S1m0ne - Film (2002)

S1m0ne
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Titolo originale: S1m0ne
Anno: 2002
Genere: drammatico (colore)
Note: Il titolo (nonché il nome della protagonista) sono un acronimo per "simulation one". Aka "Simone".

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/01/08 DAL BENEMERITO MAGNETTI
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Magnetti 2/01/08 21:42 - 1103 commenti

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Film dalla buona idea di base ma mal sfruttata. Manca la verve necessaria per mantenere desto l'interesse dello spettatore e spesso si cade nel banale e nella prevedibilità. Anche gli attori ne risentono e sembrano recitare svogliatamente, in primis Al Pacino. Degni di nota sono solo i momenti in cui il creatore della cyber attrice parla con la sua creatura davanti allo schermo del computer.

Redeyes 22/01/08 20:25 - 2324 commenti

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L'idea di partenza intriga. O comunque a suo tempo a lo fece, ma il potere dei trailer sta proprio in questo. Tant'è che il film, per quanto Simone sia un bel vedere, per quanto reciti un certo Pacino, è discretamente noioso. Resta uno di quei tanti film che prendono le mosse da belle idee e finiscono per deluder ogni aspettativa. Sconsigliabile.

Galbo 25/03/08 18:22 - 11968 commenti

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Peculiare commedia sui rapporti tra il mondo reale e quello delle simulazioni virtuali ma anche sulla dittatura dell'immagine nel rutilante mondo del cinema. Buone le idee di partenza ma deficitaria la realizzazione con una sceneggiatura che divaga sul tema sentimentale e non mantiene quello che promette, con l'aggreavante di un happy end fintamente moralista dove tutti i ruoli si ricompongono. Discreta ma non impeccabile la prova di Pacino, a tratti svogliato.

Renato 24/02/09 13:12 - 1648 commenti

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L'idea alla base del film è interessante e fino ad un certo punto anche ben sviluppata, poi però la storia si ingarbuglia un po' troppo; qualche scelta in fase di scrittura è quasi ingenua (tipo Al Pacino che fa dare a S1m0ne un concerto dal vivo, prendendo tutti per il naso) ed è un peccato, perché le premesse per un ottimo film all'inizio c'erano davvero tutte. Ed anche la parentesi sentimentale del protagonista, con ex moglie in carriera e figlioletta al seguito, lascia il tempo che trova.

Capannelle 12/07/09 16:23 - 4126 commenti

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Tra i film di Niccol il meno riuscito. L'idea è abbastanza intrigante, ma lo sviluppo rimane privo di vigore e Al Pacino non può esprimere più di tanto in un copione prima interessante, poi ingarbugliato, alla fine telefonato. Chiara ma anche poco originale la denuncia della vacuità dello show business e dei suoi protagonisti.

Stefania 30/03/10 01:05 - 1600 commenti

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Victor Taransky, regista sull'orlo del fallimento e della crisi di nervi, ci stupisce con un effetto speciale: Simone. Ma a che serve partire così sparati, se poi si gira a vuoto, senza prendere quota? Non ci sono altre invenzioni notevoli, né la vena surreale né quella satirica sono ben utilizzate, la svolta drammatica nel prefinale è un inutile eccesso di zelo, il finale è pre-cotto. Decisamente un'occasione mancata, con Pacino impegnato a strafare: sembra lo senta addosso, tutto il peso del film.

Daniela 14/05/10 13:37 - 11832 commenti

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Intriga più sulla carta che sullo schermo questo film di Niccol che, dopo l'interessante Gattaca, continua a giocare con le apparenze: là era Hawke che si fingeva sintetico pur essendo nato per via naturale, qui un regista sull'orlo di una crisi di nervi che inventa una star fittizia, tutta multimediale, gabbando gli spettatori. Inizio brillante, ma svolgimento stanco, incerto sulla strada da prendere, con un finale poco convincente, in cui anche Pacino non appare al meglio della forma, pur ritagliandosi lo spazio per le tirate classiche.

Siregon 15/10/11 17:29 - 353 commenti

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Mediocre e superficiale ritratto del mondo dorato di Hollywood e della fragilità dei suoi idoli, questo film di Niccol è un fallimento su tutti i fronti. Le interpretazioni non lasciano il segno, Pacino su tutti non graffia e interagisce in maniera svogliata con il resto del cast. L'idea di partenza non è male ma la sceneggiatura noiosa e la ripetitività delle situazioni lasciano presto indifferenti. Improbabili molte delle situazioni, quasi irritanti e ingenui gli effetti digitali. Dimenticabile.

Belfagor 22/08/14 10:07 - 2661 commenti

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Dopo Gattaca, Niccol si getta nel metacinema con questa pellicola sperimentale in cui un regista crea l'attrice perfetta grazie a un software innovativo. Anche se non è sempre chiaro quale direzione il film voglia prendere (satira sul mondo dello spettacolo, dramma psicologico, commedia sentimentale) non si può non apprezzare lo sforzo di Niccol di creare qualcosa di nuovo e intelligente. Prova buona, anche se non memorabile, di Al Pacino. Rivisto oggi, certe previsioni sembrano davvero azzeccate.
MEMORABILE: La "conversazione" fra il regista e Simone.

Vitgar 22/08/14 10:34 - 586 commenti

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Il film inizia bene, con una trama simpatica che incuriosisce, in cui si ironizza sui fenomeni mediatici di massa. Purtroppo progressivamente il tono cala inesorabilmente raggiungendo livelli bassi con momenti di vuoto narrativo, arrivando alla soluzione finale francamente insulsa. Al Pacino ce la mette tutta ma non può fare miracoli. Bei ricordi con il remake, sui titoli di coda, di "Like a natural woman" di Carole King.

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Saintgifts 22/08/14 10:41 - 4098 commenti

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Il computer con i suoi tre monitor, così piccolo nella vastità dello studio hollywoodiano, è una buona immagine che fa capire quanto una tecnologia sofisticata, gestita bene da un solo uomo, riesca ad affascinare (e a gabbare) milioni di persone in tutto il mondo. È anche una buona immagine di cinema, nuovo inventore di un qualcosa di cui il mondo sembra avere estremamente bisogno: le favole. Questa è la favola nella favola dove non siamo noi a guardare il grande fratello, ma è il grande fratello a guardare tutti noi, inconsapevoli partecipanti.

Rebis 7/09/14 14:28 - 2217 commenti

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Curioso che un film che nel 2001 nasceva come opera di fantascienza, a distanza di poco più di dieci anni non si sa più bene dove collocarlo: non male come termometro dello sviluppo tecnologico. Peccato Niccols si preoccupi continuamente di imboccare lo spettatore, dichiarando testi e sottotesti, rimarcando l'arguzia di sensi e controsensi (pochini), riducendo il potenziale critico e destabilizzante ad un noioso, lambiccato spettacolo per famiglie. Il parossismo del prefinale è inverosimile e conseguente. Al Pacino gigioneggia, come da un po' di anni a questa parte ci ha abituati.

Modo 6/02/16 16:38 - 905 commenti

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L'unico pregio è far riflettere su come la realtà virtuale possa offuscare la vita reale e dello show-business. Per quanto riguarda il film, abbastanza deludente, la trama mostra diversi buchi ed è inverosimile quanto la gente sia "credulona". Sono passati pochi anni e già si denota quanti passi avanti abbia fatto l'informatica: tutto ciò che vediamo sembra preistoria. Al Pacino recita sempre bene, ma si esprime decisamente meglio in altre circostanze.

Caesars 24/04/20 10:34 - 3477 commenti

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Brutto tonfo per Andrew Niccol che in precedenza ci aveva regalato il buon Gattaca (e che poi realizzerà Lord of war, anch'esso valido). L'idea di partenza poteva anche essere discreta ma lo svolgimento è estremamente assurdo, fino ad arrivare a un happy ending che difficilmente si poteva immaginare peggiore di così. Anche gli attori fanno fatica a credere in ciò che fanno e Pacino sembra spesso la parodia di se stesso. Si salva solo la parte tecnica, ma in una produzione di questo tipo è abbastanza scontata.
MEMORABILE: Il bellissimo Adagio di Samuel Barber, che figura nella colonna sonora di un film nel film.

Rigoletto 5/02/20 13:40 - 1739 commenti

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Regista sul viale del tramonto inventa un personaggio che farà impazzire le folle, ma la situazione rischia di sfuggirgli di mano in ogni momento. Storia interessante che oggi, visti i progressi virtuali, fa un po' sorridere, complice un Niccol che dirige con leggerezza e un Pacino che gigioneggia alla grande. Alla lunga la parabola si fa discendente, ma il film resta gustoso.

Thedude94 5/04/20 00:13 - 912 commenti

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Discreto film che tratta il tema dell'intelligenza artificiale immergendolo nella contemporaneità di una Hollywood ridotta ormai a produttori, registi e manager che pensano esclusivamente alla star di turno da piazzare nei loro film. La trama scorre abbastanza semplicemente nella prima parte, introducendo i personaggi, ma cala leggermente nel ritmo verso il finale, che appare un po' troppo tirato per le lunghe. Per l'epoca non è male il comparto tecnico e i vari computer e ologrammi non sfigurano come messa in scena.

Paulaster 29/09/22 10:57 - 3834 commenti

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Regista in crisi si inventa un'attrice virtuale. La parte iniziale illustra i (pochi) contenuti del film, che sono il potere degli attori sulla produzione e la morbosità dei media. Poi tutto si trasforma in una stiracchiata caccia alle streghe. Ogni apparizione della protagonista ha derive trash e i tentativi di distruzione della sua immagine sono ridicoli. La parentesi musicale è inutile e il salvataggio finale a dir poco fantasioso. Pacino non trova mai il personaggio e solo la Ryder, in un paio di occasioni, si inventa qualcosa.
MEMORABILE: La telefonata in autostrada; In mezzo ai maiali; La Ryder che sbotta per il van più alto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Gestarsh99 • 13/06/11 01:02
    Vice capo scrivano - 21549 interventi
    Disponibile in edizione dvd dal 22/06/2011 per Nexo:

    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico
    * Formato audio 5.1 EX Dolby Digital: italiano,inglese
    * Sottotitoli Italiano, Inglese
    Ultima modifica: 28/12/17 15:29 da Zender
  • Curiosità Caesars • 24/04/20 15:00
    Scrivano - 16336 interventi
    Ad inizio film Al Pacino è intento a scartare, da un mucchio di caramelle assortite, quelle rosse. Nella finzione questa era una cosa prevista dal contratto della sua attrice.
    E' un riferimento a una clausola che il gruppo Van Halen aveva fatto inserire realmente in un loro contratto nel 1982. Tale clausola prevedeva una fornitura di caramelle M&M dalla quale dovevano essere escluse quelle marroni.
    Non era però una richiesta assurda da parte del gruppo. L'esclusione di tali caramelle serviva infatti al gruppo per accertarsi che fosse stato letto e venisse eseguito attentamente ciò che richiedeva il contratto, e quindi che si ponesse la giusta attenzione alle loro altre legittime e ragionevoli richieste.
    Ciò per assicurare la sicurezza del gruppo, dello staff e dei fans durante i concerti.

    Fonte: Imdb