Another mother - Stai lontano da mia figlia

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Si comincia con una lite tra coniugi nel giardino di casa e già si capisce tutto: lei, una mezza matta, vuol prendersi la figlia e mollare seduta stante il molto più equilibrato marito. Lui non accetta e lei lo tramortisce, pronta a partirsene in auto con la piccola. Arriva però la polizia e fine dei giochi: la donna se ne va in carcere e Lisa (Blair) cresce col padre (Huss) il quale, molti anni dopo, è pronto a risposarsi con Kristen (MCKenna), una bella e ricca manager di un resort a Santa Barbara. Tutto va per il meglio fino a quando Nina (Dever), l'ex moglie, viene liberata nonostante un colloquio medico che - considerate le risposte date - chiunque giudicherebbe insufficiente a garantire la sanità...Leggi tutto mentale di lei. Ma tant'è... Appena fuori Nina ritrova subito l'allegra famigliola e comincia la sua opera di stalkeraggio nel tentativo di contattare prima di tutti l'ormai undicenne (o giù di lì) Lisa. A un party che anticipa il fidanzamento della coppia felice, irrompe rovesciando un bicchiere addosso alla povera Kristen e spruzzando uno spray negli occhi dell'ex marito. In famiglia si preoccupano e ne hanno ben donde, anche perché poco dopo muore la migliore amica (Ordway) di Kristen in uno strano incidente stradale. E si continua così, tra un pedinamento e l'altro, con Nina che mostra perenni segni di squilibrio e si rifiuta di affrontare la sua “rivale” per puntare diretta alla figlia. Sviluppi prevedibili che un appassionato di thriller televisivi potrà facilmente anticipare. Fino a quando, tuttavia, un inatteso colpo di scena cambia le carte in tavola e regala un minimo di senso a una vicenda fin lì grigia come tante altre. In questi casi tocca agli attori fare la differenza e va detto che Alex McKenna, per quanto le tocchi un ruolo melenso e mieloso come pochi che la costringe a continui sbaciucchiamenti, amorevoli sorrisi, carezze, sguardi languidi col fidanzato e tenerezze con la “figlia” acquisita, sa mostrarsi sufficientemente credibile e in parte. Gli uomini, al solito presenze perlopiù evanescenti o marginali, in questi thriller da piccolo schermo, se ne stanno in secondo piano in attesa del loro momento, ma a rubare la scena è spesso la piccola Joey Rae Blair, bimba dall'aria sbarazzina e simpatica, educata senza essere per forza rigida. E così la storia si lascia vedere, anche se la tensione è come sempre ridotta ai minimi termini e il finale non entusiasma di certo. Se non altro ci viene risparmiato l'epilogo col killer che ghigna dalla clinica, vero must in questi casi, e si chiude quando si deve chiudere... Di norma il giudizio meriterebbe di essere più severo, ma considerate le basse aspettative e la scarsa qualità complessiva dei film tv analoghi ci si può quasi accontentare...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/05/22 DAL DAVINOTTI

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