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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 2/04/07 09:00 - 3013 commenti

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Salerno e Berto, dopo i fasti di Anonimo veneziano, in trasferta londinese con Florinda Bolkan, italica madre borghese in cerca della figlia Maria Schneider datasi alla bohème. Datatissimo, con dialoghi (della Wertmuller) grondanti insopportabile letterarietà, ma con gustosi aspetti documentaristici di clichè contro-culturali dell'epoca (la comune, il teatro off, la "mostra gestuale"). Bolkan e Spaak bellissime, Schneider paciarotta come al solito, regia elegante. Reperto d'epoca.

Homesick 23/11/07 17:44 - 5737 commenti

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Datatissima opera sullo scontro generazionale negli anni Settanta: figli ribelli e hippy da una parte, genitori conservatori dall'altra. La regia di Salerno lascia il segno soprattutto nei dialoghi - talora intensi - e nelle coreografiche rappresentazioni del teatro d'avanguardia. Molto professionale la Bolkan.

Supervigno 25/11/07 00:47 - 229 commenti

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Divertente esempio di una certa cultura italiana dei primi anni '70, divisa tra critica alla famiglia "borghese" e vagheggiamenti di una vita diversa, più libera da schemi e legami, ovviamente e necessariamente da vivere a Londra. Divertenti i siparietti "culturali" dell'epoca, la mostra di arte contemporanea, il teatro sperimentale. Ruolo "scandaloso" per la Spaak, in gran forma in questo film, come la Bolkan nel ruolo di madre tradizionalista che capisce le esigenze della figlia.

Daidae 25/03/09 00:40 - 2968 commenti

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Mai vista la Bolkan così imborghesita! Bel film che rappresenta l'allora conflitto tra famiglia e i figli (anche se pare che alla fine...) e la "rivoluzione" del 68. Classico film su quegli anni, ne infamia ne gloria. Film abbastanza raro; occorre una edizione in digitale.
MEMORABILE: La Schneider che dibatte.

Matalo! 3/04/10 17:24 - 1371 commenti

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Terribile! Legato alle scaramucce verbali di rivendicazioni di certo cinema "vecchio" che vuole entrare nel linguaggio giovane, incazzato e rinfaccioso della 70 generation. E così ecco sciorinate un mare di ovvietà (la performance artistica, la libertà dei sentimenti anche lesbo, Londra città aperta, gli spinelli). Alla fine vien quasi da dar ragione alla povera Bolkan che si libera di una figlia così saccente. La forma è statica e il flavour '70 ne esce distorto e macabro. La Spaak lesbo ha dell'inverosimile. Tante tante chiacchere e poco poco cinema.

Dusso 29/04/11 19:44 - 1548 commenti

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Seconda regia di Enrico Maria Salerno dopo il successo di Anonimo veneziano. Pretenzioso con qualche lungaggine ma con dialoghi davvero ottimi; forse mancano scene "forti", la Bolkan per questi ruoli è brava, mentre la Spaak qui con i capelli corti non è il massimo.

Markus 19/04/16 10:50 - 3540 commenti

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La seconda regia di Salerno non ha lasciato troppo il segno (sarà che l’exploit di Anonimo veneziano è stato smisurato). Stavolta l’amore di coppia è spostato tra “mammà” (Bolkan) e la figlia – diciottenne - debosciata e libertina (Schneider) nella Londra dei capelloni drogatissimi. La vicenda è pregna di conservatorismo che, in definitiva, inchiodano la pellicola al tempo che fu. Restano indubbiamente la buona prova degli attori e la capacità del regista nel fornire ottime inquadrature.
MEMORABILE: Un londinese si rivolge alla Bolkan (nel ruolo di mamma italica) e gli dice: "Le manca il vostro sole?" (il cliché dell’Italia baciata dal sole).

Lucius 23/11/16 01:25 - 2968 commenti

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Una Spaak raramente vista così in simbiosi col suo personaggio è una delle cose eccelse di questa pellicola, girata con padronanza di mezzi e stile. Il succo: il bruco mette le ali e diventa farfalla per volare dove nessuno può raggiungerla (o quasi). Ricostruzione della comunità hippy degna di nota. Venato da una certa poetica che mai cade nel lacrimevole, si traduce in un manifesto alla libertà sessuale acclamata, conquista e obiettivo da rivendicare con orgoglio di una giovane fanciulla in cerca di una realizzazione personale. Queer.

Rufus68 1/06/17 22:53 - 3602 commenti

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Non un conflitto generazionale, ma il conflitto par excellence, quello a cavallo fra Sessanta e Settanta. La cronaca dello scontro madre-figlia è scontato; leggermente più interessanti sono i resoconti della controcultura del periodo, qui posti in una luce (involontariamente?) denigratoria che ne fa risaltare la vacuità (oltre che la velleità di riti e parole d'ordine). Su tutto, però, domina il volto della Bolkan, capace di trascolorare con classe tra amor filiale e scandalizzata presa d'atto del fallimento delle proprie certezze.

Myvincent 15/08/22 07:35 - 3305 commenti

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Una figlia della borghesia italiana in trasferta inglese apprende nuovi modelli alternativi per trovare una propria identità mentre è inseguita in continuazione da una madre attonita, di fronte a tali e tante novità. Un film indubbiamente elegante (come il cappottino della Bolkan), stretto dentro ad una sceneggiatura a volte solo abbozzata, impreziosito da due attrici di grido di quei tempi. Ottimo il tema musicale di Riz Ortolani. Un’altra prova delle capacità artistiche di Enrico Maria Salerno.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 20/09/09 12:06
    Scrivano - 5616 interventi
    Scheda di doppiaggio:

    Florinda Bolkan e' doppiata da Rita Savagnone
    Catherine Spaak e' doppiata da Fiorella Betti
    La figlia della bolkan e' doppiata da Flaminia Jandolo
  • Musiche Lucius • 9/11/16 13:46
    Scrivano - 8908 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 9/11/16 14:52 da Zender