1981: Indagine a New York

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Abel Morales (Isaacs) è alla vigilia di un grosso affare, per la sua azienda di carburanti: con un grosso finanziamento dalla banca di fiducia deve acquistare un terreno sul quale potersi espandere aprendosi una via al fiume dove accogliere direttamente i rifornimenti e conservarli poi in grandi silos per rivenderli nei mesi in cui più ci si guadagna. Depositato un copioso acconto ai proprietari, si accorda per saldare dopo trenta giorni, ma gli imprevisti sono dietro l'angolo. Perché siamo nel 1981, l'anno in cui la violenza a New York dilaga (come sottolinea il titolo originale, ben più ficcante di quello italiano) e le autocisterne dell'azienda vengono prese di mira da agguati stradali sempre più...Leggi tutto frequenti. Ed è a questo che il film guarda, al come reagire a danni economici evidenti e a una situazione che si fa per mille ragioni ingestibile. La riflessione che interessa il regista (e sceneggiatore) J.C. Chandor si sofferma infatti sui profondi interrogativi etici del protagonista ma che riguardano anche chi gli sta intorno. Abel è uomo di specchiata onestà e ciononostante subisce continue perquisizioni fiscali da parte di un sostituto procuratore particolarmente zelante (Lawrence); si rifiuta di armare i suoi autisti che vorrebbero potersi difendere dagli agguati, si convince che esista sempre un'alternativa valida per evitare il ricorso alle maniere forti, ma sua moglie (Chastain) non è d'accordo: più pratica, non si fa scrupoli a maneggiare una pistola e minacciare chi pretende di indagare senza sosta su una contabilità che non ha mai evidenziato tracce di irregolarità. Servendosi dell'imperturbabilità caratteristica di Isaacs, ormai frequente scelta per ruoli di questo tipo, Chandor imposta il film senza indulgere praticamente mai nell'azione, rallentando i ritmi e immergendo tutto in una languida fotografia dai toni verdastri (senza un vero perché, a dire il vero) che tende a spegnere ulteriormente ogni concessione alla vitalità. Abel ha movenze quasi robotiche eppure nel contempo profondamente umane, mostra una capacità di fronteggiare ogni inconveniente che oltrepassa la razionalità per spingersi nel campo della visionarietà tipica dei grandi uomini, anche d'affari, capaci di individuare la migliore soluzione semplicemente fermandosi a ragionare. Gli intenti del film sono insomma alti, a tratti perfettamente concretizzati in scene di ottimo effetto, supportate da un cast eccellente in grado di renderle credibili. Eppure si nota quanto manchi una solida nervatura che lo possa animare con decisione, che trovi qualche guizzo in grado di smuovere le acque, di impedire che si avverta insomma una piattezza di fondo, nel narrare, poco conciliabile con l'idea di grande cinema cui punta. E' vero che l'atmosfera è centrata, la personalità del protagonista tratteggiata con grande coerenza senza mai scadere in banalità e soluzioni facili, che il finale è inattaccabile, che la Chastain è il perfetto contraltare con cui fare i conti, che film così psicologicamente attendibili e ostinatamente antispettacolari si fanno voler bene e spingono a riflessioni non scontate, eppure qualcosa di artefatto e di insincero si respira, nell'operazione, e qualche scena poco pregnante non manca (il ladro di notte, le figlie con la pistola, la moglie sudamericana dell'autista aggredito...). A lungo andare si fa poi sentire una ripetitività di fondo che, riflessa nella celebrata monoespressività di Isaacs, tende ad assuefarci, ad abbandonarci in un cupo sogno gialloverde dal quale di rado si emerge.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/03/15 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/10/21
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Jandileida 24/09/17 08:18 - 1399 commenti

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Fascinoso ritratto della New York di fine anni '80 con il sogno americano incarnato questa volta da un bravo Isaac con espressioni alla De Niro e capigliatura alla Toto Cutugno. Non è facile destreggiarsi onestamente in un mondo di squali come quello del commercio di carburanti: il nostro protagonista tenta, forse ci riesce, la moglie lo provoca, il mondo circostante lo mette alla prova. Molta carne al fuoco, insomma, ma Chandor riesce a non essere verboso e a coinvolgere lo spettatore con il suo ritmo lento ma avvolgente e con paio di grandi sequenze.

Daniela 3/03/15 09:02 - 11528 commenti

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New York 1981. Un commerciante di combustibile tenta di espandere i suoi affari in modo corretto ma deve rendersi conto che la questione non è se sporcarsi o meno le mani ma quanto e come sporcarsele... Dopo l'esordio coral-finanziario e l'one man show in umido, Chandor si cimenta in un noir riflessivo sul sogno americano, in cui l'azione è in secondo piano rispetto ai ritratti psicologici di questo "aspirante onesto" frustrato e della moglie più cinica di lui. Forse troppa carne al fuoco ma gli attori sono bravi, il risultato non banale, l'epilogo di quelli che restano impressi.
MEMORABILE: Nel finale, basta un fazzoletto per tappare la falla e passare oltre.

Rullo 13/05/15 23:04 - 388 commenti

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Un noir scorrevole, che mostra la storia di un immigrato che vive il sogno americano, ottenuto con il sudore e il duro lavoro. Costantemente messo sotto pressione dall'illegalità rimane fedele ai propri lavori, in una spirale che porta a un finale veramente soddisfacente. Ottimo Isaac ed eccezionale fotografia dai colori freddi che mette in risalto la New York in cui è ambientato.

Capannelle 3/06/15 19:52 - 4052 commenti

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Non male, quasi buono: Chandor si conferma portato per le storie non banali e per far rendere al meglio gli attori che dirige, in questo caso un valente Isaac che dà anima e corpo al suo personaggio. Ritmo un po' blando e qualche intreccio da thriller forse non torna, appare contorto. Funziona meglio sul versante noir e della disperata lotta del protagonista per affermare le cose in cui crede.

Cotola 6/02/16 15:30 - 8347 commenti

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Chandor conferma di avere i numeri e di essere un regista promettente e da tenere d'occhio. Qui in fondo racconta una storia come ce ne potrebbero essere tante, ma lo fa attraverso gli occhi di un personaggio molto interessante le cui azioni e la cui integrità nonostante tutto, spingono lo spettatore a porsi delle domande anche scomode. Ciò non capita spesso andando al cinema e quindi il merito è duplice. E la parte finale, molto bella, getta una luce ambigua e sinistra che, forse, rimescola tutte le carte giocate sin lì. Male il doppiaggio; insulso e inadeguato il titolo italiano.
MEMORABILE: Il fazzoletto per tappare la piccola falla nella cisterna.

Josephtura 20/06/16 16:00 - 187 commenti

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Marginal call, All is lost, 1981: indagine a New York. In questo trittico Chandor compone una sua visione della vita con doppio colpo di scena finale. Posti di fronte a eventi sconvolgenti le persone delle sue storie reagiscono in modo diverso: chi ha dalla sua parte calma, competenza, ottimismo, forse anche un po’ di cinismo può sopravvivere; gli altri saranno schiacciati dagli eventi. Film coinvolgente, di atmosfera, un noir alternativo visto dalla prospettiva di chi non accetta quel pessimismo e tragico incedere delle vicende.

Giùan 19/03/16 22:35 - 3698 commenti

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Dopo Margin call, Chandor si conferma autore ambizioso, tra i pochi della sua generazione animato dala cocciuta volontà "politica" di sviscerare certi meccanismi del Potere e del Denaro. Qui, lo schermo temporale, se da un lato permette di citare senza compiacimenti classici come Chinatown, dall'altro porta a scandagliare con acuto raffreddamento stilistico una materia ad altissima combustione, di cui i protagonisti (straordinario Isaac, ma perfetti pure Chastain, Brooks e gli altri) riflettono, con esemplare sottigliezza emotiva, compromessi e ambiguità.
MEMORABILE: L'incontro tra Morales e i proprietari ebrei del terreno da comprare; Il dialogo tra Morales e la moglie sui fondi neri della società; L'inseguimento.

Rocchiola 23/05/16 14:40 - 933 commenti

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Mi avevano colpito le recensioni di questo film definito come d'altri tempi e memore dei classici del noir metropolitano. Invece è stato una mezza delusione per via di un tono quasi soporifero che ha poco da spartire con il cinema di genere del passato più ricco d'azione e suspence. E poi non si capisce nemmeno la natura del protagonista che bazzica personaggi di dubbia legalità e nasconde documenti scottanti, sbandierando però un'onestà degna di Serpico. Freddo come l'inverno newyorkese che rappresenta, non coinvolge malgrado i buoni attori.
MEMORABILE: Il footing iniziale sulle note di "Inner City Blues" di Marvin Gaye; Il finale, anche se il suicidio dell'autista derubato è esagerato e ingiustificato.

Galbo 15/08/16 08:48 - 11876 commenti

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In un anno particolarmente violento della storia di New York, a cui si riferisce il titolo originale del film, un giovane imprenditore lotta per la sopravvivenza della sua azienda. Al suo terzo film il regista Chandor si conferma autore raffinato e dal solido mestiere in quanto senza scene eclatanti e "urlate" ricostruisce un opprimente clima di tensione e personaggi concreti, realistici e non privi di ambiguità, affidati ad un gruppo di ottimi attori come Oscar Isaac tra i migliori della sua generazione.

Nancy 23/01/17 02:30 - 774 commenti

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Un film dall'incedere molto lento ma che ha indubbiamente un fascino "di genere" già dalle prime scene. La complessa trama associa bene elementi noir classici a situazioni assolutamente anti-thriller, porta il film verso il superamento del genere, al trionfo (a costo elevato) dell'eroe non più positivo ma - cosa fondamentale - corretto. Una straordinaria Chastain è la lady Macbeth che dà forza e pathos al tutto. Una regia pulita che si prende solo pochi momenti necessari per sè e tutto il resto lo lascia al racconto e agli attori. Notevole.

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Saintgifts 12/10/17 11:27 - 4098 commenti

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L'aspetto curato, elegante, il cappotto di cammello e tutto ciò che circonda il suo privato rispecchiano anche il comportamento corretto negli affari di Abel Morales. Comportamento corretto sempre più difficile da mantenere, pressato com'è dalla giustizia e da concorrenti più che disonesti. Film girato in una New York invernale con una fotografia molto scura negli interni che a volte mostra gli occhi dei protagonisti come due ombre nere. Isaac e la Chastain recitano bene; buona ambientazione anni '80. Regia corretta.
MEMORABILE: La Chastain rivela a suo marito Isaac che ha un conto segreto con soldi sottratti all'azienda (sempre più difficile rimanere onesti).

Kinodrop 25/04/18 20:49 - 2273 commenti

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In una New York gelida, Abel (costantemente nel suo cappotto color cammello) cerca soluzioni per realizzare un salto di qualità nella sua azienda petrolifera, senza cedere ai tantissimi intoppi della concorrenza. Molto ben resa l'ambientazione in esterni tra container, camion e grandi edifici dismessi che fanno da teatro a una programmata non violenza (scelta non comune), in cui permangono dei valori che sembrano eterogenei a questi ambienti. La prima parte (deprivata dei soliti stilemi) può apparire un po' lenta, ma nella seconda tutto si riequilibra.
MEMORABILE: La colonna sonora; I rabbini e il prestito; La moglie scaltra e previdente; La scena finale.

Bubobubo 31/08/18 10:17 - 1690 commenti

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Noir narrativamente atipico in cui la violenta giungla newyorchese abbraccia, fino a soffocarlo, il tentativo estremo di un commerciante di combustibili di rimanere moralmente candido e non cedere alle tattiche violente di sabotaggio messe in atto dalla spietata concorrenza. Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Molto più ragionamento e introspezione che azione, molti più dilemmi interiori che confronti esteriori: è un pregio. Il film carbura lentamente, ma inesorabilmente, lasciando in dote un finale gelido come i suoi protagonisti.
MEMORABILE: Il finale, tra leak di sangue e petrolio.

Myvincent 13/04/20 11:28 - 3219 commenti

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A New York nei primi anni '80 (ma non ce ne accorgiamo), un imprenditore cerca di far fare alla sua azienda un salto di qualità, ma deve fare i conti con squali sanguinari. Piatta pellicola drammatica, sarebbe stata perfetta per il piccolo schermo, magari in un serial a puntate; invece annoia per lo stile e il racconto così ben pensati ma altrettanto risaputi e scoloriti. Attori così così, telegenici quanto basta ma non esaltanti.

Minitina80 3/06/21 06:45 - 2742 commenti

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Tutt’altro che un film convenzionale, predilige un andamento quasi catartico alla destrezza narrativa. Anche i colori poco saturi restituiscono un’immagine sbiadita non proprio esaltante. Elementi che non consentono di appassionarsi in maniera viscerale alle vicende di un uomo che cerca di salvare la propria azienda dal fallimento. Il nocciolo, quindi, è la morale e la vicina linea di confine con la disonestà, argomenti affrontati da un punto di vista differente dal solito. Resta da capire l’utilità di apporre un titolo italiano che rimandi alla celeberrima opera di Carpenter.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 1/02/16 11:22
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Titolo della versione doppiata in italiano
    1981: Indagine a New York
  • Discussione Capannelle • 1/02/16 13:36
    Scrivano - 2849 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Titolo della versione doppiata in italiano
    1981: Indagine a New York

    Oh madonna hanno scelto questo titolo per richiamare il film con KurtRussell 1997 fuga da New York. Solo così me lo spiego. Però è come mischiare le pere con le mele mah...
    Ultima modifica: 3/02/16 07:57 da Zender
  • Discussione Schramm • 1/02/16 22:35
    Scrivano - 7258 interventi
    a me è maggiormente sovvenuto hammet indagine a chinatown
  • Discussione Buiomega71 • 1/02/16 22:40
    Pianificazione e progetti - 24013 interventi
    Mi pare giusto:

    Nel 1941 c'era l'allarme a Hollywood

    Nel 1964 c'era l'allarme a New York perchè arrivavano i Beatles

    Nel 1997 si fuggiva da New York

    Indi per cui... :)
  • Discussione Zender • 3/02/16 07:58
    Pianificazione e progetti - 45838 interventi
    Spostato il resto su Davibook.
  • Discussione Cotola • 6/02/16 15:34
    Consigliere avanzato - 3728 interventi
    Il film è al cinema.

    Il titolo italiano è del tutto fuori luogo.

    Per il resto l'ho trovato un bellissimo film , con una parte finale davvero straordinaria che mi è sembrata, per certi versi, ambigua. Rimescola un po'
    quasi tutto quello visto fin lì. Che ne pensate?
    Ultima modifica: 6/02/16 15:36 da Cotola
  • Discussione Daniela • 6/02/16 19:21
    Gran Burattinaio - 5809 interventi
    Cotola ebbe a dire:
    Il film è al cinema.

    Il titolo italiano è del tutto fuori luogo.

    Per il resto l'ho trovato un bellissimo film , con una parte finale davvero straordinaria che mi è sembrata, per certi versi, ambigua. Rimescola un po'
    quasi tutto quello visto fin lì. Che ne pensate?


    E' vero, il titolo italiano mette fuori strada facendo pensare ad un poliziesco. Quanto al film, l'ho trovato buono, eccellente nella confezione (grande fotografia) ed anche ben interpretato, ma poco coinvolgente. Ho compreso il dramma interiore, perché di questo si tratta, del protagonista che cerca di far fronte alla concorrenza spietata tenendo le mani il più possibile pulite, ma non mi è riuscito di "sentirlo" con lui, non mi ha "tirato dentro" il film. Non so se sono riiuscita a rendere l'idea...

    SPOILER

    La parte migliore è anche per me quella finale, che culmina con la sequenza - magnifica - del suicidio. Infatti fra i momenti memorabili ho inserito il fazzoletto inserito nel buco: una metafora, potente nella sua trasparenza, dell'accettazione di un compromesso. Occhio non vede, coscienza non rode e si va avanti.

    FINE SPOILER
  • Discussione Saintgifts • 14/10/17 01:51
    Controllo di gestione - 42 interventi
    Il protagonista principale avrebbe dovuto essere Javier Bardem, che rifiutò la parte, e per la protagonista femminile l'offerta era stata fatta a Charlize Theron, la quale non accettò. Oscar Isaac e Jessica Chastain sono stati scelti in seconda battuta.
  • Discussione Zender • 14/10/17 08:25
    Pianificazione e progetti - 45838 interventi
    Manca la fonte della notizia.