The lodge

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/08/19 DAL BENEMERITO DEEPRED89
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Deepred89 7/08/19 23:36 - 3283 commenti

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Un horror di tutto rispetto, meno rarefatto ma più riuscito del precedente Goodnight mommy, abilissimo nel suo crescendo di tensione e ambiguità. Neppure stavolta il disvelamento delle carte, sapientemente ritardato, regge il peso delle aspettative, ma il finale sobrio e al tempo stesso cupissimo sfrutta nel migliore dei modi il materiale narrativo rimasto da giocare. Riuscita ambientazione alla Misery, confezione e recitazione senza sbavature, un solo passaggio di troppo (la fuga sulla neve), zero splatter e un solo, ottimo, jumpscare.
MEMORABILE: La pianola nella notte.

Lupus73 3/05/20 15:34 - 596 commenti

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Una pellicola della Hammer sull'integralismo religioso (cristiano). Un uomo ha come nuova compagna un'ex appartenente a un setta di quelle e vuole far socializzare i suoi due figli con la nuova compagna a Natale in montagna. Stupenda ambientazione, chalet tra ghiaccio e neve, bufera, fotografia algida, dinamiche lente, primi 50 minuti preparatori, poi due colpi di scena. La regia è buona, ma alla sceneggiatura manca la marcia in più per un soggetto piuttosto sfruttato.
MEMORABILE: La cosa di Carpenter alla tv e poi Jack Frost; La Silverstone nell'antefatto; L'atmosfera e l'ambientazione.

Daniela 30/04/20 10:57 - 9400 commenti

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Prendete due orfani sconvolti dal suicidio materno e la nuova compagna del padre traumatizzata per tragedia pregressa, piazzateli in un Overlook Hotel in miniatura, avvolgeteli in una tormenta di neve: ecco la ricetta per un horror natalizio ben girato ed anche ben interpretato, ma la cui tenuta risulta penalizzata nel prologo dall'atteggiamento troppo insensato del pater familias e nella conclusione dall'incongruenza comportamentale rispetto a quanto visto in precedenza. Nel complesso, si fa seguire con interesse ma risulta nettamente inferiore rispetto al precedente exploit dei due registi.

Cotola 13/02/20 23:36 - 7525 commenti

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Sono chiari i segni ereditari in questo bel thriller che sa instillare il dubbio (ciò che accade è sogno o realtà?) e sa creare una buona dose di tensione che fa registrare un buon crescendo. Buona anche la capacità di creare una giusta e calzante atmosfera che si fa sempre più cupa, claustrofobica e angosciante col passare dei minuti. Si può obiettare sulla veridicità del twist (non poi così imprevedibile né tanto meno però impossibile o incredibile) ma la sceneggiatura ha il coraggio di spingere fino in fondo il pedale della cattiveria. E visto il nome delle registe, non meraviglia.

Herrkinski 28/04/20 14:41 - 5135 commenti

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Se molti dei presupposti riportano inevitabilmente a Shining, lo stile registico è più affine a cose come il recente Hereditary (di cui cita anche la casa in miniatura), specialmente nel clima di cupissima disperazione aggravato dalla fotografia austera. L'idea di confondere le carte in tavola instillando dubbi e regalando red herrings riesce solo parzialmente; il twist che dà inizio alla discesa nella follia è infatti poco credibile così come alcuni sviluppi nella parte finale, ma l'atmosfera sinistra si fa apprezzare, nonostante il ritmo sospeso.

Mickes2 16/05/20 14:33 - 1668 commenti

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Vistoso passo indietro (nemmeno in relazione al film precedente, su un altro pianeta) quanto piuttosto sulla riproposizione assidua e standardizzata di tutti gli elementi narrativi dell’horror. Una casa isolata, lo sconosciuto che entra nel nucleo familiare, un passato-incubo dal quale non si riesce a fuggire: già visto decine di volte. Regala qualche momento sfizioso nelle scelte registiche, ma da par suo rimane sempre ingabbiato in schemi predefiniti che non gli permettono in alcun modo di elevarsi.

Taxius 24/05/20 20:59 - 1643 commenti

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La madre si spara e i due figli devono sorbirsi un weekend con la nuova fidanzata di papà ma senza papà perché impegnato a lavoro; sarà un weekend all'insegna della follia. The Lodge è il classico horror patinato e ben diretto, con una bella atmosfera cupa e glaciale e un'ambiguità di fondo che non ti fa capire chi prende in giro chi. Il film regge abbastanza bene fino a quando non svela tutte le sue carte, da li in poi si impantana nelle sabbie mobili scivolando lentamente fino a un finale che più banale non si può. Mediocre, ma si fa vedere.

Fedeerra 28/05/20 02:10 - 422 commenti

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Sulle note di "Nearer My God To Thee" (che viene ripetutamente canticchiata durante tutto il film) si snoda una storia torbida e angosciante, capace, con poco, di tenere incollato lo spettatore alla sedia fino alla fine. I due registi riescono a inscenare l’orrore avvalendosi quasi solo ed esclusivamente di straordinarie location (la mansarda) e di primissimi piani (bravissima Riley Keough). Più ispirato rispetto al primo lungometraggio dei due registi e con un twist finale meno telefonato e più evocativo. Da vedere.

Bubobubo 31/05/20 17:15 - 1199 commenti

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Ragazzini, a scherzare con il fuoco ci si ustiona: anche se qui, più del fuoco, poterono le infinite tormente di neve del Massachussets e le piaghe mentali della giovane Grace (Keough), unica sopravvissuta di un culto jimjonesiano, che con i figliastri preadolescenti, scossi dal fresco suicidio della madre biologica, proprio non riesce a entrare in sintonia... Lenta e descrittiva la prima parte; più sostanziosa la seconda, anche se sul finale i registi vogliono strafare, sacrificando logica e imprevedibilità. Asteriano (ma con riserve).
MEMORABILE: Giro in tondo nella neve; La finta impiccagione.

Kinodrop 15/06/20 16:40 - 1502 commenti

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La convivenza tra due fratellini rimasti orfani e una nuova “madre” in una baita isolata nel gelo natalizio sarà causa di crescenti e reciproche tensioni fino all’irreparabile. La confezione è da apprezzare, sia per gli interni sempre più cupi che per gli esterni di un freddo bagliore accecante, ma si avverte già nell’idea di fondo un che di artefatto e di distonico (l’assenza del padre, “lo scherzo”) che ostacola alla narrazione un credibile crescendo, anzi... La prova è tutta sulle spalle della brava e duttile Riley Keough, sospesa tra buoni propositi e regressioni psicotiche. 
MEMORABILE: Il ritorno del padre e "la famiglia di nuovo unita".

Fromell 30/07/20 09:24 - 65 commenti

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Benvenuti alla sagra del già visto. Di solito nell’horror i cliché servono a oliare i meccanismi per rendere il film familiare agli occhi di chi è avvezzo al genere e appetitoso per i neofiti. Ma in questo caso non fanno che creare un minestrone di quanto già è stato realizzato, meglio, da altri registi. Non che si debba per forza essere originali. Le storie migliori sono quelle che seguono i sentieri di trame già realizzate. Qui però non c’è coraggio né voglia di stupire; solo un canovaccio ben camuffato dalla tecnica che si dipana nella noia di quasi due ore di film.

Ira72 31/07/20 23:34 - 943 commenti

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Il problema degli ultimi horror è che si investe molto nella fotografia e molto poco nelle idee. Mai nessun guizzo o sobbalzo che ricordi i grandi Maestri del passato. Tutto già visto, prevedibile al punto da risultare patetico. Cosa ci sia di travolgente da salvare in questa ennesima pellicola cupa ma priva di idee non è chiaro. Forse il finale. Comunque. Due ragazzini orfani di mamma sono abbandonati in uno chalet sperduto con la fidanzatina psicopatica di papà. E già qui, sai che novità. Tutto il resto è noia...

Pumpkh75 15/08/20 15:49 - 1314 commenti

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Tra Robin Hardy, Kubrick e Aster (curioso, e promettente, come quest’ultimo con un paio di film già influenzi i colleghi....), la coppia artefice del bel Goodnight mommy persiste nel raccontare la personale scuola d’infanzia cambiandone i banchi,  la ritrae angusta e prospettica, fomenta angoscia e turbamento ma anticipa troppo la soluzione del plot, con il conseguente smarrimento finale di chi non ha una chiara idea sul come chiudere la storia. La Keough si carica sulle spalle il film e non crolla, laterale ma fondamentale la resurrezione della Silverstone. Soffice.

Pinhead80 23/09/20 17:30 - 3948 commenti

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Reduci da un cruento dramma familiare, due bambini vengono convinti dal padre a trascorrere la vigilia di Natale in uno chalet di montagna con la sua nuova compagna. Ben presto le cose precipitano e il passato farà breccia nel presente trasformandolo in un incubo senza fine. C'è del buono in questo film girato da Severin Fiala e daVeronika Franz, soprattutto quando la sceneggiatura riesce a confondere le acque instaurando il dubbio che si tratti tutto di un terribile sogno. Il fondamentalismo cristiano si cuce alla perfezione alle atmosfere lugubri e sinistre ricreate nella casa.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 29/04/20 23:39
    Consigliere massimo - 5131 interventi
    semi-SPOILER

    Siete in tre (una giovane donna unica sopravvissuta ad un suicidio di massa insieme ad un ragazzino ed una bimba ancora scossi dal suicidio della madre di cui incolpano la nuova compagna del padre, ossia propria la giovane donna di cui sopra), siete bloccati dentro una baita isolata che sembra la riproduzione in miniatura dell'Overlook Hotel mentre fuori infuria una tormenta di neve, l'atmosfera è pesantissima, pregna di rancore e rimorsi, ed allora, tanto per rasserenare l'ambiente, perché non vedere tutti insieme un bel filmino in tv? Certo, magari si potrebbe evitare "La Cosa" di Carpenter...
    Ad un certo punto lo osserva ad alta voce anche la protagonista ma ormai siamo già a visione inoltrata.

    FINE semi-spoiler SPOILER

    Quando mi sono accorta di ciò che stavano vedendo in tv (il film è facilmente riconoscibile già dalla prima inquadratura), è scattata la risata. Ecco un esempio di umorismo involontario: un elemento ansiogeno che dovrebbe rafforzare il clima cupo di tragedia imminente ma che, risultando in eccesso rispetto a quanto già messo in tavola, fa scattare la reazione opposta, anche se naturalmente questo dipende molto dalla percezione individuale.
    Ultima modifica: 30/04/20 00:08 da Daniela