Lucius • 11/04/10 11:58 Scrivano - 9052 interventi
Qual'è la domanda?
Zender • 11/04/10 12:09 Capo scrivano - 49303 interventi
Domanda, Lucius? Non capisco, rispondevo a Cotola veramente.
Lucius • 11/04/10 13:32 Scrivano - 9052 interventi
Mi è arrivata la chiamata da Cotola, sarà un errore.
Zender • 11/04/10 13:45 Capo scrivano - 49303 interventi
Forse ti segnalava che avevo sistemato il post della locandina di Inferno. Ho scritto meglio perché avevi preso da Wikipedia tagliando la prima parte della frase e non si capiva chi fosse l'autore del disco. Avendo il disco e il film ho messo tutto e chiuso la questione.
Zender ebbe a dire nella SEZIONE CURIOSITA': RELAZIONI (POCO) MISTERIOSE NELLA LOCANDINA Come si legge su Wikipedia, la locandina del film ossia il volto femminile con gli occhi di teschio, è ispirata dalla celeberrima copertina fatta dall'artista H.R. Giger (quello di Alien) per Brain Salad Surgery, un lp degli Emerson Lake & Palmer (1973). Considerato che Keith Emerson (anima del trio) è il compositore delle musiche di Inferno, la cosa non può ritenersi casuale...
Ne colsi il particolare in tempi non sospetti: nel lontano 2004, quando ancora scrivevo su un altro sito.
H.R.Giger e Inferno
Parlando nell'altro topic di "Opera", m'è venuta in mente una domanda su "Inferno" riguardo a una scena che m'ha sempre affascinato ma anche molto incuriosito: trattasi della scena in cui l'antiquario cerca di affogare i gatti e cade nel canale melmoso, per venire poi massacrato a colpi di mannaia dal macellaio. Ora io mi chiedo: cosa ci faceva un banco della macelleria aperto in piena notte in una zona completamente deserta, vicino a un canale di scarico; e soprattutto per quale oscuro motivo il macellaio decide di prendere a mannaiate l'antiquario? Ho sempre trovato la sequenza abbastanza surreale, anche perchè l'identità dell'assassino non è affatto chiara...
Zender • 26/06/10 12:29 Capo scrivano - 49303 interventi
Beh, intanto il canale di scarico è in pieno Central Park a New York, come si può vedere nella sezione location. E New York è la famosa città in cui molti negozi aprono 24 ore al giorno. Magari era la notte bianca...
Quanto alla mannaiata del macellaio beh... sarà la morte che si è servita di un suo losco operatore per uccidere chi doveva mmorire.
John trent • 26/06/10 14:26 Magazziniere - 526 interventi
Undying ebbe a dire: Zender ebbe a dire nella SEZIONE CURIOSITA': RELAZIONI (POCO) MISTERIOSE NELLA LOCANDINA Come si legge su Wikipedia, la locandina del film ossia il volto femminile con gli occhi di teschio, è ispirata dalla celeberrima copertina fatta dall'artista H.R. Giger (quello di Alien) per Brain Salad Surgery, un lp degli Emerson Lake & Palmer (1973). Considerato che Keith Emerson (anima del trio) è il compositore delle musiche di Inferno, la cosa non può ritenersi casuale...
Ne colsi il particolare in tempi non sospetti: nel lontano 2004, quando ancora scrivevo su un altro sito.
H.R.Giger e Inferno Allora a quel tempo eri giovane e inesperto, giacchè in quel post sostenevi che Giger si fosse ispirato alla locandina di Inferno (1980) mentre invece Brain salad surgery è di 7 anni prima (1973)...
Scusa la pignoleria ma io sono un fanatico degli ELP... :-)
Greymouser • 26/06/10 16:45 Call center Davinotti - 561 interventi
Herrkinski ebbe a dire: Parlando nell'altro topic di "Opera", m'è venuta in mente una domanda su "Inferno" riguardo a una scena che m'ha sempre affascinato ma anche molto incuriosito: trattasi della scena in cui l'antiquario cerca di affogare i gatti e cade nel canale melmoso, per venire poi massacrato a colpi di mannaia dal macellaio. Ora io mi chiedo: cosa ci faceva un banco della macelleria aperto in piena notte in una zona completamente deserta, vicino a un canale di scarico; e soprattutto per quale oscuro motivo il macellaio decide di prendere a mannaiate l'antiquario? Ho sempre trovato la sequenza abbastanza surreale, anche perchè l'identità dell'assassino non è affatto chiara...
Ma, vedi,la grandezza di "Inferno" sta proprio in questo, nel suo essere assolutamente spiazzante. Non v'è bisogno di alcun motivo razionale per il raptus del macellaio... come dice ZENDER, è solo un agente della morte, come i topi, come tutti gli elementi asserviti dalla terribile Mater. La figura surreale e irrazionale del macellaio omicida è per me una delle cose migliori del film; incarna la morte che arriva senza spiegazioni e senza dare un perchè, assume un valore metafisico, come un po' tutta l'opera. "Inferno" è secondo me un film che va visto senza porsi domande ragionevoli, senza pretendere di trovare coerenze e sillogismi, perchè di fronte alla morte la logica - anche la logica - fallisce.
John trent • 26/06/10 17:27 Magazziniere - 526 interventi
Greymouser ebbe a dire: "Inferno" è secondo me un film che va visto senza porsi domande ragionevoli, senza pretendere di trovare coerenze e sillogismi Diciamo che questa osservazione (ottima) è ascrivibile a molto del cinema fatto da Argento. E non intendo questa cosa in senso negativo, anzi.
Greymouser ebbe a dire: "Inferno" è secondo me un film che va visto senza porsi domande ragionevoli, senza pretendere di trovare coerenze e sillogismi
Allora chiunque potrebbe sceneggiare un'opera dove logica e ragione sono in piano assolutamente secondario...
In ogni opera di Argento si trovano falle di sceneggiatura: fin quando rimane un horror fatto di visionarietà tipo questo posso anche sopportare ciò, ma se è un giallo e alcune cose non tornano o sono forzate, mi dà fastidio...
La sceneggiatura e' importante, ma credo che x il genere horror si puo' fare a meno di essere sempre aderenti alla realta'e magari mettere in gioco la casualita' e l'imponderabile. Gia' a volte è cosi' orribile il reale e vederlo trasfigurato sullo schermo, associato alle fantasie umane piu' nascoste, puo' essere un modo x esorcizzare le vere paure del quotidiano, o no?
Cioe' vagare senza un filo conduttore e una minima idea di conseguenzialita' in testa?
E' vero, infatti purtroppo succede.
In "Inferno" prendono il sopravvento gli stati d'animo e la storia sembra debole rispetto al resto. Ma credo sia tutta un'illusione, dietro non vedo improvvisazione.
Greymouser • 28/06/10 21:42 Call center Davinotti - 561 interventi
Funesto ebbe a dire: Hai ragione, ma un conto è la casualità degli eventi, un conto è un'incoerenza vera e propria negli eventi...
Non vedo cosa c'entrino la casualità e l'incoerenza. In "Inferno" vi sono scelte registiche assolutamente lucide e intenzionali, nell'intento di mettere in scena per immagini cinematografiche un vero e proprio "trip" allucinogeno, in cui ogni logica stringente sarebbe fuori luogo.
Mi sembra sbrigativa l'affermazione che chiunque può fare un film se non si rispetta la conseguenzialità nella sceneggiatura. Quanti film di potente suggestione come "Inferno" si conoscono? Di film con sceneggiature bislacche ce ne sono tanti, e sono spazzatura pura. "Inferno" è un capolavoro, e ci sarà pure - appunto - una "logica" in questo... :)
Guarda, esageravo, ma certe cose di questo film fanno sghignazzare...
Ad esempio: Mac Closkey vede morire Eleonora Giorgi e la polizia, sul pianerottolo del palazzo dove è avvenuto il crimine, gli dice a malapena "lei ha visto qualcosa?" e lui, andandosene dal palazzo dà una rispostina del tipo "non so nulla, era morta già" e la polizia lo lascia andare senza altre domande, lui che potrebbe essere un testimone importantissimo!
Parliamoci chiaro, io questo film lo reputo molto buono (l'ho valutato tre pallini e mezzo), ha scene affascinantissime (leggi il mio commento e vedrai), però sorvolare su tali cose, francamente... abbassano il punteggio per il film!
Greymouser, io capisco ciò che dici, che è un'intenzionalità il fatto che nel film non tornano molte cose, però certi sono clementi nei confronti di questa scelta, certi altri no ed ecco come si crea gente che non ama molto il cinema di Argento (io amo Argento, anche se lo sto un po' rivalutando in negativo).
Qui in Inferno è voluta la nonlogica, appurato, ma se ciò avviene anche nei gialli del regista romano, allora può darsi proprio che Argento marci sul fatto che non sa imbastire sceneggiature di ferro per creare film di godimento per gli occhi ma che prendono in giro l'intelligenza dello spettatore. Nondimeno Inferno è la summa del cinema che Argento preferirebbe fare, quindi gli fa comodo... non so se hai capito ciò che voglio dire.
Greymouser • 28/06/10 23:14 Call center Davinotti - 561 interventi
Funesto ebbe a dire: Greymouser, io capisco ciò che dici, che è un'intenzionalità il fatto che nel film non tornano molte cose, però certi sono clementi nei confronti di questa scelta, certi altri no ed ecco come si crea gente che non ama molto il cinema di Argento (io amo Argento, anche se lo sto un po' rivalutando in negativo).
Qui in Inferno è voluta la nonlogica, appurato, ma se ciò avviene anche nei gialli del regista romano, allora può darsi proprio che Argento marci sul fatto che non sa imbastire sceneggiature di ferro per creare film di godimento per gli occhi ma che prendono in giro l'intelligenza dello spettatore. Nondimeno Inferno è la summa del cinema che Argento preferirebbe fare, quindi gli fa comodo... non so se hai capito ciò che voglio dire.
Ho capito perfettamente... e infatti "Inferno" non è un giallo... Se parliamo di altri film di Argento, il discorso cambia. Resta il fatto però che non è un giallista, anche se qualcuno pensa il contrario.
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