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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/01/09 DAL BENEMERITO REBIS
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Rebis 14/01/09 16:07 - 2178 commenti

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Vita di Joan Crowford secondo le risentite memorie della figlia adottiva. L'immagine evocata è quella di uno sgraziato mostriciattolo che tenta di pareggiare i conti con un titano: non lo smuove di un millimetro ma s'immagina di esser pago. L'effetto collaterale invece - non proprio secondario - e di detestare la figlia e tifare per la madre. Per isterie, eccessi e divinità il film ha avuto un certo seguito nella comunità queer, ma non c'è davvero nulla per cui strillare. Freud scriveva il manuale d'uso. Davvero seccante.

Daniela 15/01/09 17:30 - 11448 commenti

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Da vedere assolutamente per l'interpretazione di Faye Dunaway, truccata ed abbigliata come Joan Crawford con uno scrupolo degno del museo di Madame Tussauds, talmente sopra le righe da ridefinire il termine di "isteria". La figlioletta, che si vuole auto-accreditare come la vittima innocente delle angherie di una pazza alcolizzata (il flm è tratto dalle sue memorie) risulta oltremodo subdola e ceffonabile. Magari la mammina sarà stata anche detestabile ma te mica eri meglio, cara santarellina... Un pallino solo ma affettuoso.
MEMORABILE: La bistecca obbligatoria (segue crisi isterica), le grucce per abiti che rovinano le spalline (segue crisi isterica), la crisi isterica (segue idem).

Galbo 18/01/09 08:45 - 11853 commenti

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Vita piuttosto miserevole di una diva del cinema, secondo la visione della figlia adottiva che (a suo dire) ebbe a patire pesanti angherie da un genitore ingombrante come la Crawford. Il film vale per l'interpretazione sopra le righe e volutamente caricaturale di un'altra diva, Faye Dunaway. Per il resto è ovviamente molto di parte e non ha grossi meriti artistici se non quello di una discreta ricostruzione ambientale.

Caesars 16/11/09 11:54 - 3338 commenti

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Frank Perry è regista che altrove ha fornito prove più che dignitose, ma in questo caso gira un drammone non molto riuscito, ispirato dal libro di memorie della figliastra di Joan Crawford. Il ritratto, della grande attrice, che ci viene fornito è, ovviamente, di parte: secondo quanto si vede nella pellicola una persona detestabile. Comunque anche la figura della figlia non pare certo migliore di quella della madre, dominata com'è dall'invidia verso un così ingombrante genitore. Buona l'interpretazione della Dunaway, la cosa migliore del film.

Ciavazzaro 23/11/09 10:08 - 4774 commenti

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Una bravissima Faye Dunaway interpreta alla perfezione la vita "segreta" di un'altra storica attrice: Joan Crawford. Basato su un "libro-verità" della figlia della Crawford, un ritratto impietoso della grande attrice (anche se non vi sono motivi per non crederci il dubbio rimane d'obbligo), ben recitato e ben diretto. Consigliato.

Kanon 17/08/10 13:15 - 604 commenti

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Alcolizzata e con qualche disturbo psichico: così viene raccontata da una delle sue figlie adottive, la presunta vita domestica di Joan Crawford. Poggia ovviamente tutto sulle spalle della Dunaway con una magnifica & isterica prestazione che tiene viva l'attenzione. Lenta ma inesorabile, è comunque un'interessante pellicola che racconta un tormentato rapporto tra madre - padrona vs figli (ma anche servitù) inevitabilmente succubi. Da non perdere la canzone dei Blue Oyster Cult ispirata al film.
MEMORABILE: La figlioletta, dopo l'ennesima crisi isterica della madre, sconsolata dice: che ho fatto di male (per meritare questo)...

Schramm 9/05/15 13:56 - 2895 commenti

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I figli non dimenticano e non assolvono. O peggio assolvono ma non perdonano. Lo schiaffo che il genitore dà, lo restituiscono doppio, e a memoria imperitura: quello della Crawford Jr passa per il redigere le proprie memorie di figlia vessata da una madre divista e coi nervi fuori sede, e ne vende i diritti che diventano doveri di cronaca: la Dunaway restituisce al biopic quanto è del biopic, in uno storico acting di donna umiliata e offesa da se stessa in primis, la MGM fa la parte del biblico leone dalla cui bocca non si salvano resti, come del pari non molti ve ne sono in questo film.

Belfagor 29/05/16 12:13 - 2653 commenti

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La vita di Joan Crawford dietro le quinte filtrata dalle memorie rancorose della figlia adottiva tra maltrattamenti, ossessioni e crisi di nervi. Film discutibile nella sua spettacolarizzazione degli abusi (veri o presunti) e nella sua incapacità di rendere il dramma in modo credibile. Anche se la Dunaway impersona la diva in modo sorprendente a livello sia fisico che psicologico, tutto ciò che la circonda è un malriuscito psicodramma camp, appesantito dal personaggio della bambina che dovrebbe essere la vittima ma risulta solo stomachevole.
MEMORABILE: Tutte le crisi isteriche di Joan, in particolare quella per le grucce di ferro.

Ira72 24/02/17 10:06 - 1168 commenti

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La Dunaway rende talmente credibile la figura di Joan Crawford che non si può non tifare per lei. Sublime, anche se volutamente esasperata, la resa cinematografica delle sue isterie, angherie, manie e follie, tanto da sfociare quasi nell'horror, talvolta. Una grande diva messa in scena da un unico punto di vista: quello della figlia che, diseredata da "mammina cara" e non riuscendo a calcare le sue orme come attrice, pensò bene di pubblicare un impietoso libro biografico da cui è tratto questo film. Forse per vendetta, forse per difesa.

Gippal 19/03/17 10:42 - 89 commenti

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Questo film, tentativo esasperato, traccia la vita di una delle attrici della vecchia Hollywood per eccellenza: Joan Crawford. Faye Dunaway interpreta Joan come una moderna Lady Macbeth, distruttiva, personificazione del male e disposta a tutto pur di rimanere nel "giro diabolico". Un film che cerca di ricostruire "troppa!" vita dell'attrice, attingendo a un repertorio immaginario e mai confermato. Purtroppo tutto ciò non lo rende mai convincente. In quasi tutte le scene la Joan è furiosa, urlante. Un diavolazzo, quasi. E chissà che forse...

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Anthonyvm 16/02/20 01:34 - 3778 commenti

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Biopic controverso che sembra soffrire delle stesse turbe mentali della protagonista: a momenti di sontuosa sobrietà che descrivono con gusto la particolare routine quotidiana della Crawford (dalle sue tecniche di lavaggio alla diretta radio della notte degli Oscar) si alternano vere e proprie bombe da psycho-horror in cui la Dunaway (straordinaria e sopra le righe) trasforma la diva in un mostro sadico che farebbe sfigurare la Davis di Baby Jane. Quanto ci sia di vero è dubbio, ma il film resta un'esperienza fascinosa, eccentrica e divertente.
MEMORABILE: La celebre sfuriata contro le grucce di ferro; Joan per poco non strangola la figlia; La Crawford sostituisce miseramente la figlia nella soap opera.

Markus 9/05/21 13:04 - 3501 commenti

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Biografia della star hollywoodiana Joan Crawford basata sul celeberrimo libro "Mommie Dearest" scritto nel 1978 dalla figlia adottiva Christina. Il ruolo decisamente scomodo di Joan viene interpretato - anche per somiglianza fisica - da Faye Dunaway, che per l'occasione carica il personaggio di eccessiva enfasi nel goffo tentativo di sfruttare quello che forse è il cosiddetto film della vita. Una pellicola con l'onta di “(s)cult", che colpisce per la melodrammatica messa in scena (persino con qualche cenno "horror"!), ma con il sopra le righe involontariamente ridanciano.

Leandrino 21/01/22 11:25 - 379 commenti

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La storica attrice Joan Crawford vista con lo sguardo della figlia Christina. Il film di Perry è uno strano biopic per interposta persona, in cui la Crawford è ritratta come una madrina cattiva delle fate: in questo funziona una Dunaway sopra le righe (ma forse, talvolta, troppo). Lo stile del film sembra riprendere quello del cinema classico di cui l'attrice era protagonista, poco in sintonia con il resto della messa in scena. Nel complesso, un film squilibrato che cerca di capire quale tono darsi, in cui ad attrarre è il continuo contrasto tra i suoi stessi elementi.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 15/11/09 14:31
    Gran Burattinaio - 5803 interventi
    Razzie Awards al peggior film (1981)
  • Curiosità Ciavazzaro • 23/11/09 09:50
    Scrivano - 5618 interventi
    La parte della Crawford inizialmente fu offerta a Anne Bancroft.

    Fonte:Imdb
  • Discussione Ruber • 10/03/18 15:14
    Contratto a progetto - 9130 interventi
    Visto ieri sera, mi è veramente piaciuto e mi ha molto ben impressionato la riuscita caratterizzazione della brava Dunaway in quella della Crawford, direi praticamente uguale. anche la sceneggiatura di Perry che sulla biografia della figlia Christina, scrive con ottimi tempi drammatici misti a humor nero.
  • Discussione Buiomega71 • 10/03/18 15:20
    Pianificazione e progetti - 23910 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Visto ieri sera, mi è veramente piaciuto e mi ha molto ben impressionato la riuscita caratterizzazione della brava Dunaway in quella della Crawford, direi praticamente uguale. anche la sceneggiatura di Perry che sulla biografia della figlia Christina, scrive con ottimi tempi drammatici misti a humor nero.

    Mi fa piacere visto che è uno dei mie cult

    Biopic luciferino e crudele (le angherie a cui la Crawford sottopone la figlia Christina sono di una ferocia che si stampa nella mente, quasi da geriatric movie aldrichiano)

    Straordinaria la Dunaway, che assimila il personaggio della Crawford quasi in una fusione "cronenberghiana" (impressionanti le sue smorfie, i suoi gesti, i suoi grotteschi comportamenti da diva decaduta, quasi alla pari con la Gloria Swanson di Viale del tramonto)

    Piccolo e grande gioiellino femmineo di infima crudeltà e cattiveria e (ri)conferma delle grandi (e sottovalutate) doti registiche di Perry.
  • Discussione Ruber • 10/03/18 18:14
    Contratto a progetto - 9130 interventi
    Incassò molto bene, ma la critica lo stroncò, e ricevette anche dei razzie (!!), negli anni sucessivi fu recuperato eccome, dalla critica (i soliti baroni da quattro soldi che per me dovrebbero prima vedere un film dieci volte e poi poter esprimere un parere). Sulla storia della Crawford io non posso che attenermi alla biografia della figlia, ma non mi meraviglio che fosse una donna iper schizzata, alcolista e nevrotica, lo erano decine di stelle del cinema di quegli anni, lei era una delle tante.
  • Discussione Buiomega71 • 10/03/18 19:30
    Pianificazione e progetti - 23910 interventi
    I razzie valgono come il due di bastoni ( CRUISING, OMICIDIO A LUCI ROSSE, cioè parliamone)
  • Discussione Kanon • 10/03/18 20:44
    Fotocopista - 823 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    I razzie valgono come il due di bastoni ( CRUISING, OMICIDIO A LUCI ROSSE, cioè parliamone)

    Massì, sono perlopiù ironici tanto che alcune celebrità sono andate di persona a ritirarlo.