Che Dio ci perdoni

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Titolo originale: Que Dios nos perdone
Anno: 2016
Genere: poliziesco (colore)
Note: Aka "May God save us".
Numero commenti presenti: 11
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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/05/17 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 11/05/17 11:36 - 10326 commenti

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Una coppia di poliziotti madrileni, ciascuno dei quali si porta addosso un pesante carico di problemi personali e lavorativi, indaga su una serie di efferati omicidi di cui sono vittime anziane donne sole. Poliziesco con più di un punto irrisolto nella trama e con una messa in scena discutibile nella sua sgradevolezza (i corpi delle povere vittime sono mostrati in tutta la loro decadenza, con un realismo insistito superfluo ai fini della narrazione). Apprezzabili invece le prove attoriali del rabbioso Alamo e del complessato de la Torre.

Nando 31/10/17 16:39 - 3553 commenti

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Poliziesco spagnolo ambientato durante la visita del Papa in cui si assiste alle efferate gesta di un serial-killer che uccide e stupra anziane donne sole. Bel ritmo e discrete ambientazioni in cui tra scene truculente, i corpi nudi delle anziane e una valida indagine psicologica dei protagonisti si segue un'interessante narrazione. Appropriati i due interpreti principali.

Hackett 1/11/17 14:09 - 1801 commenti

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Ennesima buona prova del cinema spagnolo contemporaneo, che riesce a essere di genere senza complessi o titubanze. La vicenda riesce a tenere lo spettatore incollato proponendo la classica coppia di poliziotti molto diversi fra loro ma funzionali alla storia. Buone le prove attoriali e attenta la regia, che segue gli sbirri nella caotica Madrid. Le immagini che indugiano sui cadaveri (alla Seven) potrannno turbare qualcuno, ma aiutano a immergerci in una crudezza senza speranza. Finale riuscito e per nulla americano.

Kinodrop 26/01/18 17:53 - 1864 commenti

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Un discreto poliziesco ambientato in una Madrid caotica per una visita papale; due poliotti, complessati alquanto, devono risolvere una serie di inconsueti omicidi ai danni di anziane signore. Notevoli il ritmo della narrazione e la descrizione della personalità sia dei poliziotti che del meccanismo omicida del serial killer. Purtroppo però non è esente da una certa rigidità, con alcune forzature e situazioni lasciate perdere, specie verso il finale (che ha un retrogusto da letteratura noir). Efficaci i protagonisti e qualche citazione qua e là.

Nicola81 4/06/18 18:56 - 2127 commenti

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Due poliziotti a dir poco problematici (sia pure per motivi assai differenti) sulle tracce di un serial killer che violenta e uccide anziane donne sole. Sullo sfondo, una Madrid in piena crisi economica e in attesa della visita del Papa. A dispetto delle due ore di durata, scorre molto bene questo poliziesco/thriller che sembra avere qualche debito con Seven e che non risparmia sequenze di disturbante ma realistica crudezza. Regia robusta, interpretazioni ottime (non solo della coppia protagonista), un paio di passaggi a vuoto in sceneggiatura.

Il Dandi 22/10/19 00:53 - 1917 commenti

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Un serial killer stupra donne anziane in una Madrid assediata dai pellegrini per la visita del papa. Parte in sordina e ingrana lentamente, grazie a una narrazione talvolta ellittica (il rapporto con la donna delle pulizie) talora fin troppo esplicita (le scene del crimine), mentre il whodunit si interrompe a tre quarti presentandoci il killer in una delle poche ma riuscite scene d'azione. Anche la coppia di sbirri (il pelato manesco e il balbuziente ingessato) non sembra delle più originali ma sostenuta da interpretazioni pregevoli.
MEMORABILE: L'inseguimento a piedi tra la folla; La tentata sepoltura del cane; L'agguato all'ultima vittima.

Deepred89 3/05/20 14:56 - 3385 commenti

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Poliziesco con serial killer stupratore gerontofilo ("nonnino stallone", come viene definito nella battuta migliore del film) e la classica coppia di sbirri problematici. Girato con discreto mestiere e piuttosto intrigante nella parte investigativa, il film si dilunga tra parentesi familiari non sempre necessarie, che portano a un certo calo d'interesse. Seven chiaro punto di riferimento, anche nell'impietosa esposizione di cadaveri in pose tutt'altro che artistiche, pur con un ribaltamento del binomio "film piovoso - finale soleggiato".

Galbo 30/05/20 16:44 - 11612 commenti

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Un assassino di donne anziane agisce in una Madrid torrida che attende la visita del papa. Film di genere spagnolo, che racconta una storia di efferata criminalità, approfondendo i caratteri (problematici) dei due poliziotti protagonisti e le dinamiche dell’indagine di polizia. Funzionano l’ambientazione in una città che mostra il suo lato meno turistico, e le interpretazioni del cast. Un buon film.

Anthonyvm 13/05/21 15:44 - 2725 commenti

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Thriller urbano in stile Seven, con la classica coppia di poliziotti problematici (uno nevrotico con balbuzie, l'altro iracondo e impulsivo) a caccia di un serial killer superdotato con una predilezione per le anziane. Sorogoyen dà più importanza ai dettagli formali che al plot (molto lineare e con rare sorprese), concedendosi varie parentesi ad alto disturbing-value (i cadaveri nudi delle vittime mostrati senza edulcorazioni) e dando il giusto e drammatico risalto ai guai privati dei protagonisti (le vicissitudini amorose di de la Torre e i contrasti familiari di Alamo). Meritevole.
MEMORABILE: De la Torre perde il controllo con la donna delle pulizie; Inseguimento tra la folla; Il cane di Alamo; Il killer in azione; Finale sotto la pioggia.

Gottardi 15/05/21 19:16 - 104 commenti

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In una Madrid caliente e invasa di turisti per la visita del Papa, due poliziotti mal assortiti tra loro e con problemi personali, devono trovare assassino e stupratore di donne anziane. Ben calibrato tra le vicende personali dei due e la trama poliziesca, con qualche crudezza visiva (i cadaveri) ma senza trascendere e comunque finalizzata a suscitare repulsione e sete di giustizia/vendetta, che costituisce il dualismo ultimo del film. Bravi gli interpreti e sagace la regia.
MEMORABILE: L’assassino scoperto in casa di una delle vittime che fugge a piedi inseguito.

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Bubobubo 6/06/21 17:31 - 1446 commenti

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La saga dei neo-noir iberici si arricchisce di uno dei suoi capitoli più fluviali ed enigmatici, tanto arido e chirurgico nella messa in scena quanto, di fatto, irrisolto e reticente nell'impianto narrativo. Gettata alle ortiche già nella prima metà la carta tradizionale del whodunit, Sorogoyen opta per una dissezione a cuore aperto della psicologia dei propri protagonisti, figure complesse e colpevoli non diversamente dall'effettivo indiziato: ma è più la giustapposizione di singoli quadri della Gestalt, tanto che il finale, ex abrupto, porta in dote con sé più domande che risposte.
MEMORABILE: Mai fidarsi di chi ti porta le arance in appartamento...
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