Yakuza

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Titolo originale: The yakuza
Anno: 1974
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 21

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/05/07 DAL BENEMERITO CAESARS
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Caesars 3/05/07 10:42 - 3093 commenti

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Ottimo film, forse il migliore del bravissimo Sidney Pollack, basato su una sceneggiatura di Leonard e Paul Schrader e Robert Towne. Sostanzialmente è una storia su amicizia, onore e sul tempo passato che non può ritornare, anche se il tutto è inserito in una trama di thriller d'azione. Ottima l'interpretazione crepuscolare dell'immenso Robert Mitchum. Assolutamente da vedere anche se praticamente irrecuperabile; speriamo che anche da noi esca in dvd.

Cotola 17/09/08 19:07 - 8115 commenti

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Grandioso film noir di Pollack (forse qui al suo miglior film) che si avvale, oltre che di un'ottima regia (sobria, tesa e asciutta) di una splendida sceneggiatura, di una stupefacente fotografia (di Kozo Okazaki) e di un cast che fornisce prestazioni superlative con un Mitchum una spanna sopra tutti. Emozionante, coinvolgente e struggente con un finale davvero notevole. Oltre che intrattenere e coinvolgere, si segnala per essere un bellissimo inno all'amicizia. Perla di inestimabile valore, da non perdere e assolutamente da vedere e rivedere.

Homesick 7/08/09 10:09 - 5737 commenti

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I talenti congiunti di Pollack (regia) e Schrader (sceneggiatura) confezionano un noir d'alto livello sull'etica guerriera - del corpo e dello spirito - nipponica e i suoi implacabili codici d'onore e responsabilità che scavalcano risentimenti personali e nazionali e li trasformano in amicizia vera. Le luci soffuse della fotografia producono un effetto introspettivo e i duelli a colpi di katana non sono privi di spettacolarità. Notevoli Mitchum, vissuto e ramingo, e Takakaura, nobile samurai del XX secolo.
MEMORABILE: L'attentato nel bagno pubblico e l'aggressione in casa.

Patrick78 22/01/09 17:15 - 357 commenti

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Film dal risultato non eccelso forse per colpa di Pollack e della sua "paura" di rendere il tutto troppo sgradevole. Peccato perché gli ingredienti c'erano tutti a partire dalla sceneggiatura di Towne e Paul Schrader, che da una storia del fratello Leonard trassero il film, per arrivare al cast internazionale con Mitchum un po'imbolsito ma con un Takakura Ken da brividi lungo la schiena. È lui il vero motivo d'orgoglio e di interesse della pellicola che altrimenti si può ridurre ad un classico film d'azione americano con messaggio moralistico finale.

Puppigallo 29/07/09 16:53 - 4717 commenti

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E' il classico caso in cui gli attori prendono in mano il film. Sono infatti le notevoli caratterizzazioni (i due protagonisti e la donna) a decretarne la riuscita, assieme a una solida regia. Si insiste sul senso dell'onore, sui rigidi codici (il taglio della falange), sulle tradizioni e sull'amicizia, che può nascere persino tra uomini profondamente diversi, ma uniti da un fine comune (la vendetta). Non male anche i personaggi di contorno (l'amico nei guai, il fratello e i due giovani). Scontata la resa dei conti finale, anche se visivamente apprezzabile (lo studio degli avversari). Merita.
MEMORABILE: Mitchum a Tanaka: "Eiko farebbe anche a meno di respirare per non offenderti"; La singolare presentazione tra Yakuza (mezzo inchino e braccio teso).

Matalo! 29/07/09 16:08 - 1371 commenti

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Non indifferente il contributo di Schrader alla riuscita di questo pregevole noir; che poi in realtà è un film sull'amicizia e sul valore sotteso dei codici di comportamento. È ovvio che Mitchum sin dall'inizio sia più vicino al sentire orientale, così come il giovane guardiaspalle, simile a lui, per poco purtroppo. Pollack dilata i tempi per poi scatenare massacri ripresi con grandissima eleganza (grazie alla foto di Okazaki). Mitchum vecchio e bolso smuove la necessaria tenerezza; Takakura Ken è magnetico. Un noir giustamente celebrato.
MEMORABILE: "L'acqua scorre sempre ma il fiume è fermo".

Tarabas 2/08/09 10:40 - 1809 commenti

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Il reduce Kilmer torna a Tokyo 20 anni dopo la guerra per dare una mano a un amico nei guai con la mafia. Finisce in un gorgo di doppi giochi, dal quale uscirà con l'aiuto di un ex Yakuza, fratello della donna che amava e che non poté sposare. Misconosciuto capolavoro, che usa una struttura tipica da film gangster-noir e la riempie di riflessioni e suggestioni visive, il tempo che passa senza risolvere i suoi nodi, l'amore impossibile, il rispetto e l'incomunicabilità tra culture troppo diverse. Il personaggio di Takakura è da galleria dei miti.
MEMORABILE: Il dialogo tra Heiko e Kilmer, con le parole sostituite dalla musica per evitare inevitabili banalità.

Domino86 21/04/10 16:23 - 573 commenti

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Buon film questo di Sydney Pollack, procede lentamente ma riesce a non annoiare e affaticare lo spettatore. Un noir che procede lentamente con intrighi interessanti e attori che, con la loro interpretazione, danno molto alla pellicola stessa. Consigliato.

Galbo 19/01/11 07:15 - 11728 commenti

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Tra i migliori film del regista americano Sydney Pollack, è la storia di un americano che torna in Giappone per aiutare un amico la cui figlia è stata sequestrata dalla potentissima mafia locale. Thriller concitato e di grande impatto, dalle atmosfere torbide e violente, presenta scene d'azione ben realizzate e una fotografia di ottimo livello. Bella sceneggiatura di Robert Towne e grande interpretazione di Robert Mitchum.

Belfagor 12/04/11 20:44 - 2645 commenti

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Pollack unisce tensione e tempi dilatati nel registro narrativo di quello che è probabilmente il suo miglior film. Ne risulta, nonostante la violenza, una visione malinconica dei rapporti umani. Il problema fondamentale risulta essere l'incomprensione reciproca, sia essa personale o culturale; la soluzione risiede nell'amicizia. Prove attoriali ottime, specialmente quella di un ingrigito ma comunque immenso Mitchum. Tutto ciò, assieme alla sceneggiatura e alla fotografia, lo eleva dal rango di semplice noir. Elegante e struggente.

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Giùan 8/11/11 12:28 - 3503 commenti

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Deflagrante commistione tra noir classico americano e cultura giapponese, frutto dell'intuizione geniale di Paul Schrader (autore poi con Towne del fenomenale script). Yakuza, il miglior Pollack di sempre, è un film intriso di una malinconia sepolcrale in cui miracolosamente (e laicamente) non c'è nulla di funereo. Merito di un rispetto sincero per l'altro che, come l'amicizia vera, parte dal presupposto di accettare senza presunzione di capire fino in fondo chi è diverso. Struggente Mitchum, appassionato Takakura, dolcissima Keiko. Esoterico score di Grusin.
MEMORABILE: Il racconto di Edelman, su sottofondo musicale, dell'antefatto mentre Mitchum va a trovar Keiko; La morte dei due ragazzi; Il taglio del dito di Kilmer.

Jandileida 26/12/11 23:45 - 1353 commenti

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Gran noir dal ritmo avvolgente che cattura sopratutto grazie ad un non superficiale affresco del Giappone e dei valori dell'onore e dell'amicizia come comuni denominatori tra mondi diversi (ed ancora alle prese con una difficile ricomposizione) facendo di Mitchum il medium attraverso il quale lo spettatore riesce ad entrare nella storia. La fantastica fotografia e la regia secca ma che non disdegna momenti di gran classe (da cui attingerà anche Tarantino della sposa) fanno il resto, assieme ai tre grandi protagonisti, regalando due ore di gran cinema.

Saintgifts 12/02/12 16:08 - 4098 commenti

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In primis è l'incontro di due culture profondamente diverse non tanto nelle sostanze di fondo (gratta gratta ci si ritrova con gli stessi ingredienti) ma nelle forme e negli atti (e nei gesti), come dice Mitchum. Due popoli che sono stati "costretti" ad incontrarsi e a condividere interessi. Pollack fatica un po' a coniugare il pensiero nipponico e, in casi come questo, una coregia nippo-americana avrebbe giovato. Supplisce molto bene la fotografia di Okazaki e le interpretazioni di Mitchum, Takakura, Kishi.

Fauno 6/11/12 09:58 - 2029 commenti

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Come storia in sè è caparbia. Magari fatta 20 anni dopo e con un po' più di spettacolo nei combattimenti di samurai, avrebbe avuto più rilevanza. In compenso disciplina, onore, indebitamento morale, parentele, che sono parametri d'acciaio nel paese del Sol Levante, sono abilmente trattati. Toccante e magistrale l'epilogo, che scosta e non di poco il film dalla classica americanata...
MEMORABILE: L'abile mistura di arti marziali e pallottole, che rende molto verosimile e poco avventuroso il tutto!

Nicola81 6/06/15 13:05 - 2246 commenti

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Solida sceneggiatura di Robert Towne e dei fratelli Schrader per un noir che è anche una riflessione su valori come l'amicizia, la lealtà e l'onore, ma soprattutto un viaggio in una cultura (anche criminale, perché no?) profondamente diversa da quella occidentale. Bella storia, buon ritmo e ottime interpretazioni, soprattutto sul versante nipponico. Visto con occhi odierni gli manca un po' di incisività nelle scene d'azione, ma solo perché Pollack, per quanto fosse bravo, non era certo John Woo...

Daniela 9/03/17 23:05 - 10924 commenti

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La trama sembra da film d'azione ma questa, pur presente, è rappresentata per lampi fulminei, in maniera quasi impressionistica, tranne che nella lunga sequenza nel finale. Il tema è invece l'amicizia virile: quella proclamata ma infida fra Kilmer e Tanner e quella tacita e riluttante, nata da un'obbligazione morale, fra lo stesso Kilmer e Ken, fratello della donna da lui amata vent'anni prima. Sullo sfondo dell'incontro/scontro fra due culture che sembrano e forse sono inconciliabili, un noir intenso dominato da una splendida coppia di attori, il malinconico Mitchum ed il samurai Takakura.
MEMORABILE: L'agguato dentro la piscina; La rivelazione dei veri rapporti fra Ken e Eiko; Il colloquio finale fra Kilmer e Ken

Rufus68 4/11/17 00:02 - 3394 commenti

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Il film fila via ordinario sino all'ultima mezz'ora. Ecco l'impennata: il duello epico nella casa da gioco, ove la violenza si distingue fra irruenza occidentale e ieraticità orientale; quindi la rivelazione e il finale. Pollack sublima l'etica americana e western in una cornice più ampia e universale: anch'essa una concessione a una diversa visione dell'umano. Mitchum, come Shigeta, è bravo; Takakura indimenticabile.

Rocchiola 8/03/18 11:50 - 922 commenti

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Con Killer elite di Peckinpah è uno dei primi film americani a omaggiare il cinema d’azione orientale. Sceneggiato da Schrader e Towne è un noir crepuscolare e malinconico basato sui temi dell’amicizia virile e dell’etica esistenziale visti da due culture tra loro molto diverse. Pollack adotta un passo lento interrotto da alcune magistrali parentesi d’azione violenta elegantemente stilizzate. Superlativo Mitchum dolente uomo d'azione segnato dal passato. Takakura riprenderà il suo ruolo di uomo dalle rigide regole morali in Black rain.
MEMORABILE: L'agguato in piscina; L'uccisione di Dusty; L'incontro tra Kilmer e Eiko dopo molti anni d'assenza; Il figlio di Ken con il ragno tatuato in testa.

Alex1988 12/08/18 18:25 - 728 commenti

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Lodevole noir di Sydney Pollack, sceneggiato da Paul Schrader, che mescola sapientemente gli ingredienti del noir classico americano, ben rappresentato dal personaggio di Robert Mitchum, al film d'azione d'oriente. In realtà qui di azione ce n'è poca e la violenza non è mai fine a se stessa. Purtroppo non gode di grande fama, rispetto ad altri film di Pollack, ma merita di certo una visione.

Fulleffect 13/09/21 16:09 - 106 commenti

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Un gran peccato che in Italia non sia particolarmente conosciuta questa meraviglia cinematografica firmata Sidney Pollack, che invece avrebbe tutte le carte in regola per essere un cult. Si tratta di un film che unisce il noir, l'epica del western crepuscolare americano e i film di yakuza giapponesi con una spolverata di action anni '70. I due eroi, interpretati magnificamente da Robert Mitchum e Ken Takamura, sono due esempi di uomini di un'epoca passata che faticano ad orientarsi in un mondo che sembra aver perso i propri valori. Malinconico, affascinante, immancabile.
MEMORABILE: I titoli di testa; L'incontro tra Mitchum e la sua vecchia fiamma; La doppia amputazione del dito.

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Magi94 17/10/21 19:58 - 777 commenti

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Classico di Pollack, forse non così resistente al passare dal tempo come la sua fama farebbe pensare. Abbiamo per le mani un tipico thriller ambiguo di quelli che piacciono al regista, ma nella per lui esotica location giapponese. Su questo versante si aprono le crepe più vistose: il mondo nipponico viene dipinto con una buona dose di stereotipi non solo formali, ma spesso anche culturali (si pensi al ripetitivo discorso sul dovere). Lati più "impegnati" di un'opera che si fa invece apprezzare per la storia intricata e per gli aspetti estetici, uno su tutti la splendida fotografia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Tarabas • 2/08/09 10:43
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    Bella scena, vero, ma io vado un po' controcorrente.
    Secondo me la "cifra" del film è la scena dell'incontro tra Kilmer e Heiko, con i due innamorati ormai anziani che sfogliano vecchie foto,ma di cui non sentiamo il dialogo, sostituito dalla musica.
    Qualunque parola sarebbe suonata banale,meglio lasciare tutto com'è.
    Per me c'è tutto il film.
  • Curiosità Ciavazzaro • 25/12/09 11:05
    Scrivano - 5629 interventi
    Martin Scorsese voleva dirigere il film,ma i produttori preferirono Sidney POllack.

    Fonte:Imdb
  • Discussione Tarabas • 8/03/17 17:18
    Formatore stagisti - 2071 interventi
    Daniela, come promesso, rimanendo nel lontano oriente (solo come ambientazione) ti segnalo questo film.
  • Discussione Daniela • 8/03/17 18:15
    Gran Burattinaio - 5693 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    Daniela, come promesso, rimanendo nel lontano oriente (solo come ambientazione) ti segnalo questo film.

    Visto tantissimo tempo fa: sempre adorato Mitchum, con la sua aria fra lo strafottente ed il sonnolento, di chi ha capito tutto della vita ma non ha proprio voglia di perdere tempo a spiegarlo a chicchesia, anche se ne va di mezzo la sua vita.
    Colgo volentieri l'occasione della tua chiamata per un rinfresco mnemonico :o)
  • Discussione Galbo • 8/03/17 19:03
    Consigliere massimo - 3873 interventi
    Un bellissimo film, lo consiglio "caldamente" anche io...
  • Discussione Buiomega71 • 8/03/17 19:09
    Pianificazione e progetti - 23334 interventi
    Insieme a Non si uccidono così anche i cavalli, per quanto mi riguarda, è il miglior Pollack
  • Discussione Daniela • 9/03/17 23:46
    Gran Burattinaio - 5693 interventi
    Rivisto stasera, gran bel film.
    Tanti anni fa, quando lo vidi per la prima volta, restai impressionata soprattutto dalla prestazione di Mitchum, che è sempre stato uno dei miei attori preferiti. Adesso ho apprezzato molto anche Ken Takakura, presente anche in Black Rain di Ridley Scott. Mi è venuto inevitabile il confronto fra i due film: quello di Scott è indubbiamente confezionato con gran cura e visivamente assai bello, ma per quanto riguarda trama e disegno dei caratteri non ha la profondità di quello di Pollack e non mi ha trasmesso emozioni di pari intensità.

    Quanto a quale film sia il capolavoro del regista, per me la palma del migliore se la giocano questo Yakuza, Non si uccidono così anche i cavalli e Corvo Rosso non avrai il mio scalpo: sono tanto diversi che non saprei scegliere fra i tre, assegno allora un bel pari merito sul gradino più alto del podio.
  • Homevideo Rocchiola • 8/03/18 11:59
    Call center Davinotti - 1216 interventi
    Il DVD della Warner tuttora reperibile a prezzi abbordabili presenta un immagine praticamente perfetta priva di difetti e ben definita. L'audio italiano mono è invece mediocre, piuttosto chiuso ed ovattato.
    E' uscito anche in bluray (Warner - Region Free), sia in edizione singola che doppia ma solo con audio inglese originale.
  • Homevideo Buiomega71 • 19/09/21 14:05
    Pianificazione e progetti - 23334 interventi
    In dvd per Sinister, disponibile dal 21/10/2021