Solitamente considerato uno dei migliori capitoli dagli analisti della saga di Michael Myers, HALLOWEEN V (l'unico a non essere stato distribuito in italia, finora!) è in realtà modesto quanto gli altri. Almeno fino all'ultima parte, quando lo scontro a tre che vede in scena alternati Michael, il dottor Loomis (Donald Pleasence) e la piccola Jamie assume contorni epici inattesi. Michael arriva addirittura a togliersi la maschera, Loomis lo vediamo più risoluto del previsto, la regia di Dominique Othenin-Girard comincia a farsi sentire e ne scaturiscono scene visivamente azzeccate. Ma francamente è troppo tardi: fin lì avevamo dovuto subire i soliti macellamenti rituali con la polizia a perder tempo...Leggi tutto dietro a falsi Myers (siamo a Halloween e a Haddonfield come sempre i ragazzi scherzano con la maschera del boogieman locale), Michael a inseguire i teenager affamati di sesso (uno dei quali finisce “forconato” alla schiena durante l'amplesso in una sequenza-omaggio a VENERDI’ 13 e indirettamente al nostro REAZIONE A CATENA) e la piccola Jamie a urlare disperata per i “transfer” durante i quali “sente” agire lo zio Myers. E’ lei, reduce dal quarto capitolo, a ereditare il ruolo centrale di vittima predestinata da Jamie Lee Curtis, che nella saga è sua madre nonché sorella di Michael. E’ vero, c'è un briciolo di fantasia in più rispetto al numero 4, ma HALLOWEEN sta ormai prendendo la brutta piega degli slasher senz'anima alla VENERDI’ 13: qualche buona scena, un po' di effettacci splatter (pochi, comunque), suspense inesistente, finale con resa dei conti apocalittica. Divertente osservare come Loomis pressi Jamie per aiutarlo a trovare Myers.
E finalmente si apre il sipario anche sul capitolo mancante dell'intera serie: e nonostante un atteggiamento da prevenuto (della regista in Italia è giunto l'inguardabile Omen 4) e fatti i dovuti distinguo (nulla a che vedere con i primi due capitoli) questo The Revenge of Michael Myers si sviluppa, per quasi un'ora, né più né meno sullo stesso livello dei predecessori; ma nel finale impenna e recupera qualche discreto punto (azzarda una scena con Michael senza maschera!). Bravo (e insolitamente più convinto) Donald Pleasence.
Finalmente visto anche questo quinto capitolo (più per dovere di cronaca che altro, in effetti). Il film riprende esattamente da dove finiva il quarto, quindi ritroviamo anche alcuni degli stessi attori e l'immancabile Donald Pleasance (in questo episodio particolarmente attivo). La storia è la stessa del precedente e lo svolgimento pure, tuttavia stavolta il ritmo è più sostenuto e Myers sembra particolarmente in forma. In generale si ha l'impressione che questo "Halloween 5" sia stato fatto con entusiasmo, ma alla fine è la solita minestra...
Giunti al quinto capitolo della serie, ed al terzo sequel, gli sceneggiatori non sanno più che pesci prendere (cosa che per la verità accadeva già nel film precedente) e riciclano malamente le solite situazioni trite e ritrite già viste negli altri film. Con questo presupposto è chiaro che le sorprese mancano, la tensione latita e la noia spesso la fa da padrona.
Il finale del IV capitolo deve aver dato diversi grattacapi agli sceneggiatori del V che, per restituire la pariglia, hanno deciso di concluderlo in modo ancor più sconcertante, esasperando la componente soap-operistica già instillata nel II. Othenin-Girard non è certo un architetto della paura ma - momenti involuti a parte - conferisce al film un buon ritmo e monta un paio di scene interessanti (il fienile, il bosco). Si registrano tocchi umoristici fin'ora inediti e maggior consapevolezza "di genere" - lo slasher. Impennata per Loomis, infestato dall'ossessione. Myers toglie la maschera...
Come già il secondo capitolo, anche questo inizia laddove finiva il quarto. Questa volta non c'è il ritmo scatenato e veloce che caratterizzava il precedente capitolo, ma vere e proprie sequenze lunghe di tensione vecchio stile, con boschi bui e case spettrali. Questo, unito ad una trama particolarmente complessa (chi è l'uomo vestito di nero?), fa in modo che la saga continui a mantenersi su buoni livelli. Ai limiti della pazzia questa volta anche Donald Pleasence...
Ma come si possono fare CINQUE pellicole pressocché identiche? Uguali in tutto e per tutto. E la cosa più stucchevole è che cambia il regista (in questo episodio) ma tutto il resto rimane uguale. Credo che come caso nella storia del cinema sia più unico che raro. Errare è umano, ma perseverare in questo modo non è diabolico, è da deficienti. Continua inoltre, come nei precedenti capitoli, la sagra dei plot-hole ovvero dei comportamenti assolutamente illogici dei personaggi. Ideatori e attuatori della saga da ricovero in reparto psichiatrico.
Inevitabile quinto capitolo della saga del killer mascherato che, manco a dirlo, si è salvato all'apparente massacro del capitolo precedente. Anche qui praticamente nessuna novità rispetto agli a dir poco limitanti stilemi del genere, tra giovani festaioli destinati al massacro e l'introduzione di qualche elemento di sensitivismo col personaggio della piccola Jamie. Si osa qualcosa di più nel finale, ma la qualità del film non ne giova particolarmente. Evitabile.
Quinto capitolo, questa volta diretto dallo svizzero Othenin-Girard. E si dica subito che è elettrizzante, con il buon Michael che si riprende presso un barbone dalle sue fatiche per poi ripartire all'attacco, in contraltare stavolta coi poteri telepatici della nipotina. Geniale l'accostamento a Frankenstein nella parte iniziale (cieco-barbone) mentre il comparto gore-tensione è di prim'ordine (guardate solo le versioni uncut). Altro che riconoscenza, Michael è spietato (o quasi...).
L'unico che non avevo ancora visto è forse il migliore dei seguiti "ottantiani" del grande capolavoro carpenteriano; meglio del II (sbiadita copia carbone dell originale), del IV e del VI (fiacchi e confusi). Merito di una discreta regia, di un Pleasence ancora in forma (ossessionato fino alla follia da Michael), da qualche scarto narrativo interessante (il rapporto tra Michael e la nipotina, la futura scream queen Danielle Harris), da omicidi in puro stile slasher anni Ottanta. Grandi eighties! ***
Un nuovissimo capitolo alquanto, inaspettatamente, entusiasmante. Tralasciando il fatto che viene ripreso il finale del capitolo 4 modificandolo in un'altra direzione (peccato), il film colpisce per l'originalità che si re-inventa una nuova trama che si infittisce di misteri e comincia a vertere sul paranormale. Tante le scene azzeccate, ma inspiegabile il siparietto (che dovrebbe essere) comico con i due incapaci poliziotti. Uno dei migliori capitoli della serie.
MEMORABILE: Myers con la macchina nera e la ragazza che crede di essere con il suo ragazzo; Lo scherzo del ragazzo vestito come Myers nel pagliaio.
Alla quinta tappa (la quarta in ordine Myers) mi sento di poter dire che - trovandocisi peraltro di fronte a uno slasher-franchise che, di per sé, nell'allungo di solito tende al ribasso - qui siamo di fronte a una buona tenuta di tutto l'insieme. Questo capitolo si aggancia al precedente ma in un modo diverso dall'immaginabile, con la Harris che ripete la buona prestazione precedente, strepitando il doppio e congruentemente, baby scream-queen con un viso "adulto". Mistero, slashate, tensione, una regia presente: Myers is still alive!
MEMORABILE: La riscossa del dr. Loomis; Il nero personaggio misterioso; Il terribile saliscendi...
Michael Myers ormai ha assunto poteri sovrannaturali e, dopo una breve pausa, ritorna brandendo il suo fedele coltellone alla Psyco. La solita bambina urlante cercherà un contatto "umano" con lui, ma non è sufficiente per smuovere e dare pepe a una trama oramai logora e per di più lenta in più punti nel suo sviluppo. Siamo nella fase "stiracchiata" della saga, che si fa seguire praticamente solo per inerzia.
In superficie è un rimescolamento dei vari Michael Myers passati, ma sotto sotto si trovano diverse stravaganze sia positive (la comunicazione telepatica, l’inquietante sagoma nera, qualche crepa nella personalità gelida del boogeyman) che negative (la brutta maschera di Michael con i lembi in fuori, l’inversione di peso specifico tra alcuni sopravvissuti alla precedente mattanza). Cifra orrorifica in calo, prestazione di Donald Pleasence in rialzo. Con affetto, nella media della saga.
Ormai si tratta di una caricatura di poche pretese. Di significativo non c’è nulla, nemmeno un guizzo che risollevi la mediocrità incombente dietro ogni scena. L’inettitudine della polizia locale è mostruosa, Loomis sembra uscito dal manicomio talmente è schizzato, mentre i ragazzi nei giorni di Halloween rincretiniscono all'istante. Paradossalmente il più savio sembra Myers. In più di un’occasione le situazioni sono al limite del verosimile, ma è il problema minore.
Fiacchissimo quinto capitolo della saga di Michael Myers, che impiega il finale del dignitosissimo numero 4 come base di un soggetto che si arrampica sugli specchi tra una canonica mattanza adolescenziale (non particolarmente cruenta), una bambina medium e un dottor Loomis più schizzato del solito. Si nota, qua e là, qualche tentativo in sede di regia di vivacizzare lo stantio plot, ma la confezione nel suo complesso ha il gusto spento e insapore dei tv-slasher coevi e la sceneggiatura è totalmente priva di guizzi. Durata eccessiva.
Inizia subito dopo la fine del precedente film e il plot non muta di una virgola. Per più di un'ora si assiste alla solita routine, i personaggi sono in buona parte irritanti (persino la piccola Harris sembra troppo lagnosa) e il gore è poco (non era necessario scomodare il gruppo KNB). Il terzo atto regala almeno un po' di suspense (la scena del condotto, davvero ansiogena) e buone atmosfere. Pleasence, ossessivo ai limiti della pazzia, ruba la scena a tutti. Molte domande senza risposta e un odioso cliffhanger lasciano presagire il quinto sequel.
MEMORABILE: L'amante trafitto in stile Reazione a catena; Il misterioso uomo in nero; Jamie intrappolata nel condotto del bucato mentre Myers cerca di pugnalarla.
Terzo sequel. Myers torna (dopo essere stato curato da un eremita, come il mostro in La moglie di Frankenstein, ma senza commuoversi) per la caccia alla nipotina che ha continue crisi (insopportabile) perché telepaticamente connessa allo zio. Pleasence è invischiato in un Loomis divenuto la caricatura di se stesso e grida "al lupo". Fotografia, scenografia e recitazione da serie TV, ma qualcosa di buono arriva nell'ultima mezz'ora. Inizia a comparire la runa e vediamo il volto "del mostro" per la seconda volta (nessuna ustione e occhi perfetti?!).
Rispetto ai quattro film che lo hanno preceduto, qui il colpo non va a segno perché il problema sta nella sceneggiatura: persa in fretta la Cornell e con un Pleasence che tirato i rami in barca, distrutto dal prolungato contatto col male, l'aver affidato le sorti della pellicola alla bambina (ancora brava la Harris, ma il personaggio è fastidioso: le dicono di non fare una cosa, fa tutto il contrario e poi frigna) diventa un azzardo che alla lunga scopre il bluff. Film mediocre ma che acquista senso nel quadro globale.
Secondo film di un'ideale trilogia iniziata col precedente e che terminerà col sesto. Michael continua a cercare di uccidere la nipote e chi le sta accanto. Ottimo confermare i sopravvissuti del precedente episodio, e onestamente non troppo irritanti i due poliziotti volutamente idioti. Qui si torna su binari molto standard a livello slasher e la forza del finalone precedente è spenta come una fiammella al vento. Resta comunque un episodio rispettabile, merito di una Harris sempre più a suo agio nel ruolo e un Pleasence magistrale che nobilita il tutto.
La saga di Halloween è più viva che mai e questo ennesimo seguito ne è la dimostrazione. Michael Myers non ha intenzione di lasciare parenti in vita e continua nel suo diabolico intento in maniera sempre più sadica. La vittima designata ancora una volta è la nipotina che però è meno remissiva di quello che sembra e in grado di avere un contatto paranormale con lui. Ormai è palese che il leitmotiv è lo scontro tra il diabolico Myers e l'indomito Loomis che si trova ovunque come il prezzemolo. Il ritmo è sempre bello serrato e gli omicidi pur non brillando per originalità funzionano.
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Digital ebbe a dire: Erro o questo capitolo non è mai uscito in vhs/dvd ?
E' comunque reperibile - in italiano - su Infinity (sito di film in streaming targato Mediaset).
No, mai uscito nè in vhs , nè tantomeno in dvd
A dirla tutta (fino a poco tempo fà) era pure inedito in Italia
Era una mancanza piuttosto importante: andava di fatto a troncare una saga orrorifica importante e famosa. Fortuna che è stata coperta la falla..
Ora me lo vado a gustare (peraltro non sembra malaccio il doppiaggio italico)!
Digital ebbe a dire: Era una mancanza piuttosto importante: andava di fatto a troncare una saga orrorifica importante e famosa. Fortuna che è stata coperta la falla..
Ora me lo vado a gustare (peraltro non sembra malaccio il doppiaggio italico)!
Non sarebbe il primo caso. Inspiegabili "lacune" della distribuzione italiana
Vedi il caso Pumpkinhead, i primi due ancora inediti da noi, mentre sono usciti in dvd il terzo e il quarto capitolo
Sicuramente fà più specie che sia rimasto misteriosamente fuori dalla distribuzione italica il quinto capitolo di Halloween (e quarto con Michael Myers), visto che tutti gli altri sono stati distribuiti da noi (e pure al cinema, oltretutto)
HomevideoPumpkh75 • 15/01/20 19:51 Archivista in seconda - 439 interventi
Non ho ancora preso il cofanetto Midnight Factory, ma suppongo abbiano usato l'audio italiano preso dalla versione Infinity.
Chiedo agli esperti di doppiaggio: le voci della versione italica sono "recenti" oppure sono voci di doppiatori più lontani nel tempo?
Questo perchè ho la curiosità di scoprire se Infinity ha doppiato ex novo il film oppure H5 era stato magari già doppiato nei primi anni 90 per una potenziale distribuzione poi non avvenuta per chissà quali motivi e il servizio Mediaset ne ha poi recuperato semplicemente la traccia audio....
HomevideoCaveman • 17/01/20 14:41 Servizio caffè - 403 interventi
Pumpkh75 ebbe a dire: Non ho ancora preso il cofanetto Midnight Factory, ma suppongo abbiano usato l'audio italiano preso dalla versione Infinity.
Chiedo agli esperti di doppiaggio: le voci della versione italica sono "recenti" oppure sono voci di doppiatori più lontani nel tempo?
Questo perchè ho la curiosità di scoprire se Infinity ha doppiato ex novo il film oppure H5 era stato magari già doppiato nei primi anni 90 per una potenziale distribuzione poi non avvenuta per chissà quali motivi e il servizio Mediaset ne ha poi recuperato semplicemente la traccia audio....
A quanto ne so al tempo non fu doppiato. Io ho il cofanetto e proprio il 5 sarà la prossima visione
Ricordo che si parlava di un nuovo doppiaggio per Infinity, inedito e tutto sommato accettabile, per quanto nuovo, appunto. Ma non ho fonti certe.
HomevideoCaveman • 17/01/20 20:40 Servizio caffè - 403 interventi
Rebis ebbe a dire: Ricordo che si parlava di un nuovo doppiaggio per Infinity, inedito e tutto sommato accettabile, per quanto nuovo, appunto. Ma non ho fonti certe.
Confermo il tuo ricordo
HomevideoPumpkh75 • 20/01/20 13:49 Archivista in seconda - 439 interventi
Grazie per le info, sollevato dal fatto che il doppiaggio sia apparentemente discreto.