Tutti gli episodi di Derrick commentati! - Stagione 10

26 October 2009

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1983 (STAGIONE 10):


99. IMBARCO A GENOVA (Via Genua)
**! Ovviamente di Genova non si vede nemmeno la lanterna in cartolina, come d'abitudine. Siamo sempre a Monaco invece, alle prese con la morte di un trafficante d'armi che per l'appunto imbarcava la sua merce a Genova destinazione Africa (le solite rivolte). L'uomo viene ritrovato accartocciato nel carrello della biancheria di un albergo dove Derrick condurrà le sue indagini. Conoscerà uno scrittore, una band di colore che suona lì, due strani tizi di Tangeri e il socio della vittima, che naturalmente ci tiene ad apparire immacolato (lui e i suoi affari). In più da fuori arrivano il fratello del morto con il proprio figlio, pronti a intascare la lucrosissima eredità nonostante la dubbia provenienza del denaro. Un intrigo mica da poco svolto con buona sintesi, con Derrick piuttosto nel pallone e incapace persino di dare a Harry, dopo esser sceso dall'auto, le istruzioni corrette per uscire da un parcheggio (finirà con lo scrostare il paraurti del furgone davanti dopo un evitabilissimo impatto). Scritto con coerenza e diretto discretamente, recitato degnamente, un episodio che non lascia molto il segno ma abbastanza appassionante (anche se non da subito), con qualche richiamo all'episodio di Colombo "I cospiratori". Finale da onnipotenza derrickiana un po' risibile... (Zender)

**! Un episodio del soggetto intrigante, certamente debitore di un grandissimo episodio di Colombo (I cospiratori). Pur non raggiungendo quel livello mantiene una propria dignità. Peccato per un corpo centrale non sempre entuasiasmante, mentre il finale alza il livello complessivo mediante una riuscita gestione della tensione. Azzeccate le musiche della band africana. (Didda23)

** Tanti personaggi - forse troppi - per un episodio comunque piuttosto singolare, non fosse altro per i costanti richiami al traffico di armi verso l'Africa (il morto era, appunto un trafficante) che alla corruzione dilagante tra le élite locali, sulla pelle delle popolazioni. Derrick e Harry indagano soprattutto all'interno di un grande hotel del centro di Monaco, dove si aggirano figure magari interessanti ma non troppo caratterizzate: i due fratelli francesi sembra che facciano parte di un'altra storia; la band africana pare che suoni controvoglia; lo scrittore ha sempre lo stesso sguardo allibito. Momento di pathos quando Harry riesce a sbagliare l'uscita da un posteggio a due all'ora, tamponando il mezzo di fronte a lui nonostante Staphan lo stesse pure aiutando. (Eresiarca) 


100. IL CADAVERE NELL'ISAR (Die Tote in der Isar)
** Un giovane e un uomo di mezza età (Horst Frank) si mettono d'accordo per instradare alla prostituzione belle studentesse. Il primo le adesca a scuola, finge dopo un po' di essere pieno di debiti e fa loro capire che se si concedono al boss la vita può riprendere normalmente. L'ennesima preda ci casca, ma stavolta una prostituta dal cuore buono le racconta tutto e... muoiono entrambe! Derrick e Harry entrano in contatto coi familiari dell'una e dell'altra, ma sembrano sempre lontani dalla verità. Incontrano anche i due farabutti, ma non tutto è come sembra, in Derrick, e il colpo di scena questa volta è piuttosto ben architettato. Principio e fine quindi funzionano, è quel che sta in mezzo ad apparire inconcludente e vacuo. Horst Frank, la super guest star della puntata, si vede poco, e a prendersi la scena è soprattutto l'insipido ex marito della prostituta. Sceneggiatura carente, a dispetto di soggetto con dei numeri. (Zender)

** Episodio ottantiano non perfettamente riuscito ma vedibile, qua e là intrigante ma dall'identità ondivaga. Nessuno dei personaggi (interessanti solo sulla carta) riesce a bucare in modo definitivo lo schermo e la vicenda funziona a singhiozzo. Peccato perché si poteva ambire al memorabile o almeno al notevole, considerata la caratura morbosa e perversa della carne messa a cuocere (prostituzione, lenocinio, sentimenti traditi, una escort in vena di bontà, una brava ragazza traviata, un marito ossessionato dalla gelosia). Il finale regala una piccola sorpresa. (Faggi)


101. SEGRETI DI UNA NOTTE (Geheimnisse einer Nacht)
**! Galoppino viene mandato dal proprietario dell'azienda a consegnare personalmente un plico a Strasburgo. Motivo? C'ha la moglie bona e il capo se la vuol fare. E infatti... Ma il galoppino non è fesso: consegna il plico e invece di fermarsi a dormire a Strasburgo torna a Monaco, non trova la moglie a casa e va dritto alla villa del capo, dove ovviamente la trova spupazzata dal principale. Si era portato la pistola da casa, la sta per usare ma cede e fugge. Quando è fuori si ode uno sparo, torna su e trova l'uomo riverso sul letto. Chi l'ha ucciso? Raccoglie la pistola, si volta... lo guardano in 4, pronti a testimoniare che l'assassino è lui. Persino sua moglie, che potrebbe scagionarlo perché mentre s'è sentito sparare lui le stava vomitando quasi addosso, ritratta sedotta dai milioni promessigli da qualcuno: cornuto e mazziato insomma! Un classico whodunit in stile Derrick, forzato come sempre nel finale per poter in qualche modo spiazzare chi poco bazzica la serie. Buona l'interpretazione del guardiano, padre del tipico vegetale derrickiano (la figlia traumatizzata insomma), meno convincenti le altre, ma l'ispettore è in forma (stecca come sempre Harry pronto a gettare precipitosamente la croce addosso al colpevole apparente) e la sceneggiatura riesce a reggere discretamente. Classico. (Zender)

**! I segreti di una vicenda fatale si manifestano in un'altrettanto fatale notte. Tutto comincia con una meschina storia di corna, ci scappa il morto (uno sciupafemmine) e il cornuto viene arrestato. Ma i conti non tornano; lo spettatore sa bene perché ma Derrick, invece, può soltanto intuire che si è davanti a un altro andamento dei fatti... I suoi serrati interrogatori, centrati sullo psichico, lo porteranno a ottenere la confessione dell'omicida (confessione bramata, come sempre). L'episodio è scorrevole; il cornuto (palesemente cotto della moglie) appare come una via di mezzo tra l'ostinato a ottenere verità e il perdente incline al piagnisteo; la moglie fedifraga (definita "una donnaccia" dallo stesso amante - ovvero lo sciupafemmine morto) è conturbante e senza scrupoli; Harry strologa su un evidente abbaglio che ha preso; il resto dei personaggi (tra cui una classica larva derrickiana) è interessante e stimolante oltre che decisivo per sbrogliare la matassa e svelare quali sono i veri segreti di quella notte tragica. Il finale, in fase di accelerazione, decreta i codici cari al nostro ispettore. (Faggi)

**** Un episodio che potrebbe essere scelto come emblematico per descrivere la serie, i suoi personaggi, le tecniche di investigazione e le scelte scenografiche. Molti interni, tra cui spicca una bellissima e ricca casa di campagna al cui interno viene ucciso un industriale abituato a passare da una donna all'altra. Accanto al colpevole più scontato, almeno per Harry - il marito della donna di cui il morto era amante - altri personaggi entrano in scena, ben caratterizzati nelle loro diverse umanità: Il fratello invalido del morto e la cognata tradita, la bella e glaciale amante della vittima, il custode della villa e la figlia dallo sguardo perso. Alla fine, come previsto, l'assassino confesserà. Derrick umanamente lo capisce, lo accompagna all'auto e gli apre la portiera. Ma la legge è legge. (Eresiarca)

*** Classica storia di corna cui la serie ci ha abituato. In questo caso è il perfido sosia tedesco di Ugo Tognazzi a farne le spese, dopo essersi spupazzato la moglie di un suo sottoposto. La storia è comunque ben strutturata e si riesce a seguirne il filo logico, nonostante in alcuni momenti l'atmosfera ingessata della villa rallenti eccessivamente il ritmo. Convincenti le prove di Derrick e del solito precipitoso Harry. (Gordon)


102. L'ASSASSINO MANDA FIORI (Der Täter schickte Blumen)
**! Questa volta è una pistolettata in meno rispetto a "quattro colpi dietro porta", ma il risultato è lo stesso: dietro la porta c'è l'uomo sbagliato e a cadere non è la vittima designata (ma accertarsi prima di sparare a caso no?), e di nuovo chi si salva è colui che insidia una donna, qui molto più vecchia e da sposare per il grano. Chi ci sta per rimettere le penne (ma anche lui si salva, quindi la omicidi che ci fa?) è il tassista che aveva appena consegnato dei fiori all'uomo, ma l'obiettivo era chiaramente quest'ultimo, che viene dipinto come amabile, simpaticissimo, spiritoso ma a noi appare tutt'altro: una specie di salma... D'altra parte anche lei è un residuato di un'altra epoca e insieme starebbero bene; solo che i familiari di lei han capito con chi la poveretta sta per fidanzarsi per cui... tutti sospettati. Un episodio che sarebbe anche gustoso, se non fosse per i soliti ritmi (e musiche) da soap-opera che lo rendono terribilmente lento. Però ha un suo stile, non scade mai, offre un colpevole e una soluzione non scontati, con un bel colpo di scena (pure se un po' improbabile). Non memorabile ma nella serie sì è visto certamente di molto peggio. (Zender) 

*** È necessario sorvolare sulla dinamica del fattaccio iniziale, che ha i tratti dell'improbabile. Fatto ciò è possibile abbandonarsi a un episodio dalle sfumature intriganti, anche di pregio in certi passaggi. Gli interrogatori condotti nella prima parte, in una casa altoborghese, sono irresistibili - Derrick ed Harry, posati e cauti, ben centrati sul modo di condurre l'indagine, attingono informazioni importanti; poi si dirigeranno in ufficio e, con il classico metodo del controllo dei precedenti penali, sapranno dove posizionare la lente d'ingrandimento. L'andamento della trama ha il suo - flemmatico - perché. I personaggi sono restituiti da bravi attori. La regia ha fluidità visiva e precisione tecnica: un linguaggio eloquente, attento nel far risaltare le temperature emotive dei caratteri (presi singolarmente e nondimeno nelle loro interazioni). (Faggi)


103. UNA SOLUZIONE NON PREVISTA (Die kleine Ahrens)
** Ancora una volta siamo nel giro della droga: a lasciarci le penne questa volta sono nell'ordine l'ennesima eroinomane della serie e il relativo spacciatore, trovati entrambi impiccati anche se nel primo caso si parla di suicidio e nel secondo no. A girare intorno alla vicenda non poteva mancare poi il solito professore a capo della tipica classe di vendicativi amici della defunta. Derrick ormai, tra night club (dove si sentono i Toto di "Lovers in the night" e insistentemente i Dire Straits di "Water of love") e giri di droga ci sguazza alla grande e  la matassa pare sbrogliarla più facilmente lui di noi. Anche perché non capiamo cosa possa centrare in tutto questo un ente benefico di aiuti per l'India e la love story del professore con una baldracca del night. Al professore poi, apparentemente un solitario, c'è pur la domestica a complicargli la vita: ma dove va di notte, la vedo stanco, è cambiato... E la risposta dell'uomo non può che essere una: "Signora, si faccia i cavoli suoi!" Dall'intrigo ne esce una storia piuttosto ramificata ma con una sua logica. Almeno fino all'epilogo, quando la spiegazione imprevista del titolo ci fa concludere con una domanda simbolica quanto criptica per chi non ha visto l'episodio: ma Derrick mo che fa? Arresta il cane? (Zender)

***! Per almeno la prima metà dell'episodio lo spettatore pensa di trovarsi davanti a una prevedibile trama, ambientata fra un night e la casa di un anziano professore in cerca di una seconda giovinezza. Poi, a seguito di un improbabile "suicidio", la vicenda si complica e si fa interessante. Il comportamento del professore non sembra più così prevedibile, altri personaggi entrano in scena e Derrick si trova a dover sbrogliare una matassa piuttosto complicata, con un finale che, immaginiamo, in tribunale avrà dato di che dibattere ad accusa e difesa. (Eresiarca)

** Episodio a due o tre facce; con qualcosa di interessante (che funziona) e con momenti banali (che, ovviamente, funzionano poco e niente). Comincia bene (un anziano professore si tuffa nella vita notturna, si intrattiene con una escort, beve champagne, sembra proprio divertirsi...). Tutto poi, con una sorta di strambata, prenderà altre e meno accattivanti direzioni... La figura del professore, che Derrick scruta con curiosità, è strana e intrigante. Il finale, per ragioni organizzative, fa decisamente sorridere. (Faggi)
 

104. APPUNTAMENTO CON LA MORTE
(Tödliches Rendezvous)
**! Derrick è in banca col suo piumino oversize a procurarsi le sterline per un prossimo viaggio a Londra ed ecco il colpo di scena: entra un rapinatore con passamontagna e si fa dare 70.000 marchi. Un giovane tenta di reagire e si prende una tremenda mazzata in testa. Il rapinatore fugge e Derrick, tremendamente impacciato dal piumino, abbozza comunque l'inseguimento, fallendo ben presto: l'uomo sale su un taxi e addio. Il bello è che il tassista ci fa comunella e scopre di conoscerlo, il rapinatore. Un piccolo ricattino e via, bottino diviso. Incredibile! La famiglia del tassista, saputa la cosa, accetta la decisione del padre e comincia le spese pazze. Ma Derrick non è fesso e non crede al tassista che dice di non saper nulla del rapinatore. La tensione in famiglia cresce: dobbiamo davvero tenerceli quei soldi? Papà ha già deciso di sì ma... Sono proprio le scene in famiglia le migliori, quelle che danno un senso all'episodio. Ma c'è anche un Derrick molto risoluto e capace, spalleggiato dal solito Harry che si limita al classico "Che ne pensi, Stephan?" di nessuna utilità. Peccato per l'ultima parte, che scivola via a fatica per concludersi ingloriosamente. Ad ogni modo il tassista è un bel personaggio, anche se purtroppo non del tutto centrale. (Zender)

*** Trama piuttosto originale, nella quale la morte di un individuo avviene solo a indagine già iniziata, complice una rapina in banca effettuata proprio nel momento in cui Derrick si trova a cambiare valuta straniera. La famiglia del tassista, protagonista della vicenda, è ben assortita e la vicenda risulta credibile e intrigante. Molto bello il dialogo tra Stephan e la moglie del tassista su vita coniugale, figli e empatia verso le sofferenze degli altri. Finale un po' stiracchiato come a volte accade ma, in fin dei conti, un bell'episodio. (Eresiarca) 


105. LA RAGAZZA IN JEANS (Das Mädchen in Jeans)
**! Un bel tipino, la ragazza in jeans: torna dall'Oktoberfest e rimorchia un vecchiaccio che le regala un palloncino e le si affeziona. Lei ci sta e nasce una sordida relazione. Qualcuno però le avvelena coi cioccolatini il fratello (pare fossero destinati a lei) e arriva Derrick, a rompere le uova nel paniere ai due piccioncini. La moglie del vecchio come al solito sa ma accetta in silenzio la situazione, lui tenta di far capire all'ispettore come sia possibile perdere la testa per la carne giovane (e Derrick lo sa bene: quanti ne ha visti, finire così...). Con tutta la calma del mondo le indagini proseguono, con Derrick e Harry che si dividono compiti e interrogatori, ma è chiaro che l'interesse della sceneggiatura è scavare nella psiche soprattutto dell'uomo e della sua famiglia irreprensibile (che ovviamente di cattivo occhio vede la relazione con la ragazzetta dai facili costumi). Tra la moglie (che ha abbandonato il lavoro "per dedicarsi alla casa", dice, ma c'ha fior di domestici e giardinieri), la vecchia madre, la governante altezzosa e naturalmente il vecchio maiale c'è un bel po' di sospetti, sul banco. Si introdurrà nella storia persino il vicino di casa della ragazzetta, a completare il quadro. Episodio riflessivo ma ben scritto e soprattutto ottimamente interpretato. Non tra i più memorabili, ma il suo dovere lo fa. (Zender)

**! Memorabile ma non irresistibile episodio dalla struttura da giallo, anche se non proprio classico; a rimetterci le penne è il fratello della vittima designata, una ragazza che non sembra turbata dal fattaccio. Derrick scava nella mente dei protagonisti, aiutato da Henry; anche se intuisce non sembra avere certezze. Poi, grazie a un improbabile quanto provvidenziale fatto quasi casuale, viene a capo del delitto. (Faggi)


106. ATTENTATO A DERRICK (Attentat auf Derrick)
** Derrick, in auto, si accorge di essere inseguito. Il tempo di avvertire Harry in centrale e da una macchina che gli si affianca gli sparano. Shock! E' senza conoscenza, sanguinante sul sedile. Arriva l'ambulanza, ospedale, rianimazione. Harry è sconvolto e giura di usare ogni mezzo per scoprire i colpevoli. In realtà parte con la solita flemma e i suoi pensieri van subito a tale Korda, che prima di finire in carcere aveva giurato vendetta a Derrick. Tra una visita all'ispettore in coma e una richiesta d'aiuto a un noto informatore, la ricerca prosegue. Si punta alla famiglia di Korda per scoprire qualcosa, ma il caso è complesso e Harry, da solo, fa quel che può (tipo telefonare ogni 5 minuti in ospedale per sapere se Derrick sta meglio e chiedergli qualcosa sui mandanti). Lo spunto da cui si parte è buono, ma viene sviluppato male e troppo linearmente; l'assenza del titolare si fa sentire e anche il cast non sembra dare il meglio. Passata la sorpresa nel vedere Derrick all'ospedale ci si può pure assopire senza rimorsi, magari risvegliandosi nel finale per la solita sequenza "con poppe al vento" al night, qui più psichedelica e stonata del previsto. (Zender)


107. TERRORE NELLA NOTTE (Die Schrecken der Nacht)
** C’è in giro un serialkiller. Fate attenzione bavaresi, soprattutto perché questa volta le indagini non le può seguire Derrick (costretto a prendersi 4 settimane di vacanza dopo esser stato colpito da una pallottola). Del caso se ne occupa infatti un anziano e bolso collega che tutti in centrale vedrebbero già bene in pensione. Ad aiutarlo il buon Harry, che di fatto prende in mano la situazione (il collega tende a vagare senza meta per le strade degli omicidi senza sapere bene cosa fare) e accetta l’idea di spedire una poliziotta a fare da esca per il killer. Viste le qualità dei due titolari del caso si capisce che sarà bene che la poliziotta si dia da fare per smascherare lo strangolatore folle, e così la vedremo passeggiare di notte per le deserte strade di Monaco con la speranza di essere intercettata. Ma potrebbe il killer cascarci, visto che si vede benissimo che Harry è sempre lì in giro a ronzare? Vedremo. Intanto Derrick compare ogni tanto per salutare i colleghi e vedere come se la cavano. Curioso episodio con un’inedita coppia che non si sposa troppo bene (anzi, Harry e l’anziano collega poco si parlano e conducono le indagini quasi separatamente, anche perché il vecchio al massimo gironzola in cerca di indizi per le strade senza trovarne uno che sia uno). Curioso anche che quando la poliziotta pare aver trovato uno che finalmente potrebbe essere l’uomo giusto, questi venga scartato a priori dai sospetti non si capisce bene perché. Insomma, al di là della curiosità che si genera sempre le poche volte in cui Derrick è di fatto assente, l’interesse scema presto. Berger, nonostante l’emergenza, non aiuta più del solito, si limita a dare un caldo benvenuto nel ridicolo finale a Derrick quando questi torna definitivamente in ufficio. (Zender) 

** Un Derrick senza Derrick è un po' un controsenso. La prima parte dell'episodio (i primi venti minuti?) non è male, atmosfera e musiche sono indovinate (appropriate, si direbbe). Poi tutto decade e diventa un mezzo intruglio tra l'assurdo (l'assassino non capisce che Harry è lì a supervisionare la trappola?) e l'incongruente (per esempio: uno dei seriamente sospettati non viene né ammanettato né interrogato). Peccato perché qualcosa funziona pure (alcuni personaggi non sono scarabocchiati e anzi intrigano). Purtroppo l'insieme si impantana nella mediocrità. (Faggi)

**! Una puntata nel complesso discreta, pur rivelandosi piuttosto piatta nello sviluppo. Peccato perché l'inizio pareva più che promettente, ma - complice l'assenza pressoché totale di Derrick - le lunghe scene di attesa di un agguato, attorniate da un'atmosfera argentiana in quanto a musiche, lasciano un po' interdetti. Nel complesso però la regia e la sceneggiatura riescono a non tediare lo spettatore, inserendo alcuni dettagli di colore (la gatta, i tipi equivoci,...), fino a un finale difficile da decifrare e alquanto irrealistico. (Gordon) 


108. IL DOTTOR RÖMER E l'UOMO DELL'ANNO (Dr. Römer und der Mann des Jahres)
*** Di notte ammazzano un tecnico d'un laboratorio, rubano un chip... e qualcuno, lì dentro, giura di aver visto entrare uno zombi. Già, pare proprio così, perché il dottor Romer è morto da tre mesi, non può essere davvero lui quello che il portiere e la donna delle pulizie hanno riconosciuto. Però, siccome Derrick crede a tutti, per principio, s'informa su chi fosse questo dottor Romer e scopre che l'avevano internato perché di punto in bianco, un giorno, aveva deciso che i computer non hanno moralità e quindi vanno combattuti. Puntata a sfondo filosofico, con lunghi dialoghi sull'idealismo e l'intelligenza delle macchine, in cui comunque non si perde meritoriamente di vista l'intreccio giallo. Le indagini sono piuttosto approfondite, e nonostante la follia generale che serpeggia un po' ovunque rendendo poco credibile la vicenda, va detto che il cast in palla sa rendere bene l'atmosfera ricca di mistero che aleggia intirgando e conducendoci bene fin verso il finale. Peccato per i ritmi a tratti eccessivamente fiacchi che minano la godibilità della puntata, ma nel complesso ci si può appassionare. (Zender)

**** Episodio molto intrigante, misterioso, avveniristico (per i tempi), che dimostra il grande sforzo dell'unico sceneggiatore della serie, Herbert Reinecker, nell'esplorare le più diverse tematiche. Il mondo dell'intelligenza artificiale e le riflessioni sui limiti in cui può spingersi la ricerca scientifica sono lo sfondo di una puntata ricca di colpi di scena. Eccellenti interpreti, Derrick in gran spolvero, anche Harry ha la sua parte. Bellissimo. (Kozincev)

***! Episodio bello e strano (la stranezza è piacevolmente di casa nella serie ma qui tocca uno dei picchi più notevoli). Comincia con raffinate pennellate misteriose (l'ispettore dovrà vedersela con un fantasma assassino?) e l'ambientazione fa pensare alla fantascienza mescolata allo spionaggio; poi, repentina, una sterzata ci conduce in una clinica psichiatrica da leccarsi i baffi. L'ispettore, coadiuvato da Harry, dovrà non solo trapanare le menti ma anche far riesumare un cadavere per venire a capo di una vicenda con implicazioni speculative sulla mente umana e sull'intelligenza artificiale (l'uomo dell'anno del titolo è il computer, iperborbolicamente così designato dalla stampa). In margine si notano un potenziale flirt - il fatto non è approfondito ma ne ha i tratti grafici - tra Harry e una giovane dottoressa dal volto ambiguo (personaggio che fornirà informazioni importanti) e il decisivo apporto di Berger nel finale (anche se, poverino, ridotto al ruolo di comparsa). (Faggi)
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