La donna alla finestra

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Titolo originale: The Woman in the Window
Anno: 2021
Genere: thriller (colore)
Regia: Joe Wright
Note: Tratto dal romanzo omonimo di A.J. Finn.
Numero commenti presenti: 10
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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/05/21 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Il ferrini 2/06/21 16:26 - 1837 commenti

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Debitore senza alcun dubbio della finestra hitchcockiana, il film si regge totalmente sulla Adams, autrice di una prova notevole, pur struccata e vestita in modo sciatto per tutto il tempo. La rappresentazione della sua agorafobia è riuscita, molto meno la caratterizzazione degli altri personaggi, alcuni dei quali letteralmente buttati via (vedi la sprecatissima Leigh). Va un po' meglio alla Moore, che si ritaglia se non altro una scena degna di memoria. Nel complesso vedibile, ma la sensazione è quella di un'occasione mancata.

Rambo90 15/05/21 02:54 - 6738 commenti

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Dai dichiarati echi hitchcockiani (ma con molti punti in comune col meno blasonato Copycat, finale incluso), un thriller riuscito solo in parte. Indubbiamente girato con stile e con una prima parte intrigante ma a cui manca sempre qualcosina per essere convincente fino in fondo. La Adams si dimostra ancora una volta interprete di classe, il resto del cast rimane invece nell'ombra mentre la sceneggiatura si sforza di farci credere che il finale potrebbe essere diverso da come già si immagina. Non male, ma poteva essere molto di più.

Herrkinski 15/05/21 01:46 - 5794 commenti

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La finestra sul cortile, Ti ho visto uccidere, Copycat, Columbus circle: tutti titoli da cui questa produzione Netflix ha preso i migliori spunti, spesso al limite del plagio, nonostante sia in teoria tratta da un bestseller. Ci troviamo quindi di fronte a una sorta di compendio su un tema comune del cinema thriller/noir; ignorando i ripetuti déjà vu il lavoro ha un cast davvero ottimo, una confezione di lusso, ost di Elfman e alcuni twist riusciti, oltre a un finale tipico ma che riserva qualche colpo basso. Non male dopotutto, a patto di chiudere un occhio e stare al gioco.
MEMORABILE: Lo scontro finale.

Galbo 15/05/21 17:31 - 11618 commenti

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Ad essere benevoli, un film ampiamente “citazionista”, che riprende suggestioni cinematografiche del passato per raccontare di una donna con parologie psichiche che osserva i vicini da una finestra. Benché poco originale, il film non è sgradevole, grazie soprattutto alla prova del regista che utilizza bene gli spazi interni in cui si svolge la vicenda e all’ottima prova della Adams mentre gli altri attori sono relegati sullo sfondo, ed è un peccato specie per Oldman, il cui personaggio poteva essere meglio sviluppato.

Ira72 17/05/21 20:33 - 1050 commenti

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Una “finestra sul cortile” tutta al femminile, priva dell’iconica ironia e della classe di Stewart, ma compensata dall’indiscusso talento di una Adams decisamente provata dalla vita. Le atmosfere sono cupe, claustrofobiche e ben rendono il dramma interiore della protagonista. La sceneggiatura, però, non brilla per originalità e si poteva puntare più sulla caratterizzazione dei vari personaggi coinvolti che, invece, vengono sfiorati appena. Ed è un peccato, perché il cast lo avrebbe meritato. Finale prevedibile ma che, gustosamente, ammicca a qualcosa di  “argentiano”...

Daniela 17/05/21 21:42 - 10357 commenti

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Spiando dalla sua finestra l'appartamento dei vicini, una donna sofferente di agorafobia vede commettere un omicidio, ma nessuno è disposto a crederle... Thriller ultra-citazionista che vuol imitare Hitctcock ma risulta carente sotto il profilo della tensione e banalmente effettistico nell'epilogo. Adams si impegna ma il suo personaggio, sempre in bilico tra l'isteria e l'ubriachezza, fatica a suscitare empatia, mentre gli altri nomi del cast inutilmente lussuoso risultano sottoutilizzati (Moore) oppure sprecati in ruoli minimali (Oldman, Jason Leigh). Film bolso e pasticciato.
MEMORABILE: In negativo: il sistema di grondaie del tetto calpestabile che lo fa diventare una piscina.

Kinodrop 18/05/21 18:51 - 1876 commenti

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L'ammasso di citazioni filmiche risulta, in quest'opera di Wright, un'arma a doppio taglio che finisce per relegare in secondo piano lo sforzo di aggiungere qualcosa di nuovo a una tematica ormai lisa. Anche la struttura teatrale, chiusa nella dimora della nevrotica agorafobica psicologa, da una parte intriga e incuriosisce, ma mostra rapidamente anche la sua debolezza e costringe a una reiterazione che dopo un po' non sorprende più. La presenza di un cast di valore non apporta granché, limitato a interventi sporadici "quasi camei" e anche la prova di Adams funziona a fasi alterne.

Cotola 19/05/21 22:31 - 7876 commenti

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L'inizio non fa mistero, e come potrebbe mai farlo, della sua matrice hitchcockiana. Il seguito prende qua e là da altre pellicole. La derivatività dei vari spunti narrativi è sicuramente un problema, soprattutto perché la pellicola non ingrana mai la quinta ma vivacchia con qualche momento interessante qua e là e poca tensione. Anche il colpo di scena finale non è certo del tutto inaspettato: non è la prima volta che si vede sullo schermo. Gli ultimi minuti sono abbastanza pacchiani, specie se raffrontati a quanto visto poco prima. Bella prova della Adams, meno quella di Oldman.

Capannelle 27/05/21 22:49 - 3878 commenti

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Terrificante esempio di pesantezza che aumenta passo dopo passo, sequenza dopo sequenza. L'intreccio thriller che vorrebbe rinverdire i fausti hitchcockiani si rivela invece un guazzabuglio poco ispirato in cui la protagonista è costantemente in scena e collocata in uno spazio delimitato che aumenta il grado di soffocamento per chi guarda. Il tutto porta a un finale ancora più pasticciato nel quale alcune scene di lotta rasentano il circense. Begli arredi, effetti anche troppo spinti e poca sostanza, con un cast poco sfruttato per la eccessiva centralità della Adams.

Nicola81 14/06/21 18:51 - 2129 commenti

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Occasione parzialmente sprecata, non tanto per gli innumerevoli rimandi ad altre pellicole (in fondo di quanti altri film potremmo dire lo stesso?), ma per una regia più interessata ai virtuosismi che a una storia che invece le frecce al suo arco le avrebbe pure (il colpo di scena rivelatore, per quanto non del tutto imprevedibile, regge abbastanza). Bravissima la Adams in un ruolo impegnativo che ne mortifica il fascino, ma gli altri nomi illustri del cast risultano utilizzati poco (Moore, Leigh) o male (Oldman) e anche il poliziotto comprensivo di Henry avrebbe meritato più spazio.
MEMORABILE: Il finale.

Joe Wright HA DIRETTO ANCHE...

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 18/05/21 11:19
    Gran Burattinaio - 5515 interventi
    LO SCRITTORE BALLISTA
    Il romanzo da cui è tratto il film è The Woman in the Window, pubblicato nel 2018 con un grande successo di vendite, tanto che ne sono stati acquistati nel giro di poco tempo i diritti per la trasposizione cinematografica, la cui uscita è poi slittata a causa della pandemia covid19.
    Il romanzo segna l'esordio letterario di A. J. Finn, pseudonimo dello scrittore americano Daniel Mallory che è stato al centro di una polemica l'anno successivo.
    Infatti è emerso che lo scrittore, la cui vera identità era stata palesata al momento della vendita dei diritti, aveva più volte mentito circa le sue referenze accademiche vantando un dottorato ad Oxford mai conseguito e soprattutto circa le proprie condizioni di salute, sostenendo di aver sofferto di un tumore al cervello inesistente che aveva usato anche per giustificare i lunghi periodi di assenza quando lavorava in case editrici a Londra e New York.
    Mallory ha anche sostenuto falsamente che la madre era morta di tumore e che uno dei suoi fratelli si era suicidato.
    Lo scrittore ha ammesso di aver mentito, attribuendo il suo atteggiamento alla depressione conseguente ad uno stato bipolare, ma senza addurre prove mediche in proposito.
    Infine Mallory è stato anche accusato di plagio per essersi ispirato nel suo romanzo d'esordio senza citarlo al film del 1995 Copycat, diretto da Jon Amiel ed interpretato da Sigourney Weaver nei panni di uno psicologa criminale che, a seguito di un trama, si barrica nel proprio appartamento in preda ad un esaurimento nervoso che la porta a mescolare medicinali ed alcolici.
    Fonti qui (lingua inglese) e qui (lingua italiana).
  • Discussione Herrkinski • 18/05/21 13:41
    Capo scrivano - 2345 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Lo scrittore ballista

    Il romanzo da cui è tratto il film è The Woman in the Window, pubblicato nel 2018 con un grande successo di vendite, tanto che ne sono stati acquistati nel giro di poco tempo i diritti per la trasposizione cinematografica, la cui uscita è poi slittata a causa della pandemia covid19.
    Il romanzo segna l'esordio letterario di A. J. Finn, pseudonimo dello scrittore americano Daniel Mallory che è stato al centro di una polemica l'anno successivo.
    Infatti è emerso che lo scrittore, la cui vera identità era stata palesata al momento della vendita dei diritti, aveva più volte mentito circa le sue referenze accademiche vantando un dottorato ad Oxford mai conseguito e soprattutto circa le proprie condizioni di salute, sostenendo di aver sofferto di un tumore al cervello inesistente che aveva usato anche per giustificare i lunghi periodi di assenza quando lavorava in case editrici a Londra e New York.
    Mallory ha anche sostenuto falsamente che la madre era morta di tumore e che uno dei suoi fratelli si era suicidato.
    Lo scrittore ha ammesso di aver mentito, attribuendo il suo atteggiamento alla depressione conseguente ad uno stato bipolare, ma senza addurre prove mediche in proposito.
    Infine Mallory è stato anche accusato di plagio per essersi ispirato nel suo romanzo d'esordio senza citarlo al film del 1995 Copycat, diretto da Jon Amiel ed interpretato da Sigourney Weaver nei panni di uno psicologa criminale che, a seguito di un trama, si barrica nel proprio appartamento in preda ad un esaurimento nervoso che la porta a mescolare medicinali ed alcolici.
    Fonti qui (lingua inglese) e qui (lingua italiana).


    Azz, un bell'elemento!! Si spiega dunque il citazionismo spinto del film da cui è tratto (per non dire plagio), tuttavia il romanzo è stato un bestseller...
    Ultima modifica: 18/05/21 14:06 da Zender
  • Discussione Galbo • 19/05/21 05:57
    Consigliere massimo - 3844 interventi
    In pratica un mentitore seriale, forse la sua auto biografia sarebbe più interessante dei romanzi che scrive …
  • Discussione Daniela • 19/05/21 11:25
    Gran Burattinaio - 5515 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    In pratica un mentitore seriale, forse la sua auto biografia sarebbe più interessante dei romanzi che scrive …
    Ho pensato la stessa cosa :o)

  • Discussione Ira72 • 19/05/21 12:17
    Call center Davinotti - 15 interventi
    Davvero...incredibile! Grazie per questa curiosità :)
  • Discussione Kinodrop • 19/05/21 18:57
    Segretario - 98 interventi
    Anche non sapendo gli antefatti, si intuiva che si trattava di una mente balorda, più intenta a sommare citazioni, che a creare un qualcosa di originale.