Detachment - Il distacco

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Come già in AMERICAN HISTORY X il lavoro sull'immagine di Tony Kaye è buona parte della cifra stilistica del suo cinema. Nella cura con cui sono insertati sprazzi di flashback ridotti a pochi fotogrammi virati in rosso, nello spezzare la fluidità della narrazione con ogni sorta di espediente a partire dall'introduzione di disegni in gesso che si animano su una lavagna virtuale... Resta da capire se tutto questo sia davvero funzionale a una più completa descrizione dei diversi stati d'animo dei personaggi, e qui la risposta lascia molti dubbi. La sensazione che dietro una patina artificiosamente autoriale e dietro la maschera indubbiamente efficace di un Adrien Brody calato con...Leggi tutto abilità nella parte non si celi nulla di particolarmente originale o stratificato come si vorrebbe resiste fino all'ultimo fotogramma. In questo oceano di sfortune, di vite (non solo di adolescenti) faticosamente vissute ai margini, il ricercare costantemente la discesa verso un abisso sempre più profondo pare a volte davvero una forzatura. I caratteri degli scolari disadattati che compongono la classe dove insegna il supplente Brody sopravvivono in un paio di scambi vivaci col prof prima che si passi ad analizzare la problematica situazione della studentessa grassa e complessata, che in lui trova la figura di un salvatore esattamente come la giovane prostuituta incontrata per caso e che finisce ospitata nella sua casa. Sono poche insomma le pedine che realmente si muovono sulla scacchiera apparentemente vivace, e tutte pronte a sviluppare reazioni quasi sempre prevedibili (a cominciare dallo spirito dell'artista soffocato dall'ignoranza di chi lo circonda). Non si discute sull'abilità tecnica di Kaye, che correttamente riesce a coinvolgere e a focalizzare anche con poche pennellate i problemi di chi "fa" la storia, quanto sull validità della sceneggiatura, in cui tutto sembra concorrere a un quadro senza speranza giusto per far aggrottare quanto più possibile le sopracciglia del protagonista. Per questo poi resta la curiosità di capire cosa rimarrebbe, sotto la scorza manierata di Kaye. Il film resta buono e certamente capace di attrarre, ma dalle potenzialità di un regista come Kaye era lecito attendersi qualcosa di diverso e più "di rottura".
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/06/12 DAL BENEMERITO GREYMOUSER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/07/12
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Greymouser 15/06/12 16:54 - 1458 commenti

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Un attimo fuggente al nero, un affresco disperato e nichilista sul mondo degli adolescenti, sulla scuola e sul peso dell'infanzia tradita. Un Brody che finalmente si riscatta dalle ultime opache prove, e anche un invecchiato ma grandissimo James Caan. Malgrado l'opprimente "spleen" esistenziale, privo di ogni romanticismo alla Weir, è un'opera che fa amare la vita, aggrappandosi al fragile barlume di speranza che brilla nel finale. Prova maiuscola del regista di American History X, fra i migliori film del nuovo secolo.

Puppigallo 23/06/12 00:03 - 4524 commenti

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Dura, quasi senza speranza, questa pellicola, a parte pillole di umanità offerte dal protagonista, è la fredda cronaca di un disastro adolescenziale con radici profonde, collegate agli adulti, saturi, spremuti, grotteschi e più problematici di coloro che dovrebbero educare stimolandoli. Ambiente degradato, genitori assenti, o ottusi e superficialità finiscono per distruggere anche chi ha talento. Pur giustificata dagli argomenti, aleggia un'eccessiva negatività (qui piove e ripiove sul bagnato), con qualche momento forzato (la professoressa che equivoca), ma il risultato è comunque notevole.
MEMORABILE: Un insegnante alienato: "Allora lei mi vede...che sollievo"; Il protagonista a una collega: "Io sono una non persona"; L'interpretazione di Brody.

Markus 1/07/12 10:09 - 3329 commenti

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Volete buttarvi giù il morale? Questo è il film per voi, perché patirete la vicenda di un supplente trasferito in una disgraziata scuola dove sarà inondato di casi umani: la cicciona emarginata ma con grandi doti interiori (un cliché che già vent’anni fa aveva detto tutto), una giovane prostituta strappata dalla strada (Taxi driver dice niente?), insegnanti a fine carriera, crisi di nervi, morte in uno squallido ospedale e un trauma infantile. Il film è semplicemente inverosimile, ma forse è arte "del periodo pessimista, il più raro"!

Didda23 2/07/12 10:12 - 2297 commenti

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Se qualcuno abbia suggerito a Lund la via del Paint it black non è dato sapersi, ma certamente l'opera olezza di pessimismo cancerogeno che annienta, quasi totalmente, qualsivoglia spiraglio di luce. Kaye adora sperimentare e mischia sapientemente i propri colori, donando alla pellicola una cura formale invidiabile. Brody, dopo una sequela lunghissima di prove opache, sembra essere tornato un pianista degno dei migliori palcoscenici.

Mickes2 4/07/12 15:39 - 1668 commenti

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Kaye ricade in parte nell'approccio facile e nei ricatti emotivi programmatici di American history X. Ma questa volta al didascalismo si sostituisce un'incalzante indagine corale e un percorso (de)formativo amarissimo e disilluso, con pochi ammiccamenti. Si scandaglia una tragedia generazionale che prende anche in causa il mondo degli adulti, prof. e genitori consumati da una vita problematica ancor più greve di quella affrontata dai propri figli/studenti. Palpabile e sincera l'aura malinconica e pessimista che aleggia nell'aria per un film dolente.
MEMORABILE: Il piccolo monologo di Lucy Liu, folgorante per intensità espressiva.

Brainiac 22/07/12 15:01 - 1083 commenti

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L'alunno Tony Kaye non ha raggiunto gli obiettivi minimi e presenta un quadro sconfortante nella maggior parte delle materie, evidenziando lacune in Storia: sembra aver respinto, difatti, il prezioso "metodo francese" d'accosto ai tòpoi scolastici. Estetica: si rifiuta di comunicare senza l'ausilio del flasback. Filosofia: verbalizza continuamente ciò che andrebbe implicitato (il passato di Brody). Eccelle in Retorica, dove si dimostra propositivo nell'inanellare cliché (la preside sboccata/ combattiva) degni del più ritrito libro-Cuore. Voto: 1.

Paulaster 25/08/12 19:36 - 2863 commenti

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Brody in ottima forma fa da collante nelle pieghe del disagio scolastico e sociale americano. La storia regge nonostante qualche violenza verbale o psicologica non equilibrata nei tempi, come se infilarci un’immagine nazista dia un tocco più profondo al racconto. Sarebbe stato meglio perseguire la lezione di Camus, senza inutili spettacolarizzazioni.

Daniela 27/09/12 08:36 - 9633 commenti

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Insegnante mesto e tristo dalla vita segnata dalla disgrazia va a fare supplenza in un college malfamato, con alunni violenti e/o disadattati, genitori protervi e/o assenti, colleghi sul/oltre l'orlo di una crisi di nervi... Si capisce che non è una scuola italiana perché mancano le crepe, ma per il resto c'è poco da stare allegri, considerato che fuori le cose non vanno mica meglio. Quadro pessimista con ambizioni autoriali, poco convincente per eccesso di forzature e con qualche vezzo registico di troppo. Nomination per il film più deprimente dell'anno.
MEMORABILE: I primi piani di Brody, che si riscatta dalle ultime prove assai modeste

Nancy 16/10/12 02:49 - 774 commenti

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Si è creato un rapporto particolare, tra me e questo film. Entrata in sala senza troppe pretese, ne sono uscita in lacrime, in preda a una devastazione interiore. Un ambiente ingenuo, quello della scuola, scopre le sue sottili e spesso infime storie di degrado e di pura cattiveria. Kaye rivela a piccole dosi la trama con grande maestria e grande capacità d'introspezione e sceglie un protagonista davvero azzeccato (Brody) che rende una prova attoriale eccezionale. Toccante, intenso, ben fatto, anche il finale è sorprendente. Secondo me un piccolo capolavoro.
MEMORABILE: Il muffin triste; L'autobus; Brody.

Deepred89 26/01/13 00:23 - 3309 commenti

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Puro cinema di pancia: dolore e lacrime al prezzo di dolore e lacrime, ma quando il film coinvolge e appassiona non vedo perchè schierarsi contro. Reazionario quanto si vuole, così impavido di fronte alle trappole della stucchevolezza e della retorica da suscitare quasi un senso di stima. Tranne quando, nel prefinale, si opta per le scelte più banali e prevedibili, come già a suo tempo fece un più noto e accomodante predecessore. Ottimo cast e un personaggio principale di grande carisma. Prendere o lasciare. Io, con qualche riserva, prendo.
MEMORABILE: La scena più bella, quella del banchetto, comporta anche il peggior scivolone a livello narrativo. Peccato.

Jandileida 19/02/13 22:43 - 1274 commenti

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Queste operazioni esageratamente pessimiste non mi hanno mai convinto. Che il mondo possa essere un posto difficile nessuno lo mette in dubbio, ma il nero seppia con cui viene descritto qui sa di costruito da lontano un miglio: le vite sfasciate che vengono raccontate non riescono a coinvolgere perché tutte già declinate dal cinema, con ben altri risultati tra l'altro (la scuola, i disadattati, gli sbandati eccetera). Inoltre le pretese autoriali del regista finiscono per appesantire inutilmente la pellicola, come se ce fosse stato bisogno. Bocciato.

Capannelle 12/02/13 14:53 - 3742 commenti

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Dai tempi di Poitier il tema dell'insegnante buono nella classe di selvaggi (che lo accolgono a badilate e lo salutano col fazzoletto) è un classico, ma Kaye riesce a svolgerlo con discreto piglio autoriale, a dare sufficiente empatia ai personaggi e a combinare bene silenzi e note musicali. Certo, tra baby prostitute smacchiate a fondo, ragazze oversize incomprese, padri incontinenti e gatti seviziati aleggia il sospetto del facile buonismo, ma tra prendere o lasciare... anche io prendo.
MEMORABILE: "Il quartiere ha valutazioni immobiliari troppo basse, dovete alzare i voti ai ragazzi!"

Pinhead80 9/04/13 01:57 - 4002 commenti

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Non c'è l'insegnante eroe e nemmeno quello che pensa di cambiare il mondo con le proprie idee. Siamo di fronte al prodotto culturale dell'insegnante moderno, confuso e disorientato dall'assenza di autorità che neppure la professionalità docente riesce a compensare. Un decadimento culturale che svuota l'anima da qualsiasi forma di sentimento pulsante. La vita privata si fonde e si confonde con quella lavorativa in un'apatica ricerca di attenzione. Un punto di vista originale e disperatamente pessimistico.

Galbo 8/06/13 14:22 - 11447 commenti

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Sulla scuola, ma non solo il secondo film di Tony Kaye dopo il convincente American History X. Il regista compie un lavoro interessante sulla psicologia dei personaggi, che affrontano un percorso didattico da entrambi i lati della barricata. Ne deriva un film difficile ma affascinante, arricchito da splendide scelte fotografiche e dalla prova di un Adrien Brody (qui supplente per originale scelta), così convincente come da tempo non gli accadeva.

Schramm 25/08/13 16:21 - 2447 commenti

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Alla fine l'ottimo fuggente dalla classe 1984 è salito in cattedra e ha fatto scuola, anzi accademia. Gli school-juveniles pics, da avveniristici sono ora mirroring di degradate realtà di base. Corsi accelerati di omni-disillusione e caduta libera di tutte le utopie di cartapesta. Recidivi i difettacci di prove precedenti. Molte buone intenzioni e momenti di cinema tra il Bello e il Grande che fanno a cazzotti con troppa (brutta) retorica e (fastidioso) moralismo da cineforum dei salesiani. Un buon film, volendo, ma molto (troppo) forzato in tutto, apologia della tristezza cosmica compresa.

Nando 2/10/13 15:02 - 3495 commenti

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Un insegnante tormentato e la sua classe ribelle. Un quadro forse non originale ma descritto con cognizione e senza facili pietismi. Il disagio del protagonista, un eccellente Brody, è affascinante e realizzato con cura. I personaggi di contorno sono appropriati e la narrazione volge a un ottimistico finale, nonostante non sia una pellicola allegra.

Giacomovie 27/08/17 09:34 - 1354 commenti

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Film introspettivo sul difficile ambito dell'educazione giovanile, sul ruolo degli insegnanti in rapporto all'aumentato senso di ribellione adolescenziale. La pellicola non sempre è lineare, non sempre fluida ma sa dare diversi input riflessivi e mostra risvolti psicologici a volte crudi. Lo si guarda con un costante senso di tristezza e l'analisi è biunivoca in quanto anche la labile psiche dei maestri non ne esce bene.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 24/07/12 15:20
    Consigliere - 43724 interventi
    Ciao Brainiac, messi i link.
    Boh, devo dire che ricordo American history X come un film straordinario, girato da Dio e recitato meglio. Il distacco non lo raggiunge (non si chiamerebbe "il distacco" se no) ma non l'ho trovato affatto malvagio. Personaggi molto ben descritti, per quanto non manchi certo qualche ruffianeria di troppo, Brody ottimo nel suo dividersi tra problemi a casa e sul lavoro. Non sarà un film destinato a fare epoca, ma di certo non lo vedo né irritante né tantomeno mal girato.
    Ultima modifica: 24/07/12 17:51 da Zender
  • Discussione Didda23 • 24/07/12 17:28
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Completamente d'accordo con te,Zender. Sinceramente non trovo giusto il paragone con la classe, poichè le due culture (non sono scolastiche) sono completamente differenti. Secondo me Kaye ha fatto un ottimo lavoro sulle psicologie dei personaggi soprattutto in quella di Brody. Kaye non vuole raccontare la scuola per come è realisticamente, ma utilizzo l'escamotage scolastico per mandare un potente messaggio universale. Poi il lavoro formale è svolto con incredibile personalità.
  • Homevideo Mco • 25/12/12 23:09
    Scrivano - 9687 interventi
    In DVD e BR dal 21 Novembre 2012 per Officine UBU.
  • Discussione Deepred89 • 26/01/13 11:25
    Comunicazione esterna - 1429 interventi
    E' interessante notare che nonostante il film mi sia piaciuto (***, anche se fino all'ultimo pensavo a un **!) mi ritrovo a concordare anche su quanto sostengono i detrattori. Spero il commento (che uscirà a breve) possa chiarire la cosa. Nel frattempo voglio fare i complimenti a Markus per la citazione che chiude il suo commento!
  • Discussione Markus • 26/01/13 13:46
    Scrivano - 4803 interventi
    Deep, sono andato a leggere perchè non me la ricordavo più. Sono uscito dal cine ravanando le mani in tasca (stavo prendendo - come si dice - le "contromisure"... ) ahah
  • Discussione Didda23 • 26/01/13 13:54
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Ieri sera privatamente ho raccontato a Deep della disperazione provata da te e da Blutone...
  • Discussione Markus • 26/01/13 16:07
    Scrivano - 4803 interventi
    Un gustoso aneddoto da raccontare:-)
  • Discussione Capannelle • 17/02/13 19:16
    Scrivano - 2510 interventi
    Bella la discussione su questa pellicola perchè nonostante posizioni ben distanti non riesco a dissentire fino in fondo da nessuno dei commenti.
    Si passa dall'entusiasmo di Grey "inno alla vita" al giudizio di Markus del "periodo pessimista". Dall'adesione appassionata di Didda al rifiuto totale di Brainiac.
    Quando ci sono posizioni così distanti è il miglior motivo per vederlo, penso.
    L'unica cosa che trovo forzata è il confronto con La scuola anche se si possono tracciare dei paralleli (mi pare che Daniela li abbia visti ah ah).
    A me è piaciuto, lo stile del racconto ha superato certe pecche di verosimiglianza e mi piace rimarcare anche la prova di quel vecchio lupo di Caan.
  • Discussione Didda23 • 17/02/13 20:16
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Per quanto riguarda gli attori sono stato felice come una pasqua nell'ammirare la bravura di Brody. Credevo si fosse perso.
  • Discussione B. Legnani • 2/02/18 10:37
    Consigliere - 13983 interventi
    E' mancato Louis Zorich.
    fonte IMDb