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I "MILANODABERE-MOVIES" E I 10 ANNI MAGICI DI MILANO
martedì 22 aprile 2008
Image ImageMilano, a partire dalla fine degli anni settanta (noti per essere considerati quelli del “riflusso”), ha subito un forte cambiamento, frutto di un mix di fattori determinanti e inesorabili. Vediamo di scoprirli:

ImageDa ex città industriale, il capoluogo lombardo si è trasformato nel corso degli ultimi 35 anni in città di servizi e di terziario, emulando sempre più lo spirito americano del commercio al punto da potersi definire la città più americana d’Italia. A partire dal periodo del riflusso (1979-81) in avanti, il desiderio psicologico e irrefrenabile di togliersi di dosso il “pulviscolo” delle fabbriche e degli anni del terrorismo appena terminati (1969-78), hanno creato le basi per una “nuova” città, direi rigenerata nel suo insieme.
Il boom della moda italiana (di cui Milano è da sempre capitale) e una nuova generazione di imprenditori e di “yuppies” (citati anche in canzoni di successo*) copiarono, magari goffamente ma sempre efficacemente, i due punti di riferimento: Silvio Berlusconi con le sue milanesissime tv private e il sempreverde Avv. Gianni Agnelli, facendo sì che anche il milanese si evolvesse assieme alla nuova concezione di mercato. Nel frattempo anche la pubblicità, sempre più onnipresente e martellante, ha cambiato le abitudini e direi gli usi e costumi della gente: l’uomo ha scoperto la cosmesi e la vanità e non se ne vergogna più, anzi: nuove linee da toilette (meglio se legate ad un nome di uno stilista) acquistano mercato.

ImageIn questi anni felici per la città meneghina riscuotono successo molti comici ed artisti milanesi doc o meno, che ne hanno appreso lo stile perfezionandolo. Tra questi cito Massimo Boldi, Renato Pozzetto, Diego Abatantuono, Mauro Di Francesco, Guido Nicheli, Jerry Calà, Ugo Bologna, Ezio Greggio, Enzo Jannacci, Adriano Celentano e Christian De Sica (che è romano ma eccelso quando fa il milanese).
Tutto questo ed altro ancora ha fatto sì che il nostro cinema cavalcasse l’onda dell’entusiasmo della capitale morale d’Italia, in realtà precedendo il “Milanodabere-movies” puro con film di ambientazione meneghina nel periodo del “riflusso”, in cui già timidamente si intravedono gli stilemi classici ed in ogni caso, già dal 1979, si evince l’interesse dei “cinematografari” romani a venire a Milano per ambientare i loro film, senza legarli per forza al discorso “fabbrica”.
I film sono di diversi generi. Infatti, quelli che definisco “Milanodabere-movies” non sono in realtà  un genere a sé ma un filo conduttore o meglio la cornice ideale, ai diversi racconti su pellicola.

Image ImageQualche esempio:
Via Montenapoleone (1987): un trionfo per questo genere e forse l’esempio più significativo.
Yuppies i giovani di successo (1985): un altro esempio in cui Milano e la milanesità fanno da sfondo a questi nuovi eroi metropolitani che sono gli “yuppies”.
• Yuppies 2 (1986): una sorta di continuazione, seppur non del tutto meneghina.
ImageLui è peggio di me (1984): l’accoppiata riempi-sale del cinema italiano non poteva che scegliere Milano come sfondo per le loro avventure (la cosa in realtà era già avvenuta nel 1977 con il film Ecco noi per esempio, in pieni anni di piombo).
• Tutti dentro (1984): Sordi lascia il Colosseo e si trasferisce a Milano anticipando “mani pulite”.
Bye Bye Baby (1988): una Milano piovosa e snob fa da cornice patinata ad una storia per così dire viziosa.
Sotto il vestito niente (1985): un giallo puro ambientato nella Milano-moda degli anni '80.
Culo e camicia (1981) (2° episodio): anche i gay possono avere vita felice a Milano.
Il ragazzo di campagna (1984): vi si narra la storia di un contadino che vede in Milano la città per esaudire i propri sogni.
Un povero ricco (1983): anche i ricchi piangono a Milano.
A me mi piace (1985): Montesano gira la sua unica regia a Milano per togliersi di dosso quella romanità all’epoca in declino.

Image ImageImageGLI ALTRI:
Ci sono altri film, forse non del tutto “Milanodabere-movies” ma che carpiscono in parte questo nuovo entusiasmo. Girati per gran parte della pellicola nella città meneghina inquadrano gli stilemi del genere, forse inconsapevolmente. Sono titoli come I Fichissimi (1981), Il ras del quartiere (1983), Nessuno è perfetto (1981), Agenzia Riccardo Finzi praticamente detective (1979), Saxofone (1978), Kamikazen (1987).
Ovviamente questa lista non è esaustiva e non ho tenuto qui conto di tutti i film girati a Milano in quel periodo (ricordo i Celentano-movies, che sono in gran parte girati lì) semplicemente perché a mio avviso sono di un genere a sé stante.
Stesso discorso per Dorelli, che pur recitando alcuni film a Milano (lui è milanese!) ha uno stile suo, riconducibile più alle commedie sofisticate del periodo precedente (quello del “riflusso”).


ImageIL DECLINO
All’inizio degli anni novanta si avvia l’indagine giudiziaria detta “mani pulite”: Milano non è più scintillante ma un covo di ladri e di uomini meschini. L’immagine della città non è più composta da “yuppies” perennemente abbronzati ma vediamo in tv tutto il giorno una Milano piovosa (piove governo ladro...) con un pallido sfigato inviato in pianta stabile di fronte al tribunale: Paolo Brosio, con tanto di auricolare in diretta con il Tg4; In questi anni diciamo di distrazione e di declino, il cinema (sempre più in crisi) si orienta verso la più proficua tv e ritorna a girare a Roma, ma una nuova era sfortunata (che ci portiamo ancora addosso moralmente) fa breccia sui generi cinematografici rispolverando i “lacrima-movies” in forma di fiction (quelle che ho definito “fiction delle sfighe”, ma questo è un altro discorso).
 
Un mio giudizio sulla Milano di oggi:
Alla domanda ”i Milanodabere-movies torneranno?” rispondo seccamente “no”. Non vi sono più i requisiti e Milano non è più la stessa di di vent’anni fa: la mondializzazione ha mutato profondamente l’ambiente. Mi auguro che l’Expo 2015 e le relative riqualificazioni ci riportino il fascino della Milano d’un tempo, ma ho più di un dubbio. Nel frattempo faccio progetti sul passato...

* Luca Barbarossa nel 1988 dedicò una canzone agli “yuppies” con l’omonimo titolo, ma anche la cantante Lena Biolcati nel Sanremo 1987, cantando “Vita mia”, tra le strofe dice: “Vengo da un paese, non ha grattacieli né pretese, sono cresciuta piano, sognando Milano”.


ARTICOLO INSERITO DAL BENEMERITO MARKUS
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