il notevole cast.

Raremirko 7/12/18 23:38 - 517 commenti

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Nulla di memorabile ma, al loro sesto film assieme, Bardem e la Cruz riescon ancora una volta a convincere. Tutto molto lineare, per non dire banale (solito rapimento in una famiglia con più di un segreto da nascondere), ma c'è comunque qualcosa che riesce a tener desta l'attenzione e le riprese in notturna colpiscono. Finale aperto; un'occhiata la vale.

Xamini 10/11/18 00:29 - 1013 commenti

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Tutta la prima parte è volta a costruire una tensione narrativa di cui Farhadi non sa che fare. O meglio, che non è assolutamente interessato a sviluppare in modo classico, preferendo invece diluirla nell'indagine dei personaggi e delle rispettive relazioni. A partire da un dialogo chiave, il dramma si fa psicologico e il risvolto thriller diventa quasi marginale. In questo il film è inconsueto: non ci sono morali o messaggi, solo disamina della psiche supportata da attori di una certa levatura.
MEMORABILE: Gli ingranaggi del campanile, metafora dei personaggi del racconto

Magi94 29/09/18 21:19 - 680 commenti

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Escursione completamente fuori dall'Iran per Asghar Farhadi che si immerge in una Spagna rurale abbastanza anonima. Idea che poteva essere vincente: la figlia di una donna del luogo emigrata in Argentina viene rapita, ma i misteriosi rapitori sembrano sapere qualcosa di più sul suo passato... Eppure lo svolgimento non è molto incisivo: lunghezza estenuante, attenzione eccessiva alle manifestazioni sentimentali e meno alle motivazioni delle figure in gioco, tanto da non far capire bene cosa il film voglia dire. Grande cinema non molto riuscito.

Lou 12/11/18 17:36 - 960 commenti

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La tipica capacità introspettiva di Farhadi è qui applicata a un caso di rapimento di una ragazza in un paese spagnolo. L'occasione si presta per far emergere dal passato miserie e questioni irrisolte di una comunità di provincia dove regnano maldicenza e sospetto. Il folclore spagnolo indebolisce parzialmente il tratto fine del regista, ma la narrazione si mantiene viva e interessante per tutta la durata. Ottima la prestazione di Bardem.

Bruce 16/11/18 10:31 - 1004 commenti

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La classica occasione sprecata. Ottimo il cast, buono il soggetto e originale l'ambientazione nella campagna spagnola. Nella prima parte le premesse per un ottimo thriller ci sono, ma poi il regista preferisce dilungarsi in dialoghi soporiferi e passaggi introspettivi noiosi e poco significativi. La morale è che anche il segreto più intimo tra due sposi non ha bisogno di essere svelato, in un piccolo paese dove tutti si conoscono. Lento e poco riuscito.

Ryo 3/12/18 14:38 - 2169 commenti

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Discreto giallo-thriller interpretato da un cast di buon livello. Il film mette in luce non solo lo scompiglio e la disperazione che una situazione del genere può portare in una famiglia, ma anche dissapori fra membri di famiglie diverse, figli illegittimi e mezze parentele acquisite. Ben calibrati i tempi, riesce a confondere lo spettatore caricandolo di dubbi quando la soluzione è piuttosto inaspettata.

Bubobubo 12/12/18 13:06 - 1199 commenti

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A Farhadi, intelligentemente, la classica storia di rapimento e riscatto non interessa: ciò che conta è avere una (solida) scusa funzionale per analizzare le burrascose interazioni fra i membri di una famiglia allargata, apparentemente riunitasi per un evento festoso, in realtà pronta alla resa dei conti (verbale e fisica). Il film, difatti, funziona finché predomina il conflitto e i contorni del crimine rimangono nebulosi; subentra poi uno spieghino esile e superfluo, che uccide ritmo e narrazione. Bardem sublime sconfitto.
MEMORABILE: La rivelazione su Irene nasconde un malvagio calcolo opportunistico?

Cotola 16/12/18 23:25 - 7529 commenti

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In fondo un po' tutti i film di Fahradi sono dei "thriller" seppure non certo in senso stretto: ma come ogni buon thriller che si rispetti, il regista prepara l'evento, lo fa attuare e poi svela pian piano la verità che si nasconde dietro di esso. Anche questa pellicola non fa eccezione rispetto ad altre opere del regista, a cui però non interessano certo le pure dinamiche di genere come la ricerca spasmodica della tensione, che pure non manca. I moventi dei personaggi e delle loro azioni, le loro interazioni vengono chiariti col tempo. Stavolta però il risultato delude un po'.

Daniela 6/01/19 08:45 - 9410 commenti

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In un piccolo paese di provincia, il rapimento di una ragazzina innesta una serie di dinamiche personali che porteranno alla luce rancori mai sopiti e segreti sepolti. Farhadi si sposta da Francia a Spagna ma non cambia il suo modo di fare cinema, riproponendo un thriller morale in cui peso del passato, rimpianti e sensi di colpa sono intrecciati in modo indissolubile. Se il risultato è meno convincente che nelle precedenti occasioni lo si deve a un avvio faticoso con troppi personaggi in campo e ad un epilogo forse troppo brusco, ma il film è comunque valido, coinvolgente, bene interpretato.

Capannelle 24/02/19 14:58 - 3723 commenti

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Dramma familiare che si svela (a tratti anche troppo) coinvolgendo un intero paesino e trasformando un approccio thriller in una resa dei conti sentimentale. La prima parte è condotta magistralmente: Farhadi costruisce un vibrante racconto corale e crea un ambiente naturale e inquietante al tempo stesso. La seconda poteva essere compressa di più ma il confronto e lo scavo dei personaggi funzionano e non hanno bisogno di alcun (banale) ricorso alle istituzioni come chiesa o polizia. Bardem sugli scudi, Darin limitato dal suo personaggio.

Giùan 14/03/19 09:39 - 2993 commenti

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Come e ancor più che nella trasferta francese (Il passato) la dolente intensità tipica del cinema di Fahradi sembra decisamente annacquarsi una volta perse le proprie coordinate geometriche e il peculiare contesto socio-ambientale iraniano. Così a esempio la volontà di "leggere" le relazioni tra i personaggi da un lato appare fin troppo esibita e sottolineata e dall'altra è comunque schiacciata dall'iconografia (professionale e personale) della coppia Bardem-Cruz. La puerile "trovata" sulla paternità della ragazza sfibra poi l'intero finale. Deludente.
MEMORABILE: La solarità di Carla Campra in sella alla moto.

Paulaster 25/03/19 10:12 - 2787 commenti

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Ragazzina verrà rapita a un matrimonio. Più che un thriller è un giallo per scoprire il colpevole. Farhadi parte da un ampio preambolo per strutturare una sceneggiatura basata sugli scheletri all'interno di una famiglia. Attenzione eccessiva nei reciproci sospetti, tanto da far dimenticare le sorti della vittima. Conclusione piatta. Cruz in parte come madre disperata, Bardem alternante, Darin non pervenuto.
MEMORABILE: La rivelazione su chi è il padre; La vendita per finta della vigna; Il messaggio delle medicine.

Galbo 5/05/19 08:03 - 11388 commenti

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Thriller ambientato in un piccolo centro della provincia spagnola. La famiglia e il contesto umano che la circonda al centro di un dramma morale che Farhadi tratta con la solita finezza psicologica e una grande cura nella caratterizzazione dei personaggi, aiutato da una suggestiva ambientazione e da un’ottima prova corale del cast. Forse l’epilogo è troppo brusco e impedisce al film di raggiungere i livelli delle opere precedenti del regista; si tratta tuttavia di un film notevole.

Ira72 26/06/19 15:46 - 944 commenti

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Il connubio Farhadi, Bardem, Darín non poteva che essere notevole. Il pretesto del rapimento, da cui si dipana la sceneggiatura, cela dinamiche ben più profonde, qui sviscerate con garbo e delicatezza, in tutta la loro mestizia. Dinamiche familiari aggrovigliate, sapientemente dirette, tanto da rendere pressoché impossibile capire, fino all'epilogo, chi possa essere davvero il mandante. Buona anche l'ambientazione, a tratti claustrofobica, comunque soffocante e respingente, in cui "tutti sanno" ma poi la solidarietà tangibile latita. Ritmo, a tratti, un po' lento.

Jandileida 9/04/20 10:30 - 1253 commenti

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Farhadi è ormai una certezza del cinema contemporaneo: film sempre molto ben realizzati che affrontano temi non banali con una certa profondità. Nemmeno stavolta delude del tutto, proponendoci una storia forse non troppo originale e meno intensa rispetto ad altri suoi lavori ma che scorre con un suo senso almeno fino a una svolta abbastanza prevedibile e non del tutto centrata. La coppia superstar Cruz/Bardem fa meno danni di quello che si sarebbe potuto temere: lei fa un po' sempre se stessa, lui, anche non al meglio, è sempre un piacere.

Enzus79 18/05/20 22:38 - 1802 commenti

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La felicità di una famiglia viene turbata dal rapimento di una loro componente: riaffioriranno sospetti sul passato. Dramma che sfocia nel thriller senza averne però gli elementi giusti (la durata di due ore sembra eccessiva). Finale che definire amaro o ingiusto è poco. Javier Bardem da applausi: il suo Paco non può non essere simpatico. Consigliabile.
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  • Discussione Raremirko • 6/12/18 00:26
    Addetto riparazione hardware - 3475 interventi
    Nulla di memorabile ma, al loro sesto film assieme, Bardem e la Cruz riescon ancora una volta a convincere.

    Tutto molto lineare, per non dire banale (solito rapimento in una famiglia con più di un segreto da nascondere), ma c'è comunque qualcosa che riesce a tener desta l'attenzione e le riprese in notturna colpiscono.

    Finale aperto; un pò uno spreco vederlo al cinema, va benissimo da vederlo anche in poltrona a casa, ma comunque un'occhiata la vale.