Cosa sarà

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2020
Genere: drammatico (colore)
Note: Inizialmente il film dove intitolarsi “Andrà tutto bene”ed è dedicato a Mattia Torre.
Numero commenti presenti: 7
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un padre di famiglia dal fare eccentrico, un po' artistoide come si conviene a un regista cinematografico, affronta le difficoltà legate a un cancro del sangue comparsogli d'improvviso in un momento in cui già le cose con la moglie (Indovina) non andavano per il meglio. Romeo Salvati (Rossi Stuart) è in ospedale, ridotto a uno straccio, depresso, in attesa di capire appunto cosa sarà di lui. Come si può immaginare guarda dietro sé, cominciando dal momento in cui dopo aver sbattuto contro la portiera dell'auto si accorse di aver perso troppo sangue. Un veloce esame e il numero delle piastrine a 13000 allarma immediatamente la sua dottoressa (Lebboroni, moglie del regista)m che capisce quanto...Leggi tutto sia necessario approfondire gli esami. La reazione di Romeo non pare affatto allarmata e per un po' si convince che siano solo esami di routine fino alla brutta sorpresa, che naturalmente gli cambierà la vita; anche perché è necessario un trapianto di midollo osseo, possibilmente da un consanguineo. Ci sarebbero i due figli, ma sono allergici e niente da fare. E' qui che entra in gioco il vecchio padre (il redivivo Pambieri), il quale decide di confessargli un segreto di famiglia che potrebbe tornare utile... Il film verte di conseguenza sui lunghi flashback e sul colpo di scena deputato a rendere più interessante una vicenda che fin lì non aveva fatto che replicare una formula ormai stantia, per quanto ravvivata dalla buona interpretazione di un Kim Rossi Stuart in grado ancora una volta di far emeregere la propria personalità. Con la sua recitazione che sale sopra le righe il minimo indispensabile per caratterizzare in modo meno banale della norma il protagonista, si pone al centro di ogni scena e diventa l'unico punto di vista attraverso il quale leggere la vicenda, vissuta sulla sua pelle passaggio dopo passaggio. Se quindi le scene in ospedale non possono che mostrare la compassionevole comprensione degli infermieri (Nocella) o della moglie che gli sta vicino spingendo sul pedale del dramma, nei flashback il film innesta invece anche qualche timido tratto di commedia, azzecca un paio di buone battute, individua una chiave di lettura leggermente diversa dal solito pur ricadendo un po' negli stereotipi quando è il momento soprattutto di descrivere i figli (Peluso e Galli). E' la stralunata verve di Rossi Stuart a indirizzare con discreta intuizione un film che invece non riserva grandi sorprese nello svolgimento, improntato - com'è logico che sia - nella direzione di scoprire come la vicenda finirà. A funzionare meglio è la parte livornese, mentre nei personaggi secondari il più interessante è quello del padre, non a caso assegnato a un grande vecchio come Pambieri. Brava anche la Indovina nei panni di moglie umana e comprensiva, cameo per Ninni Bruschetta produttore, unica concessione a quel mondo del cinema cui Romeo appartiene ma che nella storia viene appena lambito (con tanto di lezione in mascherina nella sala dell'ospedale dove viene proiettato un suo film).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/10/20 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 6/04/21
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Gabrius79 25/10/20 23:54 - 1249 commenti

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Francesco Bruni dirige strepitosamente una pellicola che emoziona e a tratti diverte grazie a un ottimo e intenso Kim Rossi Stuart, ma anche al resto del cast che svolge egregiamente il proprio lavoro con mestiere (da citare Raffaella Lebboroni nel ruolo della dottoressa). Il tema centrale è la malattia del protagonista (una sorta di biografia dello stesso Bruni) e se ne parla talvolta col sorriso e talvolta con una sorta di crudezza positiva. Ottima la colonna sonora, ben innestata; anche la fotografia fa la sua bella figura.

Areknames 5/11/20 12:17 - 18 commenti

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Un film che vive di sprazzi di verità (il rapporto con l'infermiere; le insicurezze del personaggio di Fiorella) ma che paga una scrittura molto costruita, con flashback e visioni ridondanti (la solita mamma italiana idealizzata e votata al sacrificio) e background stereotipati. Si vedano, in questo senso, i figli adolescenti, ben lontani dalla sincerità e contemporaneità che si possono trovare, senza andare troppo lontani, in Skam Italia. Kim Rossi Stuart funziona come corpo, come volto, ma la sua interpretazione è molto caricata, risultando raramente toccante.

Galbo 20/12/20 07:46 - 11577 commenti

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Un viaggio di sofferenza e rinascita (in parte autobiografico) di un regista alle prese con un tumore ematologico. Francesco Bruni dirige un film dai toni sobri che possiede ovviamente forti implicazioni emotive che sono ben “gestite“ da una prova assai misurata di un cast ben scelto e ottimamente diretto. Azzeccata la “riscoperta“ di Pambieri, inspiegabilmente ”trascurato“ dal cinema italiano. Buona la scelta dei brani della colonna sonora.

Camibella 29/03/21 23:45 - 276 commenti

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Un regista cinematografico scopre di avere una grave malattia ematica e, mentre si cura, riformula la sua vita. Una storia molto toccante, con un monumentale Kim Rossi Stuart in una parte intrisa di sofferenza sia fisica che spirituale, ma anche di rinascita. Un percorso, dunque, non privo di momenti altalenanti, tra flashback del passato e visioni oniriche, che ne tracciano la sua non facile infanzia all'interno di una famiglia perfettamente imperfetta. Dedicato alla memoria di Mattia Torre.
MEMORABILE: L'incontro con l'inaspettato donatore; La trasformazione fisica segno della malattia.

Markus 3/04/21 10:45 - 3393 commenti

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Racconto autobiografico dello stesso regista Francesco Bruni, che attraverso il suo alter ego Kim Rossi Stuart (sempre ottimo attore) ci racconta l'inciampo della vita: un tumore del sangue e l'inevitabile travaglio ospedaliero per vincere la malattia. Film ben recitato e talvolta commovente perché tocca le corde della paura e dei fatti che più o meno tutti sappiamo, con passaggi a tratti suggestivi senza scadere troppo nel miserevole (anche se inevitabilmente lo diventano). Storia di speranza che angosciosamente accomuna milioni di persone, ma che non va oltre alla mera narrazione.
MEMORABILE: Kim quando parla del 15% di non farcela ad avere il trapianto e si pone il problema che qualcuno debba pur far parte di quella piccola percentuale.

Victorvega 6/04/21 01:04 - 383 commenti

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Nel caso qualcuno lo iniziasse senza conoscere la trama, bastano poche scene a capirne il tenore e a far arrivare il sospetto che un film del genere finirà per entrare nello stomaco, dare la "botta" e scombussolarlo. Si comprende in breve tempo quante emozioni giungeranno, quanto si trasformerà in una battaglia, sia nel caso in cui ci si potrà identificare nel protagonista per ragioni anagrafiche, sia nel caso si potrà mantenere maggior distacco. Oltre che di una scrittura misurata, un film del genere ha bisogno di un grande attore protagonista, e qui Rossi Stuart è notevolissimo.

Muttl19741 15/04/21 22:37 - 125 commenti

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Un film misurato che racconta del periodo drammatico di un uomo, scritto con un tratto leggero ma profondo, ironico e disperato, onirico ma anche crudo. Molto più che buona la prova di tutti gli attori del film, in particolare dei giovani protagonisti. Ben realizzata la fotografia (splendidi il cielo plumbeo e la terrazza Mascagni a Livorno), degna di nota la colonna sonora con il brano "Altrove" , capolavoro di Morgan, a chiudere il film.

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