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IL PETOMANE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 7
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Nessuno era più indicato di Ugo Tognazzi per interpretare ruoli che si dividevano amabilmente tra la volgarità e la raffinatezza. In IL PETOMANE il compianto attore riprende un po' quel tipo di eccentricità profondamente umana che già gli avevamo visto esibire nella straordinaria caratterizzazione di Renato nel VIZIETTO: un uomo sicuro di sé ma che le circostanze (qui la storia d'amore con la Melato, lì l'arrivo del figlio con conseguente dramma matrimoniale) costringono a nascondere la parte meno “onorevole” del proprio personaggio. Non è un caso se siamo di nuovo in Francia, anche se riportati agli inizi del secolo in piena Belle Epoque. Nella patria del bon ton, ma anche della democrazia e dell'uguaglianza, non era possibile che un fenomeno come Joseph Pujol (realmente esistito) non scatenasse dispute sociali intense. Così finisce che, durante una delle tante serate al Moulin Rouge dove si esibisce nel suo spettacolo di peti accompagnato agli strumenti dai figli (tra di loro anche Ricky e Gianmarco, quelli veri), un esponente di un comitato moralista chieda di sospendere tutto. Enrico Medioli scrive con la coppia Benvenuti/De Bernardi soggetto e sceneggiatura, Pasquale Festa Campanile dirige con buon ritmo un film divertente e mai stupido, percorso dai brividi di un'interpretazione perfetta da parte di Tognazzi ma insieme penalizzato dagli accenti troppo melodrammatici dati dall'interpretazione della Melato. In ogni caso l'elevazione del peto a forma d'arte è ottimamente resa dai “suoni” giusti, che fluiscono per tutto il film con divertenti variazioni di tono, riuscendo a rendere al meglio le diverse possibilità di una facoltà tanto insolita. Un finale degno e tante risate, pur se mai sguaiate come si sarebbe portati a pensare. Un film a suo modo unico, come unico fu Joseph Pujol.
il DAVINOTTI

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Galbo 19/11/09 15:23 - 10987 commenti

Film quantomai curioso, basato sulla biografia (romanzata) di un personaggio realmente esistito e dalle doto a dir poco peculiari. Buona l'interpretazione (sardonica ed autoironica al punto giusto) di Ugo Tognazzi che riesce a tenere desta l'attenzione su un argomento che perderebbe altrimenti subito interesse.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Undying 22/10/07 21:26 - 3875 commenti

Ispirato dalla biografia di tale Joseph Pujol: panettiere (sic!) marsigliese con indole aerofoga. Tappiamoci dunque il naso per meglio "gustarci" l'esibizione di un attore in grado di calcare le scene di qualunque genere cinematografico. Un Tognazzi apparentemete minore in realtà in grado di estrinsecare la sua vena artistica innata ed il suo talento espressivo (al di là di facili ironie). D'altra parte, a discapito del tema di cattivo gusto (meglio: cattivo odore) a firmare la regia è Pasquale Festa Campanile, che (ben) affianca a Tognazzi la brava Mariangela Melato.
I gusti di Undying (Horror - Poliziesco - Thriller)

Puppigallo 17/12/09 18:02 - 4357 commenti

Tognazzi era proprio un fuoriclasse, perché rendere dignitoso un personaggio come questo, senza scivolare nel pecoreccio, ma solo sfiorandolo, era quasi impossibile. Lui c'è riuscito. Purtroppo, ma questo esula dalla critica, gli argomenti non suscitano molto il mio interesse (amore travagliato e flatulenze). Devo però dire che si tratta di un'onesta pellicola, che dice quello che deve dire senza ricamarci (a parte le fantascientifiche intonazioni flatulenziche, che credo l'originale non abbia mai prodotto, visto che trattasi di storia vera). Bene anche la Melato. Nel suo genere, riuscito.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Tognazzi bacchetta il manager per il provino a una donna e lui si difende così: "Ho messo 'Cercasi violoncellista', dovevo scrivere violoncellisto?".
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Daidae 4/8/10 21:59 - 2609 commenti

L'ottimo Tognazzi (che qui potete ammirare con i figli che mai saranno all'altezza del padre) in una bella commedia sulla vita (meglio, su una parte della vita) di un vero petomane. Divertente al punto giusto, con un leggero taglio politico; un ottimo film che non risente degli anni.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il petomane scoreggia gli inni.
I gusti di Daidae (Comico - Horror - Poliziesco)

Fabbiu 29/2/12 15:49 - 1895 commenti

Il bello di questo film - che prende il nome di Joseph Pujol, per costruirci intorno una bella vicenda, a tratti fedele a ciò che attiene a testimonianze varie dell'artista, in altri casi inventate e contestualizzate nella commedia (l'origine della guerra per intenderci, simpatica idea per altro) è nel suo costante mantener vivo un clima raffinato, coerente alla belle epoque d'ambientazione e anche al tema inquadrato: capire (lo farà un tribunale) la linea di confine tra buon gusto e vera arte; il film sa essere l'esempio dello stesso quesito.
I gusti di Fabbiu (Commedia - Fantascienza - Fantastico)

Il ferrini 24/7/17 0:57 - 1513 commenti

Un film inaspettatamente elegante soprattutto per merito di un monumentale Tognazzi, qui con entrambi i figli a seguito e affiancato da una sempre raffinata Melato. L'intera vicenda è decisamente romanzata ma è effettivamente vero che molti ambienti della sinistra si schierarono contro la censura degli spettacoli di Pujol. Bella la fotografia di Alfio Contini e asciutta la regia, buona anche la ricostruzione storica. La prima esibizione e il finale sono esilaranti. Meritevole.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Jandileida 25/3/11 11:16 - 1143 commenti

La grandezza di un attore sta anche, secondo me, nella capacitá di togliere qualcosa alla propria interpretazione, di renderla sottile e di evitare di caricarla troppo: e qui Tognazzi ci offre una prova che, altafinianamente, dovrebbe essere inserita alla pagina 4 del manuale dell'attore. Per il resto il film scorre placido, anche troppo, nel racconto della vita di un artista "ventoso" alle prese con un amore difficile e la censura. Troppo impostate la regia e la ricostruzione storica. In fin dei conti le risate latitano ma Tognazzi salva capre e cavoli.
I gusti di Jandileida (Azione - Drammatico - Guerra)