Deepred89 • 28/09/22 20:29
Comunicazione esterna - 1616 interventi 2x17 - LO SMOKING
**! Mentre Sandra ha una momentanea fissazione per le bolle di sapone, Raimondo cerca di sbarazzarsi di un vecchio smoking nero che pare non interessare a nessuno. Riesce a sbolognarlo al portiere, salvo poi rendersi conto, troppo tardi, che proprio nelle tasche di quello smoking Sandra aveva nascosto un anello di grande valore. Troppo lento nell'avviarsi e non particolarmente convincente nel tirare le somme (tolto il piacevole colpo di scena conclusivo), un episodio di discreto livello che nel secondo tempo segue lo stesso schema del precedente La poltrona, con alcune parentesi fuori porta alla ricerca di un oggetto perduto. Non particolarmente esilarante, ma piacevole e scorrevole.
(Deepred89)2x18 - IL FUMO FA MALE
** Per sconfiggere il vizio del fumo, Sandra consulta uno psicologo. Questo le propone una seduta di ipnosi ma la donna, a disagio, propone di fare un tentativo iniziale con la Tata. Questa, ipnotizzata con un battito di mani, viene indotta a credere di essere la moglie di Giulio Cesare, Calpurnia. L'uomo la risveglia, ma quando prima di andarsene batte involontariamente le mani un'altra volta, la Tata, che dalla cucina sente il battito, piomba nuovamente in uno stato ipnotico, sempre credendo di essere Calpurnia. Siamo nella farsa totale, con un'ideuzza piuttosto infantile sfruttata in tutti i modi possibili. Sulla carta un mezzo disastro (con l'aggravante del personaggio della vicina Adele, qui più ingombrante del solito), ma il ritmo spigliato e le performance sempre notevoli dei protagonisti riescono a rendere il tutto perlomeno potabile. Molto puerile e poco divertente, ma lo si guarda senza troppi affanni fino alla conclusione.
(Deepred89)
Ale nkf, Darkknight
Lovejoy, Hearty76
Ciavazzaro, Pigro, Scarlett, Raremirko, Ultimo, Magerehein
Markus, Disorder, Mco, Belfagor, Cangaceiro, Dengus, Alex75, Luras, Trivex
Homesick, Renato, Galbo, Sabryna, Caesars, 124c, Gabrius79, B. Legnani, Il ferrini, Daidae
Gugly, Stefania, Roger
Redeyes