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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/09/19 DAL BENEMERITO DIGITAL
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Digital 11/09/19 14:50 - 1153 commenti

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Manuel, stimato ma anche corrotto politico, per cercare di coprire un collega di partito entrerà nell'occhio del ciclone, finendo per far emergere le sue malefatte. Corruzione, doppiogiochismo e sotterfugi della politica sono il sale di questo film che spara le sue cartucce migliori nella parte finale, ove la tensione cresce esponenzialmente. Ricco di dialoghi (forse troppi) e con una parte centrale nella quale il ritmo tende a rallentare eccessivamente, trova in Antonio de la Torre la sua freccia più acuminata (attore di gran talento). Buono.
MEMORABILE: La sequenza del tamponamento della macchina; la disperata ricerca dei compromettenti documenti.

Daniela 17/12/19 09:17 - 10916 commenti

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Affermato politico locale che da anni conduce speculazioni ed intasca soldi pubblici si trova al centro di un'inchiesta giudiziaria, col rischio di diventare il capro espiatorio di un partito pieno di gente simile a lui... Film spagnolo che ricorda il cinema italiano di una volta, quello impegnato e grintoso delle Mani sulla città. Non raggiunge le vette del capolavoro di Rosi perché l'obiettivo è sempre puntato sul protagonista, lasciando il quadro generale troppo sfumato, ma è un film politico teso, avvincente ed ansiogeno come un thriller. Ottima la prova di Antonio de la Torre.

Galbo 10/01/20 17:53 - 11727 commenti

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Un’indagine su un politico locale spagnolo rivela un vasto sottobosco di corruzione. I retroscena sporchi della politica in un film iberico che descrive la dissoluzione di una carriera e di una persona in un crescendo di tensione degno del miglior cinema di impegno sociale. La sceneggiatura e la regia si focalizzano sul protagonista lasciando (volutamente ?) in ombra il contesto e affidandosi all’eccellente interpretazione di uno dei migliori attori spagnoli, Antonio de la Torre in un’opera che rivela il carattere transnazionale del malaffare.

Beffardo57 12/01/20 09:08 - 262 commenti

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Politico rampante beccato con le mani sporche di marmellata e prontamente scaricato da compagni di partito non certo più puliti, cerca di sfangarla compromettendo tutti. All'inizio si capisce poco, poi il quadro si chiarisce, mentre il ritmo resta adrenalinico ma i toni divengono progressivamente sempre più cupi e ansiogeni. Avvincente, con un notevole protagonista e un coro di comprimari adeguati.

Nicola81 3/02/20 10:46 - 2243 commenti

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Le intenzioni sono lodevoli e la denuncia della corruzione politica senza appello (emblematica l'intervista che chiude il film), ma il film può dirsi riuscito solamente in parte: le due ore si sentono, la verbosità pure e ad alcuni fasi abbastanza ansiogene ne seguono altre eccessivamente stiracchiate. E poi tutto ruota eccessivamente attorno al protagonista, andando a discapito di un quadro generale che avrebbe meritato un più ampio approfondimento. Bravo de la Torre, rivedibile il resto del cast.

Kinodrop 24/12/20 18:56 - 2043 commenti

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Quando Manuel si rende conto di rischiare di essere il capro espiatorio di una vicenda di corruzione economico-politica di alto bordo, cerca di correre ai ripari per non rimanere il solo ad essere schiacciato. Dalla Spagna un dinamico tentativo di cinema impegnato in cui, salvo alcune parti tirate un po' per le lunghe, riannoda tutti i fili sospesi in un finale teso e stringente. Protagonista quasi unico un de la Torre sempre più esagitato e deciso, molto abile in un ruolo bifronte di affarista rampante che vorrebbe farsi giustiziere rimuovendo però le sue dirette responsabilità.
MEMORABILE: Il tentativo maldestro di incastrare "un socio" col registratore; L'incursione alle 4 di mattina per recuperare i documenti; L'incidenti a fari spenti.

Bubobubo 5/07/21 20:58 - 1545 commenti

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Sono sempre difficili da inquadrare i film di Sorogoyen, originali nella forma e nel contenuto per quanto, tendenzialmente, troppo lunghi e verbosi. Dopo l'atipico thriller di Che Dio ci perdoni arriva il neonoir politico, un capolavoro d'intrighi e ribaltamenti di fronte che, tuttavia, predilige spesso la minuziosa indagine psicologica dello stolido protagonista (eccellente De la Torre) a un più coerente sguardo d'insieme, che dia maggior respiro ad uno script così ambizioso. Eccellente comunque l'ultima mezz'ora, un crescendo di tensione beffardamente sciolto in un finale aperto.
MEMORABILE: Gli ultimi 30': irruzione in villa, incidente a fari spenti, dibattito televisivo.

Giùan 23/10/21 14:29 - 3501 commenti

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Grintoso e talmente ambizioso da spingersi talora verso una tracotante vanagloria, il cinema di Sorogoyen (sino almeno alla tempestosa quiete di Madre) rischia spesso di sbracare. In tal senso "Il regno" non riesce sempre a star dietro alle sue premesse intraprendenti (la descrizione d'un diffuso malcostume di gestione del potere, molto "latino"), scivolando progressivamente verso il ritratto di un personaggio che riflette certo ambiguità ed esemplarità ma non può dirsi esaustivo ed esaudiente. Una muscolarità che inciampa e didascalizza ma incide e percuote sempre. Corruttibile.
MEMORABILE: De la Torre, al bar in spiaggia con la figlia, viene riconosciuto da due tizi che lo insultano; In casa del collega di partito a cercare i documenti.

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