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SHAZAM!

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/4/19 DAL DAVINOTTI
Sorvoliamo volentieri sulla confusione dovuta al fatto che siano usciti quasi in contemporanea due film figliati dallo stesso personaggio (Shazam è il nome con cui venne ribattezzato Capitan Marvel nel 1972 dopo lunghe dispute legali) per notare quanto invece l'opera di Sandberg prenda stilisticamente le mosse dalla tendenza attuale di ironizzare abbondamente sul tema supereroi. E' in particolare a DEADPOOL che SHAZAM guarda, considerata la quantità di battute attraverso le quali ci si diverte a smitizzare l'imperturbabile perfezionismo di un universo che ormai conta decine di personaggi quasi sovrapponibili, se non fosse per le diverse abilità di ognuno. Qui la fucina dove nasce il nostro eroe senza nome (gliene assegnano mille differenti, nel corso della vicenda) è l'antro cupo dove un mago barbuto nega i suoi poteri a un ragazzino giunto lì dopo un incidente in auto aprendogli senza saperlo la via per farlo diventare il cattivo di turno. Poteri che trasmetterà invece a Billy (Angel), giudicato più consono a supertrasformarsi per difendere i deboli. Così Billy, un teenager come tanti, quando il fulmine evocato dalla parola magica "Shazam!" lo colpisce, cambia in un attimo età e look per diventare l'ennesimo supereroe in mantello e tuta aderente (Levi), inizialmente ignaro dei superpoteri conseguiti. Ci penserà a testarli un amichetto con cui vive in una singolare casa-famiglia: dovranno insieme capire quali siano e cosa gli permettano di fare. E' la fase più divertente, ripresa altre volte nel corso del film: un Billy diventato improvvisamente adulto (Levi) si scoprirà capace di lanciare fulmini dalle mani, di spostarsi da un posto all'altro a velocità supersonica e persino di volare, con un po' di esercizio. Fortunatamente ci pensa una sceneggiatura scritta con buon gusto per l'ironia a non farlo diventare imbattibile e altezzoso come molti suoi “colleghi”. A legger bene tra le righe possiamo rinvenire nel copione tracce di quel DA GRANDE in cui Pozzetto (o Tom Hanks nella variante americana) si ritrovava ragazzino prigioniero nel corpo di un cinquantenne: un'idea furba perché mette in contrasto comportamenti spesso infantili con l'apparenza di chi dovrebbe mostrarsi invece maturo almeno quanto il suo aspetto comunica; sono spunti che si sposano bene agli intenti a tratti dichiaratamente comici del film. Se però un supereroe un po' fesso che gioca coi propri poteri è a tratti spassoso, se il villain (bravo Strong) stupisce per la naturalezza con cui vola e attacca nonché per la capacità di emanare dal corpo uno strano fumo che si solidifica materializzando mostri, son le fasi con i ragazzini in scena a evidenziare le debolezze di una regia che deve fare i conti con una durata assolutamente esagerata (si superano ancora una volta le due ore). Gli effetti speciali, in gran quantità, sollazzano, ma quando si tratta di procedere rientrando in dinamiche da cinema per famiglie le cose peggiorano sensibilmente, mentre i lunghi incontri col mago barbuto sanno di fantasy di quart'ordine. Il solito finale con zuffa volante interminabile (in questo caso con lo sfondo di un luna park) è il segno di una routine da cui pare sia possibile liberarsi ormai solo con l'umorismo. E quello, se non altro, qui spesso funziona, grazie anche alla simpatia di Zachary Levi. La Filadelfia di ROCKY (con tanto di scalinata e citazione) offre un'ambientazione insolita.
il DAVINOTTI

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124c 8/4/19 1:47 - 2627 commenti

Shazam conserva quell'alone d'infantile ingenuità che lo ha sempre contraddistinto dal 1939, benché il suo nome degli esordi oggi lo possano usare solo Brie Larson e la Marvel. E' un Superman per famiglie; anzi, è un Ralph supermaxieroe con un buon budget. Prologo magico quasi alla Aladdin, un'evoluzione alla Goonies e un finale degno de Gli incredibili. Quel che colpisce è Billy Batson, l'alter-ego 15enne d1 Shazam abbandonato dalla madre biologica e accolto in una stramba famiglia. Zachary Levy in costume fa il verso al suo Chuck tv.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I sette peccati capitali in versione mostri alla Ghostbusters; Mark Strong/Sivana versione super-Lex Luthor; Il finale al luna park.
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