Italia-Inghilterra al cinema - La sfida più antica

13 luglio 2021

11 luglio 2021: l’Italia batte a Wembley l’Inghilterra ai calci di rigore e vince il suo secondo Campionato Europeo dopo quello conquistato da Riva e compagni nella finale di Roma contro la Jugoslavia nel 1968. E’ un Europeo anomalo, che si sarebbe dovuto giocare nel 2020 ed è stato rimandato di un anno a causa della pandemia. Un Europeo itinerante, giocato in più città d’Europa con chiara predominanza per quelle inglesi; a dispetto del moltiplicarsi in patria dei contagi, infatti, si decide che l'Inghilterra ospiterà comunque a Wembley anche la finale. E' per celebrare l'importante vittoria della nostra Nazionale (ottenuta smentendo buona parte dei pronostici, che davano i padroni di casa favoriti) che abbiamo realizzato uno speciale focalizzato sulla lunga sfida tra due delle squadre più importanti dell'intero panorama calcistico mondiale.

Fin dai quarti di quest’Europeo, quando si è profilata per la prima volta all’orizzonte la finale Inghilterra-Italia allo stadio di Wembley, hanno cominciato a proliferare sui giornali, in tv, in radio ma naturalmente soprattutto sul web, valanghe di citazioni della storica scena del Secondo tragico Fantozzi (1976) in cui il ragioniere siede di fronte alla tv di casa in attesa di godersi in diretta da Wembley, appunto, Inghilterra-Italia. Centinaia di persone a scrivere o a ripetere instancabili il celeberrimo mantra: “Calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato... e rutto libero”. Già, perché in quella scena memorabile, ormai citata e stracitata ogniqualvolta ci si sieda tutti davanti alla tv per assistere a una partita importante, il match cui il ragioniere più famoso d’Italia assisteva era proprio una delle tante Italia-Inghilterra che hanno segnato la nostra storia calcistica. D’accordo, questo è solo quello che ci viene detto nel film perché in realtà le immagini sono prese come noto dall’Italia-Olanda disputata allo Stadio Olimpico di Roma il 22 novembre 1975; ma il cinema è finzione, è inutile ripeterlo, e dietro quella piccola truffa ai danni dello spettatore si nasconde la necessità degli autori di citare uno scontro che possa apparire ai nostri occhi il più epico possibile, che evochi il massimo dell’interesse in modo che la sciagurata telefonata in cui Fantozzi viene invitato proprio in quel momento ad assistere alla proiezione della Corazzata Kotiomkin risulti il più molesta possibile.
E allora eccola lì la partita da non perdere: “Sabato 18 alle ore 20.25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione alla Coppa del Mondo”. Un trucco nel trucco, oltretutto: la prima partita tra Italia e Inghilterra per le qualificazioni al Mondiale in Argentina fu quella del novembre 1976, che si giocò quindi solo oltre sei mesi dopo l’uscita del film in sala (fino a quel momento le partite contro l’Inghilterra erano state solo amichevoli). Per lo scontro a Wembley toccherà aspettare addirittura il novembre del 1977!
Quel che succede a quel punto lo sappiamo tutti: arriva il richiamo alla realtà della Pina in seguito a una breve telefonata di Filini da lei ricevuta: “Ugo… credo che non potrai vedere la tua partita, questa sera”/ “Come?” / “Dobbiamo uscire” / “Chi?” / “Il dottor Riccardelli” / “No!” / “Mi ha detto il ragionier Filini che dobbiamo andare immediatamente a vedere un film cecoslovacco” / “Nooooo!”.
La partita si risolverà in una serie di voci captate dalle radio, dalle televisioni accese, dalle parole udite per la città nel tragitto verso la sala dove Guidobaldo Maria Riccardelli proietta la sua preziosa copia della Corazzata. Un lungo episodio tra i più divertenti di tutta la saga fantozziana e dell’intera commedia italiana che naturalmente, in vista dell’Inghilterra-Italia giocata a Wembley per la finale dell’Europeo 2021, non poteva non rimbalzare sui telefoni e i social dell’intero Belpaese.
Ma quella storica scena (come abbiamo detto realizzata utilizzando in realtà immagini di un’Italia-Olanda dell’anno precedente) è solo una delle tante volte in cui il confronto tra le due nazioni ha trovato spazio al cinema. Le analizzeremo una per una. A quando risale, intanto, il forte senso di sfida tra Inghilterra e Italia, diventata negli anni (almeno al cinema) la partita per eccellenza?

PARTIAMO DALL’INIZIO...
È il 26 ottobre 1863 quando in Inghilterra viene creata la Football Association: nasce così il calcio moderno, con regole aggiunte anno per anno che fanno evolvere il gioco (solo nel 1871 verrà introdotta la figura del portiere, per esempio). La FIFA (Fédération Internationale de Football Association, "Federazione internazionale delle associazioni calcistiche") viene istituita il 21 maggio 1904 e solo nel 1905 vi si affiancheranno anche le squadre inglesi. Nel 1908 il calcio è inserito tra gli sport olimpici, nel 1927 si organizzano le prime competizioni internazionali ufficiali tra club e nel 1930 vede la luce il primo campionato mondiale. Nel secondo dopoguerra cominceranno infine anche le competizioni internazionali tra i club più prestigiosi.
In Italia il calcio viene importato dagli inglesi, anche se di giochi simili si hanno tracce sin dal medioevo grazie all’intenso scambio commerciale tra le due nazioni. Il primo Football Club italiano, istituito tramite soci britannici, è il Genoa, che nasce il 7 settembre 1893 e porterà successivamente alla creazione di altri club situati all’interno del triangolo industriale Torino-Milano-Genova. La Federazione Inglese, tuttavia, si dimostra restia nel riconoscere alle altre compagini nazionali un livello equiparabile al loro: si ritenevano superiori in poche parole, nonostante la loro assenza da competizioni internazionali come Olimpiadi e Mondiali, ed è anche questo che ha contribuito a rendere l'Inghilterra una nazione “speciale” (in senso positivo e negativo insieme), nella storia del calcio.

LA BATTAGLIA DI HIGHBURY (1934)

Il 14 novembre 1934 si disputa quella che viene ribattezzata “la Battaglia di Highbury”, una partita amichevole tra l’Inghilterra (i maestri del calcio) e l’Italia, allora Campione del mondo grazie alla vittoria nel Mondiale casalingo del 1934. La sfida avrebbe dovuto decretare a chi spettasse la supremazia mondiale nel calcio. L’italia, rimasta in dieci per quasi tutta la partita (al tempo non erano previsti i cambi) per via dell’infortunio (una gamba rotta) di Luis Monti, finisce il primo tempo sotto di tre gol (3-0). Nella ripresa tuttavia accorcia le distanze con una doppietta di Meazza e sfiora addirittura il pareggio colpendo una traversa a portiere inglese battuto. La compagine azzurra uscirà dal campo tra gli applausi degli inglesi. Al rientro in patria i giornali di regime definiranno la partita una “vittoriosa sconfitta” e il telecronista Nicolò Carosio conierà per i giocatori azzurri l’appellativo di "Leoni di Highbury". L’Inghilterra è infine pronta a unirsi al gruppo; anche se nel 1950, in occasione del primo mondiale di calcio al quale partecipa, viene sconfitta dalla formazione quasi dilettante degli USA (comunque alla sua terza partecipazione in un mondiale) in quello che verrà da più parti definito “Il miracolo di Belo Horizonte” e che ispirerà il film In campo per la vittoria (The Game of Their Lives, 2005 regia di David Anspaugh).

I TEMPI RECENTI

Tra il 1933 e il 1976 le sfide tra Inghilterra e Italia sono tutte amichevoli. Tra di esse va però citata almeno quella del 14 novembre 1973. Un match a suo modo storico perché, grazie a un gol di Capello, l’Italia sconfigge per la prima volta a Wembley gli inglesi. La vittoria viene dedicata agli undici giocatori che scesero in campo quasi quarant’prima nella famosa “Battaglia di Highbury”. I primi incontri valevoli per un trofeo sono due gare di qualificazione ai Mondiali del 1978 (quindi, come detto, in ritardo di qualche mese rispetto al match “fantozziano”, presentato come “valevole per la qualificazione alla Coppa del Mondo”), entrambi vinti per due a zero dalla squadra che gioca in casa (la prima volta volta noi, la seconda loro). Successivamente, ai Campionati Europei del 1980 è l’Italia (nazione ospitante) a prevalere per 1-0 e di nuovo l’Italia vince ai Mondiali del 1990 (quelli delle “Notti magiche”, ancora giocati da noi), questa volta per 2-1. Seguiranno due scontri per le qualificazioni ai Campionati Mondiali del 1998 in Francia: il primo vinto dall’Italia in Inghilterra per 1-0, il secondo pareggiato 0-0 in casa nostra. Agli europei di Polonia-Ucraina 2012 si finisce di nuovo in pareggio mentre ai Mondiali del 2014 in Brasile vince l’Italia per 2-1. Saltando le diverse amichevoli giocate negli intervalli, dal 2014 si arriva direttamente alla finale appena conclusa con la vittoria italiana ai calci di rigore e la coppa alzata al cielo dagli Azzurri.


ITALIA-INGHILTERRA AL CINEMA
Come ha raccontato il cinema italiano nelle sue diverse fasi l’eterna sfida tra Inghilterra e Italia? Non sempre facendo riferimento a una partita certa, intanto; anzi, il più delle volte la sfida tra le due nazioni viene citata semplicemente perché emblematica, forse la più classica prima che l’eredità di un certo dualismo passasse dall’Inghilterra alla Germania, ad oggi la rivale italiana per eccellenza, unica a poter rivaleggiare in Europa con noi quanto a titoli vinti e prestigio internazionale da essi derivato. Come abbiamo visto, ad ogni modo, la rivalità tra le due nazioni risale a tempi antichissimi e si parla di due paesi in cui il calcio ha sempre rappresentato uno degli sport più seguiti in assoluto. Al cinema si può tornare indietro fino agli Anni ‘40, per trovare un primo riferimento allo scontro tra le due squadre...

• ANNI ‘40 e 50

La prima apparizione al cinema di un incontro tra Italia e Inghilterra riguarda l’amichevole svoltasi allo Stadio Comunale di Torino il 16 maggio 1948 e conclusasi con la vittoria inglese per 4-0. Alcune immagini di repertorio riguardanti la partita si scorgono nell’introduzione del film Se vincessi cento milioni (1954). Fu una sconfitta dovuta ai postumi della guerra e che vedeva un’Italia ancora troppo acerba per poter competere a livello internazionale, benché fosse ufficialmente la detentrice dell’ultimo titolo (1938).

Lo stesso concetto di inadeguatezza viene ribadito da Carlo Aretusi detto “Sciagura” (Gino Cervi) mentre, a guerra ormai finita, segue in tv - insieme ad un gruppo di persone - un’altra sfida tra Italia e Inghilterra nel film La lunga notte del ‘43 (1960): “Non voglio neanche più vedere, è uno schifo. Vi dico che la Spal, la Spal giocherebbe meglio! E questi sono gli azzurri? Hai capito? I nazionali! Ma che li mandino a zappare la terra, non in nazionale!” / “Ma piantala Carlo. Cosa pensi, che una nazionale si improvvisi così su due piedi? E poi la partita ancora non è finita! Non si può mica sempre vincere. Fanno anche troppo, con due partitine di allenamento” / “Appunto, appunto, si fa così a mettere su la Nazionale? Ma che sto qui a discutere con della gente come te? Quando mai hai capito di calcio? Andiamo…  Cosa parli a fare? Suvvia…”. Nel film non si cita alcuna data, ma nella breve radiocronaca sentiamo nominare i giocatori della nazionale inglese Flowers e Holden, presenti in campo insieme unicamente nell’amichevole Inghilterra-Italia (terminata 2-2) che si giocò il 6 maggio 1959 a Londra, allo Stadio di Wembley.

Nel film Racconti romani (1955) sarà un non specificato incontro Italia - Inghilterra giocato allo Stadio Olimpico a suggerire l’idea, ai quattro amici protagonisti dell’episodio, di trasformarsi in bagarini per racimolare qualche soldo. Peccato che la partita verrà trasmessa in televisione, con inevitabile calo di partecipazione del pubblico allo stadio. Un film tra i primi ad anticipare alcune delle conseguenze sul calcio (in questo caso la diminuzione dei prezzi dei biglietti -  e dei guadagni - dei bagarini) causate dalle dirette televisive. Curiosamente il film cade in un anno in cui non vi è alcuna sfida tra Inghilterra e Italia: quella precedente è del 18 maggio 1952 (1-1), quella successiva del 6 maggio 1959 (2-2).

• ANNI ‘60 E ‘70

E’ una non precisata partita tra Italia - Inghilterra allo Stadio Olimpico a costringere il tifoso Mario (Walter Chiari) ad ascoltare la radiocronaca durante il funerale della Zia Adelaide nel film Gli imbroglioni (1963). Il gruppo maschile del corteo funebre ascolta indirettamente la radiocronaca (riportata da Mario) e al gol di Corso su calcio di rigore partono i festeggiamenti;  persino del cocchiere che, preso dall'entusiasmo per il gol azzurro, fa partire a gran galoppo i cavalli del calesse. La partita cui si fa riferimento non ha riscontri nella realtà, visto che Mario Corso giocò un’unica partita in Nazionale contro l’Inghilterra, l’amichevole del 24 maggio 1961 (l’Italia perse a Roma 3-2), in cui tuttavia non segnò alcun gol.

Un’altra piccola citazione a un’Italia-Inghilterra non meglio specificata la si trova nella ricca coproduzione anglo-americana (ma girata in Italia) Un colpo all’italiana (The italian job, 1969). La partita, giocata in una Torino affollata di bandiere di entrambe le squadre, viene usata come stratagemma dai ladri per passare inosservati e confondersi tra la gente. Anche qui nessun incontro tra le due squadre, quell’anno. La precedente è l’amichevole del 24 maggio 1961 (l’Inghilterra vince 3-2 in Italia), la successiva un’altra amichevole, del 14 giugno 1973 (vinse l’Italia in casa 2-0).

Una forte passione azzurra, non di certo accompagnata dal tifo più raffinato, possiamo trovarla anche in due film ben considerati dalla critica e che appunto citano la partita Italia-Inghilterra. Il primo in senso cronologico è In nome del popolo italiano (1971), nel quale Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi) si aggira per le strade deserte della Capitale (son tutti a vedere la partita) mentre scorre le pagine del diario che deve decidere se utilizzare o meno come prova per far scagionare un imprenditore (Vittorio Gassman), il cui volto vede impresso su quelli di chi esulta per l’Italia. Un signore scende in strada lanciandosi direttamente dal balcone di casa (“Viva l’Italia! Amo vinto! Amo battuto l’Inghiltera! Semo li mejo!”) mentre per le strade si susseguono caroselli di tifosi festosi avvolti nelle bandiere. In piccoli ruoli si vede Gassman recitare nei panni di un prete alcuni versi in latino, in quelli di un distinto signore barbuto che tra la folla urla “Viva Boninsegna! Viva Rivera (anche se è pronunciato Shivera)! Viva il Duce! Viva l’Italia!” o ancora in quelli di un popolano che urla: “A Bobby Charlton… Facce ‘na pippa!” facendo seguire alla frase una sonora pernacchia. Nessuna sfida in realtà tra le due nazioni quell’anno, e quelle più “vicine” sono le stesse citate in Un colpo all’italiana.
Nel secondo, Pane e cioccolata (1974), è memorabile la scena in cui l’immigrato Giovanni Garofoli (Nino Manfredi) scatena il suo “italico orgoglio” per celebrare la rete di Fabio Capello contro la nazionale Inglese nell’amichevole giocata il 14 giugno 1973 allo stadio Comunale di Torino e terminata con la vittoria dell’Italia per 2-0. “Gol! Gol! Gol! So’ italiano… embè?! Non ve sta bene? Toh!”.

Ancora Inghilterra-Italia è poi la partita che il commissario (Michel Galabru) vorrebbe seguire in tutta calma (la definisce “uno dei pochi piaceri del mio lavoro”) nel film Il gatto (1978). Si può in questo caso stabilire quale sia la partita dalla breve telecronaca: si tratta dell’Inghilterra-Italia giocata a Wembley il 16 novembre 1977 e terminata 2-0 per gli inglesi, valevole per le qualificazioni ai Mondiali del 1978 in Argentina.

• ANNI’ 80 E ‘90

Una sfida tra Inghilterra e Italia viene tirata in ballo anche da Lino Banfi (nei panni di Oronzo Canà) ne L'allenatore nel pallone (1984), quando disperato per l’andamento della Longobarda il nostro si affida alla suocera “mezza megera” per studiare un malocchio ai danni del temibile Zico: nel tuffare un pallone nel pentolone la donna cita il 4-0 con cui gli inglesi sconfissero gli azzurri nel 1948 (la stessa partita citata nel film Se vincessi cento milioni). Purtroppo per loro l’Udinese vincerà proprio 4-0, contro la Longobarda.

In chiave più umoristica viene invece visto il calcio nel film La fame e la sete (1999): Alex (Antonio Albanese), alla domanda "Un po’ la conosci Londra, un po’ ci sei stato, no?” risponde: "Soldi ben spesi. Mi ricordo. Londra, Wembley. 12 febbraio ‘97. Inghilterra-Italia. Gol del Piccolo Sardo (sarebbe Gianfranco Zola) al 21’ del primo tempo. Abbiamo vinto. Tiè!" Segue gesto dell’ombrello, comprensibile visto che era dalla partita del novembre del 1973 che l’Italia non vinceva a Wembley! Questa non era poi nemmeno un’amichevole, visto che si giocavano le qualificazioni ai Mondiali del 1998 in Brasile!

Chiudiamo infine questa carrellata, inevitabilmente, con Villaggio e Fantozzi, i quali col calcio anglosassone avranno a che fare non solo nel ben noto e stracitato episodio del Secondo tragico Fantozzi. Possiamo infatti vedere il ragioniere scontrarsi con i tifosi scozzesi in Superfantozzi (1986) e con quelli dell’Arsenal in Io no spik inglish (1995), in quest’ultimo caso però difendendo i colori della sua amata Sampdoria visto che in scena non è Fantozzi ma un personaggio diverso. Sempre Fantozzi, invece, sarà vittima dei metodi poco ortodossi dell’hooligan Jack (Pierfrancesco Villaggio) nel film Fantozzi alla riscossa (1990).

Qui di seguito tutte le partite giocate tra le due nazioni, con evidenziate quelle in qualche modo citate al cinema:

13.05.1933    Italia-Inghilterra  1-1 (amichevole)
14.11.1934    Inghilterra-Italia  3-2 (amichevole)
13.05.1939    Italia-Inghilterra  2-2 (amichevole)
16.05.1948    Italia-Inghilterra  0-4 (amichevole)  
(citata con immagini di repertorio in Se vincessi cento milioni, 1954)
(citata come semplice risultato in L'allenatore nel pallone, 1984)

30.11.1949    Inghilterra-Italia  2-0 (amichevole)
18.05.1952    Italia-Inghilterra  1-1 (amichevole)
06.05.1959    Inghilterra-Italia  2-2 (amichevole)
(citata via radiocronaca in La lunga notte del ‘43, 1960)

24.05.1961    Italia-Inghilterra  2-3 (amichevole)
14.06.1973    Italia-Inghilterra  2-0 (amichevole)
14.11.1973    Inghilterra-Italia  0-1 (amichevole)  
(la si vede in tv in  Pane e cioccolata, 1974)

28.05.1976    Inghilterra-Italia  3-2 (amichevole)
17.11.1976    Italia-Inghilterra  2-0 (qualificazioni Mondiali)
16.11.1977    Inghilterra-Italia  2-0 (qualificazioni Mondiali)
(citata via radiocronaca in Il gatto, 1978)

15.06.1980    Italia-Inghilterra  1-0 (Campionato Europeo)
06.06.1985    Italia-Inghilterra  2-1 (amichevole)
15.11.1989    Inghilterra-Italia  0-0 (amichevole)
07.07.1990    Italia-Inghilterra  2-1 (Campionato Mondiale)
12.02.1997    Inghilterra-Italia  0-1 (qualificazioni Mondiali)  
(citata come risultato nel film La fame e la sete, 1999)

04.06.1997    Inghilterra-Italia  2-0 (amichevole)
11.10.1997    Italia-Inghilterra  0-0 (qualificazioni Mondiali)
15.11.2000    Italia-Inghilterra  1-0 (amichevole)
27.03.2002    Inghilterra-Italia  1-2 (amichevole)
24.06.2012    Inghilterra-Italia  0-0 (2-4 dcr, Campionato Europeo)
15.08.2012    Italia-Inghilterra  1-2 (amichevole)
14.06.2014    Inghilterra-Italia  1-2 (Campionati Mondiali)
31.03.2015    Italia-Inghilterra  1-1 (amichevole)
27.03.2018    Inghilterra-Italia  1-1 (amichevole)
11.07.2021    Inghilterra-Italia  1-1 (2-3 dcr, Campionato Europeo)    

APPROFONDIMENTO INSERITO DAI BENEMERITI FEDEMELIS E ZENDER

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commenti (9)

RISULTATI: DI 9
    Daniela

    13 luglio 2021 15:41

    Magnifico approfondimento!!! complimenti ad entrambi i redattori.
    Caesars

    14 luglio 2021 09:05

    Approfondimento molto bello.
    Tra le amichevoli, viene ricordata (giustamente) la prima vittoria a Wembley nel 1973. Ma non meno importante (sempre nello stesso anno) era stata la vittoria per 2-0 ottenuta a Roma. Si trattò della prima vittoria dell'Italia con l'Inghilterra (in precedenza 4 pareggi e 4 sconfitte), che fino a quel momento mi pare fosse l'unica squadra a non aver mai perso con la nostra nazionale.
    Complimenti davvero sia a Zender che all'esperto Fedemelis, per l'esauriente ricostruzione, cinematografica e non, delle sfide tra le due squadre.
    Zender

    14 luglio 2021 09:16

    Grazie ragazzi, il merito va a Fedemelis che ha voluto celebrare in qualche modo la vittoria agli europei :). Sì, nel 1973 (sempre in amichevole) si vinse per la prima volta, ma quella di Wembley è stata citata sia perché era a Wembley sia perché pesente in "Pane e ciocciolata". Della prima vittoria il cinema pare essersene disinteressato :)
    Manfrin

    14 luglio 2021 11:54

    Precisa e dettagliata carrellata su calcio e cinema, di Fedemelis sapevo ma Zender sicuramente ha preso slancio per la promozione in A del (suo) Venezia sul (mio) Cittadella.....Segnalo un evidente refuso: il Genoa ovviamente è nato nel 1893 e non nel 1983
    Zender

    14 luglio 2021 15:51

    Ah ah ma no Manfrin, a me piacciono i lavori d'archivio in generale. Ciò non toglie che ovviamente la promozione del Venezia in serie A mi ha fatto assai piacere :) Sì, il refuso è evidente, grazie!
    Michdasv

    14 luglio 2021 22:35

    Magnifico! Bravi. Per divagare, mi domando (e domando a voi) se sceneggiatori e registi non ricorressero al binomio "Italia-Inghilterra" proprio in quanto avversari per antonomasia (ma spogliato dell'acrimonia contro la "perfida Albione" che aveva imposto nel 1935 le sanzioni dopo l'uso di gas chimici contro i civili in Etiopia, di fatto costringendo gli italiani alla fame e all'autarchia in ogni settore, absit iniuria verbis).
    Tutti sanno che nei tornei calcistici gli abbinamenti sono "estratti a sorte"... quindi nessuna sorpresa che i due ex alleati dell'asse Roma Berlino non siano mai stati in campo dal 1945 al 1962, e in Cile cioè lontanissimo da tutto. Nel 66, comunque, la finale tra inglesi e Germania Ovest otteneva caratteri cubitali sui tabloid britannici, come se si trattasse di vendicare i bombardamenti di Londra.
    Certo, tutti ricordano Italia-Germania 4-3 del 1970 (quella del film omonimo), ma appunto 25 anni dopo l'armistizio, una intera generazione, e non a caso in Messico - in un altro continente. Nel 74 per caso ci si evita (in Germania), ci si incontra nel 78 ma in capo al mondo (0-0 in Argentina). Poi, certo, quella finale del 1982 in Spagna, dove sinceramente nessuno avrebbe scommesso di vedere proprio l'Italia (superstite da un girone con Argentina e Brasile) arrivare in una inaspettata finale contro gli inarrestabili panzer di Rummenigge. Da lì in avanti, è come se l'evento si fosse "normalizzato"... uscendo da una condizione di tabuizzazione forzata, che permetteva l'incontro quasi solo in un altro continente. Loro vincono in Italia proprio quando ne hanno maggiormente bisogno (1990, pochi mesi dopo l'unificazione: speranze ma anche dimostrazione di forza), noi vinciamo in Germania nel 2006 e siamo pari.
    Mi domando se citare incidentalmente in un film (commedia o altro) di un incontro Italia-Germania avrebbe potuto sollecitare reazioni emotive in un pubblico che ancora ricordava tante cose - mentre Italia-Inghilterra sembrava già appartenere a un periodo di pace e di alleanza, un po' come tra Sordi e David Niven in I Due Nemici (1961).
    E semmai ci fosse stata da raccontare una rivalità, sarebbe stata quella tra Italia e Francia nell'epoca della cosiddetta "Guerra del Vino" (e dei formaggi), con le canzoni di Paolo Conte (ma anche i film sul Giro), la famosa eliminazione di Trezeguet nel 2000, la testata di Zidane a Materazzi  nel 2006 e poi il rigore di Grosso, eccetera (fino ai festeggiamenti, dieci giorni fa, per un altrimenti ignoto rigorista svizzero e l'errore di Mbappè. 
    Zender

    15 luglio 2021 08:25

    Credo sia difficile fare un discorso generale, perché la "sensibilità" nei confronti di un dato avvenimento alla fine rischia di essere troppo "soggettiva", soprattutto quando un film la deve comunicare alla massa, che interpreta a suo piacimento. Io credo che ricorressero a Italia-Inghilterra perché era appunto una sfida antica, con gli inglesi riconosciuti maestri di calcio e quindi avversario di sicuro valore. Il discorso che fai può valere in alcuni casi, ma poi se negli anni lo scontro per eccellenza è diventato Italia-Germania credo sia accaduto per le ragioni scritte nell'approfondimento, ovvero perché sono le due nazioni più titolate.
    B. Legnani

    15 luglio 2021 10:30

    Ottimo!
    Fedemelis

    16 luglio 2021 18:37

    Grazie a tutti per i complimenti e come sempre a Zender che mi sostiene in questi progetti.