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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Come sempre i film di e con Woody Allen si dividono in due distinte categorie: da una parte quelli più semplici e immediati, o che comunque hanno come primo obiettivo la risata facile (come LA DEA DELL’AMORE o il più raffinato MISTERIOSO OMICIDIO A MANHATTAN, tanto per restare agli ultimi anni), dall'altra quelli più geniali (anche formalmente) e autobiografici (vedi MARITI E MOGLI, ma anche il musical TUTTI DICONO I LOVE YOU). Solitamente è a questa seconda categoria che il...Leggi tutto pubblico (e pure una certa parte di critica) guarda con sospetto: non bastano tre o quattro gag a rendere un film divertente, si dice senza però guardare al lavoro di ricerca di un autore che tenta spesso, attraverso operazioni meno commerciali, di rinnovarsi di continuo. HARRY A PEZZI fa parte di quest'ultima categoria: forse non diverte come Allen sa fare quando vuole (ma lo standard delle battute è comunque alto e si ride in più di un'occasione), però è un film che propone una chiave di lettura diversa dal solito, che ci costringe a entrare nel personaggio Harry/Allen più a fondo del consueto: conosciamo le sue nevrosi, vediamo fisicamente materializzarsi le sue angosce e le sue paranoie nei personaggi dei suoi romanzi. HARRY A PEZZI è un collage di sketch legati dalla mente di un pazzo (come lui stesso più volte si definisce nel film), un flusso di idee interrotto saltuariamente da un fugace ritorno alla realtà con i suoi problemi. Non è la prima volta che Woody attore interagisce con i personaggi creati dalla mente del suo alter ego sullo schermo (in questo senso STARDUST MEMORIES è forse l'opera più simile) perché da sempre (fin dai tempi di PROVACI ANCORA, SAM, che pure non è suo) il linguaggio metafilmico è uno dei suoi preferiti (basti pensare alla ROSA PURPUREA DEL CAIRO per capirlo). Insolito è invece lo stuolo di superstar chiamate a far quasi da caratteristi: c’è Demi Moore analista poi integralista ebraica, Robbie Williams padre di famiglia sfocato (geniale, come trovata), Billy Crystal angelo decaduto (nella scena più visionaria e affascinante del film, ambientata in un inferno solo a prima vista analogo ai mille già incontrati e di derivazione dantesca) e ruba-ragazze (Elisabeth Shue, la biondina di COCKTAIL); ma i veri protagonisti sono altri, scelti con estrema cura come di consueto e affiancati a una troupe che sembra non cambiare mai (la fotografia di Carlo De Palma non manca da anni). Alcuni vezzi da cinefilo (il montaggio “a salti” stile primi anni del cinema, con frasi a volte troncate volutamente) sembrano forse esagerati, ma si possono perdonare in un film un po' confuso, a volte stordente ma fresco e sincero. Doppiaggio italiano impeccabile, con un Oreste Lionello ormai inscindibile dal "nostro" Woody Allen.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Puppigallo 2/04/07 20:54 - 4526 commenti

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Un Woody in grande forma. Una prima parte fantastica, con raffiche di battute, una meglio dell’altra. Lo psicotico Harry dà sfogo a tutte le sue psicosi con dialoghi spassosi e a volte contortamente deliziosi. L’attrice (ex moglie di Harry) è una delle più sopravvalutate di Hollywood e dintorni. Non è certo all’altezza di fare da spalla a Allen, e si vede. Segnalo: la pubblicità in Canada, i provini, gli orgastoli, la fan, sul set. Nella seconda parte, nonostante la geniale trovata del regista cieco, il livello si abbassa un po’. Comunque, notevole.

Il Gobbo 11/08/07 15:19 - 3011 commenti

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Ultima - ad oggi - zampata del vecchio gattaccio, in gran forma sia di scrittura che di regia (a momenti percorsa da una vena quasi godardiana), e impagabile come interprete/incarnazione delle sue nevrosi, delle sue frustrazioni, dei suoi tic. Magari un po' confuso e frastagliato, ma quanto più vivo ed efficace di molto del suo cinema più prossimo! Senz'altro da salvare e vedere

Renato 17/10/07 17:19 - 1595 commenti

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Un ottimo Woody Allen, tra i migliori dell'ultimo periodo (anche se il film ormai ha quasi 10 anni). Tra un omaggio al suo maestro Bergman e una scena comica, il film scivola via con molta leggerezza e si lascia vedere con grande gusto. Unica pecca, forse, il fatto di non essere particolarmente originale, dando ragione a coloro i quali sostengono che Allen ormai da anni "gira sempre lo stesso film", con variazioni pressoché minime. Memorabile il ruolo della psicanalista interpretata da un'ottima Demi Moore.
MEMORABILE: "Io sono ebreo, noi non crediamo al paradiso!" "Ok, allora dove vuoi andare?" "Al ristorante cinese"

Galbo 31/10/07 06:02 - 11453 commenti

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Mai come in questo film Allen mette in scena il mondo delle nevrosi interpretando un personaggio che è una vera e propria miniera per lo studio delle stesse. In fondo, nulla di particolarmente originale (questo tipo di figure abbonda nei suoi film) ma certemente molto divertente (specie nella prima parte) benché il film (è questo il suo limite maggiore) manchi di una vera sceneggiatura e sia piuttosto una raccolta di gag con alcune buone invenzioni registiche (vedi il personaggio di Williams fuori fuoco). Non un capolavoro ma godibile.

Lovejoy 31/12/07 16:47 - 1824 commenti

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Tra i più divertenti di Allen degli anni '90. Ben scritto e ottimamente diretto, con gag e battute da antologia. Cast irresistibile. Tra i migliori: Allen, ovviamente, Williams col personaggio più riuscito della pellicola e Billy Cristal. Gran bel ritmo e splendida la colonna sonora, come sempre in Allen.
MEMORABILE: "Le parole più belle del mondo non sono 'Ti Amo' ma: 'è benigno!'"; "Sono in bancarotta spirituale"; "Sono andato in overdose di me stesso".

Daniela 20/02/09 15:48 - 9654 commenti

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Certo il suo film più sporcaccione, ma anche uno dei più divertenti, impudico nell' (auto)ritratto di questo intellettuale puttaniere, bugiardo, pateticamente egocentrico, fallito come marito e padre, ma anche vero artista ed alieno da ogni forma di fanatismo. Tante le trovate geniali (l'attore "sfuocato", la discesa agli inferi) e le sequenze da incorniciare. Spontaneo il paragone con 8 1/2, con la differenza che Allen, accanto alla propria controfigura, non rinuncia a mettersi direttamente in gioco. Capolavoro a pezzi.
MEMORABILE: Alla moglie durante un litigio: "Ma come puoi credere che farsi fare un pompino da una ventiseienne popputa sia stato per me un piacere?"

Harrys 20/05/09 16:52 - 682 commenti

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Ottima pellicola che, prendendo spunto da un blocco dello scrittore, "decostruisce" il protagonista, in relazione, anche e soprattutto, alla sua "reale" vita privata, divenendo così un'opera quasi autobiografica. Una serie di gag a volte esilaranti infarcite dai tipici fiumi di parole nevrotici alleniani e conditi da una sana ed irriverente impudicizia. Uno dei migliori Allen, fa sorridere e ridere in più di qualche occasione ("...ma so anche che i record sono fatti per essere abbattuti!"). Bravissimo Lionello nel doppiaggio. ****1/2

Pigro 3/12/09 07:44 - 7919 commenti

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Ha il blocco dello scrittore e intanto la sua vita sentimentale è sempre più fallimentare: il protagonista del film trasferisce le sue nevrosi nei racconti e vive la sua vita come un sogno. Uno dei film più divertenti e scoppiettanti di Allen, ma anche uno dei più acuti nell'intreccio quasi felliniano dei piani narrativi e nell'analisi dei complessi dell'uomo contemporaneo. Geniali l'uomo sfocato, l'inizio con la scopata vicino alla vecchia cieca, la discesa all'inferno e un'infinità di situazioni e dialoghi. Galattico.

Rambo90 5/10/10 23:45 - 6442 commenti

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L'idea di raccontare la vita e le nevrosi del protagonista attraverso i personaggi da lui inventati nei suoi romanzi è geniale (personaggi ovviamente autobiografici) e i dialoghi sono quelli brillanti del miglior Allen. Se proprio si deve fare un appunto è che il ritmo non è sempre veloce e scorrevole, ogni tanto i salti improvvisi del montaggio possono infastidire, ma di sicuro è un film buono e da vedere. Allen è bravissimo qui come attore, ma anche Kirstie Alley e Robin Williams (anche se quest'ultimo è in scena per pochi minuti).
MEMORABILE: Williams sempre fuori fuoco.

Didda23 12/10/11 13:02 - 2298 commenti

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La mancanza di stabilità narrativa del racconto viene sopperita da un fiume in piena di puro genio alleniano: le battute intelligenti e divertenti sono troppe per essere contate, l'assurdità di certe situazioni fanno scattare più di una risata. Il film presenta molte delle tematiche care al regista: si va dalla psicoanalisi alla morte passando attraverso le frustazioni sessuali del protagonista (esilarante l'Allen-pensiero sulle prostitute). Grande esempio di cinema.

Nancy 17/04/12 21:38 - 774 commenti

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Allen dà ancora spettacolo, ci fa ancora ridere di gusto e, perché no, anche pensare. La crisi di uno scrittore di mezza età è una decostruzione della sua stessa vita, a metà tra la realtà e la finzione, tanto che c'è compenetrazione tra di esse; ma è anche una riscoperta di sé, delle proprie priorità, dei propri desideri. E qui il buon Woody batte molti: si scompone e si ricostruisce un po' come il suo montaggio, si dà a pezzettini e riesce comunque a farci sorridere amareggiare e dire "quant'è vero!". Consigliato.
MEMORABILE: "Non hai valori! La tua vita è nichilismo, cinismo sarcasmo e orgasmo!" "Beh, con uno slogan così in Francia vincerei le elezioni".

Viccrowley 18/05/13 02:13 - 803 commenti

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Scoppiettante e sfaccettata questa "decostruzione" alleniana, supportata da un cast eterogeneo e in gran forma. Èil Woody reale l'alter ego di uno scrittore in crisi che esorcizza i suoi fallimenti esistenziali narrandoli nel suo ultimo libro. Giochi di montaggio, flasback, intuizioni geniali (Robin Williams fuori fuoco, la discesa agli inferi) e situazioni kafkiane in una girandola memorabile di personaggi nevrotici, a volte anche sgradevoli, come lo stesso Harry, ma ai quali è¨ impossibile non voler bene.
MEMORABILE: La nonna cieca che sorprende i due amanti sul più bello. "Io tra l'aria condizionata e il papa, scelgo l'aria condizionata... "

Coyote 9/09/13 09:34 - 185 commenti

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Woody Allen si diverte a mettere a nudo la frammentarietà del suo personaggio attraverso la scomposizione della narrazione in mille spunti che si susseguono senza pause, in certi casi disorientando un po’ lo spettatore. L’effetto è interessante, perché la figura del protagonista non può essere completamente ricomposta. Però, anche se manca un filo narrativo continuo, il profilo di Harry viene molto approfondito e, bisogna ammetterlo, si ride spesso.

Metuant 27/01/15 13:38 - 455 commenti

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Forse il film più "nevrotico" e sincero di Allen, un crescendo di situazioni grottesche e al limite del surreale presentate con montaggio frenetico e frammentario che portano a definire la personalità schizzata di un autore e allo stesso tempo del regista, forse mai così autobiografico. Le gag presentate qui sono molto spesso esilaranti nella loro assurdità e questo ne fa un prodotto godibilissimo anche per chi non ha mai sentito parlare di Allen. Destrutturante, ma con brio.
MEMORABILE: L'attore (e poi l'autore stesso) fuori fuoco; La morte con lo scambio di identità; Il finale.

Bizzu 21/06/15 16:37 - 210 commenti

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Del filone tipico di Allen "autobiografia di un nevrotico", piu estremizzato nei contenuti e nella forma rispetto ai predecessori: montaggio impazzito, sesso raccontato in maniera a dir poco esplicita e nichilismo come se piovesse. Le battute sono sempre a livelli altissimi, però i numerosi intermezzi assurdi spezzano troppo il ritmo e non sono niente di che (solo io ho trovato il viaggio all'inferno di una pochezza e di una noia disarmante?). Come spesso mi succede con i suoi film, anche qui salverei solo le gag più riuscite (per fortuna molte).
MEMORABILE: "Non hai valori! La tua vita è nichilismo, cinismo sarcasmo e orgasmo!" "Beh, con uno slogan così in Francia vincerei le elezioni".

Pinhead80 10/11/15 16:07 - 4006 commenti

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La vita nevrotica e tormentata di un cinico e ateo scrittore viene rappresentata attraverso i personaggi letterari da lui creati. Ecco che le sue manie vengono enfatizzate e mescolate nella fantasia, dove il suo alter ego trova il modo di fargli comprendere quello che cerca di nascondere a se stesso. La sfera sentimentale e quella religiosa sono gli argomenti maggiormente trattati e forse quelli che turbano di più il regista. Ne escono tanti raccontini grotteschi che sembrano essere una confessione di Allen al proprio pubblico. Bellissimo.
MEMORABILE: Harry: "Ma tu lo sai che l'universo si sta sgretolando? Lo sai questo? E lo sai che cos'è un buco nero?" Cookie: "Sì, mi ci guadagno da vivere!"

Minitina80 28/02/17 14:27 - 2404 commenti

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Un capitolo particolare nella sterminata filmografia di Woody Allen non tanto per l’originalità degli argomenti ma per come vengono affrontati. Un Allen a ruota libera e così slegato da qualsiasi principio forse non lo si era mai visto prima. Ruba il soggetto al Posto delle fragole per elaborarlo a suo modo e tra un insolito linguaggio esplicito e un montaggio inspiegabile tira dritto per la sua strada fregandosene delle difficoltà che possa incontrare un malcapitato che si imbatte nel film. Abbastanza impegnativo.
MEMORABILE: So che abbiamo perso sei milioni di ebrei, ma quello che mi preoccupa è che i record sono fatti per essere battuti!

Pessoa 1/03/17 21:10 - 1239 commenti

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Forse assieme a Amore e guerra il film più incalzante di Allen. Il fuoco di fila di battute e situazioni divertentissime e quasi surreali fa presto dimenticare la discontinuità narrativa e qualche attore non proprio a suo agio. Le frequenti allusioni sessuali hanno almeno una doppia lettura, tenendo presenti le vicissitudini giudiziarie e quotidiane del regista (il film uscì negli Usa mentre Allen sposava fra le polemiche Soon-Yi a Venezia). Alcune trovate sono davvero geniali. Immancabile per i fans di Allen, consigliato vivamente agli altri.
MEMORABILE: La fellatio iniziale; La prostituta Hazelle Goodman; Il fuori fuoco.

Paulaster 3/03/20 15:39 - 2871 commenti

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Scrittore in crisi viene premiato per i suoi libri precedenti. Allen dichiara la sua (vera) incapacità di vivere linearmente dichiarando che la scrittura lo ha salvato. Un quadro ironico, onesto, vanitoso e anche troppo sporcaccione per l'ennesima seduta d'analisi cinematografica del regista. A volte arzigogolato ma ricco d'idee (anche registiche) e battute ficcanti che spaziano dal matrimonio alla religione, alla famiglia. Brava la Alley.
MEMORABILE: Williams sfocato; L'ingresso all'inferno; Lo sfogo della Allye; Il padre che al posto del paradiso vuole andare al ristorante.

Thedude94 22/10/20 00:38 - 617 commenti

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Allen arriva con questo film non solo a psicoanalizzare sé stesso e spiegare quasi inaspettatamente il senso della sua esistenza, ma riesce a creare un'opera fenomenale di meta-cinematografia e meta-letteratura assieme. Grazie a un cast stellare il regista mostra la realtà di uno scrittore in crisi mescolata alla finzione della messa in scena dei suoi libri più famosi, che riguardano fondamentalmente la sua stessa vita, creando così un mix di introspezione e risate che caratterizzano il suo modo di fare cinema. Il cinismo e il sarcasmo non mancano ma qui c'è un quid in più pazzesco.
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