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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/08/19 DAL BENEMERITO DEEPRED89
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Deepred89 7/08/19 23:36 - 3407 commenti

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Un horror di tutto rispetto, meno rarefatto ma più riuscito del precedente Goodnight mommy, abilissimo nel suo crescendo di tensione e ambiguità. Neppure stavolta il disvelamento delle carte, sapientemente ritardato, regge il peso delle aspettative, ma il finale sobrio e al tempo stesso cupissimo sfrutta nel migliore dei modi il materiale narrativo rimasto da giocare. Riuscita ambientazione alla Misery, confezione e recitazione senza sbavature, un solo passaggio di troppo (la fuga sulla neve), zero splatter e un solo, ottimo, jumpscare.
MEMORABILE: La pianola nella notte.

Lupus73 3/05/20 15:34 - 1028 commenti

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Una pellicola della Hammer sull'integralismo religioso (cristiano). Un uomo ha come nuova compagna un'ex appartenente a un setta di quelle e vuole far socializzare i suoi due figli con la nuova compagna a Natale in montagna. Stupenda ambientazione, chalet tra ghiaccio e neve, bufera, fotografia algida, dinamiche lente, primi 50 minuti preparatori, poi due colpi di scena. La regia è buona, ma alla sceneggiatura manca la marcia in più per un soggetto piuttosto sfruttato.
MEMORABILE: La cosa di Carpenter alla tv e poi Jack Frost; La Silverstone nell'antefatto; L'atmosfera e l'ambientazione.

Daniela 30/04/20 10:57 - 10772 commenti

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Prendete due orfani sconvolti dal suicidio materno e la nuova compagna del padre traumatizzata per tragedia pregressa, piazzateli in un Overlook Hotel in miniatura, avvolgeteli in una tormenta di neve: ecco la ricetta per un horror natalizio ben girato ed anche ben interpretato, ma la cui tenuta risulta penalizzata nel prologo dall'atteggiamento insensato del pater familias e nell'epilogo dalle incongruenze comportamentali rispetto a quanto visto in precedenza,. Nel complesso si fa seguire con interesse ma risulta nettamente inferiore rispetto al precedente exploit dei due registi.

Cotola 13/02/20 23:36 - 8048 commenti

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Sono chiari i segni ereditari in questo bel thriller che sa instillare il dubbio (ciò che accade è sogno o realtà?) e sa creare una buona dose di tensione che fa registrare un buon crescendo. Buona anche la capacità di creare una giusta e calzante atmosfera che si fa sempre più cupa, claustrofobica e angosciante col passare dei minuti. Si può obiettare sulla veridicità del twist (non poi così imprevedibile né tanto meno però impossibile o incredibile) ma la sceneggiatura ha il coraggio di spingere fino in fondo il pedale della cattiveria. E visto il nome delle registe, non meraviglia.

Herrkinski 28/04/20 14:41 - 6074 commenti

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Se molti dei presupposti riportano inevitabilmente a Shining, lo stile registico è più affine a cose come il recente Hereditary (di cui cita anche la casa in miniatura), specialmente nel clima di cupissima disperazione aggravato dalla fotografia austera. L'idea di confondere le carte in tavola instillando dubbi e regalando red herrings riesce solo parzialmente; il twist che dà inizio alla discesa nella follia è infatti poco credibile così come alcuni sviluppi nella parte finale, ma l'atmosfera sinistra si fa apprezzare, nonostante il ritmo sospeso.

Mickes2 16/05/20 14:33 - 1668 commenti

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Vistoso passo indietro (nemmeno in relazione al film precedente, su un altro pianeta) quanto piuttosto sulla riproposizione assidua e standardizzata di tutti gli elementi narrativi dell’horror. Una casa isolata, lo sconosciuto che entra nel nucleo familiare, un passato-incubo dal quale non si riesce a fuggire: già visto decine di volte. Regala qualche momento sfizioso nelle scelte registiche, ma da par suo rimane sempre ingabbiato in schemi predefiniti che non gli permettono in alcun modo di elevarsi.

Taxius 24/05/20 20:59 - 1651 commenti

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La madre si spara e i due figli devono sorbirsi un weekend con la nuova fidanzata di papà ma senza papà perché impegnato a lavoro; sarà un weekend all'insegna della follia. The Lodge è il classico horror patinato e ben diretto, con una bella atmosfera cupa e glaciale e un'ambiguità di fondo che non ti fa capire chi prende in giro chi. Il film regge abbastanza bene fino a quando non svela tutte le sue carte, da li in poi si impantana nelle sabbie mobili scivolando lentamente fino a un finale che più banale non si può. Mediocre, ma si fa vedere.

Fedeerra 28/05/20 02:10 - 752 commenti

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Sulle note di "Nearer My God To Thee" (che viene ripetutamente canticchiata durante tutto il film) si snoda una storia torbida e angosciante, capace, con poco, di tenere incollato lo spettatore alla sedia fino alla fine. I due registi riescono a inscenare l’orrore avvalendosi quasi solo ed esclusivamente di straordinarie location (la mansarda) e di primissimi piani (bravissima Riley Keough). Più ispirato rispetto al primo lungometraggio dei due registi e con un twist finale meno telefonato e più evocativo. Da vedere.

Bubobubo 31/05/20 17:15 - 1537 commenti

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Ragazzini, a scherzare con il fuoco ci si ustiona: anche se qui, più del fuoco, poterono le infinite tormente di neve del Massachussets e le piaghe mentali della giovane Grace (Keough), unica sopravvissuta di un culto jimjonesiano, che con i figliastri preadolescenti, scossi dal fresco suicidio della madre biologica, proprio non riesce a entrare in sintonia... Lenta e descrittiva la prima parte; più sostanziosa la seconda, anche se sul finale i registi vogliono strafare, sacrificando logica e imprevedibilità. Asteriano (ma con riserve).
MEMORABILE: Giro in tondo nella neve; La finta impiccagione.

Kinodrop 15/06/20 16:40 - 1993 commenti

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La convivenza tra due fratellini rimasti orfani e una nuova “madre” in una baita isolata nel gelo natalizio sarà causa di crescenti e reciproche tensioni fino all’irreparabile. La confezione è da apprezzare, sia per gli interni sempre più cupi che per gli esterni di un freddo bagliore accecante, ma si avverte già nell’idea di fondo un che di artefatto e di distonico (l’assenza del padre, “lo scherzo”) che ostacola alla narrazione un credibile crescendo, anzi... La prova è tutta sulle spalle della brava e duttile Riley Keough, sospesa tra buoni propositi e regressioni psicotiche. 
MEMORABILE: Il ritorno del padre e "la famiglia di nuovo unita".

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Fromell 30/07/20 09:24 - 76 commenti

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Benvenuti alla sagra del già visto. Di solito nell’horror i cliché servono a oliare i meccanismi per rendere il film familiare agli occhi di chi è avvezzo al genere e appetitoso per i neofiti. Ma in questo caso non fanno che creare un minestrone di quanto già è stato realizzato, meglio, da altri registi. Non che si debba per forza essere originali. Le storie migliori sono quelle che seguono i sentieri di trame già realizzate. Qui però non c’è coraggio né voglia di stupire; solo un canovaccio ben camuffato dalla tecnica che si dipana nella noia di quasi due ore di film.

Ira72 31/07/20 23:34 - 1105 commenti

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Il problema degli ultimi horror è che si investe molto nella fotografia e molto poco nelle idee. Mai nessun guizzo o sobbalzo che ricordi i grandi Maestri del passato. Tutto già visto, prevedibile al punto da risultare patetico. Cosa ci sia di travolgente da salvare in questa ennesima pellicola cupa ma priva di idee non è chiaro. Forse il finale. Comunque. Due ragazzini orfani di mamma sono abbandonati in uno chalet sperduto con la fidanzatina psicopatica di papà. E già qui, sai che novità. Tutto il resto è noia...

Pumpkh75 15/08/20 15:49 - 1444 commenti

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Tra Robin Hardy, Kubrick e Aster (curioso, e promettente, come quest’ultimo con un paio di film già influenzi i colleghi....), la coppia artefice del bel Goodnight mommy persiste nel raccontare la personale scuola d’infanzia cambiandone i banchi,  la ritrae angusta e prospettica, fomenta angoscia e turbamento ma anticipa troppo la soluzione del plot, con il conseguente smarrimento finale di chi non ha una chiara idea sul come chiudere la storia. La Keough si carica sulle spalle il film e non crolla, laterale ma fondamentale la resurrezione della Silverstone. Soffice.

Pinhead80 23/09/20 17:30 - 4155 commenti

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Reduci da un cruento dramma familiare, due bambini vengono convinti dal padre a trascorrere la vigilia di Natale in uno chalet di montagna con la sua nuova compagna. Ben presto le cose precipitano e il passato farà breccia nel presente trasformandolo in un incubo senza fine. C'è del buono in questo film girato da Severin Fiala e daVeronika Franz, soprattutto quando la sceneggiatura riesce a confondere le acque instaurando il dubbio che si tratti tutto di un terribile sogno. Il fondamentalismo cristiano si cuce alla perfezione alle atmosfere lugubri e sinistre ricreate nella casa.

Rufus68 8/12/20 20:50 - 3394 commenti

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Anonimo contorcimento mistico-horror. Discreti sprazzi d'inquietudine, dovuti principalmente all'ambientazione claustrofobica e glaciale, e parecchia fuffa. Anzitutto si ha la consueta sensazione di gratuità della trama (il comportamento inesplicabile d'alcuni protagonisti) per cui la narrazione viene rilanciata continuamente su basi drammaturgiche illogiche. E poi la meschinità dei dialoghi che ripercorrono stancamente i luoghi del genere. Il finale, poi, non stupisce certo per originalità. Apprezzabile la Keough.

Buiomega71 12/12/20 01:24 - 2477 commenti

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Ottima l'atmosfera nevosa, la macabra casa delle bambole, il fulmineo sparo in bocca iniziale, la pianola suonata nella notte che mette a disagio, il cagnolino congelato, il sangue dal naso della Keough. Ma poi qualcosa stona, i due registi prendono ancora con loro l'infanzia crudele (ma non troppo), tirano in ballo sette religiose stile The sacrament e rimasugli di Quella notte in casa Coogan. Ne esce un film suggestivo ma traballante, a volte noioso (il tormentone "Pentiti dei tuoi peccati" viene a nausea) e la si tira un po' troppo per le lunghe. Nettamente inferiore all'esordio.
MEMORABILE: In ginocchio sui carboni ardenti; Le foto post mortem; La bambolina data alle fiamme; La data del 9 gennaio sul pendolo; Palloncini neri al funerale.

Schramm 11/10/21 21:18 - 2602 commenti

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La mamma non è sempre la mamma. Di mamma non ce n'è una sola. Riporre ogni fede nei bambini, che pure tutti i torti non hanno nel guardarci malissimo, continua a essere una ferale discalculia per Fiala e Franz. E non è il solo motivo che fa sbottare arieccose: erano così inderogabili le imbeccate del lutto e della follia a strapiombo sull'esoterismo e la vezzosità della scala ridotta? Il duo è ancora bravino nel fare del film una stella sempre lì lì per esplodere, ma non offre alcuna sneak peak su un futuro salto evolutivo e, peggio, rischia già qui di diventare fake di se stesso.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 29/04/20 23:39
    Gran Burattinaio - 5648 interventi
    semi-SPOILER

    Siete in tre (una giovane donna unica sopravvissuta ad un suicidio di massa insieme ad un ragazzino ed una bimba ancora scossi dal suicidio della madre di cui incolpano la nuova compagna del padre, ossia propria la giovane donna di cui sopra), siete bloccati dentro una baita isolata che sembra la riproduzione in miniatura dell'Overlook Hotel mentre fuori infuria una tormenta di neve, l'atmosfera è pesantissima, pregna di rancore e rimorsi, ed allora, tanto per rasserenare l'ambiente, perché non vedere tutti insieme un bel filmino in tv? Certo, magari si potrebbe evitare "La Cosa" di Carpenter...
    Ad un certo punto lo osserva ad alta voce anche la protagonista ma ormai siamo già a visione inoltrata.

    FINE semi-spoiler SPOILER

    Quando mi sono accorta di ciò che stavano vedendo in tv (il film è facilmente riconoscibile già dalla prima inquadratura), è scattata la risata. Ecco un esempio di umorismo involontario: un elemento ansiogeno che dovrebbe rafforzare il clima cupo di tragedia imminente ma che, risultando in eccesso rispetto a quanto già messo in tavola, fa scattare la reazione opposta, anche se naturalmente questo dipende molto dalla percezione individuale.
    Ultima modifica: 30/04/20 00:08 da Daniela
  • Discussione Buiomega71 • 12/12/20 10:57
    Pianificazione e progetti - 23192 interventi
    Parte bene, se non benissimo, il secondo film degli autori di Goodnight mommy, tra macabre e inquietanti case di bambola (riprese a "grandezza naturale"), una ritrovata Alicia Silverstone che annega nella disperazione e un fulmineo quanto inaspettato sparo in bocca, poi il funerale con i palloncini neri che si librano nell'aria, ma quello con attaccato la bambolina proprio non vuole salire in cielo.

    Atmosfere cupe e suggestive (come sempre quando c'è uno chalet speduto in mezzo alle nevi), qualche colpo ben assestato (lo strimpellare ossessivo e disturbante della pianola, nel cuore della notte, mette non poco a disagio), il povero cagnolino congelato, il continuo sangue da naso della Keough, i due ragazzini che non si filano per nulla la ragazza (per ovvi motivi), la sequenza del lago ghiacciato stile La zona morta, lo score pseudocarpenteriano di Danny Bensi e un'iniziale tensione che se la gioca con i ragazzini terribili e la giovane ragazza dal passato doloroso con evidenti squilibri psichici, quasi fosse una diversa rappresentazione del Giro di vite di Henry James.

    Il duo registico prende ancora a modello "l'infanzia dannata" dell'esordio, ma qualcosa, però, a metà film si guasta, tirando in ballo sette religiose stile The Sacrament e tormentoni che prendono per sfinimento (il continuo "Pentiti dei tuoi peccati" viene a nausea), con scelte narrative assai discutibili (il fantasma del padre che perseguita gli incubi di Grace, dove non viene risparmiata nemmeno una sequenza debitrice alla vasca da bagno del primo Nightmare) e un girare a vuoto francamente eccessivo, che sfiora più volte la noia (Grace che si incammina in mezzo alla tempesta di neve, la stramba cascina con dentro la figura del padre che le suggerisce di espiare i propri peccati, il bighellonare in stato quasi comatoso negli interni del gelido cottage e un prefinale troppo tirato per le lunghe, che , nella dirittura di arrivo non dà i frutti sperati, tra dialoghi di purificazione  e pentimento (ancora) e macabre riunioni familiare sul modello di Compleanno di sangue).

    A metà si cerca spure di sviare nei meandri di The Others (ma non ci crede nessuno), con un intelaiatura non poi dissimile da quella di Quella notte in casa Coogan, dove la vendicativa messa in scena sfugge di mano ai propri pianificatori, con spiacevoli conseguenze.

    La crudeltà dell'adolescenza non và fino in fondo (come invece succedeva in Goodnight Mommy) e nel giocare a rimpiattino di chi sia realmente l'artefice del folle e crudele gioco (creando così un cortocircuito di prospettiva, lasciando lo spettatore in balia degli eventi, mettendolo in una posizione di dubbio costante: chi è davvero la vittima e chi il carnefice?) il duo austriaco perde la bussola e il loro kammespiel della follia si accartoccia su sè stesso, frenando in emotività e perdendo sempre più colpi, fino al finale non poi così tanto soprendente che rimane in un limbo sospeso che non convince del tutto.

    In ginocchio, a pentirsi, sui carboni ardenti, la bambolina data alle fiamme in segno di sacrificio e simbolo della distruzione di idoli che non siano gesùcristo e company, le foto post mortem, la data ferma al 9 di gennaio sul pendolo, vedendo in tv, tutti insieme appassionatamente, La cosa carpenteriana (dalla prima mutazione del cane alla sequenza del defribillatore), lo sgradevole e funesto diopinto di una Madonna nera che fissa minacciosa, il crocefisso alla parete, il berretto della madre messo da Grace non molto apprezzato dai ragazzini, il regalo di papà nei filmini amatoriali di famiglia messi su dvd con un pizzico di cattiveria nei confronti di Grace, il palmo della mano della ragazza che ha inciso sopra una croce a mò di cicatrice. Tutti tasselli funzionali, ma che mal si amalgamano con la deriva psicopatico/fanatico/ginecea che prende il film.

    Del tutto inutile (e gratuita) la scena del found footage al Massacro della Guyana che i due ragazzini si vedono sul PC e involontariamente ridicola la fase ormonale di Aiden, che suggerisce una sbirciata in doccia alle grazie di Grace che manco L'insegnante (anche se, pare, che la scritta MOM, usufruendo della condensa, sullo specchio del bagno, quando Grace esce nuda dalla doccia, l'abbia forse fatta la ragazzina, che spia da dietro la porta).

    Impeccabile, comunque, la confezione e il gelo che la mortifera atmosfera invernale mette addosso, anche se, alla fine, rimango dalle parti del più dubbi che entusiasmi.

    Per quel che mi concerne nettamente inferiore alla buonanotte alla mamma nascosta tra le bende.

    Pentiti dei tuoi peccati, se ancora non lo si era capito.

     

    Ultima modifica: 12/12/20 14:25 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 12/12/20 11:18
    Pianificazione e progetti - 23192 interventi
    Sul numero di Nocturno del gennaio 2020 (che in copertina riporta proprio il manifesto del film) e in concomitanza con l'uscita nelle nostre sale, il buon Davide Pulici (a pagina 26) scrive un corposo servizio su The Lodge.

    Fin qui tutto bene, se non fosse che Pulici descrive con dovizia di particolari (riportati qui sotto) un prologo che nel film da me visionato (sul blu ray edito dalla Eagle) non esiste, in quanto The Lodge si apre sulla casetta delle bambole vista dal suo interno (bambolotti compresi), eppoi con la Silverstone che chiama i due figli girando per le stanze della casa.

    Il prologo descritto dal Pulici (che dovrebbe aprire il film) è totalmente assente nella versione italiana in blu ray (che immagino sia la stessa che uscì al cinema nel gennaio del 2020), un po' come succedeva nella versione in vhs, edita dalla Avo film, dell'Aldilà fulciano.

    Probabilmente il Pulici ha visto il film a qualche festival che comprendeva la scena del prologo, poi rimosso per qualche oscuro motivo dall'edizione cinematografica (si sa che la violenza perpetrata sui ragazzini al cinema è difficile da mandare giù, eliminata per non incappare nel divieto ai 14 (visto che il film porta il PER TUTTI come visto censura)?

    Sta di fatto che del prologo citato dal Pulici, nell'edizione italiana in bluray non c'è alcuna traccia.

    Attraverso immagini rubate dal passato: un bambino e una bambina sono sottoposti, da una sorta di prete, a qualcosa che ha il sapore di un rito arcano, tra il mistico e l'esoterico, attraverso incisioni fatte nei palmi delle loro mani delle pratiche di mortificazione. Salto ai nostri giorni.
    Davide Pulici, L'orrore gelido, The Lodge, Nocturno nr. 205 , gennaio 2020, pagina 29
    Ultima modifica: 25/06/21 22:28 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 12/12/20 11:44
    Pianificazione e progetti - 23192 interventi
    Ottimo il combo blu ray/dvd edito dalla Eagle Pictures

    Formato: 1.85:1
    Audio: italiano, inglese
    Sottotitoli: italiano
    Come extra solo il trailer
    Durata effettiva del film in dvd: 1h, 44m e 09s
    Durata effettiva del film in blu ray: 1h, 48m e 25s
    Versione comunque cut (almeno stando a quanto scrive il Pulici su Nocturno), in quanto mancante del prologo citato appena sopra (sempre secondo gli scritti del Pulici).

    Immagine, del dvd, al minuto 00.32.48. Richard (Richard Armitage) insegna a Grace (Riley Keough) a usare la pistola.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images55/PDVD-168.jpg[/img]
    Ultima modifica: 12/12/20 22:56 da Buiomega71