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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/02/07 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 16/02/07 08:51 - 5737 commenti

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Coraggioso e insolito, attacca la religione tradizionale tutta dogmi e colpevole di diffondere tra il sottoproletariato ignoranza e credulità. Riuscitissima per questo l'ambientazione in una baraccopoli torinese popolata da immigrati meridionali ed emarginati, poverissimi e superstiziosi. Molto ricco il cast, in cui spiccano Turi Ferro prete concreto e perspicace, Vitali chierichetto muto, Masè coriaceo lenone, Ferreol prostituta redenta, Trieste fattucchiere capellone, Carraro viscido vescovo.

Uomoocchio 18/03/07 23:19 - 40 commenti

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Alla sua uscita il film provocò un notevole scandalo, comprensibilmente, e fu sequestrato. Nasca era un regista discontinuo (vedasi il pallosissimo D'annunzio) ma capace di guizzi non indifferenti come in questo caso.

Deepred89 30/06/07 19:58 - 3343 commenti

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Interessante e originale, capace di mettere il dito nella piaga (e infatti subì un sequestro da parte della censura cattolica). Sbagliata la scelta di basare il finale non tanto sul colpo di scena, quanto sulle sue conseguenza, ma è un difetto su cui si può sorvolare. Davvero curiosi alcuni personaggi e veramente odiosa la bambina miracolosa, perfettamente impersonata da Cinzia De Carolis. Anche il resto del cast è notevole e vede come protagonista il bravo Turi Ferro. Tra gli interpreti secondari attori come Trieste, Vitali e Cannavale.

Fauno 18/11/08 16:10 - 1970 commenti

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Indubbiamente buono. Non lascia adito a interpretazioni, da quanto il messaggio è chiaro. La più grossa piaga è l'ignoranza, ma le istituzioni fanno di tutto per mantenerla tale, non permettendo neppure che questa povera gente si crei l'illusione di un miracolo, quando quest'ultimo è creato da usanze, superstizioni o mistificazioni ancora più dannose della cultura tradizionale. Eccellente Turi Ferro.
MEMORABILE: Le convulsioni provocate con la scarica elettrica, dopo aver inumidito il braccio con la saliva.

Markus 22/12/08 10:51 - 3378 commenti

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Un film classificabile come “commedia nera” ma che strizza l’occhio a situazioni pruriginose e fintamente ecclesiali (il titolo rimane piuttosto eloquente, in questo senso). “Malia” miscela riti esorcistici, commedia nera, film religioso (e nello stesso qual tempo scabroso) e si serve di un cast ricco e variopinto. Parzialmente anticipatore di alcune tematiche (meglio analizzate nel successivo Brutti sporchi e cattivi), il film di Nasca riprende l’ambientazione di borgata (ma stavolta a Torino) de Lo scopone scientifico.

Renato 1/09/09 14:05 - 1648 commenti

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Una delle non poche rivisitazioni evangeliche in chiave moderna che il nostro cinema ci regalò negli anni '70. Il film, che vanta un ottimo cast, mi è piaciuto nonostante qualche forzatura, in virtù di una regìa che ha evitato gli scivoloni nel ridicolo ed anche di un finale spiazzante e perfettamente logico. La De Carolis, enfant prodige del nostro cinema finita poi nell'erotico, è già piuttosto disturbante a 15 anni.

Vstringer 28/10/09 04:16 - 349 commenti

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Sfolgorante opera del sottovalutato Sergio Nasca, che aiutato da un ottimo cast prende brillantemente di petto le ambiguità della Chiesa, l'ignoranza e la bassezza del sottoproletariato e l'avidità disumana del capitale, in un ritratto grottesco ma azzeccato, duro e mai consolatorio, di un'Italia non così dissimile da quella odierna. Bene Turi Ferro, Alvaro Vitali giustifica l'impegnativa etichetta di attore felliniano.
MEMORABILE: L'incontro fra il parroco e il suo maestro e Giuseppe che prova a concupire la ragazzina (che scappa al grido di "Sacrilegio! Sacrilegio!")

Il Gobbo 26/08/12 18:48 - 3011 commenti

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Una chiosa all'episodio dei bambini veggenti ne La dolce vita? Il film è in effetti solcato da presenze felliniane, ma Nasca è assai più greve, e il film un po' troppo a tesi. Così questo catalogo di varie nefandezze lumpen ha qualche momento, e un valido turi Ferro, ma alla lunga affonda nel grottesco, nel sovraccarico. Rimane, ancora una volta, la constatazione della totale libertà produttiva nel cinema italiano dei '70.

Ramino 18/08/13 15:30 - 127 commenti

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Un buon immigration-movie come Romanzo Popolare o Mimì metallurgico degnamente retto da un Turi Ferro molto efficace. Si analizza la credenza sottoproletaria cattolica che sfocia nell'assurdo quando il contesto offre solo miseria e ignoranza.

Trivex 7/05/14 08:28 - 1532 commenti

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Classico film "ultranero" italiano dell'epoca, nel senso che vede davvero buio ovunque e salva solo pochi "eletti" (il sacerdote e la signora della strada). Significativa la descrizione delle condizioni degli immigrati italiani, con le loro concrete sofferenze materiali e spirituali (ma anche con ingiustificabili contraddizioni che porteranno al tragico finale). Il film però "gioca" su un terreno molto insidioso, che potrebbe davvero infastidire (e non poco), perché laicizza in modo radicale un evento ritenuto importante da una parte cospicua dell'umanità.

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Giacomovie 3/12/15 13:31 - 1359 commenti

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Film coraggioso e controverso, tagliato dalla censura per il suo forte attacco verso la religione cattolica. Già nel precedente Il sapròfita Nasca ha mostrato una tendenza verso la denuncia sociale, ma qui calca la mano nell’affondare gli artigli dentro uno dei dogni cardine del cristianesimo: la verginità di Maria. Ricostruisce in modo lodevole le condizioni di degrado proletario nelle quali certe credenze attecchiscono più facilmente, ma la sua contestazione diviene grottesca e irriverente. Meglio aveva fatto Godard in Je vous salue, Marie.

Marcolino1 19/11/16 18:54 - 527 commenti

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Il discorso iniziato con Il saprofita qui continua, con una linearità narrativa più diretta. Una comunità analfabeta e superstiziosa, che ricorda quella di Non si sevizia un paperino, società segreta e aberrante isolata perfino dalla chiesa ufficiale, manifesta la sua creduloneria sulla pelle di un essere debole, una bambina, plagiata e sfruttata. Anche qui avverrà come nell'opera precedente il vero miracolo, la coscienza della realtà fisica e un'originale "conversione", come dimostrerà il personaggio superbamente interpretato da Turi Ferro.
MEMORABILE: Le crisi epilettiche della piccola miracolata.

Herrkinski 1/07/17 05:41 - 5518 commenti

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Nasca assesta un colpo molto duro alla società ecclesiastica nonché a certo fanatismo religioso del Belpaese in un film che non risparmia sequenze di sicuro impatto; la presenza della De Carolis, lolita per eccellenza di certo cinemabis italico morboso dei '70s, garantisce l'effetto desiderato e il cast raduna un insieme di volti storici per nulla indifferente, su cui svettano un Vitali temporaneamente svincolato dai suoi ruoli comici e un eccellente Ferro. Ottima anche la caratterizzazione ambientale per un film eversivo da preservare.

Lucius 31/10/17 19:16 - 2864 commenti

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Povero di mezzi ma girato con professionalità e padronanza del mestiere. Uno di quei rari casi in cui il basso budget non rovina il risultato finale, perché dietro la macchina da presa c'è un regista che ha del talento. Alvaro Vitali in un ruolo diverso dal suo ridicolo personaggio, qui oltremodo espressivo nella sua atipicità. Un film coraggioso per i tempi in cui è stato realizzato, valore questo aggiunto. I veri artisti sanno osare. Madonna lo avrebbe apprezzato.

Gmriccard 16/07/18 15:12 - 118 commenti

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Cronaca di una (im)macolata concezione con relative ricadute su una piccola e povera comunità. Il percorso è utile a far capire i ristretti confini delle limitate virtù umane. Il film, contaminato quanto basta da sentori di commedia, fa emergere su tutti il don Vituzzo (interpretato dall’ottimo, stavolta del tutto privo di Malizia, Turi Ferro) “spontaneista non acculturato”, ppositivissimo ed empatico personaggio, unico dotato di fede e grano salis nell’intera vicenda. Per quanto sopra l’ostracismo ecclesiastico patito è abbastanza singolare.
MEMORABILE: Non so perché ma, sapendolo parte del cast, non mi aspettavo altri che Masè sulla macchina a recuperare la Maddalena dal luogo di lavoro.

Bubobubo 18/09/18 00:23 - 1343 commenti

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Se già Il sapròfita indugiava nelle percosse al senso comune, qui il carico da novanta viene lanciato con la forza di una bomba. Sarebbe interessante capire cosa ne avrebbe potuto pensare il filoproletario Pasolini, fosse stato allora ancora in vita: qui il popolo viene passato al tritacarne e risputato fuori con disprezzo, colpito al cuore della propria identità - un sentimento religioso che, come tutte le superstizioni ibride, è venato di fanatismo e pronto a rovesciarsi in collera. Per certi versi ottundente e disturbante.

Siska80 20/11/20 16:48 - 1060 commenti

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Coraggioso, crudo film che, più che criticare la religione cristiana (sebbene il nome delle due malfattrici sia Maria e Anna, un chiaro riferimento biblico), si scaglia con occhio lucido contro gli infami che speculano sulla fede altrui (in questo caso un popolo intero, invero di una creduloneria disarmante). Fa sorridere (visti i successivi ruoli) la scoperta del "Padre (non)Eterno"; finale azzeccato, buono il cast principale.
MEMORABILE: Le crisi epilettiche provocate ad arte.

Giùan 24/01/21 10:20 - 3187 commenti

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Conferma guizzi e ristrettezze del cinema di Nasca, segnalando tuttavia un passo avanti rispetto a certe derivatività del pur stravagante Il sapròfita. A impressionare e sedimentare dal punto di vista filmico è in particolare la descrizione del ghetto periferico, coi suoi personaggi spinti letteralmente ai margini fisici e mentali della metropoli industriale (Torino). Peccato troppo spesso la regia si faccia prender la mano adagiandosi nello sbraco grottesco, non riuscendo a incidere e infondere coerenza strutturale al discorso socio/antropologico. Molto meglio la direzione del cast.
MEMORABILE: La misura di Turi Ferro in un ruolo delicatissimo; Le smorfie nasali di un ottimo Alvaro; Maddalena (Ferreol) a letto col moroso: "Santa sei Santa..."
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Undying • 22/07/09 13:47
    Scrivano - 7619 interventi
    L'aver utilizzato un nome sacro nel titolo di un film erotico fu causa di un sequestro: tanto che, pur essendo nato come Vergine, e di nome Maria, fu poi rieditato in seconda battuta come Malìa (Vergine e di nome Maria).
    Ultima modifica: 22/07/09 13:47 da Undying
  • Curiosità Zender • 11/07/11 21:10
    Consigliere - 44127 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" l'esilarante flano del film:

  • Discussione Trivex • 8/05/14 16:13
    Segretario - 1302 interventi
    Il sito delle forbici indica un visto censura del 1975 (20 giugno), senza tagli e con divieto ai 14.
    Sono indicate alcune scene ritenute inadatte ai minori (di 14 anni).

    Quindi il sequestro di cui si parla si presume postumo al passaggio in censura e forse dopo ad una prima al cinema?
  • Discussione Markus • 8/05/14 16:34
    Scrivano - 4807 interventi
    Se non ricordo male il film uscì nel 1975 per qualche giorno col nome di "Vergine, e di nome Maria" e poi, dopo il sequestro, "Malia...". Il regista ebbe delle grane non da poco.
    Ultima modifica: 30/10/17 16:47 da Zender
  • Discussione Lucius • 30/10/17 12:14
    Scrivano - 8369 interventi
    Titolo nelle corde di Madonna...
  • Discussione B. Legnani • 30/10/17 16:55
    Consigliere - 14135 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    Titolo nelle corde di Madonna...

    In che senso?
  • Discussione Lucius • 30/10/17 19:01
    Scrivano - 8369 interventi
    Titolo apparentemente blasfemo, come "The Immaculate Collection" o come "Like a Virgin"di Maddy. L'aka "Vergine, e di nome Maria" suona benissimo come il titolo di una canzone di Madonna.
    Ultima modifica: 30/10/17 22:11 da Lucius
  • Discussione B. Legnani • 31/10/17 00:10
    Consigliere - 14135 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    Titolo apparentemente blasfemo, come "The Immaculate Collection" o come "Like a Virgin"di Maddy. L'aka "Vergine, e di nome Maria" suona benissimo come il titolo di una canzone di Madonna.

    Capito. Grazie.
  • Curiosità Buiomega71 • 29/11/17 19:25
    Pianificazione e progetti - 22427 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (venerdì 24 giugno 1988) di Malìa, vergine e di nome Maria (trasmesso con il titolo Vergine e di nome Maria):

  • Discussione Lucius • 12/10/19 12:12
    Scrivano - 8369 interventi
    Il mio dvd per gentile concessione del Csc (c'è in sovraimpressione il mio nome) si intitola semplicemente "Una vergine di nome Maria".
    Ultima modifica: 12/10/19 12:13 da Lucius