L'albero del vicino

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Titolo originale: Undir trénu
Anno: 2017
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "L'albero del vicino - Under the tree". Presentato alla LXXIV Mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.
Numero commenti presenti: 12

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/09/17 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 6/09/17 11:12 - 7707 commenti

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I rapporti tra vicini, si sa, possono essere problematici: se poi ci si mettono di mezzo un albero, un cane e una gatta...Notevole film islandese che ribalta il luogo comune sulla freddezza ed il self-control dei nordici. La sceneggiatura è ben scritta e presenta diverse qualità. L'escalation di violenza è ben gestito fino al finale "esplosivo" e liberatorio (con tanto di epilogo beffardo) e la tensione non cala durante la visione ma anzi è in crescendo. Coinvolge ed intriga come non ci si aspetterebbe. Dovesse capitarvi l'occasione: vedetelo.
MEMORABILE: Il cane ed il suo destino.

Daniela 19/11/17 09:13 - 9855 commenti

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Cane e gatto sembrano convivere pacificamente ignorandosi a vicenda, differenza dei loro padroni, due coppie impegnate in una diatriba che, sorta per un problema facilmente risolvibile come l'ombra aggettante di un albero, si avvita su se stessa in un crescendo di sospetti e cattiverie reciproche, fino a sfociare in un epilogo beffardo che sottolinea l'assurdità di questa guerra in miniatura. Il regista mette in scena i rapporti fra coniugi e vicini con una ironia pungente, da entomologo sottilmente sadico, ed il film, divertendo, al tempo stesso fa riflettere sulle proprie piccinerie.
MEMORABILE: La scoperta del filmatino porno e le risposte del marito; IL cane fermo sulla soglia

Kinodrop 25/04/18 20:29 - 1681 commenti

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Non c'è maggior estraneità che quella tra vicini di casa e tra condomini. Dramma nel quale litigiosità, pretesti, sospetti e cattiverie conducono due famiglie a una "guerra eterna". Sembra che ci sia una corrispondenza tra la frigidità dell'ambiente esterno e la psicologia dei protagonisti, uno più insensibile dell'altro (alle cause altrui), fino alla meschinità più ripugnante. Non si riesce a condividere le motivazioni che spingono a tante bassezze, in più, l'escalation sconfina quasi nel grottesco e in un'ironia fuori luogo. Cast funzionale.
MEMORABILE: Il cane sulla soglia; La gatta scomparsa; L'albero e la tenda.

Xamini 19/07/18 10:26 - 1036 commenti

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Sotto la panca la capra campa, sotto l'albero succede esattamente il contrario. Punteggiato da meravigliosi raggi di Sole, questo albero senza frutti reca in realtà in seno il pomo della discordia e porta alla luce le incrinature di tre nuclei familiari, attraverso una lunga catena di cause ed effetti. Fotografia fredda, carattere asciutto, un ritmo un pelo più vivo di certo cinema nordico (qualche ellisse) per un crescendo in tensione che sembra non trovare pace.

Il ferrini 22/04/19 23:49 - 1773 commenti

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Micidiale. Un film che oscilla vertiginosamente fra la black comedy e il drammatico in un crescendo di follia piccolo borghese che terminerà in un vero e proprio massacro. Il regista ci regala uno squarcio impietoso sull'Acheronte dell'umana abiezione, mettendo assieme invidie, gelosie, vendette e patetiche mediocrità di un vicinato apparentemente normale (ed è proprio questo che inquieta). Buono il doppiaggio e non era affatto scontato trattandosi di un prodotto islandese, attori all'altezza e tensione garantita fino alla fine.
MEMORABILE: L'impagliatura.

Capannelle 2/05/20 00:08 - 3787 commenti

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Sottilmente corrosivo, procede implacabile con i suoi grigiori caratteriali che lasciano progressivamente spazio a lampi di beffarda crudeltà. I ontendenti dapprima si annusano, marcano il territorio e poi capiscono che non c'è più margine per fermarsi. Non c'è troppo da discutere sulla credibilità degli eventi, che non penalizza affatto l'insieme. Lo stile narrativo è tendenzialmente nordico, ridotto all'essenziale e sempre incentrato sui personaggi.
MEMORABILE: "Vorrei portarlo a casa".

Fromell 19/06/20 08:36 - 75 commenti

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Il film, che è stato definito un grande esempio di black humour, non è in realtà granché ricco di scene grottesche: al di là di un paio di momenti godibili (tra cui il ritrovamento del cane imbalsamato), non spicca per originalità umoristica e si configura più come una Guerra dei Roses tra vicini di casa in cui si gareggia a chi fa lo screzio più grosso fino al tragico, prevedibile epilogo.     

Nando 20/06/20 22:16 - 3498 commenti

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Pellicola frammista di cinismo all'ennesima potenza con miscelazione di dramma interessante. Un albero crea disagio tra due vicini di casa e purtroppo le conseguenze saranno letali nonostante il finale, benché cruento, appaia scontato. Nel complesso una pellicola di livello con validi interpreti; alcune situazioni evidenziano il pacifismo del popolo islandese salvo poi deflagrare per un nonnulla.

Enzus79 9/07/20 17:25 - 1892 commenti

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Un albero è l'epicentro di una disputa fra vicini, che crescerà fino al limite dell'esponenziale. Film islandese cupo, a tratti grottesco e surreale che decisamente coinvolge e convince per come mette in evidenza la cattiveria dell'uomo, con momenti di alto cinema e un finale che lascia abbastanza spiazzati. Ottime la regia di Hafsteinn Gunnar Sigurosson e la fotografia. Davvero notevole.

Paulaster 30/07/20 10:28 - 2931 commenti

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L’ombra di un albero causa dissidi tra vicini di casa. Classiche diatribe di vicinato (anche se il sole si vede raramente) in cui il focus della vicenda è la pazzia della madre che non si rassegna alla perdita del figlio scomparso. Le sottotrame (il tradimento, il figlio desiderato, la tutela della bambina) accompagnano l’escalation di ripicche che, a parte il finale, sta nei modi non violenti nordici. Chiusura non così originale come sembra. Ruolo della madre che appare comunque troppo sboccato, per la vita quotidiana.
MEMORABILE: Le gomme tagliate; Il video fatto vedere alla ex; Nel coro senza cantare; Il cane in braccio; La riunione di condominio.

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Lou 12/08/20 12:01 - 1001 commenti

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Racconto di un’escalation di violenza nei rapporti di vicinato in terra islandese, sorprendente per quelle latitudini. Un film ben fatto e ben recitato, che propone un’amara riflessione sulle miserie umane e sulle diverse forme di insospettabile infelicità familiare, il tutto sapientemente condito con sottile black humor. Finale prevedibile ma comunque d’effetto.

Bubobubo 3/09/20 22:32 - 1327 commenti

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Non potranno esistere paradisi in terra finché ad abitarli sarà l'uomo; ed è ancora dall'ombra frondosa del più biblico degli alberi, non a caso, che cala il serpente della zizzania tra due nuclei familiari della civilissima Islanda, coinvolti in un'estenuante guerra intestina che sfugge ben presto di mano ed evolve in un tornado di crescente tensione. Come ti creo un velenosissimo noir a partire da un pretesto narrativo vecchio come il mondo: sotto la scorza da cartolina si nasconde una radicale incomunicabilità, qui indagata con risultati inaspettatamente spietati. Gran film.
MEMORABILE: Scatto d'ira all'asilo; Brindisi al figlio perduto; Il cane sulla soglia; Il finale beffardo.
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