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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Torna Woody Allen, dirigendo e interpretando l'ennesima opera dedicata alle crisi matrimoniali e ai rapporti tra coppie amiche. Ciò che subito balza all'occhio è l'impostazione tecnico-formale del film: non più la sobria freddezza del bianco e nero, delle riprese in campo lungo, ma frenetici piano-sequenza (il primo, subito dopo i titoli, sembra non finire mai) in cui la macchina da presa non resta fissa per un solo secondo, cambia inquadratura passando vorticosamente da un volto all'altro stordendoci non poco. Allen sembra voler stravolgere le più elementari regole del cinema con primi piani sui quali la mdp stacca senza problemi tra una frase e l'altra. Il risultato è un film formalmente nervosissimo e contenutisticamente più pacato...Leggi tutto del consueto, l'esatto opposto di quanto Allen ha proposto finora. A conti fatti però non ce ne accorgiamo e l'impressione è quella di un lavoro alleniano tra i meno innovativi, con una sceneggiatura a tratti prevedibile ma ancora piacevole, di molto superiore alla media, messa in scena da un sestetto di attori formidabili: ai duetti collaudati e ormai autobiografici della coppia Woody Allen/Mia Farrow (sposati e in crisi come nella realtà) si aggiungono infatti quelli, altrettanto straordinari, tra Sydney Pollack (attore per diletto) e Judy Davis (superba, degna di un Oscar). A completare il sestetto, i due outsider Liam Neeson (davvero bravo) e Juliette Lewis (sensuale come non mai). La fotografia e le - rare - musiche sono quelle di sempre e, pur se si ride meno della media cui Allen ci aveva abituati, ci si riesce ad appassionare e a comprendere ciò che in fondo è una riflessione intelligente (e azzeccata) sul matrimonio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Il Gobbo 3/08/07 15:32 - 3011 commenti

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Largamente sottovalutato, è invece assai buono questo quasi instant-movie sugli affaracci propri, che riscatta parzialmente lo squallore della vicenda reale. Il ricorso alla macchina a mano e allo stile documentaristico, aggressivo e "sgraziato" (di cui Allen si ricorderà con ottimi esiti in Harry a pezzi) attenua l'impatto dell'ossessivo battibecco che attraversa il film, e ne fa una delle opere più sincere e meno artefatte della terza - e meno felice - fase della carriera di Woody Allen. Da vedere

G.Godardi 13/10/08 17:57 - 950 commenti

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Senza dubbio lungimirante. E incompreso. È sempre stato uno dei miei Allen preferiti, ma rivedendolo il mio giudizio positivo è aumentato ancora di più. Togliendo le inutili polemiche del momento (la distribuzione ne anticipò addirittura l'uscita per sfruttare le magagne personali del regista) e il relativo semplice accostamente con Scene da un matrimonio, quello che mi ha colpito di più è il suo anticipare per certi versi l'ultimo Kubrick e certe produzioni tv estreme (vedi The Kingdom e The Shield). Caustico e cinico ritratto di coppia.

Galbo 26/12/08 10:53 - 11348 commenti

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Dedicato alla crisi della coppia (e sinistramente profetico per il regista alle prese con le proprie disavventure sentimentali), Mariti e mogli è un'opera ricca di chiaroscuri in cui appare pregevole un'approfondita caratterizzazione psicologica dei personaggi e in cui una sceneggiatura volutamente frammentata (insieme a riprese imperfette) serve a sottolineare il disordine mentale ed emotivo in cui si sviluppano le storie.

Renato 29/05/09 16:09 - 1534 commenti

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Ottimo. Un Allen alle prese con uno dei suoi argomenti preferiti: le crisi coniugali, i tradimenti. E' un film che, al di là dello stile spesso convulso con cui è stato girato e fotografato, vive soprattutto degli scintillanti dialoghi scritti dal regista. Come quasi sempre nei film di Allen, tutto il cast è valorizzato al 100%, ma una citazione speciale la merita senz'altro il grande Sydney Pollack.

Harrys 14/02/10 18:31 - 681 commenti

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Allen costruisce, come contorno al nocciolo del film, svariate sottotrame, introducendo sovente figure di passaggio, che rispecchiano lo stereotipo del frangente. Nel caso di questo film, tutto questo "sovrappiù" (la bravura del regista) è stato scremato. L'autore si concentra totalmente sugli intricati rapporti amorosi dei suoi insoddisfatti protagonisti, dapprima attraverso l'utilizzo di figure piuttosto convenzionali, nel finale sovvertendo completamente o quasi l'assunto, palesando uno spessore della caratterizzazione non indifferente. ****

Cotola 16/05/11 00:05 - 7459 commenti

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Radiografia della vita matrimoniale di due coppie tra ipocrisie, rinunce, bugie, allontanamenti, riavvicinamenti, separazioni definitive e così via. Temi già al centro di altri film di Allen, e non solo, che però il regista americano riesce a trattare in modo adeguato e con buona vena, senza concedersi troppo alla risata facile e senza dare via d’uscita facili allo spettatore. Ne esce fuori un quadro abbastanza cattivo e sconfortante sul modo di concepire la vita coniugale da parte di alcune coppie.

Ilcassiere 25/06/11 15:45 - 283 commenti

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Una lucida e geniale analisi sul rapporto tra moglie e marito. La storia di due coppie sposate, anzi delle crisi di due coppie sposate, viene raccontata all'analista dai protagonisti. Dubbi, bugie, debolezze, ipocrisie e tradimenti ruotano attorno alle loro vite mentre ognuno di loro cerca di capire qual è la strada giusta. Ottimo il cast e intrigante come sempre Manhattan, mentre la velocità con cui si muove la telecamera sorprende e a volte infastidisce. Ma rimane comunque un gran bel film, uno dei migliori di Allen.

Luchi78 11/10/11 17:07 - 1521 commenti

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Lavoro ben riuscito, dove una sceneggiatura semplice e lineare viene sposata alla perfezione da una regia che ci trasmette il senso di inquietudine e frustrazione dei personaggi interpretati ottimamente da tutto il cast. Senza fronzoli la costruzione narrativa, intervallata da interviste "anonime" che fungono da collegamento tra le varie storie. Finale secco e deciso che non lascia dubbio ad interpretazioni. Buono.

Nancy 22/12/11 02:33 - 774 commenti

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Allen sposta la sua indagine sulla nevrosi della coppia, anzi, su due coppie: una ben salda e una in via di disfacimento. Trama molto semplice ma impreziosita da dialoghi interessanti e, talvolta, comici. Fotografia azzeccata nelle sue tonalità calde viranti sul giallo; a livello registico c'è un vago ricordo di Nouvelle Vague, nel ridondante rimarcamento sui raccordi spezzati, l'inquadratura traballante alle lunghe un po' stanca. Ottimi i quattro attori principali, coadiuvati anche da un ottimo Neeson e la giovanissima Lewis. Merita la visione.
MEMORABILE: Ho deciso di stare da solo per un po': non voglio ferire e non voglio essere ferito.

Rambo90 4/03/12 23:14 - 6318 commenti

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Un Woody Allen in gran forma, sia come regista che come attore. Un film che mette in luce i rapporti di coppia e quelli fra coppie (per certi versi simile a Hannah e le sue sorelle) senza rinunciare al tipico chiodo fisso alleniano della psicoanalisi. Il cast è meraviglioso: oltre al grande Woody, sorprende la grande abilità interpretativa del regista Pollack, supportato da una bravissima Judy Davis. Dialoghi brillanti come al solito, ma con lo spettro della malinconia sempre in agguato. Curiosamente privo di musiche (tranne che per i titoli).

Jandileida 26/01/14 14:52 - 1247 commenti

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La nervosa telecamera a mano sottolinea le inquietudini dei protagonisti e il disfacimento della vita matrimoniale di due coppie: come al solito, Allen sfrutta al meglio gli attori, vero motore del film. Personalmente, però, ho trovato la storia, oltre che molto schematica, anche appesantita da verbosità non necessarie e da passaggi fondamentali all'insegna della scontentezza (Pollack con l'insegnate di aerobica, Allen con l'allieva...). E poi la Farrow che si fa domande esistenziali per tutto il film, francamente, mi ha dato parecchio sui nervi.

Daniela 21/04/14 11:17 - 9231 commenti

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Per narrare le vicende incrociate di queste due coppie di amici, Allen adotta uno stile semi-documentario, volutamente improvvisato, nervosamente pertinente al tema che è quello dell'instabilità dei rapporti fra uomini e donne, coniugali e non: il risultato è un film che assomiglia ad una seduta psicanalitica, in cui è fin troppo facile scorgere gli aspetti biografici del personaggio-Allen, qui in una delle sue più sentite prove attoriali, ben supportato dall'elettrica Davis e dal sorprendente Pollack. Film problematico e pessimista, che non dà e non vuol dare risposte.

Viccrowley 18/08/15 00:39 - 803 commenti

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Commedia alleniana che tanto commedia non è, girata come una sorta di documentario sulle idiosincrasie, le bugie e i piccoli drammi della vita a due. A metà strada tra Cassavetes e Bergman, supportato da interpretazioni eccellenti, Allen scrive un altro piccolo tassello di vita newyorchese spingendo sul pedale dell'amarezza e della disillusione e accantonando la comicità più pura. L'assioma delle due coppie protagoniste nel bene e nel male parla di incomunicabilità, rassegnazione e accettazione del fallimento sentimentale.
MEMORABILE: "Il tuo quoziente intellettuale è in via d'estinzione!"

Il ferrini 5/02/16 02:48 - 1665 commenti

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Uno dei migliori lavori di Allen, complice un cast strepitoso a partire dalla nevrotica Judy Davis, meritata nomination all'Oscar per questo ruolo, per arrivare a un superbo Sydney Pollack, efficacissimo soprattutto nei duetti con la giovanissima Anthony. Anche Juliette Lewis è perfetta per il ruolo affidatole e è molto sensuale. I dialoghi, come al solito, non danno respiro e spesso la frenesia è ulteriormente amplificata dai movimenti manuali della macchina da presa. Cinico, spietato, geniale, assolutamente da non perdere.
MEMORABILE: "Tu usi il sesso per esprimere qualsiasi emozione tranne l'amore" (Mia Farrow a Woody Allen).

Deepred89 28/08/16 20:45 - 3272 commenti

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La commedia alleniana al suo meglio. Senza divagazioni né cali di ritmo, una ballata orgogliosamente borghese di amori e matrimoni che vanno e vengono, amara o romantica a seconda dei casi, con un occhio clemente e comprensivo verso i suoi personaggi, le loro debolezze e le loro nevrosi. Regia insolitamente nervosa, quasi cassavettesiana, che non smorza la leggerezza ma incrementa l'intensità. Trascinante e coinvolgente, abile nel dipingere rodimenti sentimentali probabilmente noti a gran parte degli spettatori. Cast perfettamente in parte.

Minitina80 26/02/17 08:04 - 2304 commenti

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Quanto avrà influito la crisi tra Allen e la Farrow nella loro vita reale è il primo quesito che viene in mente trascorsi i primi minuti. I movimenti della macchina da presa sono subito frenetici e gli stacchi vertiginosi, quasi disturbanti e danno l’idea di essere lì in prima persona a condividere le vicissitudini che sgretolano una coppia alla deriva. Verboso e con fastidiosi intermezzi da seduta psicanalitica che lo appesantiscono, rendendolo ansiogeno, noioso e un po’ angosciante. Verrebbe voglia di sconsigliarlo alle coppie in crisi.
MEMORABILE: La vita di coppia è come un paraurti per la solitudine.

Paulaster 16/10/18 10:03 - 2731 commenti

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Doppia coppia affronta le proprie crisi coniugali. Allen dimentica le battute facili e scandaglia i rapporti matrimoniali. Sceneggiatura senza pause che valorizza tutto il cast (la Davis ha qualcosa in più) e in cui si percepisce quanto le vicende personali del regista servano come spunto e valvola di sfogo. Regìa mossa che testimonierà la confusione mentale dei protagonisti ma che a volte risulta pesante (a livello Dogma). Stavolta poca attenzione agli angoli di New York.
MEMORABILE: La discussione sul fatto che lei gli nasconda se ha messo il diaframma; La definizione di passiva aggressiva; Pollack che insulta gli oroscopi.

Didda23 9/11/18 10:01 - 2282 commenti

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Un'opera molta insolita dal punto di vista visivo (Allen non girerà più così) che è una mescolanza fra cinema indipendente (alla Cassavetes) e la scuola Dogma di Von Trier. La sceneggiatura evidentemente prende spunto dal preciso momento storico vissuto dal regista, indaga con molto lucidità le dinamiche relazionali erigendo una storia che colpisce maggiormente dal punto di vista drammaturgico rispetto a quello brillante da commedia. Qualche scheggia comica rilassa l'andamento, soprattutto per la vena del newyorchese. Non male pure Pollack.
MEMORABILE: Liam Neeson in un ruolo insolito; Il rapporto fra la Lewis e Allen; Le insistenti chiamate della Davis.
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