Donna Flor e i suoi due mariti

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Titolo originale: Dona Flor e Seus Dois Maridos
Anno: 1976
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 10

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/07/08 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 23/07/08 09:27 - 7794 commenti

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Vedova di un chiassoso dongiovanni si risposa con un uomo noioso che è l’esatto opposto del primo, ma il morto torna come fantasma ad allietarle la vita e le notti. Dal famoso romanzo di Jorge Amado, ecco una fedele rappresentazione del Brasile e della sua ambiguità culturale, tra vocazione borghese e spirito carnevalesco. L’opera è rutilante di suoni e colori (anche un po’ troppo frastornante a volte) e descrive l’eros come una gioiosa forza naturale. Brava Sonia Braga, ma il vero top è la straordinaria musica di Chico Buarque de Hollanda.

R.f.e. 2/07/09 11:19 - 817 commenti

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Prima ancora che morisse, Jorge Amado (1912-2001) è stato rapidamente dimenticato dai suoi stessi fan "leftist", i quali gli hanno preferito autori sud-americani che non abbiano (apparentemente) "tradito" i temi dell'impegno (senza capire che Amado è più "politico" proprio quando scrive di rapporti uomo-donna e di passionalità). Comunque sia, questa fiaba pagana ebbe un certo successo in un'epoca in cui - lo credano o no i giovani d'oggi - una "bellezza opinabile" (chiamiamola così...) come Sonia Braga poteva essere considerata un sex-symbol.

Galbo 9/07/09 07:20 - 11388 commenti

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Insoddisfatta delle prestazioni sessuali del suo secondo marito, un'avvenente donna brasiliana riporta in vita il primo grazie ad una fattucchiera. Da un romanzo di Jorge Amado, grandissimo successo commerciale in Brasile, il film di Bruno Barreto è un inno alla vita, alla sensualità e ai colori del paese sudamericano scevro per questa volta da problemi sociali ma visto solo dal versante "pittoresco". Buona l'interpretazione del cast per un film godibile ma piuttosto superficiale nella sostanza.

Giacomovie 6/07/10 11:37 - 1348 commenti

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Questo simpatico film propone un originale quanto improbabile triangolo: lei, il suo secondo marito e il fantasma materializzato del primo. Improbabile nella realtà ma non impossibile nella fantasia se lo si idealizza nostalgicamente dopo il confronto tra due opposti comportamenti. È quello che fa l'esotica Sonia Braga, diretta da un Barreto che si avvicina molto alla colorita leggerezza del cinema di Bigas Luna ma che sa anche accennare il contrasto tra l'allegria contagiosa e il radicato senso di malinconia tipico del popolo brasiliano. ***

Nando 28/11/11 16:23 - 3477 commenti

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Da un romanzo di Amado nasce questo film in cui una sensuale Braga, passionale e amante del sesso, fa rivivere il defunto marito a discapito del nuovo sposo poco attraente. Un inno carioca alla vita ed al sesso gioioso realizzato in maniera discreta senza comunque picchi di nota. Musiche, per gli appassionati, coinvolgenti.

Homesick 13/03/12 17:10 - 5737 commenti

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In mezzo a tanti dialoghi così scurrili da fare impallidire le nostre commedie più scollacciate si sprigiona la vivida luce di un Brasile popolaresco, tangibile nei suoi quartieri poveri, nei tradizionalisimi, nei riti delle fattucchiere, nelle danze del carnevale e persino nella cucina tipica. La Braga immette in Donna Flor la sua consueta carica sensuale e vitalistica, dividendosi gaudente tra i due mariti: il volgare Wilker, puttaniere e giocatore incallito, e Mendonça, compassato farmacista e suonatore di fagotto, nonchè ignaro cornuto.
MEMORABILE: La vedova ricorda i baci del primo marito:«Mai più la sua bocca, ardente di cipolla cruda...»; gli aspri commenti della suocera alla morte del genero.

Liv 26/09/15 18:25 - 237 commenti

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Dialoghi e situazioni scurrili non sviliscono la grazia pagana di questa favola ambientata a Bahia, tratta da un romanzo di Jorge Amado. Ci sono tutti gli ingredienti brasiliani: o carnaval, as mulatas, o feitiço... In questo paradiso latino il triangolo è classico ma anche originale: il bravo secondo marito è innamorato di Dona Flor, Dona Flor è innamorata del primo marito, il quale non si innamora di nessuna e va con tutte. Sonia Braga interpreta Dona Flor con misura ed è adorabile.

Daniela 22/11/17 17:24 - 9410 commenti

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Il primo marito era un focoso perdigiorno puttaniere, il secondo un farmacista integerrimo ma noioso. Quando torna dall'aldilà il primo, nudo e tangibile, Dona Flor si trova a dover scegliere fra dovere terreno e piacere fantasmatico. Dal noto romanzo di Amado, un film che ha il suo punto di forza nella protagonista incarnata dalla splendida Braga, sensuale e vitalissima, ma risulta sbiadito nelle figure contrapposte dei due mariti e banalmente folkloristico nel quadro d'insieme, col rischio di sacrificare lo spirito ironico dell'opera a favore di una rappresentazione da commedia scollacciata.

Paulaster 5/04/18 10:03 - 2787 commenti

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Donna brasiliana rimpiange il marito defunto e specialmente il suo modo di fare l’amore. L’ambiente popolare di Bahia ben rappresenta quella parte del Brasile sempre pronta a far fiesta ma con una velata malinconia di fondo. La Braga è sensuale e misurata e una sorpresa è Wilker, perfetto nel ruolo del debosciato giocoso. Col secondo matrimonio il film rallenta per colpa della sceneggiatura per chiudere poi giustamente come un inno all’amore.
MEMORABILE: Il sapore del caviale; I canti iniziali; “Il letto è come un deserto da attraversare”.

Noodles 6/09/20 10:44 - 851 commenti

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Tratto da un romanzo di Jorge Amado, è una storia arguta, divertente, condita dalle magiche e malinconiche atmosfere brasiliane e da una spruzzata di eros, mai mostrato veramente ma sempre presente. Tanti i buoni momenti e le trovate del film, ma ad onor del vero va detto che ogni tanto la sceneggiatura ha qualche caduta e ci sono fasi di stanca che bisogna attraversare nelle quali ci si annoia un po'. Ma fondamentalmente Bruno Barreto costruisce tutto molto bene, seguendo il romanzo e aggiungendo qualcosa dalla sua mano di regista interessante. Bellissima la colonna sonora.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione R.f.e. • 7/12/12 09:26
    Call center Davinotti - 854 interventi
    L'unica, poco riuscita versione cinematografica di un personaggio d'origine televisiva di Paolo Villaggio, Professor Kranz, tedesco di Germania (1978; titolo brasiliano: O Golpe Mais Louco do Mundo), Luciano Salce la va a girare - inizio riprese: 15 aprile 1978 - proprio a Rio de Janeiro, e non tanto perché lui e uno degli interpreti, Adolfo Celi, avevano avuto in passato proficue esperienze in Brasile, ma per sfruttare il successo del coevo Donna Flor e i suoi due mariti di Barreto (di cui la pellicola di Salce riutilizza uno degli sceneggiatori e l'attore José Wilker).
    Ultima modifica: 15/11/17 15:38 da Zender
  • Musiche Zender • 15/11/17 15:30
    Consigliere - 43533 interventi
    Dice R.f.e.: Un punto in favore della pellicola è indubbiamente la colonna sonora, in particolare il brano O Que Será, scritto da Chico Buarque de Hollanda, uno degli esponenti più conosciuti della bossa nova anni '60 e '70 ma intonato, nel film, dalla cantante bahiana Simone [alias Simone Bittencourt de Oliveira].
  • Homevideo Zender • 15/11/17 15:31
    Consigliere - 43533 interventi
    Dice R.f.e. SULLA VERSIONE ITALIANA
    In Italia il film di Barreto viene sottoposto a una serie di tagli (all'incirca 9 minuti in tutto), e modifiche di varia natura. Per esempio, la scena dove Norminha legge la lettera di Teodoro a Dona Flor, viene accorciata di circa un minuto. Il motivo non è del tutto chiaro, anche se è cosa nota che spesso le versioni italiane di molti film venivano criminalmente "accorciate" unicamente perché superavano la lunghezza media richiesta dalla distribuzione. A meno che i curatori dell'edizione italiana non temano che quel passo in cui Norminha sottolinea come sia perfettamente normale per una vedova «ardere di desiderio» o quell'altro dove Flor ammette «al di fuori sono una donna rispettabile, ma dentro sono una spudorata, faccio dei sogni e dei pensieri sconci», potrebbe far arrabbiare i perbenisti nostrani.

    Inoltre, viene completamente eliminato un lungo passaggio (8 minuti) nel quale, subito dopo la scena della luna di miele, Flor torna a casa da un breve viaggio dove è andata ad assistere Dona Rozilda che ha avuto una forte crisi asmatica, e si rende conto che in sua assenza Teodoro ha licenziato la domestica Sofia, sostituendola con una certa Maddalena; poi il marito le da alcuni consigli di finanza famigliare e infine ritroviamo i due coniugi in una delle riunioni dell'associazione dei farmacisti, dove l'uomo prende la parola difendendo la pratica galenica contro quella industriale. Già perché, in realtà, Teodoro non è, semplicemente, l'uomo mite e un po' smorto che traspare dalla versione italiana, mutilata, del film, ma prende velocemente il potere in casa Guimaraes e ingerisce negli affari, nella vita e nella potenziale emancipazione di Flor anche peggio di quanto facesse Vadinho. Quanto alla contrapposizione tra i farmaci preparati dai farmacisti e quelli di produzione industriale, si tratta di un problema molto sentito nel periodo in cui il film è ambientato, gli anni '40: si ricordi inoltre che l'idea di quella di Teodoro deriva da una vera farmacia che Jorge Amado frequentava (la Pharmacia Luz, che esiste ancor oggi, anche se è situata in un indirizzo differente, fra Rua Carlos Gomes e Rua do Cabeça, da quello descritto da Amado).

    Manca anche l'ironica sequenza successiva, quella del concerto, dove Teodoro suona il fagotto: il brano è Tace il labbro tratto da La vedova allegra di Franz Lehar, probabile inside joke di Barreto. Flor - che applaude il marito a fine esibizione - è per l'appunto una "vedova" anche se Teodoro non saprà mai fino a che punto "allegra".

    Naturalmente, anche alcuni dialoghi vengono ritoccati, spesso con il solito pretesto/giustificazione delle "esigenze" di doppiaggio o di adattare il film alla realtà sociale italiana. Da notare, per esempio, la modifica che il curatore dell'edizione nostrana mette in atto nella scena del cimitero, quando il negro Arigof, interpretato dal compianto Mario Gusmão (1928-1996) - uno dei primi attori di colore del cinema brasiliano ad aver recitato in ruoli rilevanti - porge dei fiori a Flor dicendole che suo marito era un grand'uomo, un poeta della vita. Invece, alquanto moralisticamente, sebbene si finga uno sboccato "dialogo virile", nella versione italiana il doppiatore di Arigof, Vittorio Di Prima, le dice testualmente «Era un gran figlio di puttana!»

    Infine, la mitica ricetta della Moqueca de Siri Mole (stufato di granchi molli) che Flor rammenta in una famosa sequenza, è insensatamente modificata nel doppiaggio italiano. In originale infatti, la voce di Sônia Braga la descrive fedelmente; in italiano, la doppiatrice Ada Maria Serra Zanetti ce ne propina una versione in cui misteriosamente scompare l'azeite de dendé (olio di palma rosso), sostituito dalla raccomandazione finale - inesistente nell'originale brasiliano, come pure nel libro di Amado - di aggiungere «molto piri-piri.» Ora, il termine piri-piri definisce alcune varietà di peperoncino di piccantezza molto alta (S.U. 50.000·250.000). Forse il curatore dell'edizione italiana non sa bene cosa sia l'olio di dendé, o ne equivoca il significato. Comunque sia, magari pensando a talune preparazioni portoghesi o africane a base di pollo o crostacei al piri-piri, modifica il dialogo inserendo questo micidiale ingrediente, ottenendo però un ibrido che ben poco ha a che fare con l'originale ricetta bahiana: se veramente voi provaste a cucinarla con il piri-piri, la stravolgereste completamente e gli conferireste un gusto davvero troppo piccante!

    EDIZIONI HOMEVIDEO
    In Italia, il film uscì anni fa in vhs. La prima (e tuttora unica) versione in dvd italiano è quella della Monaco International/Mondo Home Entertainment (2008), assai scadente e ovvimente con un taglio di 9 minuti circa, evidentemente derivata dal master usato per il vhs. L'unica raccomandabile è quella della statunitense New Yorker (2008, in brasiliano con sottotitoli in inglese) versione integrale.
    Ultima modifica: 15/11/17 15:38 da Zender