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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Ricca ricostruzione di un preciso momento nella vita di Eduardo Scarpetta, commediografo di gran successo nella Napoli del primo Novecento che con il suo personaggio di Felice Sciosciammocca riuscì a soppiantare quello di Pulcinella facendosi amare e applaudire dalle platee dei teatri partenopei (e non solo). Uomo di spirito e genio, trascorreva le giornate tra il teatro dove seguiva le prove dei suoi spettacoli (a cui partecipava come attore entusiasmando il pubblico alla sua entrata in scena) e le ore nella sua grande casa, dove viveva assieme alla moglie, alla nipote divenuta sua amante, ai figli della prima e ai figli (da lui non riconosciuti) della seconda, divenuti poi celebri col cognome di lei: Eduardo, Peppino e Titina De Filippo....Leggi tutto Una corte numerosa e viva, una coda di uomini e donne d'ogni età che lo seguiva con ammirazione sopportando un carattere non proprio facile con qualche traccia di megalomania. Poi l'imprevisto: la parodia della dannunziana "Figlia di Iorio", che Scarpetta scrive intuendo quanto l'opera seriosa e drammatica del Vate presenti facili spunti da mettere in burletta, viene definita una "contraffazione", passibile di denuncia, aprendo un contenzioso che si consumerà nelle aule del tribunale. Un caso interessante di "diritti d'autore" che occupa legittimamente la seconda parte del film senza tuttavia mai mettere in ombra la sontuosa ricostruzione storica e la centralità del personaggio rispetto alle vicende che lo coinvolgono: lo Scarpetta di Servillo eredita la meravigliosa estrosità del suo interprete, ancora una volta straordinario e magnetico, spettacolare concentrato di espressività e spirito napoletano ancor più vero qui che può esprimersi nel proprio dialetto d'origine (quasi sempre sottotitolato, come avviene per i dialoghi della gran parte del cast). Da solo il capocomico varrebbe il prezzo del biglietto, ma Martone lo circonda di attori ben diretti, capaci di comunicare i differenti sentimenti provati nei confronti di un protagonista che tutto domina e decide. La moglie (Nazionale) pare l'unica - accettata una situazione che la vede tradita e conscia di ospitare in casa la "rivale" (non è un segreto per nessuno), figlia di suo fratello - che abbia la forza di contrastare il carattere di Eduardo e di imporsi, mentre l'amante (Dell'Anna) è succube e rassegnata, preoccupata di far accettare in famiglia il più giovane dei suoi figli, il ribelle Peppiniello... La sceneggiatura, del regista e Ippolita Di Majo, è forse la componente più debole: stenta a trovare la giusta complicità, divaga (insieme alla regia, talora troppo compiaciuta) perdendo di vista il coinvolgimento e confidando fin troppo nello splendido gigionismo di Servillo, permettendo che nel turbinio degli accadimenti si disperda l'attenzione, si ricami lungamente sull'esiguo, si concedano spazi eccessivi alle rappresentazioni teatrali (e alle prove, soprattutto) col risultato di stiracchiare visibilmente la narrazione. Più efficaci le singole scene con Benedetto Croce aiuto della difesa (davvero bravo Musella), con D'Annunzio (Pierobon), pure se con qualche macchiettismo evitabile, e al processo, con un finale smaccatamente teatrale che qualcuno scontenterà. Ma è così prezioso e ricco l'impianto scenografico, così azzeccate e dense di umori napoletani le musiche, così godibile la performance di Servillo che viene voglia di premiare il film a dispetto delle sue tante imperfezioni. Com'è carico di significati e di messaggi il lungo post-pranzo di famiglia, quanto dicono del tempo certi sguardi e certe intese sottaciute tra donne, quanto la voglia dei figli di sganciarsi dall'ingombrante ombra paterna... Un ritratto verace, sincero, di un'epoca scomparsa e distante da noi nel suo modo di ridere, di comportarsi... di vivere.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/09/21 DAL DAVINOTTI
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Markus 11/09/21 15:24 - 3501 commenti

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Degnissima opera biografica di Eduardo Scarpetta nella quale Mario Martone traccia per sommi capi la biografia dell'attore/autore di pièce partenopee dalla fine dell'Ottocento agli inizi del Novecento. Quasi totalmente girato in interni, tra le polverose assi del teatro, lo spettatore viene così accompagnato, senza noia né senso claustrofobico, tra rappresentazioni e vita privata del commediante napoletano. Toni Servillo aderentissimo al personaggio.

Rambo90 14/09/21 00:54 - 7063 commenti

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Un momento nella vita di Eduardo Scarpetta, raccontato con estrema cura e con un calore che ti fa sentire il teatro fin dentro le ossa. Il merito più grande dell'opera di Martone è proprio questo: descrivere un mondo, un teatro che non esiste più, una dedizione all'arte che è sostituita dalla smania di successo. Grandissimo Servillo, in una delle sue immedesimazioni migliori ma ottima anche la scelta di tutto il cast di contorno. Qualche lungaggine da tv, ma nel complesso un film meritevole.

Cotola 22/09/21 22:17 - 8312 commenti

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Notevole sotto il profilo della confezione: può infatti contare su costumi, scenografie e ricostruzioni d'epoca di gran classe e bravura. Anche il comparto attoriale è di prima grandezza con la solita prova monumentale di Servillo, ma con tutti gli altri che gli vanno dietro e fanno egregiamente il loro lavoro. Qualche scricchiolio c'è invece nella sceneggiatura che poteva stringere un po' il sugo, ma che sa però rendere bene la figura da padre padrone di Scarpetta ed i tormenti di chi gli sta vicino. Unica caduta, la rappresentazione macchiettistica - e un po' trash - del Vate.

Reeves 25/09/21 14:56 - 1017 commenti

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Forse il miglior film di Mario Martone, capace di mettere insieme un discorso importante sul teatro, uno squarcio di grande cultura napoletana e la storia italiana. Interpretazione da urlo di Toni Servillo, ingiustamente trascurata dalla giuria della Mostra di Venezia. Molto bravi anche i bambini, che sanno essere pensosi e intensi senza perdere naturalezza. Sontuosa e credibile ricostruzione degli ambienti, che però non è mai invasiva ma funzionale al racconto.
MEMORABILE: L'incontro tra Scarpetta e Benedetto Croce, due egotici scatenati ma gentili; Il D'Annunzio tronfio e carognetta.

Vice 7/10/21 10:14 - 31 commenti

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Messa in scena meticolosa e perfetta per questo film su Eduardo Scarpetta, capace di fare rivivere perfettamente un'epoca e una Napoli perdute. La storia soffre di troppe lungaggini narrative - forse un taglio qua e là avrebbe giovato - e di una certa difficoltà nel tratteggiare i personaggi che ruotano attorno alla compagnia e alla famiglia di Scarpetta, che appaiono un po' indefiniti. Tutto ciò viene colmato però dalle interpretazioni di tutto il cast (che appare in formissima) e soprattutto da quelle di Servillo, Imparato, Nazionale, Dell'Anna e dei bambini che popolano il film.
MEMORABILE: La vita bucolica del piccolo Peppino De Filippo; Il fantastico Benedetto Croce di Lino Musella; Il b/n del finale.

Lou 15/10/21 17:37 - 1079 commenti

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Potente ritratto della "napoletanità" del primo 900 attraverso la storia dell'istrionico commediografo comico Eduardo Scarpetta, padre dei De Filippo. Martone ci propone un ritratto molto efficace dell'uomo e della sua famiglia allargata, di cui Scarpetta è il dominus assoluto. Servillo molto bravo, particolarmente a suo agio in un ruolo in cui può recitare nel proprio dialetto. La scena finale, con l'accorata autodifesa in tribunale, vale da sola il film.
MEMORABILE: L'incontro con Benedetto Croce.

Gugly 23/11/21 23:47 - 1054 commenti

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Il commendator Scarpetta comanda su una tribù numerosissima nella vita e nell'arte ma commette l'errore di fidarsi di D'Annunzio, anche lui un capobranco (anche se di tutt'altra famiglia)... Affresco sontuoso in cui giganteggia Servillo ben servito da quasi tutta la scuola di attori napoletani, giovanissimi (una vera sorpresa), giovani (Eduardo Scarpetta, vero discendente e degno di cotanta stirpe) e meno giovani (Imparato, Nazionale, Bianco, Mascia ecc., tutti una garanzia); gli occhi seri e attenti del ragazzino Eduardo de Filippo seguono lo "zio" e dicono: "Io sarò diverso"...
MEMORABILE: La tirannia dentro e fuori dal palco di Scarpetta; L'ambiente teatral-torbido di D'Annunzio, in toga e giarrettiere.

Myvincent 6/01/22 09:20 - 3189 commenti

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Martone racconta della storia di Edoardo Scarpetta, "storico" uomo di spettacolo che fece anche della sua vita privata un teatro, dividendosi fra moglie, concubine, figli e figliastri. Il ritratto di un despota che per tenere unita la famiglia la frantumò in una progenie nuova che comunque non eternò il suo cognome. Personaggi vivissimi diretti mirabilmente e interpretati con talento, in primis Servillo ma pure tutto il resto del cast. Il film è anche un'occasione per respirare l'atmosfera politica e culturale dell'epoca in Italia.

Pigro 9/01/22 11:19 - 8754 commenti

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Non solo un’ottima, puntuale e curatissima rievocazione della figura pubblica e privata di Eduardo Scarpetta (grande Servillo), che emerge come vulcanico teatrante ma anche come potente sultano di una famiglia-harem in cui crescono futuri artisti. Non solo la vivida fotografia dell’ambiente culturale napoletano. Ma soprattutto il ritratto di un grande padre al giro di boa del declino, incapace di comprendere il tempo che passa e la modernità che avanza (fondamentale lo sguardo sui e dei giovani, portatori di rinnovamento generazionale). Notevole.

Galbo 11/01/22 07:17 - 11852 commenti

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Una parte importante della vita di Eduardo Scarpetta, tra vicende private ed eventi attinenti alla professione dell’attore e autore napoletano. È proprio la capacità del regista di focalizzarsi in modo equilibrato tra l’uomo e l’artista, lasciando emergere (si veda soprattuto l’ultima parte) l’anima del mattatore, il merito principale del regista, autore di felici scelte di casting (non si loderà mai abbastanza la prova di Servillo) in un film che si segnala per una cura straordinaria delle scene, dei costumi e dell’ambientazione in generale. Da non perdere. 

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Nando 27/01/22 10:33 - 3628 commenti

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Un monumentale Servillo per una parte dell'esistenza del grande Scarpetta, artista geniale ma uomo forse discutibile tra eccessi megalomani e figli generati con almeno tre donne diverse. La ricostruzione con scenografie e costumi è notevole così come il resto del cast, in cui sono da segnalare Musella e l'omonimo Scarpetta. Macchiettistica la figura del Vate e avvincenti le fasi processuali, con finale veramente degno di nota.

Paulaster 3/02/22 10:09 - 3601 commenti

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Tributo al teatro di Scarpetta e alle sue vicende giudiziarie. Il film, spaccato in due, ha un'eccellente prima parte e un involuto séguito. Confezione di prim'ordine nel restituire i fasti della commedia partenopea con un cast valido in ogni età. Sul versante giuridico le questioni hanno poche variazioni e il finale stona per eccessivo istrionismo. Servillo dimostra padronanza assoluta di recitazione e le seconde linee femminili accrescono la componente umana. Giusto il tributo ai figli non riconosciuti, specialmente a Eduardo. Male il personaggio di D'Annunzio.
MEMORABILE: La scena di "Miseria e nobiltà"; I fischi; La differenza tra parodia e contraffazione.

Thedude94 9/02/22 23:59 - 841 commenti

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Bellissima narrazione di una storia poco conosciuta, relativa a una delle maschere più importanti del teatro napoletano (padre/zio di una famiglia di eccezionali commediografi) e messa in scena con la solita classe da Martone, il quale realizza ottime ambientazioni teatrali e co-scrive una sceneggiatura impeccabile. Si ride e si riflette su temi importanti quali il diritto alla parodia e il riconoscimento di una famiglia, oltre che sulla personalità di un'artista istrionico e forse troppo convinto della propria bravura, ma consapevole di avere il pubblico dalla sua parte. Da vedere.

Giùan 12/02/22 10:16 - 3666 commenti

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L'ambizione solenne delle opere di Martone è sempre supportata, al di là dei risultati che non sempre le corrispondono, da una visione e una capacità di messa in scena (profilmica e pre-filmica) di qualità tanto superiore da rasentare un'altezzosa supponenza. Qui ciò che è straordinario è proprio la prospettiva "viscontiana" e parossisticamente teatrale (in senso quasi brechtiano) nella cui complessità si sviscera e sfuma la relazione tra alto e basso (nobiltà e miseria) della vita di un uomo (Scarpetta), di una famiglia (molte famiglie), di una forma di spettacolo e di una società.
MEMORABILE: L'insofferenza di Scarpetta verso Peppino; Il confronto con Croce; Il Vincenzo Scarpetta del giovane Eduardo (Scarpetta).

Capannelle 17/02/22 12:24 - 4043 commenti

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Ancora una prova significativa di Martone, che sfrutta a dovere le abilità di un cast d'eccezione capitanato da un Servillo convinto e divertito nel suo personaggio. La vita e gli eccessi di Scarpetta catturano l'attenzione e fanno passare sopra a qualche lungaggine di troppo e qualche dialogo in napoletano stretto che fa perdere la presa. Se la prima parte è tutto sommato prevedibile, è nello sviluppo che si apprezza la quantità di relazioni e storie che questo personaggio si porta appresso. Ricostruzione ambientale e fotografia eccelse.

Androv 21/02/22 10:56 - 121 commenti

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Un film riuscito grazie all'eccellente ambientazione storica, nonostante il solito difetto dell'eccessiva pulizia di ambienti, abiti e persone, dominato da un Servillo convincente anche grazie all'uso del vernacolo e quasi simpatico (ed è quanto dire). Ottimo cast di contorno. Martone fa il possibile per evitare le solite lungaggini, riuscendo a eliminare i soliti voli pindarici e i passaggi a vuoto di chiara origine teatrale. Un film godibile nonostante la lunghezza, quasi una macchina del tempo in chiave artistico-documentaristica, da vedere per chiunque ami Napoli.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gugly • 23/11/21 23:58
    Portaborse - 4666 interventi
    Peppino de Filippo come si vede nel film non recuperò mai del tutto il rapporto con i genitori, rimpiangendo e volendo crescere con i contadini di Caivano che lo allevarono per i primi cinque anni; nella maturità scriverà un'autobiografia significativamente intitolata "Una famiglia difficile" e renderà pubblico quello che era stato sempre ufficioso ma non detto, ovvero la paternità sua e dei fratelli.

    Eduardo invece tacerà sempre e, a chi gli chiedeva se il padre era stato buono o cattivo, rispondeva: "Era un grande attore".
  • Curiosità Gugly • 25/11/21 09:58
    Portaborse - 4666 interventi
    * Nella parte del figlio del capocomico Vincenzo recita Eduardo Scarpetta, discendente diretto del grande capocomico, figlio di Mario (figlio di un figlio di Scarpetta), anche lui attore di discreta fama prematuramente scomparso che ha iniziato lavorando nella compagnia teatrale di Eduardo de Filippo e poi ha fatto cinema (è lui il vigile a cui Tognazzi rifila la prima supercazzola di Amici miei, poi lo ricordiamo nel ruolo dell'amico sardo di Pozzetto ne La patata bollente);

    * Nel film in una scena compaiono i genitori di Luisa de Filippo. Se si fa caso si sentiranno i loro nomi, Luca e Concetta... sì, il nipote Eduardo darà proprio questi nomi ai personaggi principali di una delle sue commedie più celebri, Natale in casa Cupiello.

    * Il giovanissimo Eduardo preferiva stare in teatro a vedere prove e spettacoli dello "zio" alla scuola, ed è vero che già sin da ragazzino ricopiava testi di Scarpetta e cercava di scriverne di suoi mentre la madre lo avrebbe preferito elettricista, all'epoca ritenuto un mestiere avveniristico in quanto l'elettricità era una novità poco conosciuta.

    Fonte: ll libro "Vita di Eduardo" di Giammusso.

    * Il poeta Ernesto Murolo detrattore di Scarpetta e probabile altro discendente della numerosa tribù è il padre del cantante Roberto Murolo (fonte rinvenibile online, vedasi ad es. Wikipedia)