Dolan's Cadillac

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Dolan's Cadillac
Anno: 2009
Genere: thriller (colore)
Note: Tratto da un racconto di Stephen King parte della raccolta "Incubi & deliri".
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tratto da un racconto breve di Stephen King (compreso nella raccolta "Incubi & deliri"), un film che non sembra offrire molto dal punto di vista della trama ma che invece piazza qualche buon momento a sorpresa, divertendo con un'ultima parte spassosamente sadica. L'incipit anticipatore dice poco o nulla, ma le prime scene già ci portano in un mondo di bieco sfruttamento, con un camion che trasporta dal Messico un carico di prostitute stipate come bestie che si ferma in mezzo al deserto dove dopo poco giunge la Cadillac di Donovan (Slater), spregevole boss dedito all'importazione e alla selezione di donne da sbattere sulla strada. Naturalmente ha il grilletto facile e, quando scopre che le poverette stipate sono...Leggi tutto quasi tutte morte o agonizzanti, spara in testa al guidatore concedendosi una strage cui assiste, dall'alto di una collina, la giovane (Vaugier) che poco prima avevamo visto condividere con il marito in casa attimi di tenerezza. Testimone dell'eccidio, decide di non nascondere la testa sotto la sabbia (ehm...) lasciandosi convincere dalla polizia a denunciare il fatto e ad accettare il programma di protezione testimoni fino al processo, anche contro la volontà del suo uomo, per nulla sicuro che la giustizia sia in grado di difenderli davvero. Ha solo parzialmente ragione, perché la responsabilità di quanto accadrà in seguito non sarà solo della polizia ma anche di lei. Ciò che però conta è la reazione, l'ansia di vendetta che trasformerà Donovan nell'obiettivo unico di Robinson (Bentley), il quale subito acquista una pistola che fa sembrare piccola la Magnum di Callaghan e pensa a come concretizzare i propri piani. Uno contro l'altro, Donovan e Robinson, con la differenza che il primo continua la solita vita dissoluta in spregio a ogni legge ed etica, il secondo no: sceglie la calma in attesa di assaporare il piatto freddo della vendetta. Non c'è molto da raccontare e in questo senso l'origine letteraria limitata è abbastanza evidente, eppure la regia di Jeff Beesley fa in modo che ci si incuriosisca per quanto accadrà e ci si chieda ad esempio con quali intenzioni Robinson pretenda ad ogni costo di farsi assumere tra i lavoranti a una strada che passa nel deserto. Se la parte dedicata a Slater (la carta vincente del film) si giova della consueta mimica sopra le righe dell'attore, che regala un bell'appeal crudele, da perfetto villain al suo Donovan, lanciandolo in una ferocissima invettiva contro i cinesi che riassume in un minuto di pesantissime offese ogni luogo comune sulla razza, la parte dedicata a Bentley è al contrario più compassata ma forte dello sguardo impenetrabile dell'attore, non pietrificato come quello di Bronson ma imperscrutabile. E' la corretta alternanza che inquadra bene i due diversi mondi e ci prepara a un'ultima fase molto lunga, che si capisce come rappresenti esattamente ciò a cui il film tende fin dall'inizio. E fa tornare alla mente cose come l'episodio di CREEPSHOW con Leslie Nielsen, per restare in ambito kinghiano, con qualche tocco horror che in alcuni casi era meglio accantonare (le apparizioni della moglie putrefatta, mentre colpisce nel segno il cadavere sul letto con la bocca cucita) e una tensione palpabile. Centrato, come interludio tipicamente kinghiano (grazie anche alla buona caratterizzazione dei personaggi), il periodo di lavoro sulla strada. Lascia semmai qualche dubbio l'epilogo, che si vorrebbe intrigante, arguto e spiazzante e invece appare più che altro pretestuoso, ma nell'insieme è un film che grazie all'agilità della regia si rivela in buona parte godibile, a tratti grottescamente divertente, senza un solo minuto in eccesso. Non è poco.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/11/09 DAL BENEMERITO BRAINIAC POI DAVINOTTATO IL GIORNO 23/10/21
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Brainiac 20/11/09 21:00 - 1083 commenti

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Quando mi sono ritrovato tra le mani "Incubi e deliri", la raccolta di storie brevi di Stephen King, mi sono accorto che chissà perché, nell'indice, avevo assegnato un voto ad ogni racconto. Otto al Volatore notturno, otto ad "Il dito" e solo un sei per "Dolan's cadillac", di cui tutto sommato ricordavo solo il finale. Un racconto fiacco come il film di Beesley, regista Tv che sa scegliere le facce giuste nel laido ghigno di Slater e nello sguardo perso di Bentley, ma cicca tutto il resto. Un revenge movie piatto come il deserto in cui è ambientato.

Schramm 28/03/10 23:51 - 2636 commenti

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Iniziano a essere strapiene le sale -e le tasche- degli irriducibili Signori Vendetta che implacabilmente portano in fondo le loro personali faide. Tra loro e le piccoli pesti assassine è una bella contesa su chi abita il maggior numero di script. Tuttavia, considerato che questi 84' di ennesimo revenge sono stati spremuti da uno dei meno ispirati racconti di King, il piccolo miracolo può dirsi servito. Anche perché a fronte della solita riscaldata minestra, c'è un evidentemente divertitissimo Slater che ci fa saltare la finestra, con soliloqui sopra le righe recitati con adorabile gigioneria.

Greymouser 6/05/10 00:29 - 1458 commenti

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Peccato non ci sia un oscar per la sceneggiatura più improbabile, perchè questo film l'avrebbe vinto a mani basse. Tratto da un raccontino senza pretese di uno Stephen King piuttosto bollito, "Dolan's cadillac" vive unicamente dell'istrionismo recitativo di Christian Slater nelle vesti del cattivo, mentre sull'attore nelle vesti del giusto vendicatore è meglio stendere un velo pietoso. Compitino irrilevante e anonimo del regista Beesley.

Daniela 20/05/10 11:17 - 10922 commenti

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Il materiale letterario di partenza non era eccelso (ma non lo era neppure quello di Shining), però, se aveva un merito, era quello di mostrare come un ometto di limitatissime risorse (materiali e fisiche) potesse portare a termine la sua vendetta contro un potente boss. Qui invece Bentley è il classico american boy di spalle robuste ed espressione stolida, per cui l'attenzione si sposta su Slater che gigioneggia alla grande pur senza avere la sufficiente autorevolezza attoriale per poterselo permettere. Film non indegno, ma dal respiro corto.
MEMORABILE: Greg Bryk, guarda del corpo filosofeggiante, ha una faccia da schiaffi che mi piacerebbe vedere in altre occasioni.

Lattepiù 13/08/10 17:17 - 208 commenti

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Dei tanti revenge-movie dell’ultima generazione questo è uno dei più originali. Perché Wes Bentley, nel vendicarsi dell’odioso gangster Christian Slater (colpevole di avergli ucciso la moglie), non si trasforma in un rambo sparatutto ammazzacattivi, ma fa uso (più verosimilmente) dell’ingegno. E poi perché, senza tanti tormenti morali, la vendetta è consumata con sfacciata, compiaciuta soddisfazione. La prima mezz’ora è sfilacciata e anonima, ma poi il film decolla, sorretto da buone caratterizzazioni e dialoghi sublimi.

Herrkinski 8/04/11 22:56 - 6164 commenti

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Non ho letto il racconto, avendo smesso di leggere King dopo il '92. Ad ogni modo il film s'inserisce nel filone dei "revenge movies" senza offrire particolari novità; come molti dei film tratti dai libri dello scrittore, si situa in un limbo qualitativo indefinito, tra la serie A (per la messinscena, il cast) e lo straight-to-video (per l'atmosfera para-televisiva). Tuttavia, dopo i primi 40 minuti di dubbio interesse, il film si sposta nel deserto e da quel momento migliora nettamente, attestandosi su un livello quasi buono. Slater in gamba.

Saintgifts 5/12/11 19:27 - 4098 commenti

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La Cadillac Suv è protagonista fin dal titolo, più dei "veri" protagonisti o del deserto stesso che occupa tanto spazio e dal quale si può fuggire rintanandosi nella lussureggiante Las Vegas. L'auto è protagonista per la sua doppiezza, sicura quando si è dentro (le pallottole dei mitra nemmeno la scalfiscono) e trappola mortale, allo stesso tempo, in altra occasione. I protagonisti hanno le facce giuste, quella temibile di Dolan e quella ancor più temibile, perché da dolce può diventare diabolica, di Robinson.

Kekkomereq 13/12/11 21:33 - 359 commenti

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Altro film tratto da un breve racconto di Shephen King, "Dolan's Cadillac" è uno dei miei preferiti. Nel racconto si descrive minuziosamente come il protagonista architetti tutto il suo piano di vendetta e nel film si è riusciti a ricreare l'atmosfera e i vari passaggi più cruenti. Wes Bentley è fantastico nel ruolo del marito vendicativo e il suo momento migliore è quando chiede a Slater se crede in Dio. Christian Slater invece si impegna ma non riesce a dare il massimo. Se non avete letto il racconto vi consiglio di farlo, prima di vedere il film.

Rambo90 30/06/12 01:58 - 6925 commenti

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Il film segue abbastanza fedelmente il buon racconto di King, ma non riesce a replicare la tensione e la tremenda pazienza con cui il protagonista costruisce la sua trappola, riducendo il tutto a pochi passaggi. L'inizio è lento e banale, però l'ultima mezz'ora riscatta il resto anche grazie a Slater, divertente e sopra le righe. In definitiva è guardabile, ma il racconto, come spesso accade, è migliore.

Buiomega71 8/03/13 00:33 - 2496 commenti

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Slater delira e turpiloquia peggio che in un sotto Tarantino e l'incipit del massacro nel deserto è simile a quello degli Sciacalli di Gary Grillo. Ma Beesley ci va giù duro e infarcisce il film di corpi carbonizzati, pestaggi, cadaveri con la bocca cucita, macabre visioni fantasmatiche, ragazze mercificate a cui strappano i denti, ossa che perforano le carni e disturbanti accenni pedofili, con una crudeltà e un cinismo di fondo che marca il segno. Gran finale claustrofobico e tesissimo che non lascia respiro. Beesley è assolutamente da tenere d'occhio.
MEMORABILE: Il cadavere della ragazza nel letto con la bocca cucita che intima al silenzio; Le apparizioni della moglie morta ustionata; L'assunzione al cantiere.

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Furetto60 9/11/15 08:15 - 1129 commenti

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Storia di vendetta tratta da un racconto di King (non tra i migliori). Nella prima parte non succede nulla di originale, le cose migliorano nel prosieguo e in particolare quando si attua la vendetta. Lì l'inventiva di King giustifica la sua fama; peccato che il protagonista buono non mi sembri scelta felice. Figura senz'altro meglio Slater che, interpretando un personaggio sopra le righe, quasi da solo riempie il film.

Pinhead80 23/07/17 19:20 - 4172 commenti

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Tratto dall'ennesimo racconto di Stephen King, il film si apre e si chiude con l'atmosfera desolante e asfissiante del deserto, che già di per sé rappresenta metaforicamente la morte. Una morte interiore che sopraggiunge per la perdita di una persona cara che niente e nessuno potrà riportare in vita. Di opere sulla vendetta ne abbiamo viste a bizzeffe e questa mantiene una sua dignità perché non sbraca nell'assurdo. Considerata la brevità della storia lo sceneggiatore non poteva fare molto di meglio.

Gestarsh99 8/01/21 15:45 - 1391 commenti

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Ah, Las Vegas... Diceva bene Joe Pesci in Casinò: "Ci sono un fottio di buche nel deserto e in quelle buche sono sepolti un fottio di problemi". Una è particolare, bella grossa, destinata a un pezzo malavitoso altrettanto grosso, sempre in Nevada: ne vada anche della sua vita, ma è impossibile che n'evada. Thriller vendicativo che confonde l'ambire col lambire, gonfiandosi il petto di citazioni altisonanti oversize rispetto alla confezioncina patinata. Non molto ricco d'idee, giacché la sua appetibilità si ferma alla prova "tarantinante" di Slater e al gustosissimo trappolone finale.
MEMORABILE: Le pompose citazioni kinghiane ridicolmente abbinate alle immagini leccate ("...quando ti guarda in un certo modo, la tua prostata si atrofizza...").

Puppigallo 18/10/21 20:56 - 4716 commenti

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È chiaro fin da subito che il film è Slater, sopra le righe quanto si vuole, ma capace di attirare l'attenzione dello spettatore, che non farà altro che attendere il suo ritorno in scena per la successiva sparata, con contorno di personale filosofia. Purtroppo, questo sottolinea maggiormente la pochezza del protagonista, non abbastanza convincente nel ruolo assegnatogli (la monoespressività non lo aiuta). Fortunatamente però la pellicola dura il giusto; e il finale, per quanto un po' tirato, ci sta, visto ciò che il tapino ha dovuto sopportare.
MEMORABILE: "Una volta ho visto un uomo cucito al sedile di una macchina"; "Voglio ragazze uguali a quella che abbiamo fatto esplodere"; Edilizia desertica.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 8/03/13 10:17
    Pianificazione e progetti - 23330 interventi
    C'è un piccolo cult (uscito da noi straight to video, a metà anni 80, per la Rca Columbia), che si intitolava Sciacalli del regista cult Gary Grillo, e che narrava di un gruppo di amici in vacanza nel deserto del Nevada, e durante un escursione assisteva all'esecuzione di un gruppo di ragazze messicane immigrate da parte di una gang di sceriffi corrotti.

    Bene, l'incipt di Dolan's Cadillac e pressochè simile al film di Grillo (anche antecedente al racconto di King, visto che il film e datato 1985), ma sicuramente siamo dalle parti della pura casualità, anche se tremendamente similare.

    Sinceramente non mi aspettavo granchè da questo film (perdipiù uscito da noi solo in dvd), invece ne sono rimasto felicemente conquistato.

    La parte del leone la fà Jeff Beesley, regista tosto e "cazzuto", che tra i suoi beniamini ha Tarantino e Stone (e si vede eccome) e che pervade il film di crudeltà e efferatezze assortite, condendolo di sano torpiloquio e una robusta dose di feroce violenza.

    Quello che sembrava un raccontino adatto ad un cortometraggio, si trasforma in uno spietato "revenge movie", con innesti da "gangster movie" e spizzichi horror che lasciano il segno (la ragazza morta con la bocca cucita che intima il silenzio, che i coniugi Robinson si ritrovano nel letto come intimidazione, la stessa che accarezza il viso di Robinson nei suoi incubi allucinatori, le visioni flash della moglie morta con il viso ustionato, o potenti flash apocalittici, come il cielo di Las Vegas in fiamme), con un finale davvero claustrofobico, che mozza il fiato e inchioda alla poltroncina.

    Se il Dolan di Slater delira e spara parolacce a raffica come in un sotto Tarantino di serie b ed e costantemente sopra le righe (con la mania della perfezione corporea della "merce", come i signorotti del Salò), dall'altra parte Wes Bentley non ha la phisique du role del vendicatore e sembra più un cane bastonato (e la sua macchinazione della vendetta contro Dolan e piuttosto inverosimile, a dire il vero, e non basterebbe un impresa edile per fare quello che Robinson macchina per suo conto)

    Ma Beesley non e avaro di crudeltà, quindi ci infila: violente esecuzioni, ragazze mercificate (la sequenza del trasporto nel furgone, dove ad un certo punto viene a mancare l'aria, lascia il segno) come dei pezzi di carne (ad una viene pure strappato un dente, scena disturbante di violenza gratuita), numerate e scartate (alcune) perchè ben poco attraenti, pestaggi (la sequenza nel bagno pubblico), ossa che perforano le carni della gamba (omaggio al Burt Reynols di Un tranquillo week-end di paura?), corpi carbonizzati, ragazze ammucchiate e morte soffocate e tratte pedofile che sono un pugno nello stomaco (il video caricato con i bambini in fila e numerati) che mettono i brividi.

    Da antologia l'assunzione di Robinson al cantiere edile, per far si che la sua vendetta possa prendere forma e concretezza.

    Per tutti quelli (come leggo in giro) che si sono lamentati che la Cadillac del racconto e stata sostituita con un suv, posso solo dire che secondo me e un colpo di genio, essendo poi un suv della...Cadillac! Blindatissima "macchina nera", superattrezzata e minacciosa.

    Gustosi citazioni callaghaniane (Robinson al negozio d'armi che chiede una 44 magnum come quella di Clint), tracce di road movie sotto il sole cocente (a volte mi veniva in mente The Hitcher o le battute finali madmaxiane), ferocia e disprezzo per la vita altrui (anche se il gangster di Slater e un pò troppo "caricato", quasi da risultare grottesco, ma che accenna al "diniego" quando vede il traffico di bambini, che le propongono, sul suo PC, ma non sapremmo mai se rifiuterà o no)

    Ottimi e incalzanti dialoghi di Richard Dooling (aveva scritto gli episodi migliori di Kingdom Hospital), che si consumano taglienti nel "soffocante" finale.

    Questo e Jeff Beesley:

    http://ia.media-imdb.com/images/M/MV5BMTgyODE5NDA2OF5BMl5BanBnXkFtZTcwMTM0MDMzMw@@._V1._SY314_CR128,0,214,314_.jpg

    Notare la sua ghigna da ceffo, ovvio che lo rivedevo mentre scorreva il film, soprattutto nelle parti toste e violente.

    E sa anche scegliersi le facce "da galera" giuste (simile alla sua, d'altronde), come quella del capo cantiere a cui Robinson chiede il lavoro .

    Sono sicuro che ne sentiremo presto riparlare.
    Ultima modifica: 8/03/13 14:27 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 8/03/13 21:49
    Addetto riparazione hardware - 3772 interventi
    Il racconto di King, incluso in Incubi e deliri, è poi fenomenale; mai vista tanta precisione nei calcoli (per la buca, ad esempio) e tanta ansia creata al momento della caduta del ceffo, peraltro ben resa anche nel film.


    Per quanto mi riguarda, tra i migliori lavori del re in assoluto.


    Mi ricordo ancora certe frasi, nonostante siano passati 10-11 anni da quando lo lessi.
  • Discussione Buiomega71 • 9/03/13 16:08
    Pianificazione e progetti - 23330 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Il racconto di King, incluso in Incubi e deliri, è poi fenomenale; mai vista tanta precisione nei calcoli (per la buca, ad esempio) e tanta ansia creata al momento della caduta del ceffo, peraltro ben resa anche nel film.


    Per quanto mi riguarda, tra i migliori lavori del re in assoluto.


    Mi ricordo ancora certe frasi, nonostante siano passati 10-11 anni da quando lo lessi.


    Non essendo un lettore (purtroppo) non saprei dire in verità...

    Ma Beesley, per quanto mi concerne, ha realizzato un piccolo, carognoso, gioiellino.
    Ultima modifica: 9/03/13 16:09 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 9/03/13 20:51
    Addetto riparazione hardware - 3772 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Il racconto di King, incluso in Incubi e deliri, è poi fenomenale; mai vista tanta precisione nei calcoli (per la buca, ad esempio) e tanta ansia creata al momento della caduta del ceffo, peraltro ben resa anche nel film.


    Per quanto mi riguarda, tra i migliori lavori del re in assoluto.


    Mi ricordo ancora certe frasi, nonostante siano passati 10-11 anni da quando lo lessi.


    Non essendo un lettore (purtroppo) non saprei dire in verità...

    Ma Beesley, per quanto mi concerne, ha realizzato un piccolo, carognoso, gioiellino.


    concordo