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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Doppio salto di Neri Parenti, che dopo aver abbandonato De Sica si stacca pure da De Laurentiis e si riunisce con il terzo elemento dei cinepanettoni che furono ovvero Massimo Boldi. Il quale prosegue per la sua strada imperterrito sfornando prodotti natalizi tipici che anno dopo anno tendono sempre più a smarrire la via della commedia per rifugiarsi in una sorta di improvvisazione sciamannata con ampia vista sul trash che ha trovato i suoi (non troppi) estimatori; attratti dalla risata molto più che facile, grossolana a dir poco, autenticamente corporea e slapstick, densa di volgarità e bassissimi doppi sensi. Tutta roba che anche qui non manca intendiamoci, perché la formula del Natale con Boldi resta sostanzialmente...Leggi tutto invariata. Tuttavia la regia di Neri Parenti (e la conseguente sceneggiatura) questa volta sembra a sprazzi restituire il sapore dei vecchi cinepanettoni d'epoca, riadagiandosi tra i confortevoli lidi dell'equivoco a sfondo sessuale o dell'incapacità promossa a virtù per compiacere chi sull'incapacità degli altri deve contare per far soldi. E' il caso del proprietario di una ditta di catering sull'orlo del tracollo (Casagrande), che per esser certo di perdere l'appalto dell'imminente G7 a Trento favorendo così la concorrenza che ha bisogno di vincere battendo qualcuno (e che ha promesso, se vincerà, di appianargli ogni debito) ricerca e infine assume il peggior cuoco su piazza: Gualtiero Saporito (Boldi), naturalmente, al quale affiancherà un collega che ha perso da anni gusto e olfatto (Izzo), una pasticcera (Morales) che si spoglia alle feste di addio al celibato dicendo al marito (Conticini) che invece va lì a impastare e infine un sommelier astemio (Bandiera). Difficile non perdere, con un team simile. Scelto un albergo di Trento per ambientarvi i giorni precedenti la sfida e ignorata la squadra concorrente (tornerà per il gran finale), il set è tutto dei nostri, con l'aggiunta di Enzo Salvi poliziotto di sorveglianza che non capisce perché tutti tentino di sedurre la povera Vukotic, qui vecchina perfidamente indicata dalla Chillemi (vera componente della giuria segreta) come la donna che dovrà decidere il vincitore del miglior vino proposto. Bandiera si mette in testa di sedurla aprendo il segmento che meno s'incrocia con gli altri, mentre a Boldi e Izzo spetta di animare le scene più scatenate dal punto di vista della volgarità e dell'eccesso (Izzo arriverà a divorare escrementi di capra convinto siano olive). Inutile pretendere da film così raffinatezza e buon gusto e in fondo Parenti, che come regista di cinepanettoni ha un'esperienza che nessun altro può vantare, sa come innescare la comicità facile ricamata su equivoci classici. Rispetto al passato quindi una traccia esiste e tutti sembrano più incasellati; le battute non mancano e dopo un avvio tremendo (Boldi che, certo d'essere uno chef geniale, sabota ripetutamente i piatti della moglie indirizzati a Vissani) ci si riprende e si viaggia sui binari di una povertà controllata con cui fare i conti ma mantenendo una dignità leggermente superiore al recente passato. Bandiera continua ad essere un oggetto estraneo e a se stante, la Morales mostra il fisico uscendo dalle torte, Conticini esibisce due finti dentoni come Crozza che rifà Renzi, Casagrande prova a metterci il mestiere (ma si avverte quanto gli manchi un copione), la Chillemi si ritrova il personaggio più improbabile del lotto, la Foria è la solita moglie napoletana petulante che straparla e poco diverte. Izzo e Salvi sugli scudi, Boldi ormai una macchietta che punta sull'affetto dei fan e sulla sua presenza iconica. E poi arriva il gran finale al G7, coi sosia (di spalle) di Trump, Merkel & company per chiudere demenzialmente tra vomitate collettive. Più film dei precedenti, manca tuttavia proprio per questo della delirante follia che li aveva resi oggetti quasi unici e fuori controllo in un panorama cinematografico nazionale sempre più clone di se stesso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/12/17 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/12/17
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Rambo90 15/12/17 01:40 - 6738 commenti

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Con una trama di fatto inesistente, Neri Parenti assembla una squadra di cuochi pasticcioni dando vita a una serie di gag talmente vecchie e nosense da avere dell'incredibile. Eppure si ride ogni tanto, al punto che se solo la regia fosse stata meno sciatta e la sceneggiatura più compatta forse avrei gridato al miracolo. Il merito è del cast: se Boldi è ormai pallido ricordo di ciò che fu, i suoi compagni sono in palla tra un ottimo Casagrande, la brava Chillemi, la Vukotic e un Bandiera scatenato. Imponderabile come film, ma simpatico.

Markus 18/12/17 10:59 - 3412 commenti

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L'altisonante nome di Neri Parenti al servizio del cinepanettone con Boldi (che fino all'anno scorso pareva - con tutto il rispetto - quello di "serie B"). L'apporto però peggiora in parte le cose, in quanto una robusta regia cozza con la consueta povertà di idee, soldi e l'evidente sciatteria delle situazioni volte all'eccesso di disimpegno, anche laddove si poteva meglio sfruttare la situazione comica. Quella sana follia di certe precedenti operazioni (Matrimonio a Parigi docet) qui di fatto viene a mancare. Attori spesso fuori parte.

Gabrius79 25/12/17 18:00 - 1258 commenti

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Dalla regia di Neri Parenti ci si aspettava qualcosa di meglio e alla fine si nota una pellicola fatta da una comicità piuttosto elementare con qualche momento slapstick. Boldi fa più tenerezza ed è lontano dai tempi migliori, ma stavolta ha un copione leggermente migliore rispetto agli ultimi film. Izzo e Casagrande se la cavano come possono. Bandiera un po' spompato, mentre Salvi viene poco utilizzato ma lascia il segno. Il resto del cast naviga a vista, ma attenzione alla gustosa partecipazione della Vukotic. Film un po' caotico e super disimpegnato.

Sircharles 4/01/18 12:39 - 93 commenti

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Meno peggio del previsto. Fasi di dignitosa caratura si alternano a momenti di indicibile volgarità (la scena dello sterco di capra è sconsigliabile alle persone sensibili), ma nel complesso un briciolo di sana comicità fa capolino qua e là. Non ci si "scompiscia", insomma, ma si ride il giusto. L'idea è anche sufficientemente originale, prendendo spunto dalla cucino-mania che ha travolto l'Italia. Ottimi Casagrande e la splendida Chillemi, su buoni livelli il duo Rocìo-Conticini, Boldi ha da tempo perso la sua verve ma se la cava col mestiere.

Piero68 17/12/18 08:36 - 2832 commenti

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Se non fosse per la presenza della Vukotic e della sua interpretazione sarebbe un film da mezzo pallino. Perché come al solito le idee non ci sono, le battute non fanno più ridere da un pezzo e alcune volgarità sono veramente insopportabili. Una parvenza di storia c'è pure, ma è solo un pretesto perché come al solito le gag sono quasi sempre fini a se stesse. L'unico vero divertissement è come detto il ruolo della Vukotic, che dà un senso a tutto il resto. Bandiera sotto i minimi storici, anche se non è tutta colpa sua viste le gag affidategli.

Nando 3/01/19 11:07 - 3557 commenti

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Una pellicola ai minimi storici realizzata con mezzi di fortuna e dotata di una sceneggiatura scombiccherata nonché priva di qualsiasi attrattiva. L'intero cast appare al minimo sindacale con Dario Bandiera che unico, forse, si salva; ma il resto genera solo tristezza a cominciare da Enzo Salvi, improbabile ufficiale dei Carabinieri. Perché girare film del genere?

Ultimo 25/01/19 19:17 - 1457 commenti

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Tipica commedia firmata Neri Parenti, con il protagonista Boldi questa volta nei panni di uno chef imbranato. Vicenda che stenta a decollare, ma con un susseguirsi di gag che tengono a galla il film evitando di farlo sprofondare. Più o meno buono tutto il cast, in cui si vedono i soliti volti noti delle commedie italiane. Poco riuscita la parte di Bandiera. Nel complesso arriva alla sufficienza, giusto perché fa scappare qualche risata.

Graf 26/12/20 00:33 - 708 commenti

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Una goliardata piuttosto tremenda firmata Neri Parenti, dal ritmo esagitato ma dominata da una volgarità adiposa, da insistiti doppi sensi a sfondo sessuale e da un maleducato cattivo gusto generale. La sceneggiatura traballante viene tenuta su dall’estro da commedia dell’arte di tanti volenterosi attori che improvvisano esplicitamente durante le riprese. Lontanissimo dallo spirito ribaldo e dalla febbre farsesca di tanti cinepanettoni, il film, che vuole prendere in giro la moda corrente per gli chef stellati, incastona la perla dello stile elegante e signorile di Milena Vukotic.

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