1922

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Titolo originale: 1922
Anno: 2017
Genere: horror (colore)
Note: Il racconto di Stephen King "1922", da cui il film è tratto, è stato pubblicato nel 2010 nella raccolta "Notte buia, niente stelle".
Numero commenti presenti: 15

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/10/17 DAL BENEMERITO JANDILEIDA
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Hackett 3/12/17 09:07 - 1799 commenti

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Ha più la forza del film tv o del capitolo di un film a episodi, questo adattamento di una storia nera di King, eppure si tratta di un prodotto ben realizzato che pur aggiungendo poco all'universo creato dal maestro del Maine riesce a trovare in alcuni dettagli dei punti di forza. L'ambientazione rurale riporta a Grano rosso sangue, ma il motore centrale della vicenda (il delitto e castigo) sembra richiamare più i classici di Poe. Ben realizzato dal punto di vista tecnico, con una fotografia curata e attori in parte.

Herrkinski 15/11/17 03:31 - 5622 commenti

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Non ho letto il racconto originale da cui il film è tratto; resta comunque un lavoro dal sapore televisivo, perlopiù a causa di una storia che non ha grossi momenti di tensione, mentre dal punto di vista della confezione risultano efficaci fotografia e location rurali, suggestive sia in estate che nella parte invernale. Buona la prova di Jane, che in originale sfoggia un accento da vecchio uomo del West ben riuscito; in definitiva un film che non appassiona troppo ma che si lascia apprezzare in virtù della formale eleganza.

Jandileida 22/10/17 08:44 - 1298 commenti

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Modestissimo horror con venature thriller: per non perdere un appezzamento di terra un padre la combina grossa. Tratto da Stephen King, di cui ormai resta da filmare la lista della spesa, il film non eccelle in nulla: storia abbastanza telefonata, ritmo sul lento andante, effetti horror che lasciano il tempo che trovano (non bastano un paio di ratti) e interpretazioni oneste ma ordinarie. Insomma, per quanto sia un prodotto in fin dei conti potabile e con una discreta ricostruzione del 1922, si dimentica facilmente e rapidamente.

Didda23 30/10/17 14:10 - 2310 commenti

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Purtroppo si assiste all'ennesimo brutto film tratto dalla penna di King. Già il soggetto non era troppo esaltante - padre e figlio amanti della vita rurale si scontrano con la madre che sogna la città - e la sceneggiatura non fa altro che appesantire una storia perlopiù scontata e banale non ricamandoci attorno sequenze orrorifiche degne di nota. La confezione è comunque discreta, sorretta da una fotografia alquanto accettabile. Il cast è spaesato e pare diretto con troppa sufficienza. Poco horror, poco thrilling, moltissima noia.
MEMORABILE: Il riempimento del pozzo; L'incontro con lo sceriffo.

Digital 31/10/17 20:21 - 1151 commenti

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Un agricoltore decide di uccidere la moglie con la complicità del figlio per appropriarsi del’appezzamento di terra che spettava in eredità alla consorte. Questo nuovo film tratto da un racconto di King non è poi così male. La storia, pur nella sua linearità, riesce a instillare una considerevole tensione, che si mantiene costante cedendo solo sporadicamente il passo a un pizzico di tedio (la parte centrale rallenta un po’ troppo). Jane ha l’espressione giusta per interpretare un rude campagnolo; più defilata Molly Parker. Decisamente potabile.

Daniela 17/11/17 09:34 - 10118 commenti

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Con la complicità del figlio quattordicenne, un agricoltore uccide la moglie che lo voleva costringere a vendere la terra e ne nasconde il corpo in fondo ad un pozzo... Destinato alla fruizione casalinga, l'ennesimo horror kinghiano che, pur senza esaltare, non demerita se confrontato con altre recenti trasposizioni più ambiziose. La storia è esile, ma si fa apprezzare per la fotografia livida, l'ambientazione rurale, la prova piuttosto convincente di Jane, già interprete di un paio di film da King, qui irruvidito per il ruolo. Vedibile, superiore alle aspettative invero assai modeste.

Galbo 22/12/17 12:36 - 11574 commenti

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L’antico dibattito tra città e campagna viene risolto in modo drastico (e definitivo) dal protagonista di questa pellicola tratta da un racconto di King. Sebbene non faccia gridare al miracolo (ma in definitiva nemmeno la storia è così travolgente) il film si lascia guardare per l’abilitá del regista di sfruttare la location rurale, il senso di tensione che riesce a creare (specie nella seconda parte) e la buona prova dei protagonisti, con particolare riferimento a Jane che si apprezza in modo particolare nella versione non doppiata.

Cotola 10/06/18 23:03 - 7807 commenti

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Un racconto in stile american-kinghiano che non vola certo alto e non consta di particolari colpi di scena, ma che si mantiene piacevole da seguire per tutto il suo svolgimento. Le dinamiche narrative sono prevedibili (finale compreso) e la tensione non raggiunge livelli spasmodici. Ma non manca del tutto il coinvolgemento e lo stile, pur un po' televisivo, non è male. Così come il risultato finale.

Il ferrini 26/07/18 00:59 - 1793 commenti

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Non è un film indimenticabile ma per una serata pizza e Netflix ci si può stare; a patto che non vi facciano schifo i topi, in tal caso la pizza è bene che la finiate prima di premere play. Difficilmente le trasposizioni di King sbalordiscono e 1922 non fa eccezione, tuttavia il film è breve e spedito, quindi si lascia guardare e in qualche rara occasione è perfino disturbante, anche se vorrebbe esserlo molto di più. Jane ha la faccia giusta, la Parker "zombi" invece è abbastanza ridicola. Vedibile.

Rambo90 22/01/19 01:20 - 6670 commenti

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Discreto adattamento kinghiano dalla confezione curata, con una buona ambientazione e che vede in Jane un protagonista talmente convincente da tenere in piedi anche i momenti più smorti. La sceneggiatura è fedelissima al racconto, ma è spesso difficile riuscire a ricreare lo stesso malessere che King evoca sulla pagina, soprattutto perché mancano i dialoghi interiori che i personaggi fanno raccontando. Comunque si lascia guardare e verso la fine anche a comunicare un senso di angoscia. Non male.

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Minitina80 22/02/20 01:23 - 2500 commenti

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Inutile racconto thriller basato sull’assunto insulso del litigio tra due coniugi sul dove andare a vivere. Basterebbe una simile banalità per saltarlo a priori e passare ad altro, anche perché dalla visione non scaturisce un minimo di tensione o emozione di alcun tipo. Trattandosi di King si poteva osare qualcosa sul versante horror, provando a suggestionare oppure a giocare sul versante psicologico. Cosa che non avviene, manifestando il film tutto il suo piattume spasmodico. Si dimentica nell’istante stesso in cui si arriva ai titoli di coda.

Mco 7/03/20 18:35 - 2174 commenti

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Da King un bel film sulla disgregazione dell'individuo. Dal nucleo familiare a pezzi alla perdita di se stessi il passo è breve, anzi brevissimo. L'impianto è di quelli drammatici, con alcune scene di sangue alquanto efficaci. Inoltre la presenza costante dei ratti strizza l'occhio a molto cinema eco-vengeance. Convince Jena nella parte del pater (ormai senza) familias ma soprattutto Schmid in quella del figlio ribelle. Molly Parker si concede un (triviale) delirio alcolico che lascia il segno.

Enzus79 16/03/20 22:01 - 1955 commenti

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Un agricoltore ammazza, con la complicità del figlio quattordicenne, sua moglie per evitare che cento acri di terra vengano venduti: le conseguenze saranno terrificanti. Tratto da un racconto di Stephen King il film, nonostante i ritmi lenti, risulta abbastanza convincente, grazie anche a un'ottima fotografia. Discreta l'interpretazione di Thomas Jane. Musiche coinvolgenti.

Pumpkh75 31/08/20 14:32 - 1380 commenti

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Una delle trascrizioni più fedeli da Stephen King, nel senso che straordinario non era il racconto e straordinario non è il film. Tolto il peso affascinante delle parole al buon Hilditch non resta quindi altro che soppiantarle con una ottima ricostruzione dell’epoca e un sufficiente tratteggio dei personaggi (ringrazi inoltre il notevole lavoro di Jane); sul versante orrorifico c’è però poca trippa per gatti, e quel poco è troppo prono verso le logiche dello jumpscare più pavido. Non rimarrà negli annali.

Lupus73 1/03/21 11:40 - 856 commenti

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Da un racconto di Stephen King con un'immancabile campo di granturco che diventa movente e oggetto dell'omicidio di una donna da parte del marito e del figlio; la terra come madre che dà i suoi frutti, ma se l'approccio è il possesso ecco subentrare un destino foriero di sventura, sorta di maledizione per aver infranto l'approccio alla vita e al destino. La regia riesce a rendere il tutto interessante, e la confezione fa il resto; in parte racconto noir, in parte ghost story, il soggetto è quello che è e non ci sono eclatanti sorprese, ma una visione la può meritare.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 17/11/17 19:42
    Gran Burattinaio - 5461 interventi
    Il racconto di Stephen King 1922, di cui il film è tratto, è stato pubblicato nel 2010 nella raccolta Notte buia, niente stelle, che comprende anche Un bel matrimonio (A Good Marriage), già oggetto di una trasposizione cinematografica nel 2014 per la regia di Peter Askin.
  • Discussione Daniela • 18/11/17 11:56
    Gran Burattinaio - 5461 interventi
    x Schramm

    Ecco un altro film tratto da un racconto compreso nella raccolta Notte buia, niente stelle.
    Niente per cui gridare al miracolo ma, a mio parere, più dignitoso rispetto al precedente A Good Mariage (ci voleva poco) ed anche rispetto ad altre recenti trasposizioni da King come il pessimo Cell (ad anche qui ci voleva poco ed anche meno).

    C'è da postillare che, proprio grazie alle ultime trasposizioni poco riuscite (alle precedenti aggiungerei anche il serial 22.11.63 che ho trovato molto noioso), le mie aspettative si sono drasticamente abbassate...
  • Discussione Schramm • 18/11/17 12:07
    Risorse umane - 6789 interventi
    ti ringrazio tanto, ma io passo. king al cinema è colpo gobbo a riuscita di rari e ho capito che a tenersi possibilisti ci si va solo a rimettere. e temo proprio non sia questo il caso per cui intonare col volto trasfigurato da una crisi mistica un alleluja da migliaia di decibel. peraltro notte buia niente stelle è uno degli ultimi king che più ho amato (è davvero dura deciderne il racconto migliore), e preferisco tenerne inalterato il ricordo, ancora accesissimo, dalla visione derivata dalla lettura, senza guastarmelo con operine-xerox che magari sono anche dignitose e fedeli al racconto/romanzo ma che poi sono cinematograficamente (e per conseguenza, emotivamente) tiepide e, nella più rosea ipotesi, nonmaledopotutto. il tiepido non può più bastarmi. con un king traslato in immagini chiedo la lava, non la borsa d'acqua calda raffreddatasi. a good marriage è già stato un affronto sufficiente. magari, vedendo volare dei quadripalla a volontà, rivedrò le mie posizioni su questo. fino ad allora, cintura di castità.
    Ultima modifica: 18/11/17 12:09 da Schramm