CLAUDIO SIMONETTI CI PARLA DELLE MUSICHE DI "PROFONDO ROSSO"

5 febbraio 2009

Grazie ai buoni uffici del sempre gentile Davide Della Nina (alias Pagnimauri) abbiamo potuto rivolgere qualche domanda ad un disponibile Claudio Simonetti riguardo alle musiche da lui (e dai Goblin) composte per Profondo Rosso. Ecco come ha risposto:

ZENDER: La proposta iniziale di Argento per
Profondo Rosso era di risuonare a modo vostro i pezzi di Gaslini o di creare ex-novo dei pezzi come poi successe?
SIMONETTI: Si,doveva essere così; infatti abbiamo cominciato a registrare, con i nostri arrangiamenti, la musica di Gaslini; poi, dopo misteriosi disaccordi con Argento, Gaslini ha abbandonato il film e così abbiamo finito componendo il resto della musica. Sono nostri i brani della facciata A dell'album: Profondo Rosso, Death Dies e Mad Puppet, mentre la facciata B sono pezzi di Gaslini eseguiti da noi.

ZENDER: Quando ascoltaste la prima volta i pezzi di Gaslini che ne pensaste? Che erano poco adatti al film come pensava anche Argento? Dei pezzi di Gaslini ce n'è uno che ti colpì particolarmente?
SIMONETTI: Non mi ricordo bene cosa pensammo, eravamo così emozionati nel dover fare il film di Dario che ci sembrava tutto bello e fantastico! Però i brani di Gaslini erano belli, è un grande musicista.

ZENDER:  Cosa provasti quando per la prima volta vedesti il film con montate all'interno le vostre musiche? Avvertisti che era qualcosa di nuovo, a suo modo di rivoluzionario, per il panorama horror?
SIMONETTI: E' stato il mio primo lavoro; quindi, anche se avevo già esperienze cinematografiche avendo lavorato con mio padre, è stata una bella emozione, specialmente quando siamo andati al cinema alla prima. Non pensavamo neanche lontanamente che la nostra musica sarebbe stata così importante da entrare nella storia del cinema!

ZENDER:  Qual è il pezzo di
Profondo Rosso che pensi si sposi meglio alle immagini? Ce n'è uno che ritieni più "debole" rispetto agli altri o ti sembra che nel complesso tutti funzionino perché omogenei?
SIMONETTI: Sicuramente oggi se rifacessi un film del genere non farei più la stessa musica, ma questo è normale. Penso che Profondo Rosso sia un ottimo esempio di come una musica funzioni bene con le immagini. Non ho preferenze, tutta la musica è omogenea anche se il brano Profondo Rosso lascia decisamente il segno.

ZENDER:  Cosa vi diceva Argento mentre incidevate? Partecipava, si sedeva e ascoltava, suggeriva? Ci sono stati momenti in cui ha temuto di aver fatto un salto nel buio troppo azzardato rispetto al passato e alle aspettative del pubblico? Vi diceva di essere orgoglioso del film, di avere la sensazione di aver creato un grande film o semplicemente di aver proseguito nel suo standard?
SIMONETTI: Argento veniva  in studio, ascoltava le musiche e ci dava i suoi suggerimenti; però, nel complesso, era molto soddisfatto anche perchè era la prima volta che usava un gruppo rock in un suo film e usciva fuori dai soliti canoni usati precedentemente. Noi registravamo i brani e poi Dario decideva dove metterli nel montaggio quindi non ci siamo mai resi conto della nostra musica fino a quando non l'abbiamo vista sullo schermo.

ZENDER:  Come ricordi le reazioni del pubblico all'uscita del film (in relazione alle musiche, naturalmente)?
SIMONETTI: Dario all'epoca era all'apice della sua carriera. Ogni uscita di un suo film era un evento. La gente aspettava Profondo Rosso con ansia anche perchè era il ritorno di Dario al thriller dopo Le Cinque Giornate. Il film era bello e la gente si spaventava tantissimo grazie anche alla musica che suonava con un fortissimo volume nei cinema. Dopo pochi mesi l'LP era ai primi posti e aveva venduto 1.000.000 di copie: un vero fenomeno, che ci lasciò a bocca aperta (ancora oggi non capiamo il vero perchè).

ZENDER:  La critica musicale e cinematografica si accorse della novità della vostra proposta fin da subito o dovette metabolizzare?
SIMONETTI: La critica, come al solito, denigrò il film e la musica definendola addirittura "fracassona" e fuori luogo. Dario non ha mai avuto buone critiche in Italia.

ZENDER:  Sei a conoscenza del fatto che in una ristampa del 1980, sul retro del vostro disco, era scritta una lunga trama completamente sballata del film? Ti risulta potesse essere una prima stesura del soggetto, considerata la precisione di nomi e situazioni (per quanto diversa poi dalla versione che uscì al cinema)?

SIMONETTI: Ho letto la trama solo ora (ho spedito a Claudio il link al nostro forum dove era stata gentilmente copiata da Ellerre, che mi ha giustamente suggerito di spedire a Claudio il link, ndr): esilarante, divertente; chissà che film ha visto quello che l'ha scritta? Chi ci capisce qualcosa della storia, leggendo la trama, è bravo.....ah ah ah!

ZENDER:  La title-track è un capolavoro indiscusso. L'averla inserita così tante volte in ogni tua compilation possibile e immaginabile e il doverla inevitabilmente suonare dal vivo ogni volta ti ha portato in parte a non sopportarla più? Onestamente, che rapporto hai col pezzo?

SIMONETTI: Lo so, Profondo Rosso è stata la mia dolce "condanna" per anni. Il pezzo è bello ma è il meno interessante per me da suonare dal vivo; pur tuttavia mi fa sempre un certo effetto nel vedere che il pubblico, anche con il cambio delle nuove generazioni, applaude con grande entusiasmo già alle prime note. E' un brano che non finirà mai di stupirmi. Viva Profondo Rosso!!!

A chi interessasse il personaggio Simonetti può sempre leggere l'intervista fatta dal benemerito Herrkinski a Claudio all'indomani dell'uscita di Non ho sonno. Cliccate qui.

INTERVISTA INSERITA DAL BENEMERITO ZENDER (grazie all'aiuto di PAGNIMAURI )

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