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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La centralità del telefono cellulare nel mondo di oggi è assodata: per la maggior parte di noi rappresenta il maggior contenitore di informazioni private e perderlo significa molto più che dover ricomprare un oggetto dal costo non certo irrisorio. Quando il ricco Diego Gardini (Ruffini) dimentica il suo nella toilette dell'aeroporto dopo aver battibeccato coi due inservienti lì incontrati non sa ancora cosa questo significhi. Prende l'aereo per Sidney e in volo si accorge di non averlo più con sé. Disastro: niente carte di credito, niente soldi, nessun numero di telefono da chiamare (mica come un tempo che li si ricordava a memoria) tranne quello della ex moglie che risponde per chiudere la comunicazione un secondo dopo. E non è ancora...Leggi tutto questo il peggio, perché Ivano (Lilllo) e Sabino (Abbrescia), i due inservienti, decidono di vendicarsi e utilizzando le sue credenziali e la sua "firma" twittano e ritwittano sui social messaggi offensivi nei confronti di chiunque a cominciare dagli australiani; tanto che quando Gardini sbarca a Sydney viene ricoperto di insulti da chi incontra e ha letto le frasi ingiuriose a lui attribuite, diffuse nel mondo in un attimo. L'unica persona a consolarlo è la bella hostess (Placido) con cui aveva avuto a che ridire in aereo ma che nel suo percorso verso l'inevitabile ammorbidimento di un carattere fastidiosamente altezzoso inizia ad apprezzare. Nel frattempo in Italia i soci e dirigenti di Gardini approfittano della situazione per cercare di venderne sottobanco la ricca azienda vinicola. Tornato in patria, lo sfortunato vip capirà che conviene allearsi con Ivano e Sabino, piuttosto che fargliela pagare. La prima parte, con i due poveri inservienti impegnati a vivere da ricchi e Ivano che incontra il suo idolo di sempre Sabrina Salerno (con la quale sale sul palco di una discoteca a cantare l'inno eighties "Boys") ha ritmo incerto ma ottimi momenti di comicità. Se Ruffini è poco attore e nemmeno può sfruttare l'innata simpatia dal momento che il personaggio di Gardini risulta giocoforza antipatico, Lillo si rivela al contrario mattatore come nelle migliori occasioni, spalleggiato con bravura da Abbrescia e a casa snobbato da una Caterina Guzzanti che si conferma comica di razza ancora una volta sottoutilizzata. La scrittura di Brizzi è quella dei tempi buoni e i momenti divertenti non mancano. Anche nella seconda parte (che comprende uno spassoso, lungo incontro con i giapponesi giunti per comprare l'azienda) a dire il vero il film non cede affatto e anzi rilancia, ravvivato saltuariamente da inaspettati intermezzi musicali ("In ginocchio da te" di Morandi, "Amico è" di Baldan Bembo) che cantati e danzati da Lillo si traformano in una spassosa parodia dei musicarelli di un tempo. Insomma, il film ogni tanto s'inceppa (soprattutto nelle parti con Ruffini) ma spesso diverte. Lascia intravedere i limiti di una confezione piuttosto povera ma come commedia disimpegnata funziona, anche quando s'inventa strambe gag come quella del presepe fatto coi Playmobil. L'atmosfera natalizia si avverte poco, la trasferta australiana è artificiale e priva di veri scorci della Capitale, le figure ai margini sono disegnate sommariamente tranne nel caso della Placido. Eppure il tocco di un Brizzi che da tempo sembrava arenato in una palude dov'era affogato l'estro, finalmente si ritrova; e ci accompagna verso un finale goffamente moraleggiante ma risolto in fretta ed efficace.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/02/19 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/02/19
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Rambo90 22/02/19 01:48 - 6824 commenti

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Il ritorno di Brizzi dietro la macchina da presa è una specie di clone non dichiarato di Filofax, con un cellulare al posto dell'agenda. Ma la promettente idea iniziale rimane su carta, perché invece di scatenarsi in peripezie comiche il film procede tra alti e bassi, scegliendo spesso la strada di un sentimentalismo spicciolo e posticcio. Se all'inizio ci si annoia un po', si va meglio quando la coppia Lillo-Abbrescia si riunisce a Ruffini, con qualche gag assurda ma almeno simpatica. Brava la Placido.

Markus 25/02/19 08:16 - 3433 commenti

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La vita di un ricco strafottente con il prossimo viene compromessa per aver dimenticato il suo smartphone nel bagno di un aeroporto, che capita nelle mani di due addetti alle pulizie. Ritorno in grande stile per Fausto Brizzi, che dopo il fango mediatico della faccenda #metoo (risoltasi... in niente) riesce, con mestiere, a divertire senza mai sbracare in volgarità. La coppia Lillo/Abbrescia funziona molto bene e sostiene il ruolo antipatico dato a Ruffini. La Placido, pur in una parte minore, si ritaglia il suo spazio. Qualche momento canoro.

Graf 4/03/19 01:48 - 708 commenti

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Piacevolissima fiaba moderna nella quale l’arrogante industriale del vino Diego Gardini, perdendo il suo posto da amministratore delegato e finendo sul lastrico a causa di una catena di guai innescati dalla smarrimento del suo telefonino, si riscatta moralmente diventando generoso nei confronti del prossimo e di suo figlio. In filigrana, la trama del film replica il malessere morale del regista causato dei suoi noti guai giudiziari finiti in un bolla di sapone. Tocco leggero, gang riuscite, recitazione brillante, comicità e sentimento ben amalgamati.
MEMORABILE: Acuta e sottile la recitazione di Violante Placido nel ruolo dell'hostess che riesce con furbizia tutta femminile a tenere testa al borioso Gardini.

Gabrius79 12/03/19 13:05 - 1270 commenti

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Fausto Brizzi confeziona una piacevole e disimpegnata commedia sorretta da un cast che funziona piuttosto bene grazie a Lillo (spalleggiato da un buon Abbrescia), alle ottime Placido e Guzzanti (quest'ultima forse andava utilizzata di più) e a un Ruffini meno sbracato del solito. Non mancano i momenti divertenti a tratti intervallati da insoliti momenti più zuccherosi. Ritmi abbastanza sostenuti seppur con qualche fase calante (spesso durante la presenza di Ruffini).

Didda23 6/06/19 09:30 - 2320 commenti

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Discreta commedia italica nella quale è evidente la maestria di Brizzi nel rendere accettabile e scorrevole una storia non propriamente originale e vincente. Una sceneggiatura leggera leggera, senza alcun tipo di critica sociale (giusto qualche elemento nella parte conclusiva), che punta molto all'intrattenimento e alla risata "facile". Le parti da musicarello sono indecifrabili, in perenne bilico fra la trashata più becera e la genialità. Bene il cast con un Ruffini sorprendente e Lillo sempre in gran forma. Di inaudita bellezza la Placido.
MEMORABILE: L'incontro con il "bonus" Sabrina Salerno; I messaggi inviati al figlio; Lillo "traduttore".

Redeyes 7/10/19 09:41 - 2266 commenti

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Un Gargani cresciuto, ma ancora genuinamente fetente, spende e spande arroganza umiliando chiunque incroci il suo destino e quindi anche Lillo & Abbrescia. E' proprio tutta la prima parte a farci divertire (sia chiaro, senza inventarsi niente d'eccezionale), mentre come in ogni opera di Brizzi che si ricordi il finale tende al mieloso, inficiando quanto di buono fatto fin lì. Ciò detto la commedia è gradevole e qualche sorriso lo strappa. Per una serata disimpegnata.

Piero68 4/11/19 08:42 - 2842 commenti

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Commediucola che ha almeno il pregio, visto che è diretta da Brizzi, di provare a uscire dalle solite storielle sentimentali e/o scolastiche. Questo non significa che non sia zeppa dei soliti triti e ritriti luoghi comuni. Si ride poco o niente e le uniche volte è solo grazie ad Abbrescia e Lillo. Già viste le gag di Lillo, soprattutto quella del fan sfegatato di qualche stella italiana, Ruffini assolutamente ininfluente. Due pallini per la presenza della Guzzanti, che con poche scene conferma il livello della sua bravura.

Pinhead80 3/12/19 00:21 - 4154 commenti

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Dopo essere stati licenziati da un meschino imprenditore di vini, due amici si vendicano recuperando il suo cellulare e cominciando a fare spese folli con la sua carta di credito. Nonostante le risate siano pochissime, il film risulta una simpatica commedia che funge bene come leggero intrattenimento. Si esagera un po' con le scenette musicali di Lillo che risultano più essere un riempitivo che altro. Brizzi torna alla ribalta con un prodotto che arriva alla sufficienza.

Paulaster 20/04/20 13:06 - 3270 commenti

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Due addetti alle pulizie rovinano la vita a un imprenditore vinicolo. Schema già visto, con gli opposti che si coalizzano e Brizzi che si concentra sui buoni sentimenti. Briosa la parte iniziale con Lillo che sostiene la comicità mentre Abbrescia è piacevole come valida spalla. Il piano finale, anche se è una commedia, è troppo inverosimile. Ruffini come protagonista pare una scelta poco adatta. Inserti cantati in stile festival di San Remo, forse apprezzati da qualche nostalgico.
MEMORABILE: L'approccio a Sabrina Salerno; Il tweet sul Var; La cena di Natale coi fritti; La penna di Mao.

Maxx g 17/06/20 11:46 - 526 commenti

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Commedia diretta da Fausto Brizzi con qualche (pallida) eco di Una poltrona per due. Due inservienti trovano il cellulare di una persona piuttosto potente e decidono di approfittarne. Questa gioia però dura poco perché costui desidera rientrare in possesso di quello che per lui rappresenta il Mondo. Viene (non a torto) demonizzato il cellulare come distruttore di buoni sentimenti, che acceca le persone. Petrolo se la cava, Abbrescia è ridotto, Ruffini volutamente antipatico. Ruoli femminili un po' sacrificati: merita una visione, per una serata spensierata.
MEMORABILE: Il balletto di Lillo con la Salerno.

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Galbo 18/01/21 16:15 - 11680 commenti

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Commedia sulle conseguenze della dipendenza da smartphone. Fausto Brizzi dirige una pellicola che al netto di alcune lungaggini risulta piuttosto divertente e ispirata. Oltre alla buona idea di partenza, il film mette insieme gag divertenti e un gruppo di attori affiatati autore di una buona prova corale. ”Funzionano“ in particolare Lillo e Dino Abbrescia, oltre che, specie nella prima parte più cinica della seconda, Paolo Ruffini. Piccole ma divertenti le parti riservate alla Placido e alla Guzzanti. Non male. 

Gottardi 8/04/21 12:12 - 126 commenti

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Non se ne esce dalla solita commediola italica che vola basso tra pochade e dialoghi inverosimili. Brizzi apprezzato altrove qui sembra aver perso il tocco oppure è svogliato, e in una confezione piattamente televisiva sforna divertimento a momenti alterni, più no che sì. La gag dello smartphone perso da Ruffini (ricco imprenditore cialtrone) e ritrovato da Lillo e Abbrescia (poveri inservienti cialtroni) non regge l'ora e 40 del film. Qualche risata scappa, ma tra banalità e mieloso. Sorprende in positivo Ruffini. Consigliato per sgomberare il cervello.
MEMORABILE: Il tavolo della trattativa di vendita dell'azienda vinicola tra gli italiani infingardi e i cinesi di infinita pazienza.

Victorvega 8/04/21 19:03 - 416 commenti

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Lo spunto da cui parte il film è molto attuale (l'identità di ognuno è contenuta ormai nei nostri smartphone). La resa è vivace nella prima parte, nella fase centrale si adagia un po' salvo rientrare con buone trovate in quella finale. Lillo è il più brillante (anche se in generale il cinema penalizza sempre un po' le sue straordinarie doti teatrali) e con Abbrescia mantiene buone dinamiche, mentre Ruffini appare il più spento. In sostanza si rivela un film vedibile, anche se non risalta per aspetti particolari. Per serate disimpegnate

Reeves 28/04/21 14:41 - 674 commenti

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Il ritorno al cinema di Fausto Brizzi, dopo uno scandalo che lo aveva appiedato, è una commedia sulla dipendenza da telefonino. Il film ha buoni interpreti e soprattutto si avvale di Lillo veramente in gran forma, capace di reggere su di sé gran parte della struttura umoristica del film. Una storia con poche pretese, che proprio per questo risulta davvero piacevole.

Ultimo 3/08/21 14:22 - 1480 commenti

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Gradevole commedia; simpatica e pure riflessiva, essendo interamente costruita sull'importanza del cellulare nei tempi moderni. Ruffini è ben calato nella parte del ricco insopportabile, Lillo e Dino Abbrescia sono piuttosto divertenti nelle vesti dei "poveri". Qualche scena lascia il tempo che trova (quella con Sabrina Salerno è molto poco credibile...), ma alla fine si esce soddisfatti, dopo aver riso spesso. Poco divertente la parte della Guzzanti. Niente male.
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