La maschera di cera

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Mystery of the wax museum
Anno: 1933
Genere: horror (colore)
Note: Soggetto dal racconto "The Wax Museum" dello sceneggiatore e giornalista statunitense Charles S. Belden.
Numero commenti presenti: 8
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il primo, l'originale. In Technicolor (e siamo nel 1933!). Michael Curtiz, che dieci anni dopo dirigerà CASABLANCA (in bianco e nero!), è l'autore di questo protohorror a colori, replicato poi molte volte in virtù di una componente sadico/terrifica che molto si presta al genere. Inoltre anche le incursioni frequenti nella commedia brillante (in quasi tutte le parti che non comprendono il museo) segnano un punto fermo molto importante nella contaminazione tra due generi in futuro destinati a sposarsi spesso (il più delle volte con risultati modesti). Un film cardine per molte ragioni quindi, che conserva ancora oggi (nonostante l'inevitabile impressione che dà di appartenere decisamente...Leggi tutto a un'altra epoca) un fascino particolare. Gran merito va dato a Lionel Atwill il quale, nella parte del perfido Ivan Igor, scultore datosi alle cere vittima poi di un incendio che gli brucerà le mani, sarà costretto a ripiegare sui cadaveri per raggiungere i grandi risultati precedenti. A scoprire la tremenda operazione sarà una giornalista in carriera, spigliata ma poco considerata dal suo capo. E’ lei il personaggio scelto per le incursioni nella commedia grazie a dialoghi forse un po' ingenui ma ficcanti. Rispetto alla media dei prodotti del tempo va riconosciuta a Curtiz un'abilità registica non comune, che trova in alcune scenografie (l'obitorio, i sotterranei del museo) un alleato importante e in una sceneggiatura pimpante e calibrata un aiuto da non trascurare. L'eredità dell'espressionismo tedesco è evidente nella messa in scena e, appunto, nelle scenografie.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 29/12/07 11:07 - 3839 commenti

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La Hobby& Work lo mise in catalogo più di dieci anni fa, in occasione di una bella serie di horror rari usciti, appositamente, in VHS per le edicole. Ne è passato del tempo, eppure il colore sbiadito di questo "gotico" d'annata (girato in 2-strip Technicolor) sembra conferire maggior fascino (ancor più sinistro e lugubre) ad una delle storie più rifatte del genere. Resta uno dei classici -inossidabili ed inimitabili- per via dei bravi attori, delle scenografie opprimenti e decadenti (l'obitorio in primis) e dei dialoghi sintetici, ma pregnanti.

Ciavazzaro 9/06/09 15:47 - 4766 commenti

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Buon horror anticipatore di parecchie pellicole successive. Micheal Curtiz dirige con eleganza, si crea una buona atmosfera e la storia Fay Wray offre un ottima interpretazione. Da citare la scena all'obitorio, le statue di cera; professionale. Sicuramente da vedere.

Giacomovie 22/03/10 00:20 - 1355 commenti

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Si tratta di uno dei primissimi film in un rudimentale technicolor, ed il colore si è rivelato molto utile per far risaltare meglio le statue in cera, importanti per la trama del film. Anche se oggi può far sorridere la classificazione tra gli horror, l'elementare crescendo di suspence risulta efficace. Il giudizio complessivo è discreto, ma non gli si può negare mezzo pallino in più per il fascino della rarità che eserciterà senz'altro sugli appassionati. Buoni anche i veloci dialoghi, a volte spiritosi e ben doppiati. ***!

Galbo 28/11/10 08:01 - 11448 commenti

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Più che un horror, un lugubre film gotico, peraltro a colori (anche se la tecnica appare ancora rudimentale). Il film di Curtiz colpisce per la caratterizzazione del protagonista,artista che passa dalle statue di cera all'"inceramento" di cadaveri ed esseri umani e per le opprimenti e quanto mai minacciose scenografie. Certo la sceneggiatura mostra qualche ingenuità ma per un film del '33 c'è da rimanere più che soddisfatti.

Il Gobbo 24/02/12 23:37 - 3011 commenti

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Di horror stricto sensu ce n'è pochino, e quando arriva il film finisce. Però l'equilibrio con gli altri registri (screwball comedy e poliziesco) è miracoloso, la regia sicurissima, la resa visiva affascinante, il ritmo serrato, gli interpreti principali eccellenti. Insomma, un mirabile prodotto da studios che avrà svariate filiazioni, negli USA e altrove (il mascherone del dottor Crimen... ) e che conserva un posto di rilievo fra i classici del fantastique.

Von Leppe 6/08/13 18:39 - 1049 commenti

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Film del 1933 a colori (poche gradazioni, dal rosa al giallo al blu...). Si passa dall'atmosfera antica del museo delle cere nelle lugubri vie di Londra del prologo alle moderne vie di New York, senza abbandonare le ombre espressioniste tipiche delle pellicole di quell'epoca. Ottimo il volto sfigurato del personaggio interpretato dal buon Lionel Atwill. Le parti più tipicamente orrorifiche sono alternate alle scenette umoristiche della protagonista giornalista con il suo editore e con i poliziotti.

Rufus68 21/01/17 13:51 - 3149 commenti

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Storico primo capitolo, un po' sopravvalutato. Permangono certe ascendenze del muto nelle scenografie (il laboratorio, il museo), ma l'incanto si ferma qui poiché la vicenda si limita a una sequenza d'avvenimenti da cronaca nera; le fissazioni del protagonista (eternare la bellezza) sono risolte con pochi accenni rinunciando ad analisi ben più morbose. Fay Wray si limita a urlacchiare; la Farrell, invece, è irresistibilmente simpatica come giornalista ficcanaso: da sola vale la visione.

Daniela 25/05/18 10:30 - 9636 commenti

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Prima trasposizione cinematografica di un racconto gotico di classica suggestione con uno scultore dal volto sfigurato in un incendio che, non potendo più usare le proprie mani, crea statue di cera per il suo museo ricoprendo corpi, morti o vivi. La regia è elegante, come pure il protagonista Atwill, ma l'uso del technicolor bicromatico, con le sue tonalità verdi ed arancio, se conferisce al film un aspetto vintage, non risulta molto felice dal punto di vista estetico. Nel cast la dolce Fay Wray, già famosa come urlatrice.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 9/06/09 14:39
    Scrivano - 5610 interventi
    Il film fu creduto perduto fino agli anni 60' quando venne ritrovato.
  • Homevideo Von Leppe • 10/08/13 13:46
    Call center Davinotti - 959 interventi
    Dvd Warner Bros La maschera di cera 1953

    Tra gli extra il film originale in technicolor del 1933:

    Formato: 1.33:1 (4.3)
    Lingua: Inglese
    Sottotitoli: italiano, inglese, francese, olandese

    min 23:57



    min 58:36

    Ultima modifica: 10/08/13 18:46 da Von Leppe
  • Curiosità Daniela • 16/03/18 15:56
    Consigliere massimo - 5294 interventi
    Soggetto dal racconto "The Wax Museum" dello sceneggiatore e giornalista statunitense Charles S. Belden, che l'aveva scritto nel 1930 pensando ad una messa in scena teatrale, senza poi procedere alla pubblicazione.

    Il stesso soggetto è stato portato sullo schermo nel 1953 da André De Toth, protagonista Vincent Price, con il film La maschera di cera che si può considerare un remake abbastanza fedele del film di Curtiz.

    Solo vagamente ispirato alla storia di Belden è invece La maschera di cera del 2005, primo lungometraggio diretto dal catalano Jaume Collet-Serra.

    Diversa invece la fonte letteraria di M.D.C. - Maschera di cera del 1997, esordio alla regia del creatore di effetti speciali Sergio Stivaletti. Il film infatti si ispira ad un dramma di Gaston Leroux, l'autore del celebre Il fantasma del palcoscenico.