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FIREBIRD 2015 A.D.

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Firebird 2015 A.D.
Titolo originale:Firebird 2015 AD
Dati:Anno: 1981Genere: action (colore)
Regia:David M. Robertson
Cast:Darren McGavin, Doug McClure, George Touliatos, Robert Wisden, Mary Beth Rubens, Barbara Williams, Alex Diakun, Larry Perkins, Frank Pellegrino, Bill Berry, Tony Sharpe, Fred Keating, Gary Paller
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/12/18 DAL DAVINOTTI
L'immaginario a cui fa riferimento il film è chiaramente quello di George Miller, che nel giro di pochi mesi sarebbe uscito con il primo celebrato sequel del suo INTERCEPTOR. Siamo in un futuro indefinito in cui il governo ha deciso di limitare l'uso del carburante e, di fatto, di vietare l'utilizzo di auto e moto a tutti tranne ai mezzi autorizzati (come spiegano ampiamente i lunghi avvisi diffusi via radio). Chi non rispetta le regole viene ricercato dall'apposito dipartimento governativo, che in gergo chiama i trasgressori “Burners”; tra questi chi si fa notare è Red (McGavin), il quale non solo scorrazza a tutta birra sulla sua Pontiac Firebird Trans Am nera tra le lande desolate del deserto canadese ma convince a seguirlo suo figlio Cameron (Wisden, qui al suo esordio), il classico belloccio biondo inquadrato in frequenti primi piani (talvolta gratuiti) per farne risaltare la bellezza. I due, che guidano sempre col casco, raggiungono sulla strada un amico di Red, Indy (Touliatos), che si unirà alle scorribande lasciando che sua figlia Jill (Rubens) scarrozzi invece il buon Cameron sulla sua dune-buggy. Tutto andrebbe per il meglio se a notare i quattro non ci fosse la polizia, guidata dal duro McVain (McClure) la cui croce è un tizio fuori di testa che si porta sempre dietro (Diakun). Il film lascia interagire tra loro i personaggi sullo sfondo sempre uguale del brullo paesaggio canadese, con una caccia prolungata caratterizzata da dialoghi particolarmente squallidi e insignificanti interrotti di tanto in tanto dal gracchiare delle radio (che dovrebbero aiutare a capire meglio la situazione in cui il mondo si trova). Ci si chiede quindi cosa resti in mano, al povero spettatore, dal momento che anche il cast non sembra proprio il massimo della vita. I due giovani se ne vanno in giro felicemente con la dune-buggy fino ad appartarsi in un casolare per poter sfogare i propri appetiti sessuali, i due genitori (delle madri nessuna traccia) si sfidano con le loro potenti auto ripresi un po' in ogni maniera, gli agenti governativi – cui viene dato più spazio del previsto – riempiono la pellicola con scambi altrettanto vuoti (c'è anche una bella agente donna, a spalleggiare McVain) e l'odioso pazzerello conciato da indiano grida e spara a destra e a sinistra senza un perché. Un film insomma girato un po' come capita per cavalcare il successo di INTERCEPTOR e anticipare IL GUERRIERO DELLA STRADA nell'idea del futuro in cui il carburante scarseggia. Manca però la visione postatomica e originale di Miller e mancano in primo luogo le idee: al di là delle macchine che sfrecciano (ma neanche troppo) tra le dune e gli spazi sconfinati sollevando polvere, poco si vede. Sulla resa dei conti finale, commentata da una musichetta semicountry clamorosamente inadeguata, è bene sorvolare. L'evidente mancanza di un budget decente in ogni campo si fa sentire fin dall'inizio e nemmeno si può troppo sorridere: la noia si fa strada quasi subito e non ci abbandonerà più... Alcuni botta e risposta tra i genitori e specialmente tra i due figli arrapati danno davvero l'impressione di esser stati scritti al volo senza un minimo d'impegno. Azione alla buona, effetti speciali assenti, violenza o sangue non pervenuti e persino sul sesso si lesina, nonostante le due belle ragazze a disposizione. Ci dovremmo consolare col faccino carino del biondo Wisden, che una carriera cinematografica tutto sommato poi se la farà? Un po' pochino...
il DAVINOTTI